18 agosto 2012

False aspettative

Gli uomini, quando sono giovani, tendono a esagerare le dimensioni del loro amichetto. Usano accrescitivi, disegnano falli enormi, si vantano di misure da record creando delusione al momento della verità.
I quarantenni, invece, tendono a sminuirlo usando diminutivi, svilendo le prestazioni contando sull'effetto sorpresa, al momento della verità.

14 agosto 2012

Sviluppo socio-tecnologico delle relazioni

Relazione epistolare: lunga sequenza di parole vergate di proprio pugno su carta più o meno pregiata e più o meno profumata. Caratterizzata da tempi dilatati e dalla trepida attesa di una risposta.
Relazione telefonica: lunga sequenza di parole pronunciate ad una cornetta che grazie ad un filo di rame vengono consegnate in tempo reale alla persona amata. Relazione molto costosa se non si è titolari di una tariffa conveniente.
Relazione via sms: breve sequenza di parole concentrata in 160 caratteri. Caratterizzata da abbreviazioni spesso ardite. La frequenza degli sms aumenta in presenza di offerte promozionali. Solo per adolescenti e per solutori più che abili.
Relazione via emoticons: ... :-)

12 agosto 2012

Senza di te

Da sola non ce la faccio.
Senza di te non ce la faccio.
Ho bisogno di te, della tua presenza, del tuo corpo, della tua voce.
Ho bisogno di sentirti qui, accanto a me.
Ho bisogno del tuo aiuto.
Litiga con me, urlami addosso, trattami male, insultami, ignorami, umiliami, voltami le spalle, trascurami, dammi  un pretesto per mandarti affanculo.

10 agosto 2012

Esse

Esse è nata poco più di 50 anni fa, aiutata da un forcipe maldestro che le ha lasciato dei segni indelebili.
Esse non era come tutti gli altri bambini. I genitori disperati le tentarono tutte, alla fine fecero un voto a Sant'Antonio e la vestirono per anni con un piccolo saio.
Adolescente non riusciva a tenere a bada la sua sessualità animalesca e il padre era costretto tutte le sere ad andarsela a riprendere dietro il cimitero, strappandola dalle braccia di uomini sempre diversi. Nemmeno le botte riuscivano a frenare la sua profonda voglia di sesso.
Esse in paese era considerata una matta e una poco di buono.
Le trovarono un marito, non tanto a posto nemmeno lui. Nacquero tre figli che per anni hanno vissuto tra gli stenti e le intemperanze dei genitori.
Tra le botte, le fughe, le brevi riconciliazioni il matrimonio andò avanti diversi anni, finché Esse, aiutata dalla sua famiglia, divorziò.
Esse ha vagato un po' poi è ritornata in paese, sempre più matta, ma non scema. La conosco da sempre, ci ho parlato spesso insieme e in mezzo alla sua follia si annida un pensiero pratico e concreto.
Il tempo e la poca cura hanno lasciato segni profondi sul suo fisico, il viso brutto il corpo sfatto. Assomiglia ad una scimmietta vestita, male, da essere umano.
Esse esercita la professione più antica del mondo, con il suo lavoro tira avanti la famiglia.
Una sola cosa mi lascia allibita: come cazzo fanno anche a pagarla!

09 agosto 2012

Crescere

Solo i bambini possono permettersi di "fare gli scherzi" per attirare l'attenzione degli adulti.
L'adulto deve trovare la forza di urlare "ho bisogno di te" e la pazienza di attendere che gli adulti possano dedicargli l'attenzione di cui ha bisogno.

05 agosto 2012

Almeno l'ultima sigaretta

"Lo sai che anche Luisa si è fidanzata? Ormai anche lei l'avevamo data per spacciata, erano anni che non aveva  una storia, aveva detto di avere chiuso con gli uomini... e invece! Sono innamoratissimi, secondo me entro un anno si sposano. Eh, sì, anche la nostra Luisa! Chi l'avrebbe mai detto! E poi lei è la prova vivente che non è necessario essere belle per trovare un uomo, la bellezza fisica non conta. L'importante è essere simpatiche, solari, allegre, avere un bel modo di rapportarsi con gli altri. Devi essere brava a fare conversazione,  ironica, divertente..."

No, la benda non la voglio, voglio guardanti in faccia mente spari il colpo letale.

01 agosto 2012

Lo zen, il metano e l'arte del rifornimento

Un paio d'anni fa sono stata costretta a cambiare macchina. La mia amata compagna per quasi vent'anni era considerata troppo inquinante, i blocchi del traffico mi impedivano di recarmi al lavoro, i mezzi pubblici erano impraticabili.
Così ho comprato un'auto a metano. Non sapevo quanto mia vita sarebbe cambiata.
Innanzitutto il rifornimento va programmato. Non puoi più rimandare, decidere di farlo dopo quando esco a cena, massì domenica mattina andando alla messa. No. Perché per fare metano serve l'omino e l'omino ha degli orari di lavoro.Quindi la prima cosa da fare è localizzare i distributori e memorizzare gli orari di apertura.
Quando si arriva al distributore, poi, bisogna avere pazienza. Le pompe in genere sono poche, gli omini ancora meno. E il metano esce dal tubo con una velocità nettamente inferiore a quella della benzina, per non parlare di quelle volte che la pressione è insufficiente. Allora nel bel mezzo del rifornimento l'erogazione si blocca e tu non puoi far altro che attendere che la pressione aumenti e che il prezioso gas riprenda a fluire nella vena.
Pazienza, ci vuole pazienza, non bisogna avere fretta. Così, mentre aspetti fuori dalla macchina (bisognerebbe sempre allontanarsi dalla macchina), scambi due chiacchiere con l'omino, o con il vicino, accenni un sorriso, saluti chi arriva o se ne va.
Al distributore di metano capita spesso di essere in coda, anche se c'è una pompa libera, perché non puoi arrangiarti, devi aspettare l'omino. Ma al distributore di metano nessuno ha fretta e tutti stanno diligentemente in fila aspettando il proprio turno. Solo una volta mi è capitato di vedere uno che saltava la fila. Lo stupore generale è stato tale che nessuno ha aperto bocca. Meglio, siamo rimasti tutti a bocca aperta senza riuscire a spiaccicare parola.
Altra differenza notevole sono i soldi. Far benzina ti abitua a ragionare a multipli di 10. Il metano ti fa riprendere confidenza con gli spiccioli. Perché il conto di un pieno non è mai un conto tondo.
Ricordo ancora il mio primo pieno: 7,47 euro. Ho guardato stranita l'omino, la colonna, l'omino e ho ravanato nel portafogli per trovare le monetine.
Poi me ne sono andata con un ghigno di soddisfazione guardando, sfacciata, glia automobilisti vittime del sistema decimale.

29 luglio 2012

Illusioni


C'è questa frase che gira da giorni nei vari tumblr:

"Ci sono uomini che fanno una fatica immensa ad amare. Non sanno da dove iniziare e se si imbattono in qualcosa di grande, difficilmente lo sanno gestire. Quando te li trovi di fronte, non illuderti mai di poterli cambiare. Con te conosceranno il senso più profondo dell’amore, ma non saranno mai abbastanza coraggiosi da restare." Il successo credo sia dovuto al fatto che ogni donna riconosce una sua storia d'amore passata e si si illude di essere stata "qualcosa di grande".
S. SANTORELLI





Il successo credo sia dovuto al fatto che ogni donna vi riconosce una sua storia d'amore passata e si si illude di essere stata quel "qualcosa di grande".
(io no)



26 luglio 2012

Ciclicamente

-Odio essere donna.
-Vorresti essere un uomo?
-Sì.
-Non potresti mettere il tuo vestitino vichy.
-Potrei essere una drag queen.

24 luglio 2012

Considerazioni

La vendetta è un piatto che va servito freddo.
Il rancore ti si ripresenta a lungo come la peperonata.
La peperonata fredda è buonissima.

E io non so cosa voglia dire tutto ciò.

22 luglio 2012

Sii onesto

Preferisco che tu dica una cosa stupida con parole tue piuttosto che una cosa intelligente con le parole degli altri.

