Ieri ho detto addio al fedele cartamodello per abiti.
Era con me da molti anni: sulla velina avevo annotato: Mod.Base abito 2010, ma era la copia di uno precedente che si era sciupato.
È stato la base di tutti i miei vestiti, da quelli più semplici a quelli più elaborati. Sempre lui, una certezza.
Era un modello anni 50, con molte pinces che strizzavano la vita e mettevano in risalto il seno.
Ieri ho piegato con cura la carta e l'ho infilato in una busta, per sempre.
Con la morte nel cuore ho preso il metro, mi sono presa le misure (ahimè), ho tirato le linee perpendicolari e ho fatto un nuovo cartamodello.
Una linea più scivolata, niente più pinces... Il mio corpo è cambiato in fretta, quasi all'improvviso: il vitino da vespa è solo un lontano ricordo, i fianchi si sono allargati, le braccia non sono più così sottili.
Ho tagliato la stoffa senza convinzione e senza gioia ho cominciato a cucire.
Me lo sono provata e con stupore ho visto che mi stava bene!
Il mio corpo è cambiato, e ci posso fare poco. Posso nutrirmi solo di insalate, camminare per kilometri, stremarmi di addominali, ma non sarà più come prima.
Mi guardo allo specchio a lungo.
Mi rendo conto che posso essere carina e elegante anche con delle forme diverse, anche indossando delle linee diverse.
Ripiego con cura la carta e sorrido al mio nuovo cartamodello.
Siamo alla continua ricerca della nostra mezza mela. La mia se la deve essere mangiata qualcuno. (mi ero sbagliata)
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09 giugno 2017
21 agosto 2013
Dove ho sbagliato?
"Sei una cara amica"
Mi ripetono spesso, sempre più uomini.
Mi ripetono spesso, sempre più uomini.
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Vita da single
10 luglio 2013
Sfide femminili
Da bambine molto piccole, quando si è ancora dei maschiacci, ci si sfidava a "vediamo chi arriva per prima", "vediamo chi corre più forte"!
Poi arrivarono le sfide più leziose: "guarda come faccio bene la ruota, prova anche tu", "io riesco a fare la spaccata, secondo me tu non ce la fai".
Il tempo di qualche schiacciata a pallavolo e le sfide diventano meno aperte, meno dirette: un tacco, una scollatura...
Per arrivare a un caldo pomeriggio di luglio, in una sala pausa fumosa nella quale quattro donne, tre quarantenni e una trentenne, si sfidano a chi riesce a "versare il sale" senza tremolare troppo.
Poi arrivarono le sfide più leziose: "guarda come faccio bene la ruota, prova anche tu", "io riesco a fare la spaccata, secondo me tu non ce la fai".
Il tempo di qualche schiacciata a pallavolo e le sfide diventano meno aperte, meno dirette: un tacco, una scollatura...
Per arrivare a un caldo pomeriggio di luglio, in una sala pausa fumosa nella quale quattro donne, tre quarantenni e una trentenne, si sfidano a chi riesce a "versare il sale" senza tremolare troppo.
02 luglio 2013
Invecchiare
Gli anni passano, non c'è rimedio. L'unico modo per fermare il tempo che passa è un tantino definitivo, meglio evitare.
E con i passare degli anni arrivano i cambiamenti, soprattutto fisici. Ce lo dice lo specchio.
E davanti allo specchio abbiamo due possibilità:
E con i passare degli anni arrivano i cambiamenti, soprattutto fisici. Ce lo dice lo specchio.
E davanti allo specchio abbiamo due possibilità:
- Avvicinare il viso, scrutare ogni centimetro quadrato di pelle, notare quella piccola ruga che ieri non c'era, l'ovale del viso non più regolare, le guance non più pienotte, lo sguardo un po' triste. Abbassare gli occhi, vedere il seno non più di marmo, la pancetta prominente. Girarsi e, da sopra le spalle, sbirciare le natiche, meno rotonde, registrare i nuovi buchetti di cellulite. Girarsi incazzata e maledire lo specchio e il certificato di nascita.
- Avvicinare il viso, scrutare ogni centimetro quadrato di pelle, notare che quella piccola ruga che ieri non c'era è proprio buffa, che l'ovale del viso, non più regolare, ti dà carattere, che le guance non più pienotte mettono in risalto i tuoi zigomi alti, lo sguardo più malizioso. Abbassare gli occhi, vedere il seno non più di marmo, ma che dai, si difende ancora bene, la pancetta prominente che fa simpatia. Girarsi e, da sopra le spalle, sbirciare le natiche e apprezzare il lavoro in palestra degli ultimi mesi, registrare che i buchetti di cellulite sarebbero potuti essere voragini. Girarsi soddisfatta e dare un'ultima occhiata al fondoschiena, non male.
