14 luglio 2006

Condannate

Condannate, siamo condannate da sempre ad una castita' non voluta.
Tutto e' iniziato secoli fa, con l'affermazione del Cristianesimo e con la fobia dei Padri della Chiesa nei confronti del sesso femminile visto come un pericoloso nemico dell'ordine pubblico. Essere demoniaco a causa delle animalesce pulsioni scatenate nel uomo, essere impuro per la mensile condanna, stregonesca consorte di Satana la donna per secoli e' stata relegata in casa, educata alla gestione domestica e alla perpetuazione della razza.
Poi e' arivato il Dolce Stil Novo a proporre un modello femminile fatto di donne eteree, asessuate, elevate ad altezze angeliche dall'impotente sentimento del maschio intellettuale.
Passando per gli struggimenti amorosi di Leopardi per la defunta Silvia, arriviamo al bigottissimo dopoguerra, ai ricami sulle camicie da notte che annunciavano Non lo fo' per piacer mio per dare un figlio a Dio... Ancora dopo la "rivoluzione sessuale" degli anni '70 alcuni pretini di campagna, durante la confessione, non avevano imbarazzo a chiedere alle loro pecorelle con quanta frequenza avevano rapporti (sotto il tetto coniugale, s'intende), se provavano piacere o se lo facevano per assecondare le amanie del marito, se usavano o meno precauzioni proibite.
Situazione pesante, non c'e' dubbio.
Ore le cose sono molto cambiate. Si potrebbe gridare con giubilo: "Che fortuna!"
Mah...
Se da un lato e' vero che abbiamo preso possesso del nostro corpo, dei nostri desideri, dei nostri pruriti, se consideriamo l'equazione: l'uomo pensa solo al sesso=la donna e' disponibile, il risultato dovrebbe essere scoppiettante come dei fuochi d'artificio il 15 agosto!!!
Invece...
Le nostre nonne potevano ribellarsi: nell'intimo della loro alcova, complici l'oscurita' e accoglienti fienili o fumanti stalle, il peccaminoso esercizio del piacere veniva perpetrato sfidando le eterne fiamme dell'inferno.
Noi invece no. Trovare un maschio nostro coetaneo sessualmente interessato e' praticamente impossibile. Anche se a parole...
Oggi il30-40enne e' sempre piu' concetrato su se stesso, su una carriera spesso inesistente. Coccolato dalla mamma-chioccia, attaccato ai suoi hobby (la moto, la macchina, la pesca...) come una cozza allo scoglio, gli rimangono poche energie da concetrare sul malloppetto in modo che possa ergersi orgoglioso in tutta la sua possenza.
E non c'e' modo di ribellarsi a questa situazione...

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