21 luglio 2012

Non so fare

Ci sono giorni in cui l'elenco delle cose che non so fare occupa la mia testa in continuazione.
Non so scrivere, non so suonare, non so di musica, non so di cinema, non so parlare di libri, non so tenere una conversazione, non so comportarmi con le persone...
Poi mi vesto, indosso un vestito fatto da me, una cosa semplice, esco e la gente mi guarda e mi dice "come sei bella".
Poi, un giorno, una persona mi vede addosso un'altra cosa, la prova, si vede bella e mi dice "lo voglio".
Allora penso che anche io so fare qualcosa, e non mi sembra nemmeno una cosa da poco.

Fasi

Ho spesso un calo di zuccheri, frequentemente un calo di pressione, a volte un calo d'attenzione.
Mai un calo di peso.

Anestesia cerebrale

È meraviglioso il modo in cui il cervello anestetizza i ricordi che potrebbero farti impazzire di dolore.

19 luglio 2012

Me ne fotto delle regole.

Adoro andare contromano, imboccare sensi vietati, passare da una corsia all'altra, tagliare la strada, non fermarmi agli stop, fregarmene della precedenza.
Nel parcheggio sotterraneo vuoto, alle 7.30 del mattino

18 luglio 2012

Avviso ai lettori

Questo blog è stato a lungo trascurato, non perché fossi rinsavita e non fossi più in grado di scrivere stupidate, ma perché le ho scritte da un'altra parte.
Sto pensando di riprenderle e di pubblicarle anche qui.
Se deciderò di farlo mi scuso già con chi le ha già lette e anche con chi le leggerà.

La risposta giusta qual e`

 1)
- Hai una storia con X?
- Nooo, cosa dici!
- Aaah, allora e` vero!

2)
- Hai una storia con X?
- No, chi te l'ha detto?
- Aaah, allora e` vero! Non ti preoccupare non lo dico a nessuno.

3)
- Hai una storia con X?
- NO.
- Tu non me la racconti giusta.

4)
- Hai una storia con X?
- Si`.
- Dai! Non prendermi in giro!

16 luglio 2012

Teoria evolutiva del complesso femminile

Teoria evolutiva del complesso femminile attraverso lo studio del comportamento del soggetto "donna" rispetto alla scelta dell'abbigliamento.


Durata dello studio: anni 25

Complesso: "Ho delle brutte gambe"
Comportamento:

  • non metto mai le gonne;
  • non metto mai le gonne senza calze;
  • non metto mai le gonne senza tacchi;
  • metto sempre le gonne.
Soluzione: "Ho delle belle gambe"


(questo trattato è stato scritto il 16 luglio 2012 con il provvidenziale aiuto di un ghiacciolo)

14 luglio 2012

Rimpiango

Rimpiango i tempi in cui c'era  un modo di vestirsi per ogni occasione e lo si rispettava.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in palestra si vestiva da palestra e chi andava in ufficio da ufficio.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in spiaggia si vestiva da spiaggia e chi rimaneva in città da città.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in discoteca si vestiva da discoteca e chi andava a fare la spesa da spesa.
Rimpiango i tempi in cui le zoccole si vestivano da zoccole e le altre no.


10 luglio 2012

Le mamme imbiancano

Era inevitabile. Tutti i genitori prima o poi invecchiano, ma si pensa che capiti solo agli altri. Mai ai propri.
Ho dovuto rassegnarmi al fatto che anche mia mamma sta perdendo colpi.
Per dire. Da qualche tempo aveva preso l'abitudine di venire a casa mia, mentre ero al lavoro, per fare qualche lavoretto. Mi passava l'aspirapolvere, mi stendeva la biancheria, dava l'acqua alle piante, spazzava il marciapiede, lasciava qualche leccornia da magiare. Poi, fatina silenziosa, se ne andava lasciando la casa profumata di pulito.
Da un po' di tempo non viene più. Pensavo fosse colpa del caldo. Lei non ha la macchina, deve inforcare la bicicletta e con queste temperature!
Poi ieri, durante una passeggiata, ha affrontato timidamente il discorso. Mi ha detto che se mi fa piacere lei viene ancora volentieri, ma che glielo devo chiedere e le devo indicare i giorni in cui può e quelli in cui non può.
All'inizio non capivo tanta discrezione, i nostri accordi sono sempre stati diversi. Poi l'ho guardata negli occhi e ho capito: mia mamma sta perdendo colpi, è convinta che io abbia un uomo.

02 luglio 2012

Riflessioni olfattive

Quando sei in vacanza tutto assume un odore diverso. Anche la tua pelle.

19 giugno 2012

Barbie girls


Sarà che la mia prima Barbie era mora, tutta snodata e con il pollice opponibile, ma non sono mai stata un'amante della bambolina bionda, anzi mi è sempre stata un pochetto sulle palle.
Anche perché è entrata talmente di prepotenza nell'immaginario maschile e femminile da vantare innumerevoli tentativi di imitazione.
Si parte già dall'infanzia con i vestitini rosa e i boccoli ai capelli e via via sempre più in là arrivando, a volte, a età imbarazzanti.
Tralasciamo la chirurgia plastica, qui siamo oltre.
Mi interrogo spesso sulle pratiche quotidiane della gente comune.
Donne che stanno perennemente a dieta per mantenere un fisico filiforme, che si sfiancano in palestra per eliminare qualsiasi rotondità, per appiattire quel filino di pancia, per rendere i glutei duri come la migliore plastica (ché il marmo è freddo, si sa), per piallare quella meravigliosa ciccetta dell'interno coscia (e fare in modo che dal ginocchio in su ci sia abbastanza spazio fa vederci attraverso.
Ma la cosa che mi lascia oltremodo perplessa è la negazione del capezzolo.
Ne parlavamo in ufficio in questi giorni, tra colleghe si discuteva di reggiseni. 
La maggior parte preferisce il reggiseno imbottito, non tanto per ottenere esteticamente una taglia in più, quanto per il fatto che nasconde il capezzolo. Alcune mi dicevano di provare vergogna o imbarazzo, altre di trovare antiestetica la piccola protuberanza che spinge sui vestiti.
Allora meglio una coppa rigida, con una forma standard che ti fa le tette da Barbie. Appunto.

13 giugno 2012

L'abitudine

Che bella cosa l'abitudine. Ti coccola, ti rassicura, ti dà certezze.
Che brutta cosa l'abitudine. Quando le cose cambiano è un po' come quando finisce la tua serie televisiva preferita: stai lì con il telecomando in mano e non sai che tasto pigiare.

09 giugno 2012

L'amore ai tempi della raccolta differenziata

Ciao, ti va di salire da me a vedere la mia collezione di immondizia?

04 maggio 2012

Associazioni di idee

Noi donne adulte tiriamo fuori il righello e ci misuriamo il tacco facendo a gara a chi ce l'ha più alto come i maschi adolescenti si misurano il pistolino facendo a gara a chi ce l'ha più lungo.

23 aprile 2012

Voglio cambiare vita

Voglio cambiare vita. Voglio cambiare fianchi. Voglio cambiare pancia. Voglio cambiare culo. Voglio cambiare naso. Voglio cambiare cosce. Voglio cambiare caviglie. Le tette no,quelle me le tengo.

20 aprile 2012

L'uomo per me

Ho delle amiche storiche, le "amiche dell'universita'" che sono da anni fidanzatissime e sposatissime. Io sono la loro amica zitella e ogni tanto glielo chiedo: non e' che tra gli amici dei vostri sposi-fidanzati c'e' qualche single da presentarmi?
Corrugano la fronte, si concentrano e, dai tempi dell'universita', la risposta e' sempre quella: uno ci sarebbe ma...
1) Non e' il tuo tipo
2) Non fa per te
3) Ti voglio troppo bene per presentarti gli amici del mio sposo o fidanzato.
Poi ci sono le mie nuove amiche, le "amiche dell'internet" che sono tutte fidanzatissime e sposatissime e mi conoscono da molto meno tempo e allora ho pensato: magari loro che mi conoscono meno...
E allora a una gliel'ho chiesto: non e' che tra gli amici del tuo sposo-fidanzato c'e' qualche single da presentarmi?
Ha corrugato la fronte, si e' concentrata e la risposta e' stata: uno ci sarebbe ma...

non ti piace.