Ci sarebbe anche una terza possibilità, l'indifferenza, ma di questa non c'è niente da dire.
30 giugno 2013
I secondi bui
Sono andata a farmi un pisolino. E mentre le pieghe del cervello si stendevano per abbandonarsi all'abbraccio di Morfeo, hanno ricominciato a riaffiorare i ricordi. Piccoli, brevissimi frammenti, pochi secondi della mia vita attorno ai 20 anni.
Un incontro tra amici, una discussione con i miei, un successo al lavoro, la prima volta che ho visto il mio grande amore.
Ho notato che in tutti questi ricordi il cielo è scuro o perché ambientati di notte o perché il cielo è coperto come prima di un grosso temporale. Ma un ricordo con la luce del sole.
Ora, o è una coincidenza o ho passato un gran periodo di merda.
Un incontro tra amici, una discussione con i miei, un successo al lavoro, la prima volta che ho visto il mio grande amore.
Ho notato che in tutti questi ricordi il cielo è scuro o perché ambientati di notte o perché il cielo è coperto come prima di un grosso temporale. Ma un ricordo con la luce del sole.
Ora, o è una coincidenza o ho passato un gran periodo di merda.
26 giugno 2013
Diritti e doveri
Sono convinta, da sempre, di non avere il diritto di essere triste e di avere il dovere di mostrarmi sempre allegra.
02 giugno 2013
Sindromi
Ci sono donne, molte, che hanno la sindrome della crocerossina e quando vedono un uomo che sta male, più veloci di Superman, indossano la divisa e si fanno in quattro per accudirlo.
Io ho la sindrome del giullare e, quando vedo un uomo (ma anche una donna) che sta male, indosso sonagli e campanelli e mi faccio in quattro per farlo ridere.
E poi mi lamento che non vengo presa sul serio.
Io ho la sindrome del giullare e, quando vedo un uomo (ma anche una donna) che sta male, indosso sonagli e campanelli e mi faccio in quattro per farlo ridere.
E poi mi lamento che non vengo presa sul serio.
09 aprile 2013
Punti di vista davanti allo specchio (cose di donne)
Se al mattino ti guardi allo specchio e ti vedi dimagrita, se ti viene voglia di prendere il metro in mano per confermare la sensazione, se tristemente realizzi che nulla è cambiato, se maledici i mesi di sforzi e sacrifici, torna davanti allo specchio e cambia punto di vista.Guardati, ad esempio da sopra le spalle. I conti potrebbero tornare e la giornata improvvisamente migliorare.
27 marzo 2013
Circolo vizioso
Che poi, alla fine, ci si ritrova a concentrare le proprie attenzioni su chi ci dedica le sue.
25 marzo 2013
18 marzo 2013
Del perché non ho un cane
Non mi hanno insegnato, non mi hanno abituata, non sarei in grado di reggere quello sguardo di amore incondizionato.
16 febbraio 2013
15 febbraio 2013
Vorrei
Vorrei addentare il fungo di Alice (nel paese delle meraviglie) per poter, almeno una volta, sapere cosa si prova ad essere piccola piccola.
30 gennaio 2013
Non
Non possiamo vederci.
Non possiamo baciarci.
Non possiamo toccarci.
Non possiamo parlarci.
Non possiamo spiegarci.
Non possiamo capirci.
Non possiamo almeno dimenticarci?
Non possiamo baciarci.
Non possiamo toccarci.
Non possiamo parlarci.
Non possiamo spiegarci.
Non possiamo capirci.
Non possiamo almeno dimenticarci?
22 gennaio 2013
10 gennaio 2013
Obiettivamente
Ho fatto degli autoscatti per avere delle foto dei pantaloni da postare sull'altro blog e ho realizzato che sarà il caso che continui a indossare delle gonne, o delle maglie più lunghe.
24 dicembre 2012
E non è ancora Natale
- Cosa fai a Capodanno?
- Niente.
- Perché non vieni da noi?
- Grazie, ma non ho voglia di fare niente.
- Dai! Facciamo una cosa tranquilla.
- No.
- Non vorrai stare a casa da sola?
Ma possibile che non ci si possa nemmeno più deprimere in pace!
21 dicembre 2012
19 dicembre 2012
02 dicembre 2012
La dura realtà
La cellulite è quel fenomeno che crudelmente si manifesta alle ore 21.00, dopo che hai passato una giornata a rimirarti compiaciuta nello specchio, per riportarti alla dura realtà.
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