Siamo alla continua ricerca della nostra mezza mela. La mia se la deve essere mangiata qualcuno. (mi ero sbagliata)
28 settembre 2012
Zitellitudine allo stato puro
Gioire per l'ennesimo invito a passare una domenica fuori porta.
Ricevere il pacco e esultare al pensiero di passare una domenica spaparanzata tra letto e divano.
Vecchie certezze, nuove scoperte.
Sono consapevole della mia bellezza e dei suoi molti limiti.
So di non avere un corpo perfetto.
Non mi interessa quello che è di moda. Non metto e non faccio mai niente solo perché lo fanno o lo mettono tutti.
Indosso cose che penso mi valorizzi e credo di riuscirci.
Per questo da oggi ho una nuova certezza: NON indosserò MAI più un paio di autoreggenti.
27 settembre 2012
Delle due
Non so decidere se è più faticoso non riuscire a parlare e sforzarsi di farlo o avere necessità di parlare e sforzarsi di non farlo.
26 settembre 2012
Grimilde (a modo mio)
Specchio, specchio delle mie brame, giochiamo che domani sono la più bella del reame?
Propriocettività
Sarebbe bello avere una tavola propriocettiva per la mente per imparare a rimanere in equilibrio mentre tutto attorno barcolla.
25 settembre 2012
Dire fare baciare
Dire poche cose, fare tante cose, baciare molto.
Dire le cose sbagliate, non fare più niente, non baciare più.
24 settembre 2012
Il mio lavoro
Io per lavoro faccio quella che risponde alla gente arrabbiata. Non sempre, per fortuna, ma spesso la gente che chiama è gente arrabbiata.
A volte hanno ragione, altre no. Poco importa.
Non sopporto di parlare con la gente arrabbiata. Prima di tutto perché la gente arrabbiata ha un brutto tono di voce, poi perché la gente arrabbiata getta un semino della rabbia che si annida dentro di me e poi ci sto male.
Allora, quando rispondo alla gente arrabbiata, inizio a parlare lentamente, abbasso il tono, modulo la voce finché diventa morbida morbida. E poi mi metto a sorridere, perché il sorriso si vede anche attraverso il telefono.
Con la voce morbida morbida comincio a fare le carezze alle orecchie.
Nel 99% dei casi la gente arrabbiata si calma, smette di urlare, parla più lentamente, ascolta quello che ho da dire. E poi comincia a sorridere.
Ecco è questa la parte che mi piace di più, quando vedo il sorriso della gente non più arrabbiata.
Alla fine mi ringraziano, la voce morbida anche loro, a volte mi dicono che sono fortunati ad avermi incontrato.
E così ho la presunzione di fare del bene alla gente che era arrabbiata, anche se lavoro solo in un call center.
23 settembre 2012
Siamo un popolo di santi, poeti e navigatori
Alla prossima devi girare a destra.
Dovevi svoltare prima!
La prossima uscita, è la prossima uscita.
Se prendevi l'altra strada arrivavamo prima.
Ti avevo detto che questa era la strada più trafficata.
Se invece di dare retta al navigatore ascoltavi me.
Ti dico io che strada prendere, l'ho fatta 5 anni fa.
Non capisco perché hai voluto a tutti i costi fare questa strada, quella che ti avevo indicato era meglio.
Non arriveremo mai, se invece di girare a sinistra andavi dritto...
Etc. etc.
22 settembre 2012
Affinità elettive
"Secondo me in una vita precedente noi ci conoscevamo."
"Secondo me in una vita precedente eravamo la stessa persona."
21 settembre 2012
Ragione per rimanere zitella num. 6
Se ti arrabbi è un problema mio.
Se mi arrabbio è un problema mio.
Se non mi parli è un problema mio.
Se ci sto male è un problema mio.
Se mi tratti male è un problema mio.
Se mi sento trattata male è un problema mio.
Se mi sento trascurata è un problema mio.
Se mi sento sola è un problema mio.
Se non mi vuoi più bene è un problema mio.
Allora sai che ti dico? Anche la mia vita è un problema mio. Addio.
(tratto da una storia vera, non mia naturalmente)
Ho aggiunto un dubbio sulla mia femminilità
Avete presente quando si rimprovera agli uomini di sporcare tutta la cucina per cucinare due cose?
Ecco.
20 settembre 2012
Parabola, a modo mio
Ci sono persone che non riescono a mettere a fuoco la pagliuzza nell'occhio del fratello, accecate come sono dalla propria trave.
Etichette:
A modo mio,
Aceto di Mezza mela,
Ipxe dixit
Bilanci senza bilancia
Non ho una bilancia, non so quanto peso e non credo di avere voglia di saperlo.
I miei successi (e le mie sconfitte) le misuro in centimetri.
Una sana e corretta alimentazione abbinata ad una leggera attività fisica, dai e dai, hanno prodotto i seguenti risultati:
-2 cm
-2 cm
-3 cm
+ 4 cm...
Pensieri sparsi dovuti alla noia
Tutte le azioni hanno delle conseguenze. Anche le non azioni.
Non agire a volte è più difficile che agire.
Ad esempio avrei anche potuto evitare di scrivere queste cavolate, ma non ce l'ho fatta.
19 settembre 2012
Metafore autunnali
Sono come una castagna.
Un riccio pungente all'esterno.
Nel mezzo una scorza coriacea.
Bacata all'interno.
Un riccio pungente all'esterno.
Nel mezzo una scorza coriacea.
Bacata all'interno.
La droga non sempre uccide
Ieri sera abbiamo fatto quella cosa che ti mostri le foto tessera della patente o dei vecchi abbonamenti, le guardi e ti metti a ridere. Ma eravamo tutti belli, nelle nostre vecchie foto.
Oggi ho incrociato un "ragazzo" che frequentava la mia stessa compagnia circa vent'anni fa. A guardarlo sembrava ne fossero passati quaranta.
Magro, tremolante, con un bastone che lo aiutava a stare in equilibrio, la pelle ingiallita, il capello sfibrato, lo sguardo perso.
Lui era uno di quelli che dallo spinello era passato a droghe più pesanti.
Non so se ad un certo spunto ha smesso.
Guardandolo ho pensato che una sua foto tessera di allora messa a confronto con una attuale potrebbe essere una buona campagna antidroga.
O forse no.
Oggi ho incrociato un "ragazzo" che frequentava la mia stessa compagnia circa vent'anni fa. A guardarlo sembrava ne fossero passati quaranta.
Magro, tremolante, con un bastone che lo aiutava a stare in equilibrio, la pelle ingiallita, il capello sfibrato, lo sguardo perso.
Lui era uno di quelli che dallo spinello era passato a droghe più pesanti.
Non so se ad un certo spunto ha smesso.
Guardandolo ho pensato che una sua foto tessera di allora messa a confronto con una attuale potrebbe essere una buona campagna antidroga.
O forse no.
17 settembre 2012
L'esibizionista mi manca ancora.
Per strada ho incrociato un tizio con la maglietta tirata su sulla pancia e i due capi della cintura in mano... e niente, se la stava solo allacciando.
(nulla è cambiato in questi 6 anni)
(nulla è cambiato in questi 6 anni)
Agitazioni sindacali
Mi prende sempre una forte agitazione quando incrocio una manifestazione sindacale o quando vedo le immagini in tv.
Di parteciparci non se ne parla neanche.
Di parteciparci non se ne parla neanche.
Nota spese
Sto scrivendo una piccola guida sul commercio on line. Un manuale che aiuti chi non conosce Internet a fare acquisti in rete senza rischi.
Naturalmente mi devo informare, così navigo da un sito all'altro per verificare le informazioni, testare i programmi, valutare i sistemi impiegati.
A volte, per rendere reale tutto ciò, sono costretta a mettere dei prodotti nel carrello, a cliccare su "acquista", a inserire il numero di carta di credito, a dare "conferma".
Dato che si tratta di lavoro, pensavo di inserire gli acquisti effettuati in questo periodo nella nota spese.
A me sembra corretto, ma forse è meglio che ne parli prima con il mio capo.
Naturalmente mi devo informare, così navigo da un sito all'altro per verificare le informazioni, testare i programmi, valutare i sistemi impiegati.
A volte, per rendere reale tutto ciò, sono costretta a mettere dei prodotti nel carrello, a cliccare su "acquista", a inserire il numero di carta di credito, a dare "conferma".
Dato che si tratta di lavoro, pensavo di inserire gli acquisti effettuati in questo periodo nella nota spese.
A me sembra corretto, ma forse è meglio che ne parli prima con il mio capo.
15 settembre 2012
Lo sviluppo della personalità
Gli psicologi sono concordi nell'affermare che l'ambiente influenza in modo determinante la crescita della personalità e il comportamento di una persona.
Io vivo da 25 anni in un paese con due distillerie e una festa della birra.
Io vivo da 25 anni in un paese con due distillerie e una festa della birra.
14 settembre 2012
Bisogni fisici
(in ordine casuale)
- bere
- mangiare
- dormire
- evacuare
- respirare
- pisciare
- lavarsi
- abbracciare, a lungo, ripetutamente
13 settembre 2012
Scherzi della natura
Tra i miei tanti vasi ce ne è uno che contiene un evonimo. È uno dei miei preferiti: una pianta rubata in un campo che curo da molti anni e che fa dei fruttini deliziosi (esteticamente parlando).
Un paio d'anni fa in quel vaso è spuntato un germoglio, la prima fogliolina aveva in testa il cappellino del prete (cappello del prete è il nome volgare dell'evonimo per forma caratteristica dei suoi frutti).
Ho subito pensato che la mia amata pianta avesse avuto un figlio.
Il germoglio è cresciuto bello rigoglioso, le foglie erano diverse da quelle della madre, ma a volte succede che la piantina giovane abbia le foglie diverse da quelle che la rivestiranno da adulta.
L'anno scorso le ho regalato un vaso tutto suo perché potesse sviluppare le sue radici e i suoi rami. La piantina ha gradito ed è cresciuta, si è allungata e ingrossata e solo allora ho scoperto che non era un evonimo, ma una vite!
Sorrido all'idea che quel germoglio mi abbia presa in giro, per un anno intero.
Amicizia
Secondo un recente studio condotto dai Migliori Luoghi Comuni, l'amicizia tra un uomo e una donna non esiste, l'amicizia tra donne non esiste, tra gli uomini c'è cameratismo.