Ecco, la prossima volta che qualcuno mi chiede qual e' il mio uomo ideale gli dico di andarlo a chiedere alle mie amiche.
Loro lo sanno, io no.

19 aprile 2012

Passami il bicchiere

"Scusa se te lo chiedo, ma tu sei divorziata?"
Ahahah, ma noooo! Non sono mai stata sposata!
Veramente non ho mai avuto nemmeno una convivenza.
Ma neanche un fidanzamento.
E nemmeno una storia lunga.
In effetti, non ho mai avuto una storia seria.
Passami il bicchiere, va'. O il tubo del gas.

18 aprile 2012

Bastian contrario

Da piccola, quando tutte le altre bambine giocavano con le bambole, io avevo il mio kit del fai da te con trapano, seghetto, martello e cacciavite.
Quando tutte le bambine sognavano gli abitini rosa tutti frou frou, io desideravo i pantaloni e le magliette da maschio.
Quando le ragazzine vestivano Naj Oleari io ero una dark. Quando le adolescenti si facevano la permanente e le meches sui lunghi capelli io li rasavo quasi a zero.
Poi il nero è diventato di moda e io ho cominciato ad usare i colori, a volte ad abusare dei colori.
Ancora adesso il "così fan tutti" non fa per me.
Non è una posa, una forma di snobismo, mi viene proprio naturale.
Sono bastian contrario dentro, nel DNA.

11 aprile 2012

L'appartamento di fianco

Quando si è liberato l'appartamento di fianco al mio, prima abitato da una giovane coppia, ho pregato il Signore prchè mi mandasse un uomo solo.
Dopo qualche settimana, sono uscita in giardino, di mattina presto, e ho visto un uomo solo che, a torso nudo, si stiracchiava.
Dalle fattezze dell'uomo ho capito che Dio non legge nel pensiero.

09 aprile 2012

Ignoranze

"Non sai cosa ti farei"

E non l'ho mai saputo.

31 marzo 2012

Come ci si sente?

Come ci si sente ad essere amati dagli altri?
È la domanda che ponevo ad un mio caro amico che non aveva nessuna difficoltà nelle relazioni. Gli bastava entrare in una stanza, salutare e tutti erano ai suoi piedi. La gente gli ruotava attorno, lo cercava, cercava la sua compagnia, godeva della sua conversazione anche quando non aveva niente di brillante da dire. Erano tutti ammaliati da lui.

Ho conosciuto altre persone così. E anche a loro avrei voluto chiedere: come ci si sente?
Li guardavo ammirata cercando di scoprire il loro segreto senza mai riuscirci.
E intanto continuavo a chiedermi: come ci si sente?

Con il passare degli anni la sofferenza ha lasciato posto alla consapevolezza. È così. Punto.

Oggi quella domanda non me la pongo più. Oggi lo so.

30 marzo 2012

L'accentiamo?

Quando sento pronunciare pùdico anziché pudìco, mi sale un fastidio indicibile. Mi fa l'effetto delle unghie sulla lavagna moltiplicato per 100, mi viene voglia di urlare in faccia al malcapitato, di prendere un enorme pennarello rosso e di tracciargli una grossa linea dalla testa ai piedi. Mi si irrigidiscono le dita, mi tremano le labbra, lo sguardo si incupisce, scrivo cose esagerate.
Mi rendo conto che è una reazione spropositata: è un errore, ma non è mica la fine del mondo! Chissà quanti accenti sbaglio io senza saperlo e senza che nessuno mi corregga. Quanti anni ci ho messo a distinguere, mentre parlo, pésche da pèsche!
Ma non ci posso fare niente e non ne capisco il perché. Anzi non lo capivo fino a questa mattina quando, all'improvviso, mi si è riproposto un ricordo che credevo rimosso.
Era uno degli ultimi anni di università, uno degli ultimi esami, Letteratura Italiana. Millemila pagine, un metro e dieci di libri (misurati).
Il professore aveva deciso che le vittime sarebbero salite all'altare sacrificale a due a due.
E io mi sono trovata una sconosciuta al mio fianco.
Il professore apre il nostro libretto, sorride alla mia collega "Maturità classica" e dedica a me una smorfia di disappunto davanti al quel "Istituto professionale femminile". Smorfia leggermente addolcita dalla vista del 30 in un esame sostenuto precedentemente con lui e dal 30 della prima parte di quello di quel giorno.
Comincia il ping pong di domande e risposte, sto andando alla grande! Il professore sorride fino a...
La collega pronuncia con ardore un pùdico mentre sfoggia, tronfia, la sua cultura.
Il professore si fa rosso in viso, comincia ad inveire contro la studentessa e la sua inutile maturità classica. Lei balbetta, io sono ammutolita.
Alla fine toglie un paio di voti ad entrambe.
Da quel giorno pùdico è per me sinonimo di un'ingiustizia subita, e non mi va giù.

25 marzo 2012

Gli uomini vengono da Gillette, le donne da Silk-épil -Dialogo sulla depilazione.

Lui: Finalmente la primavera! Gli abiti si allegeriscono, le gonne si accorciano..."
Lei: E noi non abbiamo più scuse. Devo prendere appuntamento dall'estetista.
Lui: Ma come te la fai depilare?
Lei: Scusa???
Lui: Sì, dai!
Lei: Non penso ti riguardi.
Lui: A me la patata piace completamente depilata.
Lei: Come dici?
Lui: A me la patata piace completamente depilata. Sai se ci devo mettere il naso... preferisco non trovarci peli.
Lei:  Parla uno che i peli ce li ha anche sulla faccia!
Lui: Ma mi rado tutti i giorni!
Lei: Non è la stessa cosa. C'è una bella differenza tra il rasoio e la ceretta.
Lui: Non vorrai che mi faccia la ceretta sulla faccia?
Lei: Non sarebbe una cattiva idea.
Lui: Ma hai presente quanto male fa?
Lei: ... ti ricordo che noi donne ce la facciamo all'inguine.
Lui: Mi pare il minimo. Non puoi mica passarci il rasoio! Quando ricrescono poi pungono, sai che abrasioni ahahahah!
Lei: Sì lo so. Questa tua ultima dichiarazione depone per la ceretta facciale, che ne dici?
Lui: Con te non ci parlo più.

11 febbraio 2012

Intolleranze

Le intolleranze alimentari, siano esse di origine fisica o psicologica, sono in grande aumento e, secondo me, stanno creando disagio anche nelle relazioni umane.
Iniziamo da un’intolleranza psicologica e facciamo l’esempio del vegetariano. Sì perché avere un amico vegetariano può creare un certo imbarazzo. Lo invito a cena e cosa gi preparo? Mangerà le uova? E il formaggio? Beh, gli preparo delle tartine al tonno così risolvo. Anche la scelta di un ristorante può rivelarsi problematica: bisogna trovare quello che abbia un menù vario e possibilmente abbondante perché è matematico che se vai in un ristorante con un unico piatto vegetariano, quel piatto sarà terminato. Per non parlare poi del povero cameriere che, mentre elenca i pregi della bistecca di chianina, del ragù di cervo, dell’agnello da latte si trova puntati addosso due occhi che, a seconda delle occasioni, lanciano strali o trattengono lacrime.
Poi ci sono gli intolleranti al glutine che hanno tutta la mia comprensione, ma che a volte sono da evitare come la peste. Se ti invito a cena, mi impegno a trovare delle ricette sfiziose, compro i prodotti adatti, ma non mi puoi chiedere di cambiare il forno e le pentole!
L’intollerante al latte invece è più fastidioso degli ex fumatori. Sarà forse per quel lontano ricordo con il seno materno, sarà la nostalgia per l’infanzia, non lo so, ma se lui non può più bere il latte non lo deve bere nessun’altro. Difficile ammettere che si tratta di una giustificata invidia, allora via di spiegazioni pseudo scientifiche, sentite qua e là e riportate pari pari senza un minimo di controllo delle fonti.
“L’uomo è l’unico animale che beve il latte in età adulta”
E allora? L’uomo è anche l’unico animale che spara cazzate dalla mattina alla sera e nonostante tutto non si è ancora estinto.

