30 ottobre 2008

La moltiplicazione dei panni e dei pesi



Ieri sera ho assistito ad un miracolo! Probabilmente l'ho compiuto io senza saperlo.


Domani lascero' definitivamente Milano per tornare nella mia amata Padova e, per non prendermi all'ultimo con mille cose da fare, ieri sera ho fatto le valigie.


Gia' una settimana fa avevo portato a casa due bei borsoni colmi colmi e avevo calcolato ad occhio il volume delle cose rimaste.


Ma e' avvenuto un prodigio! Piu' riempivo la valigia e meno l'armadio si svuotava. La valigia era all'orlo e i cassetti pullulavano di calzini, mutande... E c'era ancora il mobiletto del bagno da affrontare.


Ad un certo punto ho smesso di lottare con il soprannaturale e mi sono messa a letto. Finiro' stasera e domani mi ritrovero' cosi'















E come ogni donna che si rispetti continuero' comunque a dire: "Non ho niente da mettermi"

10 ottobre 2008

MySpace, Facebook e dell'amicizia

Ecco, rovinata la giornata. O almeno la mattinata.

Questa mattina trovo una mail in cui mi si prende in giro perche' una conoscente che non sopporto ha inserito una foto nel suo facebook (chissa' se si dice cosi') nella quale ci sono anche io.

Le ho gentilmente chiesto di toglierla. E lei si e' risentita perche' mi "riteneva un'amica".

E poi ha ricambiato il favore al delatore rivelandomi che anche lui ha inserito una foto in cui c'e' la mia faccia.


E qui mi sono veramente girate le mezze mele.


Punto 1) Se non mi sono iscritta in nessuno dei due siti, ci sara' un perche'. Non ti viene in mente che questa smania di apparire sempre e comunque forse non mi appartiene?


Punto 2) Perche' devi pensare che a te piace metterti in mostra questo valga anche per gli altri?


Punto 3) Visto che quella e' la mia faccia, non potresti avere almeno la delicatezza di chiedermi se mi fa piacere ed eventualmente farmi scegliere la foto da rendere pubblica?




Ma soprattutto, possibile che per ottenere dell'amicizia basti un click?


09 ottobre 2008

Rimanere zitella. Ragione numero 2

Ragione numero 2_ Mai fidarsi delle promesse (nemmeno di quelle di matrimonio)

Una sera mi telefona G. e mi chiede di uscire. Estate 1998. L’uomo che aveva ottenuto per la seconda volta l’esclusiva sul mio cuore era lontano. Troppo lontano. E il mio cuore in esclusiva era in uno stato pietoso.

Incipit.
torniamo un po' indietro.
G. durante gli anni delle superiori era quello che stava sul penultimo gradino dell’autobus, io stavo sull’ultimo. Ho passato circa tre anni con il suo zaino incollato alla mia guancia.
Ci eravamo simpatici, uscivamo spesso insieme (lui e i suoi amici mi invitavano sempre alle loro serate tra maschi). Ad un certo punto, per qualche strano incantesimo, G. improvvisamente divento' consapevole della mia femminilita’.
Nello stesso momento una nuova frequentatrice della compagnia si era perdutamente innamorata di lui e, come naturale conseguenza, aveva cominciato ad odiarmi.
G. da bravo ometto con le palle ha lasciato a me la responsabilita’ della scelta:
“Tu mi piaci, lei mi adora e io non so decidermi, fallo tu”.
Io che avevo il cuore in frantumi per quello di cui sopra, ma che non avevo perso le speranze, e che non avevo il minimo interesse per G. decisi per lui: con un gesto di grande generosita', lo lascia a quella sventurata.
Sei anni dopo.
Usciamo (io sempre convinta che si trattasse di una serata tra maschi), andiamo in un pub, lui si sfila una scarpa e mi fa piedino. Ingoio gli insulti e gli faccio carinamente capire che non mi sembrava proprio il caso: lui fidanzato, io con il cuore spremuto, entrambi in pubblico.
La taglio corta, la situazione stava diventando pesante. Gli chiedo di accompagnarmi a casa.
Explicit
A poche centinaia di metri da casa svolta in una stradina di campagna, buia e lontana da qualsiasi presenza umana e… mi salta addosso e comincia a palparmi le tette!
Una sberla ben piantata gli fa calare un po’ il testosterone e questo impunito mi chiede scusa giustificandosi:
“Volevo solo vedere se mi ricordavo bene…”
Ricordavo bene, cosa???? Ma quando mai! Nei tuoi sogni forse!
Alla fine in lacrime mi confessa che di li’ a 2 mesi si sarebbe sposato e che se solo gli avessi detto si, avrebbe mollato tutto, per me.
E io che 6 anni prima pensavo di aver fatto una buona azione…

07 ottobre 2008

Ipse dixit

Dal sito di Repubblica:
Mutui, Papa: "I soldi scompaiono solo la parola di Dio è solida"

Hei, lassu'!

I casi sono due: o rimetti in produzione la manna o rendi calorica la Parola di Dio, che qua sulla Terra se i soldi scompaiono la pancia resta vuota.

Se le prime due ipotesi non fattibili c'e' sempre una terza via d'uscita: cambiare il tuo vicario in terra.

06 ottobre 2008

Rimanere zitella. Ragione numero 1

Credo sia iniziato tutto cosi'.
Con la nonna paterna che quando ho compiuto 15 anni ha iniziato a guardarmi con disprezzo misto a pena e a dirmi che ormai "avevo perso il giro".
E con la nonna materna che mi ripeteva tutti i giorni:
"Varda che da sposare non te ghe' gnente, ma gnanca da sposa'*".



*Trad. "Tranquilla, se rimani da sposare non hai nulla, ma nemmeno se ti sposi".

02 ottobre 2008

Giustizia divina- Giustizia terrena

Dal dentista. Sala d'attesa quasi vuota. Solo io e lui.
Il lui e' un arzillo vecchietto che attacca subito bottone chiedendomi di spiegargli una frase che stava leggendo su una rivista.

La conversazione continua con il vecchietto che, lentamente ma inesorabilmente, si avvicina sempre di piu'. Arrivato sulla sedia vicino alla mia vengo avvolta da una zaffata inequivocabile: il vecchietto aveva di certo fatto colazione con del buon rosso!
Probabilmente ho avuto una reazione istintiva, senza accorgermene devo essermi tirata un po' indietro perche' il vecchietto ha esclamato:

"Non preoccuparti, non ti tocco perche' e' peccato".

"Se mi tocchi e' reato e io ti denuncio", e' stata la mia risposta.

A quel punto sono stata chiamata dall'assistente del dentista che ha salvato entrambi.