Nonostante indichi un concetto sulla cui esistenza si nutrono forti dubbi, la parola amicizia è sulla bocca di tutti, come dio.
11 settembre 2012
Racconto eziologico
Mio padre desiderava ardentemente una femmina. Non aveva nemmeno preso in considerazione la probabilità di avere un maschio.
Quando mia madre gli annunciò di essere incinta lui sentenziò: è una femmina.
Le donne del paese vaticinavano controllando dimensione e forma della pancia, colore della pelle del viso, caratteristiche della camminata ed erano tutte concordi: è un maschio.
Mio padre, fermo sulla sua posizione, cominciò a scommettere. E vinse.
Nacqui io, la femmina tanto desiderata.
Mi vestirono di rosa, con pizzi e fiorellini. Mi comprarono bambole e peluche.
Ad un certo punto, non ricordo quando, arrivarono il traforo, il martello, il trapano. Mio padre mi insegnò a piantare i chiodi, a tagliare il compensato, a fare i buchi sul muro e piantare i tasselli, mi insegnò ad aggiustare le spine e le prese della corrente. Quando mi regalò il motorino mi insegnò a pulire e a cambiare la candela, prima ancora di avere una macchina sapevo cambiare una ruota.
Se sono così c'è un perché.
Quando mia madre gli annunciò di essere incinta lui sentenziò: è una femmina.
Le donne del paese vaticinavano controllando dimensione e forma della pancia, colore della pelle del viso, caratteristiche della camminata ed erano tutte concordi: è un maschio.
Mio padre, fermo sulla sua posizione, cominciò a scommettere. E vinse.
Nacqui io, la femmina tanto desiderata.
Mi vestirono di rosa, con pizzi e fiorellini. Mi comprarono bambole e peluche.
Ad un certo punto, non ricordo quando, arrivarono il traforo, il martello, il trapano. Mio padre mi insegnò a piantare i chiodi, a tagliare il compensato, a fare i buchi sul muro e piantare i tasselli, mi insegnò ad aggiustare le spine e le prese della corrente. Quando mi regalò il motorino mi insegnò a pulire e a cambiare la candela, prima ancora di avere una macchina sapevo cambiare una ruota.
Se sono così c'è un perché.
10 settembre 2012
Ho passeggiato con il naso
olea fragrans - frangipane - olea - fico - resina - terra secca - olea - erba appena tagliata - frangipane - frangipane - mais maturo - acqua di falda - mucca - fico - olea.
Guardatevi le spalle
Sfogliamo una rivista di moda e ci incantiamo davanti alle foto di abiti da sogno. Le modelle sono tutte riprese di fronte, al massimo di trequarti e noi donne, abituate a quel tipo di immagine, la riproponiamo quando entriamo in un camerino.
Entriamo, indossiamo il nostro capo del desiderio, lo lisciamo sul davanti, ci giriamo leggermente a destra, un pochetto a sinistra, un'altra lisciatina e... perfetto!
E no! ERRORE!
Perché quel vestitino che mette in risalto il decolleté può ingigantire quel leggero sbuffo sotto la chiappa.
Quei pantaloni che fasciano divinamente il fianco possono schiacciare il culo facendolo sembrare un'asse da stiro.
Sarebbe auspicabile che i camerini avessero due specchi, uno di fronte all'altro, non è mai così. Allora improvvisiamoci contorsioniste, giriamo il collo come civette e cerchiamo di vedere come si presenta il nostro dietro. Se ci facciamo accompagnare scegliamo l'amica più spietata, sincera, e fidiamoci dei suoi occhi.
Ricordiamoci che andiamo sì incontro alla gente con il nostro davanti, ma ci sarà sempre qualcuno alle nostre spalle e che l'occhio maschile cade, volente o nolente, sul nostro fondoschiena.
Entriamo, indossiamo il nostro capo del desiderio, lo lisciamo sul davanti, ci giriamo leggermente a destra, un pochetto a sinistra, un'altra lisciatina e... perfetto!
E no! ERRORE!
Perché quel vestitino che mette in risalto il decolleté può ingigantire quel leggero sbuffo sotto la chiappa.
Quei pantaloni che fasciano divinamente il fianco possono schiacciare il culo facendolo sembrare un'asse da stiro.
Sarebbe auspicabile che i camerini avessero due specchi, uno di fronte all'altro, non è mai così. Allora improvvisiamoci contorsioniste, giriamo il collo come civette e cerchiamo di vedere come si presenta il nostro dietro. Se ci facciamo accompagnare scegliamo l'amica più spietata, sincera, e fidiamoci dei suoi occhi.
Ricordiamoci che andiamo sì incontro alla gente con il nostro davanti, ma ci sarà sempre qualcuno alle nostre spalle e che l'occhio maschile cade, volente o nolente, sul nostro fondoschiena.
06 settembre 2012
L'eleganza della moeca
La moeca è un granchietto, assume questo nome durante la fase della muta quando perde il carapace e si presenta tenera e molle. Quando si trova in questo stato è molto apprezzata nella cucina veneziana.
La moeca è un po' una metafora dell'essere umano: come lei muta due volte all'anno può capitare che c si trovi a cambiare pelle un paio di volte nella vita, almeno.
A causa di una proprensione, di interventi esterni, di congiunzioni astrali, dei casi della vita, ad un tratto l'essere umano abbandona, più o meno velocemente, il proprio guscio costruito diligentemente nell'arco degli anni.
Si ritrova così tenero, morbido, vulnerabile, esposto.
La sensazione è strana, a volte piacevole, a volte spaventosa.
Se ne accorge il soggetto, se ne accorge chi gli sta intorno. Qualche piccola cosa cambia, qualcosa rimane immutato.
La moeca-essere umano, sa di non avere più la corazza, quell'arma di difesa e di protezione tanto amata, sa che un soffio di vento, un granello di sabbia, un'onda del mare le provoca un sussulto. Sa anche che deve stare attenta a non farsi schiacciare per sbaglio o, peggio ancora, farsi catturare da un gourmet veneto e fare così una brutta fine.
(e sì, questo post è molto autobiografico)
La moeca è un po' una metafora dell'essere umano: come lei muta due volte all'anno può capitare che c si trovi a cambiare pelle un paio di volte nella vita, almeno.
A causa di una proprensione, di interventi esterni, di congiunzioni astrali, dei casi della vita, ad un tratto l'essere umano abbandona, più o meno velocemente, il proprio guscio costruito diligentemente nell'arco degli anni.
Si ritrova così tenero, morbido, vulnerabile, esposto.
La sensazione è strana, a volte piacevole, a volte spaventosa.
Se ne accorge il soggetto, se ne accorge chi gli sta intorno. Qualche piccola cosa cambia, qualcosa rimane immutato.
La moeca-essere umano, sa di non avere più la corazza, quell'arma di difesa e di protezione tanto amata, sa che un soffio di vento, un granello di sabbia, un'onda del mare le provoca un sussulto. Sa anche che deve stare attenta a non farsi schiacciare per sbaglio o, peggio ancora, farsi catturare da un gourmet veneto e fare così una brutta fine.
(e sì, questo post è molto autobiografico)
04 settembre 2012
Se poi ti lecchi anche le dita...
È il volantino pubblicitario di una palestra.
Evidentemente non sono più sufficienti le promesse di un corpo da modella, di addominali scolpiti, di glutei come il marmo.
Evidentemente non sono più sufficienti le promesse di un corpo da modella, di addominali scolpiti, di glutei come il marmo.
28 agosto 2012
Il capo ha sempre ragione
Capo: "Allora, hai finito quel lavoro?"
Pimpi: "No, guarda, la settimana scorsa ha fatto così caldo che non riuscivo a concentrarmi. Poi ferragosto... Pensa che ferragosto l'hanno inventato i romani con lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti. Vedi, i romani soffrivano il caldo anche loro e non avevano le temperature che abbiamo noi adesso."
Capo: "I romani però non avevano l'aria condizionata"
Pimpi: "No, guarda, la settimana scorsa ha fatto così caldo che non riuscivo a concentrarmi. Poi ferragosto... Pensa che ferragosto l'hanno inventato i romani con lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti. Vedi, i romani soffrivano il caldo anche loro e non avevano le temperature che abbiamo noi adesso."
Capo: "I romani però non avevano l'aria condizionata"
23 agosto 2012
Zitella
zitella
[zi-tèl-la] s.f.
- • Donna matura nubile: rimanere z.n; in senso scherz. o spreg., donna dal carattere acido e irritabile: sei una vecchia zitella!Recita il dizionario.Non l'ho mai sentito utilizzare se non in tono spregiativo.Il termine zitella si carica immancabilmente di significati negativi legati non solo al carattere, ma anche all'aspetto fisico.La letteratura dei secoli scorsi ha descritto le zitelle come esseri scialbi, poco intelligenti, vestite di scuro e non alla moda. Piccoli topini grigi che squittiscono appena, incapaci di rapportarsi con il mondo, sempre un po' arretrate rispetto agli altri.Ma si sa, a parte qualche raro esempio, la letteratura dei secoli scorsi è stata scritta dagli uomini.Le zitelle che ho conosciuto personalmente, signorine dell'età di mia nonna, erano molto diverse.Donne colte, indipendenti sia economicamente (diverse maestre), sia psicologicamente.Donne forti, coraggiose, capaci di difendere le proprie scelte, di combattere per un amore contrastato. Donne "diverse", "eccentriche", libere.Donne che hanno cresciuto da sole il frutto del loro peccato. Tutte donne che avevano qualcosa da raccontare, qualcosa da insegnare.Donne con una scintilla negli occhi.Ripensando al loro mi vien da dire che la zitella non è una donna che nessun uomo ha voluto, ma una donna che nessun uomo ha saputo tenere.
18 agosto 2012
False aspettative
Gli uomini, quando sono giovani, tendono a esagerare le dimensioni del loro amichetto. Usano accrescitivi, disegnano falli enormi, si vantano di misure da record creando delusione al momento della verità.
I quarantenni, invece, tendono a sminuirlo usando diminutivi, svilendo le prestazioni contando sull'effetto sorpresa, al momento della verità.