04 febbraio 2012

Qualcuno che

(immagina una musica romantica)
Qualcuno che a letto si accoccola al tuo fianco.
Qualcuno che ti scalda i piedi senza che tu glielo chieda.
Qualcuno che che si appoggia alla tua schiena.
Qualcuno che respira, piano, sul cuscino vicino.
Qualcuno che quando è stanco russa leggermente.
Qualcuno che al mattino ti sveglia con una carezza sulla guancia o un buffetto sul naso.
Qualcuno che quando apri gli occhi, li apri nei suoi.
Qualcuno che...
 (improvvisa interruzione della musica)
                                                                   ...non niente, parlavo dei miei gatti.

14 gennaio 2012

Ho bisogno di un uomo

Ho bisogno di un uomo che mi faccia sentire donna.
Di un uomo che mi porti fuori a cena e che mi venga a prendere a casa.
Di un uomo che mi faccia delle sorprese. Che mi suoni il campanello portando una bottiglia di vino per cena.
Che si fermi a dormire senza preavviso.
Di un uomo che mi accarezzi a lungo le gambe. Lentamente. Salendo piano piano dalle caviglie fin su, su sulle cosce.
Ho bisogno di un uomo che mi faccia sentire donna e che con la sua imprevedibilità mi costringa, costantemente, a tenere pulita casa. E a fare la ceretta.

13 gennaio 2012

Progresso

Oggi ripensavo a quante competenze ho acquisito grazie al cambiamento della società in cui vivo.
Ad esempio.
Vado al distributore, tolgo il tappo del serbatoio, schiaccio il bottone, prendo la pistola e faccio benzina. So fare il benzinaio!
Al supermercato prendo i guanti, il sacchetto, scelgo la frutta o la verdura, la metto nel sacchetto, la peso ci metto l’etichetta con il prezzo. So fare il fruttivendolo!
Entro nel mio conto corrente, controllo l’estratto conto, imposto un bonifico. So fare il bancario!
E pensare che fino a qualche anno fa c’era chi faceva tutte queste cose per me.
Bella cosa il progresso! 

11 dicembre 2011

Il geco


Alla sera, quando appoggio la testa sul cuscino, mi vengono in mente dei bei pensieri, delle belle considerazioni. Al mattino però me le sono dimenticate e questo blog rimane vuoto.
Ieri sera ho ripensato perL’ennesimaVoltaAllaMiaSituazioneEccheppalle e ho realizzato che ho il sex appeal di un geco.
Il geco, quel grazioso animaletto che ci hanno fatto anche una trasmissione radiofonica. Avete presente il geco? Tutti amano il geco. Uh, che carino il geco! Oh, che simpatico, il geco! Sai me lo sono tatuato sulla spalla, il geco! Ma lo sai che porta fortuna, il geco! In vacanza ne ho visto tantissimi, di gechi!
Salvo poi, quando se lo trovano in camera da letto, scappare, urlando, terrorizzati.

03 dicembre 2011

Gli Amici

Gli Amici sono esseri meravigliosi e soprannaturali che ti capitano a casa, senza preavviso, proprio nel momento in cui stai per scoppiare a piangere.

28 novembre 2011

Tempi e modi

Non è che non sono sexy, piacente e desiderabile. Me ne rendo conto osservando gli sguardi degli uomini quando cammino per strada, quando sposto leggermente i capelli dalla fronte, quando accavallo le gambe. Lo vedo, a volte, un lampo di desiderio nei loro occhi. Lo sento, a volte, il loro pensiero: "una botta gliela darei".
Mai una volta, mai uno che passi dal condizionale all'indicativo, presente.

16 novembre 2011

Riflessioni.

Avrei dovuto intuire il mio futuro tanti anni fa, quella volta che mi sentii domandare:
"Stasera facciamo un'uscita tra maschi, sei dei nostri?"

11 novembre 2011

Complimenti

I complimenti possono far piacere oppure creare imbarazzo. Possono creare illusioni, false aspettative, possono avvicinare le persone o farti venire voglia di scappare. I complimenti possono inorgoglirti fino a farti scoppiare l'ego o farti vergognare. I complimenti possono essere una piacevole sorpresa o una quotidiana abitudine.
Possono essere generici: sei bella, sei simpatica, sei intelligente... Possono essere ambigui: sei simpatica, sei un tipo, sei particolare... Possono essere volgari: (censura). Possono essere creativi: hai un bel telaio, non sei bella sei come un cricetino...
L'apice del successo arriva con la somma di tutti i complimenti. Quello che li contiene tutti, che è trasversale e comprende il fisico, la testa, il carattere, il fascino, l'eleganza, il fisico (ah, l'ho già detto).
Puoi ritenerti davvero soddisfatta quando un uomo commenta una tua frase, intelligente o sciocca non ha importanza, con "PICCHI DI TESTOSTERONE". E nient'altro.

10 novembre 2011

Attitudini

In ufficio.
Collega: "Uh, ma che brava! Ti fai i vestiti! Io non so nemmeno attaccare un bottone..."
Pimpi: "Sai, per il cucito ci vuole passione, come per tutte le cose. E bisogna esserci portate, come per tutte le cose. Tu non sarai portata per il cucito, io ad esempio, non sono portata per il matrimonio".

05 novembre 2011

Riflessioni autunnali

Non capisco perché, nella stagione in cui la natura si veste dei suoi colori più belli e forti, la gente abbandona gli abiti sgarganti per omologarsi nei toni del nero, grigio e marrone.
Gente color nebbia in mezzo alla nebbia.

A voce alta

Fuori piove, è grigio e umido.
Dopo una sana dormita ho acceso il pc, così perché non avevo voglia di fare niente. Anzi no, avevo voglia di farmi leggere delle storie come quando da piccola lo faceva la mamma o la nonna. Avevo voglia di farmi coccolare da una voce come se fossi ancora una bambina.
Nella rete trovi tutto e trovi anche chi ti legge qualcosa: il Collettivovoci.
Ho ascoltato per un po' e poi ho deciso di leggere anche io qualcosa, ho registrato e ho spedito. E mentre sorridevo di questa cosa mi è tornato in mente un personaggio che leggeva ad alta voce.
Non ne ricordo il nome, forse non l'ho mai saputo. Era uno di quei personaggi che frequentava il bar in cui lavoravo. Ma non il solito avventore, no: quel bar era frequentato da tutti i dereletti, i barboni, le ex puttane, i pazzi di Padova. E io li adoravo perché tutti avevano una grande storia da raccontare.
"Il professore" (così lo chiamavamo) aveva una folta barba bianca e arrivava la mattina presto. Aspettava che finissi di sistemare tutte le sedie passeggiando su e giù con un libro in mano. E leggeva ad alta voce.  Poi entrava, chiedeva un cappuccino, usciva, si sedeva nell'angolo più lontano e mentre beveva il cappuccino continuava a leggere.
Poi si alzava, metteva a posto la sedia, raccoglieva la tazza, me la riportava e "buongiorno!", usciva e ricominciava a leggere e a camminare su e giù.
E noi lì tutti ad ascoltare e a non capire.
Un giorno mi sono avvicinata, non troppo perché "il professore" manteneva le distanze, ma quel tanto che mi permettesse di leggere il titolo del libro.
La copertina era consunta, le lettere avevano ormai il colore del tessuto, ma ho capito di cosa si trattava: "il professore" leggeva Shackespeare, in inglese.
Ripensando al "professore" mi è venuta voglia di leggere ad alta voce (o a voce alta, come dice qualcuno), camminando su e giù.

14 ottobre 2011

Come i matti

Mi dicono spesso: "Tu parli da sola come i matti".
Non è vero che parlo da sola, penso a voce alta, faccio uscire i miei pensieri e li trasformo in parole. Perché lì, dove stanno i pensieri, è troppo stretto e se li conservi tutti poi si ingarbugliano, si confondo ed è un casino sbrogliare la matassa. Le parole una volta uscite si sciolgono nell'aria e non occupano più spazio. I pensieri allora possono allungare le gambe e rilassarsi.

06 ottobre 2011

Solo gli stupidi non cambiano mai idea

Io, ad esempio, quest'anno ho già fatto acquisti per ben 2 volte da Decathlon.
(e non me ne capacito nemmeno io)

03 ottobre 2011

Vita da single

La carta igienica finita e non avere nessuno a cui dare la colpa.