14 agosto 2012
Sviluppo socio-tecnologico delle relazioni
Relazione epistolare: lunga sequenza di parole vergate di proprio pugno su carta più o meno pregiata e più o meno profumata. Caratterizzata da tempi dilatati e dalla trepida attesa di una risposta.
Relazione telefonica: lunga sequenza di parole pronunciate ad una cornetta che grazie ad un filo di rame vengono consegnate in tempo reale alla persona amata. Relazione molto costosa se non si è titolari di una tariffa conveniente.
Relazione via sms: breve sequenza di parole concentrata in 160 caratteri. Caratterizzata da abbreviazioni spesso ardite. La frequenza degli sms aumenta in presenza di offerte promozionali. Solo per adolescenti e per solutori più che abili.
Relazione via emoticons: ... :-)
Relazione telefonica: lunga sequenza di parole pronunciate ad una cornetta che grazie ad un filo di rame vengono consegnate in tempo reale alla persona amata. Relazione molto costosa se non si è titolari di una tariffa conveniente.
Relazione via sms: breve sequenza di parole concentrata in 160 caratteri. Caratterizzata da abbreviazioni spesso ardite. La frequenza degli sms aumenta in presenza di offerte promozionali. Solo per adolescenti e per solutori più che abili.
Relazione via emoticons: ... :-)
12 agosto 2012
Senza di te
Da sola non ce la faccio.
Senza di te non ce la faccio.
Ho bisogno di te, della tua presenza, del tuo corpo, della tua voce.
Ho bisogno di sentirti qui, accanto a me.
Ho bisogno del tuo aiuto.
Litiga con me, urlami addosso, trattami male, insultami, ignorami, umiliami, voltami le spalle, trascurami, dammi un pretesto per mandarti affanculo.
Senza di te non ce la faccio.
Ho bisogno di te, della tua presenza, del tuo corpo, della tua voce.
Ho bisogno di sentirti qui, accanto a me.
Ho bisogno del tuo aiuto.
Litiga con me, urlami addosso, trattami male, insultami, ignorami, umiliami, voltami le spalle, trascurami, dammi un pretesto per mandarti affanculo.
10 agosto 2012
Esse
Esse è nata poco più di 50 anni fa, aiutata da un forcipe maldestro che le ha lasciato dei segni indelebili.
Esse non era come tutti gli altri bambini. I genitori disperati le tentarono tutte, alla fine fecero un voto a Sant'Antonio e la vestirono per anni con un piccolo saio.
Adolescente non riusciva a tenere a bada la sua sessualità animalesca e il padre era costretto tutte le sere ad andarsela a riprendere dietro il cimitero, strappandola dalle braccia di uomini sempre diversi. Nemmeno le botte riuscivano a frenare la sua profonda voglia di sesso.
Esse in paese era considerata una matta e una poco di buono.
Le trovarono un marito, non tanto a posto nemmeno lui. Nacquero tre figli che per anni hanno vissuto tra gli stenti e le intemperanze dei genitori.
Tra le botte, le fughe, le brevi riconciliazioni il matrimonio andò avanti diversi anni, finché Esse, aiutata dalla sua famiglia, divorziò.
Esse ha vagato un po' poi è ritornata in paese, sempre più matta, ma non scema. La conosco da sempre, ci ho parlato spesso insieme e in mezzo alla sua follia si annida un pensiero pratico e concreto.
Il tempo e la poca cura hanno lasciato segni profondi sul suo fisico, il viso brutto il corpo sfatto. Assomiglia ad una scimmietta vestita, male, da essere umano.
Esse esercita la professione più antica del mondo, con il suo lavoro tira avanti la famiglia.
Una sola cosa mi lascia allibita: come cazzo fanno anche a pagarla!
Esse non era come tutti gli altri bambini. I genitori disperati le tentarono tutte, alla fine fecero un voto a Sant'Antonio e la vestirono per anni con un piccolo saio.
Adolescente non riusciva a tenere a bada la sua sessualità animalesca e il padre era costretto tutte le sere ad andarsela a riprendere dietro il cimitero, strappandola dalle braccia di uomini sempre diversi. Nemmeno le botte riuscivano a frenare la sua profonda voglia di sesso.
Esse in paese era considerata una matta e una poco di buono.
Le trovarono un marito, non tanto a posto nemmeno lui. Nacquero tre figli che per anni hanno vissuto tra gli stenti e le intemperanze dei genitori.
Tra le botte, le fughe, le brevi riconciliazioni il matrimonio andò avanti diversi anni, finché Esse, aiutata dalla sua famiglia, divorziò.
Esse ha vagato un po' poi è ritornata in paese, sempre più matta, ma non scema. La conosco da sempre, ci ho parlato spesso insieme e in mezzo alla sua follia si annida un pensiero pratico e concreto.
Il tempo e la poca cura hanno lasciato segni profondi sul suo fisico, il viso brutto il corpo sfatto. Assomiglia ad una scimmietta vestita, male, da essere umano.
Esse esercita la professione più antica del mondo, con il suo lavoro tira avanti la famiglia.
Una sola cosa mi lascia allibita: come cazzo fanno anche a pagarla!
09 agosto 2012
Crescere
Solo i bambini possono permettersi di "fare gli scherzi" per attirare l'attenzione degli adulti.
L'adulto deve trovare la forza di urlare "ho bisogno di te" e la pazienza di attendere che gli adulti possano dedicargli l'attenzione di cui ha bisogno.
L'adulto deve trovare la forza di urlare "ho bisogno di te" e la pazienza di attendere che gli adulti possano dedicargli l'attenzione di cui ha bisogno.
05 agosto 2012
Almeno l'ultima sigaretta
"Lo sai che anche Luisa si è fidanzata? Ormai anche lei l'avevamo data per spacciata, erano anni che non aveva una storia, aveva detto di avere chiuso con gli uomini... e invece! Sono innamoratissimi, secondo me entro un anno si sposano. Eh, sì, anche la nostra Luisa! Chi l'avrebbe mai detto! E poi lei è la prova vivente che non è necessario essere belle per trovare un uomo, la bellezza fisica non conta. L'importante è essere simpatiche, solari, allegre, avere un bel modo di rapportarsi con gli altri. Devi essere brava a fare conversazione, ironica, divertente..."
No, la benda non la voglio, voglio guardanti in faccia mente spari il colpo letale.
No, la benda non la voglio, voglio guardanti in faccia mente spari il colpo letale.
01 agosto 2012
Lo zen, il metano e l'arte del rifornimento
Un paio d'anni fa sono stata costretta a cambiare macchina. La mia amata compagna per quasi vent'anni era considerata troppo inquinante, i blocchi del traffico mi impedivano di recarmi al lavoro, i mezzi pubblici erano impraticabili.
Così ho comprato un'auto a metano. Non sapevo quanto mia vita sarebbe cambiata.
Innanzitutto il rifornimento va programmato. Non puoi più rimandare, decidere di farlo dopo quando esco a cena, massì domenica mattina andando alla messa. No. Perché per fare metano serve l'omino e l'omino ha degli orari di lavoro.Quindi la prima cosa da fare è localizzare i distributori e memorizzare gli orari di apertura.
Quando si arriva al distributore, poi, bisogna avere pazienza. Le pompe in genere sono poche, gli omini ancora meno. E il metano esce dal tubo con una velocità nettamente inferiore a quella della benzina, per non parlare di quelle volte che la pressione è insufficiente. Allora nel bel mezzo del rifornimento l'erogazione si blocca e tu non puoi far altro che attendere che la pressione aumenti e che il prezioso gas riprenda a fluire nella vena.
Pazienza, ci vuole pazienza, non bisogna avere fretta. Così, mentre aspetti fuori dalla macchina (bisognerebbe sempre allontanarsi dalla macchina), scambi due chiacchiere con l'omino, o con il vicino, accenni un sorriso, saluti chi arriva o se ne va.
Al distributore di metano capita spesso di essere in coda, anche se c'è una pompa libera, perché non puoi arrangiarti, devi aspettare l'omino. Ma al distributore di metano nessuno ha fretta e tutti stanno diligentemente in fila aspettando il proprio turno. Solo una volta mi è capitato di vedere uno che saltava la fila. Lo stupore generale è stato tale che nessuno ha aperto bocca. Meglio, siamo rimasti tutti a bocca aperta senza riuscire a spiaccicare parola.
Altra differenza notevole sono i soldi. Far benzina ti abitua a ragionare a multipli di 10. Il metano ti fa riprendere confidenza con gli spiccioli. Perché il conto di un pieno non è mai un conto tondo.
Ricordo ancora il mio primo pieno: 7,47 euro. Ho guardato stranita l'omino, la colonna, l'omino e ho ravanato nel portafogli per trovare le monetine.
Poi me ne sono andata con un ghigno di soddisfazione guardando, sfacciata, glia automobilisti vittime del sistema decimale.
Così ho comprato un'auto a metano. Non sapevo quanto mia vita sarebbe cambiata.
Innanzitutto il rifornimento va programmato. Non puoi più rimandare, decidere di farlo dopo quando esco a cena, massì domenica mattina andando alla messa. No. Perché per fare metano serve l'omino e l'omino ha degli orari di lavoro.Quindi la prima cosa da fare è localizzare i distributori e memorizzare gli orari di apertura.
Quando si arriva al distributore, poi, bisogna avere pazienza. Le pompe in genere sono poche, gli omini ancora meno. E il metano esce dal tubo con una velocità nettamente inferiore a quella della benzina, per non parlare di quelle volte che la pressione è insufficiente. Allora nel bel mezzo del rifornimento l'erogazione si blocca e tu non puoi far altro che attendere che la pressione aumenti e che il prezioso gas riprenda a fluire nella vena.
Pazienza, ci vuole pazienza, non bisogna avere fretta. Così, mentre aspetti fuori dalla macchina (bisognerebbe sempre allontanarsi dalla macchina), scambi due chiacchiere con l'omino, o con il vicino, accenni un sorriso, saluti chi arriva o se ne va.
Al distributore di metano capita spesso di essere in coda, anche se c'è una pompa libera, perché non puoi arrangiarti, devi aspettare l'omino. Ma al distributore di metano nessuno ha fretta e tutti stanno diligentemente in fila aspettando il proprio turno. Solo una volta mi è capitato di vedere uno che saltava la fila. Lo stupore generale è stato tale che nessuno ha aperto bocca. Meglio, siamo rimasti tutti a bocca aperta senza riuscire a spiaccicare parola.