30 settembre 2011

Allo specchio

Guardo con affetto il mio corpo maturo.
Questo corpo imperfetto pieno di difetti che un tempo me l'hanno fatto detestare, ma anche con qualche pregio che la miopia della gioventù non mi permetteva di vedere.
Provo affetto per questo corpo che mi ha fatto soffrire, ma anche gioire, che mi ha sorretto e fatto inciampare, che è quello che sono stata, quello che sono e quello che diverrò.
Lo guardo e vedo quello da cui sono venuta. Più il mio copro matura e più trovo somiglianze con il corpo di mia nonna, la mia adorata nonna.
La rotondità del seno che lei aveva ancora pieno nonostante l'età e quattro gravidanze, la sporgenza della pancia impossibile da eliminare, la pelle delle gambe che si secca proprio nello stesso punto dove si seccava la sua, la forma delle cosce, la linea del mento.
Continuo a guardarlo e mi commuovo.

09 agosto 2011

Quella porta

Ci sono persone che entrano nella tua vita a gamba tesa, sfondando la porta con un calcio, senza chiedere permesso.
Ci sono poi persone che rimangono dietro quella porta, con il pugno a mezz'aria, indecise se bussare o meno, con la paura di disturbare perché magari non è il momento adatto.
Ogni tanto si dovrebbe aprire quella porta, con cautela, piano piano, e controllare che lì dietro non ci sia qualcuno con il pugno alzato, in attesa di trovare il momento giusto per bussare.

30 luglio 2011

Segni particolari

Ho la pelle talmente trasparente che quando mi guardo allo specchio ho l'impressione di essere davanti ad una cartina di Googlemaps.

29 luglio 2011

Ti faccio una foto?

"Dai! Mettiti in posa che ti faccio una foto. Qual è il tuo lato migliore?"
"Quello che non si vede."

24 luglio 2011

Pimpirulin piangeva?

Ovunque vado ci sono bambini che piangono. Pianti disperati dettati solo dal capriccio del momento. Urli, strilli, lacrime... Baby tragedie ad ogni angolo.
Ho chiamato mia mamma chiedendole se anche io, da piccola, facevo tutte quelle storie. Mi ha risposto che no, io piangevo raramente e mai per fare i capricci. Al massimo mettevo il muso e non parlavo più con nessuno (mi inmulavo, come dice lei). E mi ha dato le prove:
Io sono quella di sinistra, con gli occhi gonfi di orgoglio (mio padre mi aveva appena sgridata per una cosa che non avevo fatto).
Sono molto orgogliosa di questa foto!

05 luglio 2011

Basta saper aspettare

Io perdo un sacco di cose.
Ma non le lascio in giro, non le dimentico da qualche parte, no le perdo in casa.
Che poi non è che le perdo: spariscono.
Perché io sono sicura di avere lasciato una cosa in un certo punto, di averla appoggiata su una mensola, di averla messa in un cassetto, riposta in un armadio.
Ma quando cerco quella cosa perché mi serve, quella cosa in quel punto non c'è più.
E allora mi prende un attacco d'ansia, comincio a rovesciare cassetti, svuotare armadi, spostare libri, ma niente. La cosa non c'è.
All'inizio succedeva solo con i temperamatite tanto che mi ero convinta di avere degli gnomi disegnatori in casa. Ora succede con tutto.
E quando ormai ho perso le speranze la cosa ricompare, proprio lì dove doveva essere. Appare all'improvviso sfacciatamente sotto gli occhi. E io mi sento presa in giro.
Un anno fa ho perso i libretti sanitari dei miei gatti. Sono andata dal veterinario per il vaccino e un po' in imbarazzo le ho spiegato che non avevo più i libretti. Lei voleva farli nuovi, ma io ho detto di no, aspettiamo ancora un po'.
Ieri sera ho aperto un cassetto del comodino e i libretti erano lì in bella vista, invitanti, pronti ad essere presi in mano. Li ho aperti incredula, non potevano essere loro!
La mia incredulità è arrivata al culmine quando sono scivolati fuori 50 euro.
Secondo me una sorta di risarcimento da parte degli gnomi per il tempo perso a cercarli.

03 luglio 2011

Del perché e altre domande

Venerdì sera sono andata al Pride Village a Padova e ho smesso di farmi domande: le risposte erano tutte lì, in fila.

11 giugno 2011

Cari amici


"Cari amici bonsaisti,
vi informo che possiedo da qualche mese un appartamento per max 6 persone inserito in un residence con parco e piscine termali nel comune di Santa Maria Coghinas (nord Sardegna, vedi mappa) a 5km dal mare.
il complesso è composto da edifici a due piani in stile rustico con vialetti pedonali di accesso e illuminati; l'appartamento è al piano terra ed è composto da cucina/soggiorno con divano letto, due camere con letti matrimoniali, bagno, giardino e posto auto.
 
i prezzi indicativi a settimana sono:
 
400,00 euro giugno
600,00 euro luglio e settembre
800,00 euro agosto
 
dopo in base alle vostre esigenze ci mettiamo d'accordo e vi vengo incontro.
 
tenete presente due cose: la prima che il residence è aperto tutto l'anno (a 500mt c'è il complesso termale di Casteldoria) pertanto se avete la possibilità di fare ferie fuori periodo potete sfruttarlo, secondo che ci sono circa 60 appartamenti, quindi nel caso in cui siete in tanti (più famiglie) vi trovo posto negli altri appartamenti.
per chi lo desidera c'è la possibilità di escursioni nell'entroterra, canoa e birdwatching sul vicino fiume Coghinas."
 
 
 Gli amici si vedono nel momento del bisogno.

09 giugno 2011

Fai la penitenza

Shinystat mi dice che il 3 giugno 10 referrer hanno visto 119 pagine di questo blog.
Si vede che c'avevano delle gravi colpe da scontare.

08 giugno 2011

Rivelazioni

Ad un certo punto della mia vita ebbi un'illuminazione e capii cosa avrei voluto fare da grande. Rimasi folgorata sulla via del damascato.

18 maggio 2011

La vita è un rebus

Si, ma la soluzione non è a pag.46.

Qua e là

Navigando qua e là scopro che molte persone che frequentavo ai tempi dell'università hanno fatto e continuano a fare cose importanti.
Frequentando qua e là scopro che molte compagne di università si sono sposate e hanno dei figli.
Navigando e frequentando qua e là mi rendo conto che sono l'unica che non ha combinato un cazzo.

12 maggio 2011

Decomplessata

Da adolescente collezionavo complessi. Crescendo ho fumato il calumet della pace con molti di loro.
Ho fatto pace con il mio naso che sembra essersi magicamente rimpicciolito.
Ho fatto pace con i miei denti sporgenti che si sono ribellati agli anni di apparecchio.
Ho fatto pace con le mie natiche mai abbastanza sode e alte.
Ho fatto pace con la mia cellulite che mi ha ricambiato non invadendo altre porzioni delle mie cosce.
Ho fatto pace con i miei fianchi larghi e i miei chili di troppo.
Ho fatto pace con i miei piedi, prima ancora del ritocchino.
Ho fatto (quasi) pace con il mio profilo che non mi piace ancora ma che a fatica riesco ad accettare.
Ho fatto pace con le mie gambe, all'inizio solo d'inverno inguainate da morbide calze.
Da un anno ho fatto pace anche con le mie gambe in estate. Peggio per voi!

Test pseudo-psicologico

Che rapporto hai con il sesso?
Nessuno.

08 maggio 2011

Ripetitiva

 "E allora, come hai festeggiato il tuo compleanno?"
"Quest'anno non ho festeggiato. Sai non ne avevo proprio voglia: ormai mi sembra un film già visto, sempre con lo stesso copione. Sempre le stesse cose. Stessi invitati, stessa torta, gli stessi auguri. Lo capisci vero, è la sesta volta che compio 35 anni!"

07 maggio 2011

Chi svuota le tasche, chi si riempie la bocca 2

Bene, è confermato che i soldi raccolti con gli sms (1.815.408 euro come risulta dal sito collegato a quello della Regione) verranno destinati alle opere pubbliche, quelli raccolti attraverso altre iniziative (concerti, cene, etc.) saranno distribuiti alle persone.
Non credo che ponti e strade fossero nei pensieri di chi ha inviato uno o più sms.

Queste informazioni vengono date solo dai sindaci durante gli incontri con i propri cittadini.
Lo stesso sito riporta:
"I contributi in solidarietà sono ancora integralmente a disposizione e saranno utilizzati per il ripristino di opere esemplari di carattere pubblico e di utilità collettiva, che possano ricordare nel tempo la vicinanza di tanta gente alle comunità venete disastrate dall’alluvione."
Secondo me ci scappa anche qualche statua all'alluvionato.

03 maggio 2011

Babbo Natale non esiste

Quando sei piccolo credi a tutto ciò che ti raccontano. I tuoi genitori sono degli dei e quel che dicono è la Verità.
Poi crescendo scopri che Babbo Natale non esiste, che i bambini non nascono sotto i cavoli e che non vengono portati dalla cicogna. Scopri che il Principe Azzurro assomiglia al Mago Zurlì, che le scarpine di cristallo fanno venire i calli ai piedi, che se provi a mettere gli stivali ad un gatto potresti rimetterci un occhio.
Quando ero piccola mia mamma mi costringeva ad aiutarla a piegare le lenzuola. Diceva che ci vogliono due persone per piegare le lenzuola perchè sono grandi e una persona da sola non ce la fa.
Maaammaaa, vieni qui che ti faccio vedere una cosa!

27 aprile 2011

Chi svuota le tasche, chi si riempie la bocca

La notizia non è ufficiale, non ho trovato conferme.
La riporto così come mi è stata raccontata da un'amica alluvionata, dopo un incontro per informare i cittadini.
Pare che i soldi confluiti nel conto corrente della Regione, donati per aiutare gli alluvionati del Veneto, siano stati "dirottati" in un fondo per le opere pubbliche.
Di quel risarcimento che avrebbe dovuto essere pari al 70% dei danni subiti, solo il 30% andrà alla gente. Il 30% del 70%!
Aspetto di avere la conferma per incazzarmi sul serio. Ma hanno già iniziato a girarmi.



(spero di essere presto smentita, sono disposta a battermi il petto, cospargermi il capo di cenere, inginocchiarmi sui ceci)

23 aprile 2011

Le parole che non ho più detto: ciapìn

CIAPIN: presina. Ciapìn deriva dal verbo CIAPARE cioè prendere.
In un epoca di forni a microonde, di pasti precotti, di manici di plastica, il ciapìn ha perso la sua funzione primaria, quella di ciapare i manici roventi delle pentole, per acquistarne una puramente estetica di semplice accessorio della parure composta da asciugapiatti e guanto da forno.
Le mamme moderne appendono il ciapìn ad un gancio e lì lo dimenticano. Non evocano pìù il suo nome privano i ragazzini di un gustoso divertimento: far ripetere la parola in continuazione e velocemente ai bambini  più ingenui. Gioco che nei più piccoli provoca rossori di vergogna e fughe di imabrazzo.

22 aprile 2011

A volte

Lavoro in un ufficio circondata da donne. Più o meno hano la mia età, la maggior parte è sposata, molte hanno dei figli, alcune sono separate o divorziate.
Una collega, sposata da anni, con figli, con una visione conformista del suo futuro e con problemi a concepire il mio tipo di vita mi chiede:
"Ma tu che vivi sola da così tanti anni, ma come fai? Quando torni a casa non ti viene mai voglia di avere un uomo accanto?"


Si, a volte...

Le amiche si vedono nel momento...

"Ieri sera ho finalmente trovato il tempo di leggere il tuo blog. Ma scrivi benissimo"

Grazie, ti voglio bene anche io!

13 aprile 2011

Gente onesta

La tv non funzionava da un paio di mesi. Non si vedeva più nessun canale, non riuscivo a vedere nemmeno i DVD.
L'ho portata dal tecnico, uno di quelli di una volta che aggiustano tutto. L'ha guardata, ha premuto il pulsante di accensione, si è illuminata e ha ripreso a funzionare benissimo.
Un professionista così bravo potrebbe farsi pagare qualsiasi cifra, invece non mi ha chiesto nemmeno un euro.

09 aprile 2011

Chi lascia la strada nuova...

Capita di allontanarsi da certe persone che frequentavi abitualmente. Per noia, perchè non riesci più a condividere i tuoi interessi. Perchè vorresti fare mille cose e con loro non ci riesci. Perchè non hai più nulla da dire.
Capita che per un periodo ti senta sola. Stai chiusa in casa, non esci quasi più. E se hai un carattere come il mio cominciano le paranoie e le manie di persecuzione.
Capita poi che per caso incontri delle persone, ci esci a cena una sera e passi una delle serate più serene degli ultimi tempi. Torni a casa con il sorriso stampato in faccia, il giorno dopo molte ombre si sono dileguate e ringrazi il merciaio che te le ha fatte incontrare.

03 aprile 2011

La prossima volta

Tra donne:
"La prossima volta me ne trovo uno più ricco.
La prossima volta me ne trovo uno più bello.
La prossima volta me ne trovo uno più sportivo.
La prossima volta me ne trovo uno più colto.
La prossima volta me ne trovo uno più ambizioso.
La prossima volta me ne trovo uno più amante della famiglia.
La prossima volta me ne trovo uno più maturo.
La prossima volta me ne trovo uno più responsabile.
La prossima volta me ne trovo uno meno mammone.
La prossima volta me ne trovo uno meno impegnato.
La prossima volta me ne trovo uno meno ambizioso.
La prossima volta me ne trovo uno meno sportivo.
La prossima volta me ne trovo uno bello."

Pimpi: "La prossima volta me ne trovo uno."

(quando entro in merceria mi sento ispirata)

02 aprile 2011

Lo cambio o non lo cambio?

Porto lo stesso colore di capelli da una vita. L'ho scoperto per caso, dopo averne provati decine, aaver fatto improbabili miscugli, fatto inorridire generazioni di parrucchieri.
Finalmente lui, il mio rosso ideale. Forte, deciso ma non troppo finto. All'inizio si chiamava "rosso vulcano".
Non l'ho più lasciato se non per una breve pausa di un mese, il tempo necessario a sostenere un esame con una professoressa con cui avevo litigato e che non volevo mi riconoscesse.
Porto lo stesso colore da una vita, non sono una di quelle donne che scandisce il cambio di stagione con un cambio di colore. E la gente non si accorge del tempo che passa. "Sei sempre uguale!" esclamano quando mi vedono.
È un colore che non passa inosservato, se colpito da un raggio di sole ti costringe a voltarti. È un colore che "fa colpo".
Porto lo stesso colore da una vita, ma solo ora ho realizzato che attira l'attenzione di bambini e pensionati. Dall'età di mezzo  nessuna reazione.
Porto lo stesso colore da una vita.
Sto pensando seriamente di cambiarlo.

25 marzo 2011

La signora Rita

La signora Rita era la mamma di una mia vicina di casa.
Era alta, dritta come un fuso. I capelli color madreperla, corti, sempre perfettamente in piega. L'immancabile rossetto rosso su una carnagione bianchissima. I tratti duri e strani emanavano una bellezza inspiegabile.
La signora Rita era sempre elegante e in ordine.
Era rimasta vedova molto giovane e doveva gestire le intemperanze di una figlia troppo forte e le indecisioni di una figlia troppo debole.
Quando arrivava sembrava spostare l'aria, impossibile non notare il suo passaggio. Io, bambina, guardavo questa dea lontana con un misto di soggezione e di venerazione.
La signora Rita non era espansiva e affettuosa ma io non potevo che volerle bene.
Un giorno, diventata grande, ci siamo ritrovate durante un pranzo tra ex vicini di casa. Erano passati diversi anni che sulla signora Rita non avevano lasciato segni a parte un leggero aumento di peso.
Ad un certo punto la signora Rita mi ha presa in disparte, mi ha fatto una carezza e, con le mie mani nelle sue, mi ha detto:
"Mi dispiace sai, ma noi siamo diverse e sappiamo riconoscerci. Per me è stato facile: ai miei tempi ci si sposava perchè era così e poi ci si lasciava trascinare dalla vita. Per te sarà più difficile."
Al momento la frase mi ha spiazzata, non ne comprendevo il significato.
Non so ancora bene cosa voglia dire essere "diverse", facile comunque non lo è stato e non lo è ancora.