Altra differenza notevole sono i soldi. Far benzina ti abitua a ragionare a multipli di 10. Il metano ti fa riprendere confidenza con gli spiccioli. Perché il conto di un pieno non è mai un conto tondo.
Ricordo ancora il mio primo pieno: 7,47 euro. Ho guardato stranita l'omino, la colonna, l'omino e ho ravanato nel portafogli per trovare le monetine.
Poi me ne sono andata con un ghigno di soddisfazione guardando, sfacciata, glia automobilisti vittime del sistema decimale.
29 luglio 2012
Illusioni
C'è questa frase che gira da giorni nei vari tumblr:
"Ci sono uomini che fanno una fatica immensa ad amare. Non sanno da dove iniziare e se si imbattono in qualcosa di grande, difficilmente lo sanno gestire. Quando te li trovi di fronte, non illuderti mai di poterli cambiare. Con te conosceranno il senso più profondo dell’amore, ma non saranno mai abbastanza coraggiosi da restare." Il successo credo sia dovuto al fatto che ogni donna riconosce una sua storia d'amore passata e si si illude di essere stata "qualcosa di grande".
S. SANTORELLI
Il successo credo sia dovuto al fatto che ogni donna vi riconosce una sua storia d'amore passata e si si illude di essere stata quel "qualcosa di grande".
(io no)
26 luglio 2012
Ciclicamente
-Odio essere donna.
-Vorresti essere un uomo?
-Sì.
-Non potresti mettere il tuo vestitino vichy.
-Potrei essere una drag queen.
-Vorresti essere un uomo?
-Sì.
-Non potresti mettere il tuo vestitino vichy.
-Potrei essere una drag queen.
24 luglio 2012
Considerazioni
La vendetta è un piatto che va servito freddo.
Il rancore ti si ripresenta a lungo come la peperonata.
La peperonata fredda è buonissima.
E io non so cosa voglia dire tutto ciò.
Il rancore ti si ripresenta a lungo come la peperonata.
La peperonata fredda è buonissima.
E io non so cosa voglia dire tutto ciò.
22 luglio 2012
Sii onesto
Preferisco che tu dica una cosa stupida con parole tue piuttosto che una cosa intelligente con le parole degli altri.
21 luglio 2012
Non so fare
Ci sono giorni in cui l'elenco delle cose che non so fare occupa la mia testa in continuazione.
Non so scrivere, non so suonare, non so di musica, non so di cinema, non so parlare di libri, non so tenere una conversazione, non so comportarmi con le persone...
Poi mi vesto, indosso un vestito fatto da me, una cosa semplice, esco e la gente mi guarda e mi dice "come sei bella".
Poi, un giorno, una persona mi vede addosso un'altra cosa, la prova, si vede bella e mi dice "lo voglio".
Allora penso che anche io so fare qualcosa, e non mi sembra nemmeno una cosa da poco.
Non so scrivere, non so suonare, non so di musica, non so di cinema, non so parlare di libri, non so tenere una conversazione, non so comportarmi con le persone...
Poi mi vesto, indosso un vestito fatto da me, una cosa semplice, esco e la gente mi guarda e mi dice "come sei bella".
Poi, un giorno, una persona mi vede addosso un'altra cosa, la prova, si vede bella e mi dice "lo voglio".
Allora penso che anche io so fare qualcosa, e non mi sembra nemmeno una cosa da poco.
Fasi
Ho spesso un calo di zuccheri, frequentemente un calo di pressione, a volte un calo d'attenzione.
Mai un calo di peso.
Mai un calo di peso.
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Pensieri estivi
Anestesia cerebrale
È meraviglioso il modo in cui il cervello anestetizza i ricordi che potrebbero farti impazzire di dolore.
19 luglio 2012
Me ne fotto delle regole.
Adoro andare contromano, imboccare sensi vietati, passare da una corsia
all'altra, tagliare la strada, non fermarmi agli stop, fregarmene della precedenza.
Nel parcheggio sotterraneo vuoto, alle 7.30 del mattino
Nel parcheggio sotterraneo vuoto, alle 7.30 del mattino
18 luglio 2012
Avviso ai lettori
Questo blog è stato a lungo trascurato, non perché fossi rinsavita e non fossi più in grado di scrivere stupidate, ma perché le ho scritte da un'altra parte.
Sto pensando di riprenderle e di pubblicarle anche qui.
Se deciderò di farlo mi scuso già con chi le ha già lette e anche con chi le leggerà.
Sto pensando di riprenderle e di pubblicarle anche qui.
Se deciderò di farlo mi scuso già con chi le ha già lette e anche con chi le leggerà.
La risposta giusta qual e`
1)
- Hai una storia con X?
- Nooo, cosa dici!
- Aaah, allora e` vero!
2)
- Hai una storia con X?
- No, chi te l'ha detto?
- Aaah, allora e` vero! Non ti preoccupare non lo dico a nessuno.
3)
- Hai una storia con X?
- NO.
- Tu non me la racconti giusta.
4)
- Hai una storia con X?
- Si`.
- Dai! Non prendermi in giro!
- Hai una storia con X?
- Nooo, cosa dici!
- Aaah, allora e` vero!
2)
- Hai una storia con X?
- No, chi te l'ha detto?
- Aaah, allora e` vero! Non ti preoccupare non lo dico a nessuno.
3)
- Hai una storia con X?
- NO.
- Tu non me la racconti giusta.
4)
- Hai una storia con X?
- Si`.
- Dai! Non prendermi in giro!
16 luglio 2012
Teoria evolutiva del complesso femminile
Teoria evolutiva del complesso femminile attraverso lo studio del comportamento del soggetto "donna" rispetto alla scelta dell'abbigliamento.
Durata dello studio: anni 25
Complesso: "Ho delle brutte gambe"
Comportamento:
Durata dello studio: anni 25
Complesso: "Ho delle brutte gambe"
Comportamento:
- non metto mai le gonne;
- non metto mai le gonne senza calze;
- non metto mai le gonne senza tacchi;
- metto sempre le gonne.
Soluzione: "Ho delle belle gambe"
(questo trattato è stato scritto il 16 luglio 2012 con il provvidenziale aiuto di un ghiacciolo)
14 luglio 2012
Rimpiango
Rimpiango i tempi in cui c'era un modo di vestirsi per ogni occasione e lo si rispettava.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in palestra si vestiva da palestra e chi andava in ufficio da ufficio.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in spiaggia si vestiva da spiaggia e chi rimaneva in città da città.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in discoteca si vestiva da discoteca e chi andava a fare la spesa da spesa.
Rimpiango i tempi in cui le zoccole si vestivano da zoccole e le altre no.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in palestra si vestiva da palestra e chi andava in ufficio da ufficio.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in spiaggia si vestiva da spiaggia e chi rimaneva in città da città.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in discoteca si vestiva da discoteca e chi andava a fare la spesa da spesa.
Rimpiango i tempi in cui le zoccole si vestivano da zoccole e le altre no.
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10 luglio 2012
Le mamme imbiancano
Era inevitabile. Tutti i genitori prima o poi invecchiano, ma si pensa che capiti solo agli altri. Mai ai propri.
Ho dovuto rassegnarmi al fatto che anche mia mamma sta perdendo colpi.
Per dire. Da qualche tempo aveva preso l'abitudine di venire a casa mia, mentre ero al lavoro, per fare qualche lavoretto. Mi passava l'aspirapolvere, mi stendeva la biancheria, dava l'acqua alle piante, spazzava il marciapiede, lasciava qualche leccornia da magiare. Poi, fatina silenziosa, se ne andava lasciando la casa profumata di pulito.
Da un po' di tempo non viene più. Pensavo fosse colpa del caldo. Lei non ha la macchina, deve inforcare la bicicletta e con queste temperature!
Poi ieri, durante una passeggiata, ha affrontato timidamente il discorso. Mi ha detto che se mi fa piacere lei viene ancora volentieri, ma che glielo devo chiedere e le devo indicare i giorni in cui può e quelli in cui non può.
All'inizio non capivo tanta discrezione, i nostri accordi sono sempre stati diversi. Poi l'ho guardata negli occhi e ho capito: mia mamma sta perdendo colpi, è convinta che io abbia un uomo.
Ho dovuto rassegnarmi al fatto che anche mia mamma sta perdendo colpi.
Per dire. Da qualche tempo aveva preso l'abitudine di venire a casa mia, mentre ero al lavoro, per fare qualche lavoretto. Mi passava l'aspirapolvere, mi stendeva la biancheria, dava l'acqua alle piante, spazzava il marciapiede, lasciava qualche leccornia da magiare. Poi, fatina silenziosa, se ne andava lasciando la casa profumata di pulito.
Da un po' di tempo non viene più. Pensavo fosse colpa del caldo. Lei non ha la macchina, deve inforcare la bicicletta e con queste temperature!
Poi ieri, durante una passeggiata, ha affrontato timidamente il discorso. Mi ha detto che se mi fa piacere lei viene ancora volentieri, ma che glielo devo chiedere e le devo indicare i giorni in cui può e quelli in cui non può.
All'inizio non capivo tanta discrezione, i nostri accordi sono sempre stati diversi. Poi l'ho guardata negli occhi e ho capito: mia mamma sta perdendo colpi, è convinta che io abbia un uomo.
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Verde speranza
02 luglio 2012
19 giugno 2012
Barbie girls
Sarà che la mia prima Barbie era mora,
tutta snodata e con il pollice opponibile, ma non sono mai stata
un'amante della bambolina bionda, anzi mi è sempre stata un pochetto
sulle palle.
Anche perché è entrata talmente di
prepotenza nell'immaginario maschile e femminile da vantare
innumerevoli tentativi di imitazione.
Si parte già dall'infanzia con i
vestitini rosa e i boccoli ai capelli e via via sempre più in là
arrivando, a volte, a età imbarazzanti.
Tralasciamo la chirurgia plastica, qui
siamo oltre.
Mi interrogo spesso sulle pratiche
quotidiane della gente comune.
Donne che stanno perennemente a dieta
per mantenere un fisico filiforme, che si sfiancano in palestra per
eliminare qualsiasi rotondità, per appiattire quel filino di pancia,
per rendere i glutei duri come la migliore plastica (ché il marmo è
freddo, si sa), per piallare quella meravigliosa ciccetta
dell'interno coscia (e fare in modo che dal ginocchio in su ci sia
abbastanza spazio fa vederci attraverso.