17 marzo 2011

Le parole che non ho più detto: brose

BROSA: è l'incrostazione composta di sangue rappreso e polvere di varia origine che si forma sulle escoriazioni prodotte da cadute accidentali. Per estensione è anche l'incrostazione alla base del naso dei bambini snarociosi.
Quand'ero piccola le ginocchia dei bambini, e a volte anche i gomiti, erano sempre ricoperte da brose.
Questo dipendeva dai giochi  fatti con sprezzo del pericolo come le derapate con la bici sulla ghiaia, le corse per i campi, le arrampicate sugli alberi e i relativi tuffi. Le cadute provocavano delle escoriazioni immediatamente pulite soffiandoci sopra e irrorate da un disinfettante naturale: lo sputo.
I bambini esibivano con orgoglio le proprie brose simbolo di una certa superiorità di carattere.
La brosa è scomparsa dal linguaggio e dalle ginocchia.
Ora i bambini praticano una diversa attività fisica, sotto stretto controllo degli adulti che prevengono qualsiasi tipo di ferita per evitare fastidiose denunce da parte dei genitori.

16 marzo 2011

Le parole che non ho più detto: snarocioso

SNAROCIOSO: si diceva, in senso denigratorio, di un bambino col "snarocio" al naso.
Snarocio è il muco che cola, snarocioso colui che ha il muco che cola dal naso.
Equivale un po' a "pivello".
Oggi è sparito dal linguaggio comune di chi parla comunemente il dialetto, come sono spariti i bambini con il mocio al naso. Ora vedo solo bambini con nasetti pulitissimi e quasi mai arrossati.
Con lo snarocio sono sparite anche le "brose" dai nasi dei bambini.

Le parole che non ho più detto

Mi sono tornate in mente parole che non uso più da tempo, parole nel mio dialetto che facevano parte di un uso comune che si è inesorabilmente livellato sull'italiano.
Sono parole dal suono strano che non si usano più perchè è venuta meno quella cultura o perchè non esiste più quello che significavano.
A queste parole voglio dare un po' di spazio perchè fanno anche loro parte di me.

11 marzo 2011

Età

Ultimamente le persone con cui mi diverto maggiormente hanno un bel po' di anni più di me.
O io sono vecchia dentro, o loro sono molto più "giovani" di tante persone che frequento e che hanno la mia età.
Naturalmente propendo per la seconda ipotesi.

19 febbraio 2011

(con)DOMINO razzista

[Ungheria : Romania]  [Romania : Romania]  [Romania : Albania]
e gli italiani stanno a guardare.

18 febbraio 2011

Povietà

Questa notte sono stata svegliata malamente dai miei vicini che, ubriachi fradici, urlavano e sbattevano e urlavano.
Mentre tentavo di addormentarmi mi si è insinuata nella mente la canzone di Povia e mi sono ricordata che il tipo che stava con me per la mia indiscussa femminilità ERA gay e adesso sta con lei.
Più che al miracolo griderei all'indecisione.

13 febbraio 2011

Il vecchio baule

A casa ho un vecchio baule.
Era di mia nonna, quello in cui c'era la sua dote quando si è sposata ed è andata a vivere con mio nonno.
Durante la guerra questo baule è stato sotterrato per poter salvare  da un eventuale saccheggio la biancheria di casa. Nel baule sepolto c'erano le lenzuola ricamate, le tovaglie più preziose.
Finita la guerra il baule è stato disotterrato, la biancheria era un po' macchiata ma salva. Una di quelle federe è nel mio armadio.
La nonna è morta 15 anni fa.
Guardo il vecchio baule che ha vissuto tante storie che nessuno potrà più raccontarmi.
E mi scende una lacrima.

Tutti gli uomini della Pimpi

Ripensando al mio rapporto con l'altro sesso (rapporto di cui ho scritto abbondantemente in questo blog) ho tratto delle conclusioni.
Nella maggior parte dei casi gli uomini mi trattano alla pari, come se fossi una di loro. Mi invitano alle serate tra uomini, mi raccontano delle loro esperienze con le donne, hanno un atteggiamento cameratesco.
Un altro gruppo di maschi mi considera come una sorella.
L'unico uomo che mi ha esplicitamente detto che stava con me per la mia indiscussa femminilità dopo un mese mi ha confidato di essere gay.

12 febbraio 2011

Autovalutazione

Lunedì, al lavoro, devo compilare la prima parte della mia scheda personale, la seconda sarà redatta dal mio capo.
Questo primo step consiste in una autovalutazione sull'operato degli ultimi 12 mesi.
Ho pensato di scriverci che ho un'autostima troppo sviluppata per dare di me una valutazione obiettiva.

11 febbraio 2011

Lo so, tesoro

Lo so, tesoro, che sono strana.
Quando se venuto a prendermi, con il tuo macchinone cabrio,sono andata a vedere cosa c'era scritto dietro per capire che modello era.
Quando hai alzato il polso mostrandomi l'orologio io ho guardato l'ora pensando volessi dirmi che ero in ritardo.
Quando mi  hai proposto di andare in un posto che conoscono in pochi e dove vendono abiti firmati a prezzi stracciati ti ho risposto che i vestiti me li faccio io. Cose d'altri tempi hai detto.
Quando mi hai portato al lago ho fatto i salti di gioia vedendo uno svasso che si tuffava, tu non lo sapevi nemmeno che cos'è uno svasso. E poi ho urlato "Guarda una folaga!": Ti ho spiegato io cos'è una folaga.
Quando mi porti a passeggiare in centro non guardo le vetrine, ma ti chiedo di entrare nelle chiese a guardare gli affreschi.
Quando mi porti sui colli io apprezzo il viaggio (guardando la natura) e non la meta (l'agriturismo).
Quando poi ti parlo faccio giochi di parole o lancio freddure che non capisci al volo.
Lo so, tesoro, sono strana, ma non sarà quell'aria di accondiscendenza che hai stampata in faccia che farà breccia nel mio cuore.

La rivoluzione mestrinese

Mestrino è un paesotto a circa 15 chilometri da Padova.
Per almeno vent'anni a Mestrino c'è stato un solo negozio di scarpe. Un negozio anonimo dove nonna Maria poteva trovare comode scarpe per i suoi vecchi piedi malandati e scarpette decorose per mandare la niporina a scuola. Anche Antonietta, impiegata da 10 anni in una fabbrica della piccola zona industriale ci comprava delle scarpine senza infamia e senza lode, adatte ad andare in ufficio dove tanto non ti vede nessuno. Zio Luigi ci trovava le sue scarpe classiche, lo stesso modello, più o meno, ogni anno.
Per le grandi occasioni, o per qualcosa di più sfizioso si va in centro che è a meno di mezz'ora e poi c'è anche l'autobus proprio davanti casa.
Negli ultimi due anni, in presa crisi economica, con le fabbriche che chiudono e facce nuove al mercato del martedì (adesso che sono in cassa integrazione possono permettersi di andare al mercato del martedì mattina) sono stati aperti altri 3 negozi di calzature. Uno di questi vende scarpe "di un certo livello", molto belle ma con pressi non proprio bassi.
Se non hanno pane, che indossino open toe!

06 febbraio 2011

Arrivata a questo punto...

...mi voglio prendere le mie irresponsabilità

04 febbraio 2011

Egocentrismo?

In amicizia come in amore non riesco ad interessarmi alle persone che non si interessano a me.

01 febbraio 2011

Virus

Ho combattuto contro l'influenza, ho vinto e sono tornata al lavoro.
Ora devo trovare gli anticorpi per tornare a vivere.

30 gennaio 2011

La bellezza secondo mia nonna

La mia nonna materna era una donna semplice, non aveva potuto studiare ma era molto intelligente e aveva una mente aperta alle novità. Di lei mi sono rimaste molte cose, mi fanno compagnia soprattutto le sue frasi dette con noncuranza ma che mi facevano tanto ridere.
In merito alla bellezza ne ricordo 2 che vengono spesso ripetute nella mia fammiglia.
1)
Un mio compagno delle medie viene a casa nostra per prendere un gattino. Dopo che se ne è andato mia nonna esclama:
"Poveretto, a quello la bellezza gli è passata accanto, ma correva troppo veloce.".
2)
Di ritorno dal mercato mi racconta:
"Sai ho visto il figlio della Tale, non lo vedevo da quando era piccolo. Madonna com'è cresciuto!"
"Ah si, e com'è?"
"El ga na bea lontanansa"  (ha una bella lontananza).