Ma la cosa che mi lascia oltremodo
perplessa è la negazione del capezzolo.
Ne parlavamo in ufficio in questi
giorni, tra colleghe si discuteva di reggiseni.
La maggior parte
preferisce il reggiseno imbottito, non tanto per ottenere
esteticamente una taglia in più, quanto per il fatto che nasconde il
capezzolo. Alcune mi dicevano di provare vergogna o imbarazzo, altre
di trovare antiestetica la piccola protuberanza che spinge sui vestiti.
Allora meglio una coppa rigida, con una
forma standard che ti fa le tette da Barbie. Appunto.
13 giugno 2012
L'abitudine
Che bella cosa l'abitudine. Ti coccola, ti rassicura, ti dà certezze.
Che brutta cosa l'abitudine. Quando le cose cambiano è un po' come quando finisce la tua serie televisiva preferita: stai lì con il telecomando in mano e non sai che tasto pigiare.
Che brutta cosa l'abitudine. Quando le cose cambiano è un po' come quando finisce la tua serie televisiva preferita: stai lì con il telecomando in mano e non sai che tasto pigiare.
09 giugno 2012
L'amore ai tempi della raccolta differenziata
Ciao, ti va di salire da me a vedere la mia collezione di immondizia?
04 maggio 2012
Associazioni di idee
Noi donne adulte tiriamo fuori il righello e ci misuriamo il tacco facendo a gara a chi ce l'ha più alto come i maschi adolescenti si misurano il pistolino facendo a gara a chi ce l'ha più lungo.
23 aprile 2012
Voglio cambiare vita
Voglio cambiare vita.
Voglio cambiare fianchi.
Voglio cambiare pancia.
Voglio cambiare culo.
Voglio cambiare naso.
Voglio cambiare cosce.
Voglio cambiare caviglie.
Le tette no,quelle me le tengo.
20 aprile 2012
L'uomo per me
Ho delle amiche storiche, le "amiche dell'universita'" che sono da anni fidanzatissime e sposatissime. Io sono la loro amica zitella e ogni tanto glielo chiedo: non e' che tra gli amici dei vostri sposi-fidanzati c'e' qualche single da presentarmi?
Corrugano la fronte, si concentrano e, dai tempi dell'universita', la risposta e' sempre quella: uno ci sarebbe ma...
1) Non e' il tuo tipo
2) Non fa per te
3) Ti voglio troppo bene per presentarti gli amici del mio sposo o fidanzato.
Poi ci sono le mie nuove amiche, le "amiche dell'internet" che sono tutte fidanzatissime e sposatissime e mi conoscono da molto meno tempo e allora ho pensato: magari loro che mi conoscono meno...
E allora a una gliel'ho chiesto: non e' che tra gli amici del tuo sposo-fidanzato c'e' qualche single da presentarmi?
Ha corrugato la fronte, si e' concentrata e la risposta e' stata: uno ci sarebbe ma...
non ti piace.
Ecco, la prossima volta che qualcuno mi chiede qual e' il mio uomo ideale gli dico di andarlo a chiedere alle mie amiche.
Loro lo sanno, io no.
Corrugano la fronte, si concentrano e, dai tempi dell'universita', la risposta e' sempre quella: uno ci sarebbe ma...
1) Non e' il tuo tipo
2) Non fa per te
3) Ti voglio troppo bene per presentarti gli amici del mio sposo o fidanzato.
Poi ci sono le mie nuove amiche, le "amiche dell'internet" che sono tutte fidanzatissime e sposatissime e mi conoscono da molto meno tempo e allora ho pensato: magari loro che mi conoscono meno...
E allora a una gliel'ho chiesto: non e' che tra gli amici del tuo sposo-fidanzato c'e' qualche single da presentarmi?
Ha corrugato la fronte, si e' concentrata e la risposta e' stata: uno ci sarebbe ma...
non ti piace.
Ecco, la prossima volta che qualcuno mi chiede qual e' il mio uomo ideale gli dico di andarlo a chiedere alle mie amiche.
Loro lo sanno, io no.
19 aprile 2012
Passami il bicchiere
"Scusa se te lo chiedo, ma tu sei divorziata?"
Ahahah, ma noooo! Non sono mai stata sposata!
Veramente non ho mai avuto nemmeno una convivenza.
Ma neanche un fidanzamento.
E nemmeno una storia lunga.
In effetti, non ho mai avuto una storia seria.
Passami il bicchiere, va'. O il tubo del gas.
Ahahah, ma noooo! Non sono mai stata sposata!
Veramente non ho mai avuto nemmeno una convivenza.
Ma neanche un fidanzamento.
E nemmeno una storia lunga.
In effetti, non ho mai avuto una storia seria.
Passami il bicchiere, va'. O il tubo del gas.
18 aprile 2012
Bastian contrario
Da piccola, quando tutte le altre bambine giocavano con le bambole, io avevo il mio kit del fai da te con trapano, seghetto, martello e cacciavite.
Quando tutte le bambine sognavano gli abitini rosa tutti frou frou, io desideravo i pantaloni e le magliette da maschio.
Quando le ragazzine vestivano Naj Oleari io ero una dark. Quando le adolescenti si facevano la permanente e le meches sui lunghi capelli io li rasavo quasi a zero.
Poi il nero è diventato di moda e io ho cominciato ad usare i colori, a volte ad abusare dei colori.
Ancora adesso il "così fan tutti" non fa per me.
Non è una posa, una forma di snobismo, mi viene proprio naturale.
Sono bastian contrario dentro, nel DNA.
Quando tutte le bambine sognavano gli abitini rosa tutti frou frou, io desideravo i pantaloni e le magliette da maschio.
Quando le ragazzine vestivano Naj Oleari io ero una dark. Quando le adolescenti si facevano la permanente e le meches sui lunghi capelli io li rasavo quasi a zero.
Poi il nero è diventato di moda e io ho cominciato ad usare i colori, a volte ad abusare dei colori.
Ancora adesso il "così fan tutti" non fa per me.
Non è una posa, una forma di snobismo, mi viene proprio naturale.
Sono bastian contrario dentro, nel DNA.
11 aprile 2012
L'appartamento di fianco
Quando si è liberato l'appartamento di fianco al mio, prima abitato da una giovane coppia, ho pregato il Signore prchè mi mandasse un uomo solo.
Dopo qualche settimana, sono uscita in giardino, di mattina presto, e ho visto un uomo solo che, a torso nudo, si stiracchiava.
Dalle fattezze dell'uomo ho capito che Dio non legge nel pensiero.
Dopo qualche settimana, sono uscita in giardino, di mattina presto, e ho visto un uomo solo che, a torso nudo, si stiracchiava.
Dalle fattezze dell'uomo ho capito che Dio non legge nel pensiero.
09 aprile 2012
31 marzo 2012
Come ci si sente?
Come ci si sente ad essere amati dagli altri?
È la domanda che ponevo ad un mio caro amico che non aveva nessuna difficoltà nelle relazioni. Gli bastava entrare in una stanza, salutare e tutti erano ai suoi piedi. La gente gli ruotava attorno, lo cercava, cercava la sua compagnia, godeva della sua conversazione anche quando non aveva niente di brillante da dire. Erano tutti ammaliati da lui.
Ho conosciuto altre persone così. E anche a loro avrei voluto chiedere: come ci si sente?
Li guardavo ammirata cercando di scoprire il loro segreto senza mai riuscirci.
E intanto continuavo a chiedermi: come ci si sente?
Con il passare degli anni la sofferenza ha lasciato posto alla consapevolezza. È così. Punto.
Oggi quella domanda non me la pongo più. Oggi lo so.
È la domanda che ponevo ad un mio caro amico che non aveva nessuna difficoltà nelle relazioni. Gli bastava entrare in una stanza, salutare e tutti erano ai suoi piedi. La gente gli ruotava attorno, lo cercava, cercava la sua compagnia, godeva della sua conversazione anche quando non aveva niente di brillante da dire. Erano tutti ammaliati da lui.
Ho conosciuto altre persone così. E anche a loro avrei voluto chiedere: come ci si sente?
Li guardavo ammirata cercando di scoprire il loro segreto senza mai riuscirci.
E intanto continuavo a chiedermi: come ci si sente?
Con il passare degli anni la sofferenza ha lasciato posto alla consapevolezza. È così. Punto.
Oggi quella domanda non me la pongo più. Oggi lo so.
30 marzo 2012
L'accentiamo?
Quando sento pronunciare pùdico anziché pudìco, mi sale un fastidio indicibile. Mi fa l'effetto delle unghie sulla lavagna moltiplicato per 100, mi viene voglia di urlare in faccia al malcapitato, di prendere un enorme pennarello rosso e di tracciargli una grossa linea dalla testa ai piedi. Mi si irrigidiscono le dita, mi tremano le labbra, lo sguardo si incupisce, scrivo cose esagerate.
Mi rendo conto che è una reazione spropositata: è un errore, ma non è mica la fine del mondo! Chissà quanti accenti sbaglio io senza saperlo e senza che nessuno mi corregga. Quanti anni ci ho messo a distinguere, mentre parlo, pésche da pèsche!
Ma non ci posso fare niente e non ne capisco il perché. Anzi non lo capivo fino a questa mattina quando, all'improvviso, mi si è riproposto un ricordo che credevo rimosso.
Era uno degli ultimi anni di università, uno degli ultimi esami, Letteratura Italiana. Millemila pagine, un metro e dieci di libri (misurati).
Il professore aveva deciso che le vittime sarebbero salite all'altare sacrificale a due a due.
E io mi sono trovata una sconosciuta al mio fianco.
Il professore apre il nostro libretto, sorride alla mia collega "Maturità classica" e dedica a me una smorfia di disappunto davanti al quel "Istituto professionale femminile". Smorfia leggermente addolcita dalla vista del 30 in un esame sostenuto precedentemente con lui e dal 30 della prima parte di quello di quel giorno.
Comincia il ping pong di domande e risposte, sto andando alla grande! Il professore sorride fino a...
La collega pronuncia con ardore un pùdico mentre sfoggia, tronfia, la sua cultura.
Il professore si fa rosso in viso, comincia ad inveire contro la studentessa e la sua inutile maturità classica. Lei balbetta, io sono ammutolita.
Alla fine toglie un paio di voti ad entrambe.
Da quel giorno pùdico è per me sinonimo di un'ingiustizia subita, e non mi va giù.
Mi rendo conto che è una reazione spropositata: è un errore, ma non è mica la fine del mondo! Chissà quanti accenti sbaglio io senza saperlo e senza che nessuno mi corregga. Quanti anni ci ho messo a distinguere, mentre parlo, pésche da pèsche!
Ma non ci posso fare niente e non ne capisco il perché. Anzi non lo capivo fino a questa mattina quando, all'improvviso, mi si è riproposto un ricordo che credevo rimosso.
Era uno degli ultimi anni di università, uno degli ultimi esami, Letteratura Italiana. Millemila pagine, un metro e dieci di libri (misurati).
Il professore aveva deciso che le vittime sarebbero salite all'altare sacrificale a due a due.
E io mi sono trovata una sconosciuta al mio fianco.
Il professore apre il nostro libretto, sorride alla mia collega "Maturità classica" e dedica a me una smorfia di disappunto davanti al quel "Istituto professionale femminile". Smorfia leggermente addolcita dalla vista del 30 in un esame sostenuto precedentemente con lui e dal 30 della prima parte di quello di quel giorno.
Comincia il ping pong di domande e risposte, sto andando alla grande! Il professore sorride fino a...
La collega pronuncia con ardore un pùdico mentre sfoggia, tronfia, la sua cultura.
Il professore si fa rosso in viso, comincia ad inveire contro la studentessa e la sua inutile maturità classica. Lei balbetta, io sono ammutolita.
Alla fine toglie un paio di voti ad entrambe.
Da quel giorno pùdico è per me sinonimo di un'ingiustizia subita, e non mi va giù.
25 marzo 2012
Gli uomini vengono da Gillette, le donne da Silk-épil -Dialogo sulla depilazione.
Lui: Finalmente la primavera! Gli abiti si allegeriscono, le gonne si accorciano..."
Lei: E noi non abbiamo più scuse. Devo prendere appuntamento dall'estetista.
Lui: Ma come te la fai depilare?
Lei: Scusa???
Lui: Sì, dai!
Lei: Non penso ti riguardi.
Lui: A me la patata piace completamente depilata.
Lei: Come dici?
Lui: A me la patata piace completamente depilata. Sai se ci devo mettere il naso... preferisco non trovarci peli.
Lei: Parla uno che i peli ce li ha anche sulla faccia!
Lui: Ma mi rado tutti i giorni!
Lei: Non è la stessa cosa. C'è una bella differenza tra il rasoio e la ceretta.
Lui: Non vorrai che mi faccia la ceretta sulla faccia?
Lei: Non sarebbe una cattiva idea.
Lui: Ma hai presente quanto male fa?
Lei: ... ti ricordo che noi donne ce la facciamo all'inguine.
Lui: Mi pare il minimo. Non puoi mica passarci il rasoio! Quando ricrescono poi pungono, sai che abrasioni ahahahah!
Lei: Sì lo so. Questa tua ultima dichiarazione depone per la ceretta facciale, che ne dici?
Lui: Con te non ci parlo più.
Lei: E noi non abbiamo più scuse. Devo prendere appuntamento dall'estetista.
Lui: Ma come te la fai depilare?
Lei: Scusa???
Lui: Sì, dai!
Lei: Non penso ti riguardi.
Lui: A me la patata piace completamente depilata.
Lei: Come dici?
Lui: A me la patata piace completamente depilata. Sai se ci devo mettere il naso... preferisco non trovarci peli.
Lei: Parla uno che i peli ce li ha anche sulla faccia!
Lui: Ma mi rado tutti i giorni!
Lei: Non è la stessa cosa. C'è una bella differenza tra il rasoio e la ceretta.
Lui: Non vorrai che mi faccia la ceretta sulla faccia?
Lei: Non sarebbe una cattiva idea.
Lui: Ma hai presente quanto male fa?
Lei: ... ti ricordo che noi donne ce la facciamo all'inguine.
Lui: Mi pare il minimo. Non puoi mica passarci il rasoio! Quando ricrescono poi pungono, sai che abrasioni ahahahah!
Lei: Sì lo so. Questa tua ultima dichiarazione depone per la ceretta facciale, che ne dici?
Lui: Con te non ci parlo più.
11 febbraio 2012
Intolleranze
Le intolleranze alimentari, siano esse di origine fisica o psicologica, sono in grande aumento e, secondo me, stanno creando disagio anche nelle relazioni umane.
Iniziamo da un’intolleranza psicologica e facciamo l’esempio del vegetariano. Sì perché avere un amico vegetariano può creare un certo imbarazzo. Lo invito a cena e cosa gi preparo? Mangerà le uova? E il formaggio? Beh, gli preparo delle tartine al tonno così risolvo. Anche la scelta di un ristorante può rivelarsi problematica: bisogna trovare quello che abbia un menù vario e possibilmente abbondante perché è matematico che se vai in un ristorante con un unico piatto vegetariano, quel piatto sarà terminato. Per non parlare poi del povero cameriere che, mentre elenca i pregi della bistecca di chianina, del ragù di cervo, dell’agnello da latte si trova puntati addosso due occhi che, a seconda delle occasioni, lanciano strali o trattengono lacrime.
Poi ci sono gli intolleranti al glutine che hanno tutta la mia comprensione, ma che a volte sono da evitare come la peste. Se ti invito a cena, mi impegno a trovare delle ricette sfiziose, compro i prodotti adatti, ma non mi puoi chiedere di cambiare il forno e le pentole!
L’intollerante al latte invece è più fastidioso degli ex fumatori. Sarà forse per quel lontano ricordo con il seno materno, sarà la nostalgia per l’infanzia, non lo so, ma se lui non può più bere il latte non lo deve bere nessun’altro. Difficile ammettere che si tratta di una giustificata invidia, allora via di spiegazioni pseudo scientifiche, sentite qua e là e riportate pari pari senza un minimo di controllo delle fonti.
“L’uomo è l’unico animale che beve il latte in età adulta”
E allora? L’uomo è anche l’unico animale che spara cazzate dalla mattina alla sera e nonostante tutto non si è ancora estinto.
04 febbraio 2012
Qualcuno che
(immagina una musica romantica)
Qualcuno che a letto si accoccola al tuo fianco.
Qualcuno che ti scalda i piedi senza che tu glielo chieda.
Qualcuno che che si appoggia alla tua schiena.
Qualcuno che respira, piano, sul cuscino vicino.
Qualcuno che quando è stanco russa leggermente.
Qualcuno che al mattino ti sveglia con una carezza sulla guancia o un buffetto sul naso.
Qualcuno che quando apri gli occhi, li apri nei suoi.
Qualcuno che...
(improvvisa interruzione della musica)
...non niente, parlavo dei miei gatti.
Qualcuno che a letto si accoccola al tuo fianco.
Qualcuno che ti scalda i piedi senza che tu glielo chieda.
Qualcuno che che si appoggia alla tua schiena.
Qualcuno che respira, piano, sul cuscino vicino.
Qualcuno che quando è stanco russa leggermente.
Qualcuno che al mattino ti sveglia con una carezza sulla guancia o un buffetto sul naso.
Qualcuno che quando apri gli occhi, li apri nei suoi.
Qualcuno che...
(improvvisa interruzione della musica)
...non niente, parlavo dei miei gatti.
14 gennaio 2012
Ho bisogno di un uomo
Ho bisogno di un uomo che mi faccia sentire donna.
Di un uomo che mi porti fuori a cena e che mi venga a prendere a casa.
Di un uomo che mi faccia delle sorprese. Che mi suoni il campanello portando una bottiglia di vino per cena.
Che si fermi a dormire senza preavviso.
Di un uomo che mi accarezzi a lungo le gambe. Lentamente. Salendo piano piano dalle caviglie fin su, su sulle cosce.
Ho bisogno di un uomo che mi faccia sentire donna e che con la sua imprevedibilità mi costringa, costantemente, a tenere pulita casa. E a fare la ceretta.
Di un uomo che mi porti fuori a cena e che mi venga a prendere a casa.
Di un uomo che mi faccia delle sorprese. Che mi suoni il campanello portando una bottiglia di vino per cena.
Che si fermi a dormire senza preavviso.
Di un uomo che mi accarezzi a lungo le gambe. Lentamente. Salendo piano piano dalle caviglie fin su, su sulle cosce.
Ho bisogno di un uomo che mi faccia sentire donna e che con la sua imprevedibilità mi costringa, costantemente, a tenere pulita casa. E a fare la ceretta.
13 gennaio 2012
Progresso
Oggi ripensavo a quante competenze ho acquisito grazie al cambiamento della società in cui vivo.
Ad esempio.
Vado al distributore, tolgo il tappo del serbatoio, schiaccio il bottone, prendo la pistola e faccio benzina. So fare il benzinaio!
Al supermercato prendo i guanti, il sacchetto, scelgo la frutta o la verdura, la metto nel sacchetto, la peso ci metto l’etichetta con il prezzo. So fare il fruttivendolo!
Entro nel mio conto corrente, controllo l’estratto conto, imposto un bonifico. So fare il bancario!
E pensare che fino a qualche anno fa c’era chi faceva tutte queste cose per me.
Bella cosa il progresso!
Ad esempio.
Vado al distributore, tolgo il tappo del serbatoio, schiaccio il bottone, prendo la pistola e faccio benzina. So fare il benzinaio!
Al supermercato prendo i guanti, il sacchetto, scelgo la frutta o la verdura, la metto nel sacchetto, la peso ci metto l’etichetta con il prezzo. So fare il fruttivendolo!
Entro nel mio conto corrente, controllo l’estratto conto, imposto un bonifico. So fare il bancario!
E pensare che fino a qualche anno fa c’era chi faceva tutte queste cose per me.
Bella cosa il progresso!
11 dicembre 2011
Il geco
Alla sera, quando appoggio la testa sul cuscino, mi vengono in mente dei bei pensieri, delle belle considerazioni. Al mattino però me le sono dimenticate e questo blog rimane vuoto.
Ieri sera ho ripensato perL’ennesimaVoltaAllaMiaSituazioneEccheppalle e ho realizzato che ho il sex appeal di un geco.