24 gennaio 2011

Morbide riflessioni

Sono una riflessiva compulsiva. Rifletto su qualunque argomento mi passi per la testa e faccio salti mortali nelle associazioni di idee.
In questi giorni di raffreddore fulminante, con la testa ovattata e la concentrazione azzerata ho navigato qua e là.
Ho letto il post di Spora sul quel coso a luce pulsata che costa un botto ma che poi il bulbo pilifero non ha mica più il coraggio di fare il suo dovere.
E cazzeggiando su Friendfeed mi sono imbattuta in una serie di discussioni su patata al naturale o completamente depilata? e ancora liberarsi dalla schiavitù della depilazione si può oppure uomo depilato si o no? e se si quanto? fino ad un'impobabile CAMPAGNA SOCIALE PRO DEPILAZIONE BRACCIA.
Mi rendo conto che il pelo è un argomento molto sentito, sul quale si scatenano animate discussioni: chi è pro e chi è contro, chi sice sì, chi dice no.
Rifletto su questo, seduta sul divano accarezzando i miei gatti.
Rifletto... accarezzo... rifletto...
E si materializza una domanda:
Ma perchè amiamo circondarci da animali (cani, gatti, conigli, moffette...) dal morbido pelo e proviamo piacere nel toccarlo, nell'accarezzarlo, nello strofinarlo sulle nostre guance, nel ficcarci dentro la faccia e non proviamo le stesse sensazioni toccando il pelo di un altro essere umano?
Perchè un animale molto peloso ci scatena la voglia di toccarlo e un uomo molto peloso ci fa ribrezzo?
Rifletto... accarezzo... rifletto... accarezzo...

20 gennaio 2011

Vita vegetariana: una piacevole sorpresa

Ieri sera sono andata a cena con i colleghi di lavoro.
Dopo una serie infinita di cene di pesce hanno scelto una pizzeria in modo che potessi partecipare anche io.
In questa pizzeria servono il "Giro pizza": portano varie pizze tagliate a spicchi, seguendo la fantasia del pizzaiolo, finchè la tavolata non dice basta.
Prima di iniziare il giro la cameriera chiede se ci sono esigenze particolari, allergie, cibi che non piacciono.
Naturalmente ho specificato che sono vegetariana.
Mi aspettavo di saltare qualche portata e magari di mangiare più spicchi della stessa pizza.
Le prime due non avevano carne, ed erano veramente buone.
Arriva la terza, la cameriera descrive gli ingredienti tra i quali c'è la pancetta e mi indica la fetta appoggiata su una paletta: era la mia! Con tutti gli altri ingredienti, ma senza la pancetta!
E così anche per le seguenti.
Mi sono quasi commossa.
Alla fine della cena ho ringraziato il proprietario e il pizzaiolo che si sono stupiti di tatno entusiasmo. Per loro questo genere di attenzioni non è niente di straodinario, ma è la norma.

Dettagli

Essere amata da due maschi.
Il piacere di vederli contendersi la mia compagnia quando torno a casa dopo una giornata di lavoro.
E' commovente come cercano di attirare la mia attenzione quando penso ad altro, come cercano di strapparmi una frase dopo un lungo silenzio, una carezza dopo un momento di rabbia.
A volte il primo si siede sul letto e veglia affinché il secondo non si avvicini. Altre il secondo mi si accoccola vicino, in silenzio sul divano, pago solo del calore del mio corpo.
Svegliarsi la mattina e incrociare gli occhi del primo che stanno lì aspettando che tu apra i tuoi. Sentire la presenza del secondo lungo la schiena.

I due maschi sono i iei gatti, ma sono dettagli.

16 gennaio 2011

Vita vegetariana: la scelta

Scegliere di diventare vegetariana non è stato facile.
Non tanto per il cambiamento delle abitudini alimentari (prima ero una vera carnivora), la cucina italiana offre una miriade di alternative gustose e nutritive. Basti pensare alle tradizionali ricette venete, pasta e fagioli e risi e bisi. Due piatti ricchi di tutto quello che il nostro corpo ha bisogno.
No, la questione alimentare è la più facile da gestire. Difficile è avere a che fare con i pregiudizi e l'ignoranza della gente.
E nella mia ventennale esperienza ne ho sentite di cotte e di crude!
Ho smesso di mangiare carne nel lontano 1987. Sono tornata da scuola e davanti ad una coscia di pollo mi sono bloccata, da quel momento non ho più mangiato né carne né pesce.
A quel tempo non si sapeva quasi nulla, i vegetariani erano un gruppetto sparuto di eccentrici frichettoni di cui non si parlava. Li si accumunava spesso agli Are Krisna, o ad altri seguaci di discipline orientali.
Vivere in un piccolo paese di campagna non giocava certo a mio favore.
Mia madre, intelligentemente, non mi ha dato contro, ma ha cercato di capirmi e di capire. Così mi ha accompagnato dal medico per avere un suo parere.
Il medico (famoso per i trattamenti di piacere che riservava alle ragazze) mi ha chiesto il perchè della mia scelta. Gliel'ho spiegato. Per bene.
La sua risposta mi ha lasciata di sasso:
"Certo che con un po' di attenzione si può tranquillamente vivere senza carne, ma quando avrai dei rapporti sessuali come farai?"
E cosa sono io? Una mantide religiosa?
Il giorno dopo sono andata al'USSL e ho cambiato medico.
E questo è solo l'inizio.

15 gennaio 2011

Buona educazione

Quando si è invitati a cena è buona educazione portare un presente per la padrona di casa.
Io ultimamente porto la cena.

10 gennaio 2011

Sono stata fortunata

Alle medie ho avuto un'isegnante di italiano che arrivava sempre un mese dopo l'inizio della scuola. Il marito era medico e per alcuni mesi lavorava in Africa, lei andava con lui. Al suo ritorno ci faceva vedere le diapositive raccontandoci di questo mondo così lontano e a noi così sconosciuto.
Ho avuto un'insegnante di matemetica e scienze che nel 1982 ci ha fatto un paio di lezioni di educazione sessuale. Lezioni subito interrotte a causa dello svenimento di una compagna e del conseguente intervento dei genitori. Le ricordo ancora come se fosse oggi.
Alle superiori ho avuto un'insegnante di religione che ci ha spiegato cosa succede durante un aborto, facendoci vedere un'ecografia "girata" durante uno di questi interventi e che ci ha portati nello studio del marito patologo per mostrarci dei feti in formaldeide. Abbiamo potuto capire come si sviluppa in feto nelle fasi della gravidanza. Naturalmente la sua carriera è stata subito stroncata.
Nel 1988-89 ho frequentato l'ora alternativa alla religione (unica in tutta la scuola), il corso era sui Diritti Umani.
Sono stata fortunata, senza di loro sarei una persona peggiore.

03 gennaio 2011

Single vs felicemente sposata

Vivo da sola.
Ho un lavoro part-time, per sbarcare il lunario ne ho un secondo saltuario. Ho un mutuo che pago da sola e devo far quadrare i conti tutti i mesi.
La spesa la faccio da me, carico le borse pesanti in macchina, le scarico da me quando arrivo a casa.
Rifaccio il letto pulisco casa, preparo da mangiare. Ma cambio anche le lampadine, sposto i mobili, attacco i chiodi per appendenre i quadri.
Controllo i livelli della macchina, la porto dal meccanico se si rompe, la porto a lavare, se serve so cambiare una ruota da sola.
Curo il giardino, taglio l'erba, poto le piante, zappo, semino, raccolgo le foglie.
So usare martello, cacciavite, trapano e chiave inglese. Se compro un mobile all'Ikea me lo monto da sola.
E le felicemente sposate del mio ufficio hanno il coraggio di guardarmi come se io non sapessi cos'è la vita.

Recuperi

Ora, arrivata a quarantanni, sento l'insopprimibile bisogno di recuperare il sonno perso a venti.