Il geco, quel grazioso animaletto che ci hanno fatto anche una trasmissione radiofonica. Avete presente il geco? Tutti amano il geco. Uh, che carino il geco! Oh, che simpatico, il geco! Sai me lo sono tatuato sulla spalla, il geco! Ma lo sai che porta fortuna, il geco! In vacanza ne ho visto tantissimi, di gechi!
Salvo poi, quando se lo trovano in camera da letto, scappare, urlando, terrorizzati.
03 dicembre 2011
Gli Amici
Gli Amici sono esseri meravigliosi e soprannaturali che ti capitano a casa, senza preavviso, proprio nel momento in cui stai per scoppiare a piangere.
28 novembre 2011
Tempi e modi
Non è che non sono sexy, piacente e desiderabile. Me ne rendo conto osservando gli sguardi degli uomini quando cammino per strada, quando sposto leggermente i capelli dalla fronte, quando accavallo le gambe. Lo vedo, a volte, un lampo di desiderio nei loro occhi. Lo sento, a volte, il loro pensiero: "una botta gliela darei".
Mai una volta, mai uno che passi dal condizionale all'indicativo, presente.
Mai una volta, mai uno che passi dal condizionale all'indicativo, presente.
16 novembre 2011
Riflessioni.
Avrei dovuto intuire il mio futuro tanti anni fa, quella volta che mi sentii domandare:
"Stasera facciamo un'uscita tra maschi, sei dei nostri?"
"Stasera facciamo un'uscita tra maschi, sei dei nostri?"
11 novembre 2011
Complimenti
I complimenti possono far piacere oppure creare imbarazzo. Possono creare illusioni, false aspettative, possono avvicinare le persone o farti venire voglia di scappare. I complimenti possono inorgoglirti fino a farti scoppiare l'ego o farti vergognare. I complimenti possono essere una piacevole sorpresa o una quotidiana abitudine.
Possono essere generici: sei bella, sei simpatica, sei intelligente... Possono essere ambigui: sei simpatica, sei un tipo, sei particolare... Possono essere volgari: (censura). Possono essere creativi: hai un bel telaio, non sei bella sei come un cricetino...
L'apice del successo arriva con la somma di tutti i complimenti. Quello che li contiene tutti, che è trasversale e comprende il fisico, la testa, il carattere, il fascino, l'eleganza, il fisico (ah, l'ho già detto).
Puoi ritenerti davvero soddisfatta quando un uomo commenta una tua frase, intelligente o sciocca non ha importanza, con "PICCHI DI TESTOSTERONE". E nient'altro.
Possono essere generici: sei bella, sei simpatica, sei intelligente... Possono essere ambigui: sei simpatica, sei un tipo, sei particolare... Possono essere volgari: (censura). Possono essere creativi: hai un bel telaio, non sei bella sei come un cricetino...
L'apice del successo arriva con la somma di tutti i complimenti. Quello che li contiene tutti, che è trasversale e comprende il fisico, la testa, il carattere, il fascino, l'eleganza, il fisico (ah, l'ho già detto).
Puoi ritenerti davvero soddisfatta quando un uomo commenta una tua frase, intelligente o sciocca non ha importanza, con "PICCHI DI TESTOSTERONE". E nient'altro.
10 novembre 2011
Attitudini
In ufficio.
Collega: "Uh, ma che brava! Ti fai i vestiti! Io non so nemmeno attaccare un bottone..."
Pimpi: "Sai, per il cucito ci vuole passione, come per tutte le cose. E bisogna esserci portate, come per tutte le cose. Tu non sarai portata per il cucito, io ad esempio, non sono portata per il matrimonio".
Collega: "Uh, ma che brava! Ti fai i vestiti! Io non so nemmeno attaccare un bottone..."
Pimpi: "Sai, per il cucito ci vuole passione, come per tutte le cose. E bisogna esserci portate, come per tutte le cose. Tu non sarai portata per il cucito, io ad esempio, non sono portata per il matrimonio".
05 novembre 2011
Riflessioni autunnali
Non capisco perché, nella stagione in cui la natura si veste dei suoi colori più belli e forti, la gente abbandona gli abiti sgarganti per omologarsi nei toni del nero, grigio e marrone.
Gente color nebbia in mezzo alla nebbia.
Gente color nebbia in mezzo alla nebbia.
A voce alta
Fuori piove, è grigio e umido.
Dopo una sana dormita ho acceso il pc, così perché non avevo voglia di fare niente. Anzi no, avevo voglia di farmi leggere delle storie come quando da piccola lo faceva la mamma o la nonna. Avevo voglia di farmi coccolare da una voce come se fossi ancora una bambina.
Nella rete trovi tutto e trovi anche chi ti legge qualcosa: il Collettivovoci.
Ho ascoltato per un po' e poi ho deciso di leggere anche io qualcosa, ho registrato e ho spedito. E mentre sorridevo di questa cosa mi è tornato in mente un personaggio che leggeva ad alta voce.
Non ne ricordo il nome, forse non l'ho mai saputo. Era uno di quei personaggi che frequentava il bar in cui lavoravo. Ma non il solito avventore, no: quel bar era frequentato da tutti i dereletti, i barboni, le ex puttane, i pazzi di Padova. E io li adoravo perché tutti avevano una grande storia da raccontare.
"Il professore" (così lo chiamavamo) aveva una folta barba bianca e arrivava la mattina presto. Aspettava che finissi di sistemare tutte le sedie passeggiando su e giù con un libro in mano. E leggeva ad alta voce. Poi entrava, chiedeva un cappuccino, usciva, si sedeva nell'angolo più lontano e mentre beveva il cappuccino continuava a leggere.
Poi si alzava, metteva a posto la sedia, raccoglieva la tazza, me la riportava e "buongiorno!", usciva e ricominciava a leggere e a camminare su e giù.
E noi lì tutti ad ascoltare e a non capire.
Un giorno mi sono avvicinata, non troppo perché "il professore" manteneva le distanze, ma quel tanto che mi permettesse di leggere il titolo del libro.
La copertina era consunta, le lettere avevano ormai il colore del tessuto, ma ho capito di cosa si trattava: "il professore" leggeva Shackespeare, in inglese.
Ripensando al "professore" mi è venuta voglia di leggere ad alta voce (o a voce alta, come dice qualcuno), camminando su e giù.
Dopo una sana dormita ho acceso il pc, così perché non avevo voglia di fare niente. Anzi no, avevo voglia di farmi leggere delle storie come quando da piccola lo faceva la mamma o la nonna. Avevo voglia di farmi coccolare da una voce come se fossi ancora una bambina.
Nella rete trovi tutto e trovi anche chi ti legge qualcosa: il Collettivovoci.
Ho ascoltato per un po' e poi ho deciso di leggere anche io qualcosa, ho registrato e ho spedito. E mentre sorridevo di questa cosa mi è tornato in mente un personaggio che leggeva ad alta voce.
Non ne ricordo il nome, forse non l'ho mai saputo. Era uno di quei personaggi che frequentava il bar in cui lavoravo. Ma non il solito avventore, no: quel bar era frequentato da tutti i dereletti, i barboni, le ex puttane, i pazzi di Padova. E io li adoravo perché tutti avevano una grande storia da raccontare.
"Il professore" (così lo chiamavamo) aveva una folta barba bianca e arrivava la mattina presto. Aspettava che finissi di sistemare tutte le sedie passeggiando su e giù con un libro in mano. E leggeva ad alta voce. Poi entrava, chiedeva un cappuccino, usciva, si sedeva nell'angolo più lontano e mentre beveva il cappuccino continuava a leggere.
Poi si alzava, metteva a posto la sedia, raccoglieva la tazza, me la riportava e "buongiorno!", usciva e ricominciava a leggere e a camminare su e giù.
E noi lì tutti ad ascoltare e a non capire.
Un giorno mi sono avvicinata, non troppo perché "il professore" manteneva le distanze, ma quel tanto che mi permettesse di leggere il titolo del libro.
La copertina era consunta, le lettere avevano ormai il colore del tessuto, ma ho capito di cosa si trattava: "il professore" leggeva Shackespeare, in inglese.
Ripensando al "professore" mi è venuta voglia di leggere ad alta voce (o a voce alta, come dice qualcuno), camminando su e giù.
14 ottobre 2011
Come i matti
Mi dicono spesso: "Tu parli da sola come i matti".
Non è vero che parlo da sola, penso a voce alta, faccio uscire i miei pensieri e li trasformo in parole. Perché lì, dove stanno i pensieri, è troppo stretto e se li conservi tutti poi si ingarbugliano, si confondo ed è un casino sbrogliare la matassa. Le parole una volta uscite si sciolgono nell'aria e non occupano più spazio. I pensieri allora possono allungare le gambe e rilassarsi.
Non è vero che parlo da sola, penso a voce alta, faccio uscire i miei pensieri e li trasformo in parole. Perché lì, dove stanno i pensieri, è troppo stretto e se li conservi tutti poi si ingarbugliano, si confondo ed è un casino sbrogliare la matassa. Le parole una volta uscite si sciolgono nell'aria e non occupano più spazio. I pensieri allora possono allungare le gambe e rilassarsi.
06 ottobre 2011
Solo gli stupidi non cambiano mai idea
Io, ad esempio, quest'anno ho già fatto acquisti per ben 2 volte da Decathlon.
(e non me ne capacito nemmeno io)
(e non me ne capacito nemmeno io)
03 ottobre 2011
30 settembre 2011
Allo specchio
Guardo con affetto il mio corpo maturo.
Questo corpo imperfetto pieno di difetti che un tempo me l'hanno fatto detestare, ma anche con qualche pregio che la miopia della gioventù non mi permetteva di vedere.
Provo affetto per questo corpo che mi ha fatto soffrire, ma anche gioire, che mi ha sorretto e fatto inciampare, che è quello che sono stata, quello che sono e quello che diverrò.
Lo guardo e vedo quello da cui sono venuta. Più il mio copro matura e più trovo somiglianze con il corpo di mia nonna, la mia adorata nonna.
La rotondità del seno che lei aveva ancora pieno nonostante l'età e quattro gravidanze, la sporgenza della pancia impossibile da eliminare, la pelle delle gambe che si secca proprio nello stesso punto dove si seccava la sua, la forma delle cosce, la linea del mento.
Continuo a guardarlo e mi commuovo.
Questo corpo imperfetto pieno di difetti che un tempo me l'hanno fatto detestare, ma anche con qualche pregio che la miopia della gioventù non mi permetteva di vedere.
Provo affetto per questo corpo che mi ha fatto soffrire, ma anche gioire, che mi ha sorretto e fatto inciampare, che è quello che sono stata, quello che sono e quello che diverrò.
Lo guardo e vedo quello da cui sono venuta. Più il mio copro matura e più trovo somiglianze con il corpo di mia nonna, la mia adorata nonna.
La rotondità del seno che lei aveva ancora pieno nonostante l'età e quattro gravidanze, la sporgenza della pancia impossibile da eliminare, la pelle delle gambe che si secca proprio nello stesso punto dove si seccava la sua, la forma delle cosce, la linea del mento.
Continuo a guardarlo e mi commuovo.
09 agosto 2011
Quella porta
Ci sono persone che entrano nella tua vita a gamba tesa, sfondando la porta con un calcio, senza chiedere permesso.
Ci sono poi persone che rimangono dietro quella porta, con il pugno a mezz'aria, indecise se bussare o meno, con la paura di disturbare perché magari non è il momento adatto.
Ogni tanto si dovrebbe aprire quella porta, con cautela, piano piano, e controllare che lì dietro non ci sia qualcuno con il pugno alzato, in attesa di trovare il momento giusto per bussare.
Ci sono poi persone che rimangono dietro quella porta, con il pugno a mezz'aria, indecise se bussare o meno, con la paura di disturbare perché magari non è il momento adatto.
Ogni tanto si dovrebbe aprire quella porta, con cautela, piano piano, e controllare che lì dietro non ci sia qualcuno con il pugno alzato, in attesa di trovare il momento giusto per bussare.
30 luglio 2011
Segni particolari
Ho la pelle talmente trasparente che quando mi guardo allo specchio ho l'impressione di essere davanti ad una cartina di Googlemaps.
29 luglio 2011
Ti faccio una foto?
"Dai! Mettiti in posa che ti faccio una foto. Qual è il tuo lato migliore?"
"Quello che non si vede."
"Quello che non si vede."
24 luglio 2011
Pimpirulin piangeva?
Ovunque vado ci sono bambini che piangono. Pianti disperati dettati solo dal capriccio del momento. Urli, strilli, lacrime... Baby tragedie ad ogni angolo.
Ho chiamato mia mamma chiedendole se anche io, da piccola, facevo tutte quelle storie. Mi ha risposto che no, io piangevo raramente e mai per fare i capricci. Al massimo mettevo il muso e non parlavo più con nessuno (mi inmulavo, come dice lei). E mi ha dato le prove:
Io sono quella di sinistra, con gli occhi gonfi di orgoglio (mio padre mi aveva appena sgridata per una cosa che non avevo fatto).
Sono molto orgogliosa di questa foto!
Ho chiamato mia mamma chiedendole se anche io, da piccola, facevo tutte quelle storie. Mi ha risposto che no, io piangevo raramente e mai per fare i capricci. Al massimo mettevo il muso e non parlavo più con nessuno (mi inmulavo, come dice lei). E mi ha dato le prove:
Io sono quella di sinistra, con gli occhi gonfi di orgoglio (mio padre mi aveva appena sgridata per una cosa che non avevo fatto).
Sono molto orgogliosa di questa foto!
05 luglio 2011
Basta saper aspettare
Io perdo un sacco di cose.
Ma non le lascio in giro, non le dimentico da qualche parte, no le perdo in casa.
Che poi non è che le perdo: spariscono.
Perché io sono sicura di avere lasciato una cosa in un certo punto, di averla appoggiata su una mensola, di averla messa in un cassetto, riposta in un armadio.
Ma quando cerco quella cosa perché mi serve, quella cosa in quel punto non c'è più.
E allora mi prende un attacco d'ansia, comincio a rovesciare cassetti, svuotare armadi, spostare libri, ma niente. La cosa non c'è.
All'inizio succedeva solo con i temperamatite tanto che mi ero convinta di avere degli gnomi disegnatori in casa. Ora succede con tutto.
E quando ormai ho perso le speranze la cosa ricompare, proprio lì dove doveva essere. Appare all'improvviso sfacciatamente sotto gli occhi. E io mi sento presa in giro.
Un anno fa ho perso i libretti sanitari dei miei gatti. Sono andata dal veterinario per il vaccino e un po' in imbarazzo le ho spiegato che non avevo più i libretti. Lei voleva farli nuovi, ma io ho detto di no, aspettiamo ancora un po'.
Ieri sera ho aperto un cassetto del comodino e i libretti erano lì in bella vista, invitanti, pronti ad essere presi in mano. Li ho aperti incredula, non potevano essere loro!
La mia incredulità è arrivata al culmine quando sono scivolati fuori 50 euro.
Secondo me una sorta di risarcimento da parte degli gnomi per il tempo perso a cercarli.
Ma non le lascio in giro, non le dimentico da qualche parte, no le perdo in casa.
Che poi non è che le perdo: spariscono.
Perché io sono sicura di avere lasciato una cosa in un certo punto, di averla appoggiata su una mensola, di averla messa in un cassetto, riposta in un armadio.
Ma quando cerco quella cosa perché mi serve, quella cosa in quel punto non c'è più.
E allora mi prende un attacco d'ansia, comincio a rovesciare cassetti, svuotare armadi, spostare libri, ma niente. La cosa non c'è.
All'inizio succedeva solo con i temperamatite tanto che mi ero convinta di avere degli gnomi disegnatori in casa. Ora succede con tutto.
E quando ormai ho perso le speranze la cosa ricompare, proprio lì dove doveva essere. Appare all'improvviso sfacciatamente sotto gli occhi. E io mi sento presa in giro.
Un anno fa ho perso i libretti sanitari dei miei gatti. Sono andata dal veterinario per il vaccino e un po' in imbarazzo le ho spiegato che non avevo più i libretti. Lei voleva farli nuovi, ma io ho detto di no, aspettiamo ancora un po'.
Ieri sera ho aperto un cassetto del comodino e i libretti erano lì in bella vista, invitanti, pronti ad essere presi in mano. Li ho aperti incredula, non potevano essere loro!
La mia incredulità è arrivata al culmine quando sono scivolati fuori 50 euro.
Secondo me una sorta di risarcimento da parte degli gnomi per il tempo perso a cercarli.
03 luglio 2011
Del perché e altre domande
Venerdì sera sono andata al Pride Village a Padova e ho smesso di farmi domande: le risposte erano tutte lì, in fila.
11 giugno 2011
Cari amici
"Cari amici bonsaisti,
vi informo che possiedo da qualche mese un appartamento per max 6 persone inserito in un residence con parco e piscine termali nel comune di Santa Maria Coghinas (nord Sardegna, vedi mappa) a 5km dal mare.
il complesso è composto da edifici a due piani in stile rustico con vialetti pedonali di accesso e illuminati; l'appartamento è al piano terra ed è composto da cucina/soggiorno con divano letto, due camere con letti matrimoniali, bagno, giardino e posto auto.
i prezzi indicativi a settimana sono:
400,00 euro giugno
600,00 euro luglio e settembre
800,00 euro agosto
dopo in base alle vostre esigenze ci mettiamo d'accordo e vi vengo incontro.
tenete presente due cose: la prima che il residence è aperto tutto l'anno (a 500mt c'è il complesso termale di Casteldoria) pertanto se avete la possibilità di fare ferie fuori periodo potete sfruttarlo, secondo che ci sono circa 60 appartamenti, quindi nel caso in cui siete in tanti (più famiglie) vi trovo posto negli altri appartamenti.
per chi lo desidera c'è la possibilità di escursioni nell'entroterra, canoa e birdwatching sul vicino fiume Coghinas."
Gli amici si vedono nel momento del bisogno.
09 giugno 2011
Fai la penitenza
Shinystat mi dice che il 3 giugno 10 referrer hanno visto 119 pagine di questo blog.
Si vede che c'avevano delle gravi colpe da scontare.
Si vede che c'avevano delle gravi colpe da scontare.
08 giugno 2011
Rivelazioni
Ad un certo punto della mia vita ebbi un'illuminazione e capii cosa avrei voluto fare da grande. Rimasi folgorata sulla via del damascato.
18 maggio 2011
Qua e là
Navigando qua e là scopro che molte persone che frequentavo ai tempi dell'università hanno fatto e continuano a fare cose importanti.
Frequentando qua e là scopro che molte compagne di università si sono sposate e hanno dei figli.
Navigando e frequentando qua e là mi rendo conto che sono l'unica che non ha combinato un cazzo.
Frequentando qua e là scopro che molte compagne di università si sono sposate e hanno dei figli.
Navigando e frequentando qua e là mi rendo conto che sono l'unica che non ha combinato un cazzo.
12 maggio 2011
Decomplessata
Da adolescente collezionavo complessi. Crescendo ho fumato il calumet della pace con molti di loro.
Ho fatto pace con il mio naso che sembra essersi magicamente rimpicciolito.
Ho fatto pace con i miei denti sporgenti che si sono ribellati agli anni di apparecchio.
Ho fatto pace con le mie natiche mai abbastanza sode e alte.
Ho fatto pace con la mia cellulite che mi ha ricambiato non invadendo altre porzioni delle mie cosce.
Ho fatto pace con i miei fianchi larghi e i miei chili di troppo.
Ho fatto pace con i miei piedi, prima ancora del ritocchino.
Ho fatto (quasi) pace con il mio profilo che non mi piace ancora ma che a fatica riesco ad accettare.
Ho fatto pace con le mie gambe, all'inizio solo d'inverno inguainate da morbide calze.
Da un anno ho fatto pace anche con le mie gambe in estate. Peggio per voi!
Ho fatto pace con il mio naso che sembra essersi magicamente rimpicciolito.
Ho fatto pace con i miei denti sporgenti che si sono ribellati agli anni di apparecchio.
Ho fatto pace con le mie natiche mai abbastanza sode e alte.
Ho fatto pace con la mia cellulite che mi ha ricambiato non invadendo altre porzioni delle mie cosce.
Ho fatto pace con i miei fianchi larghi e i miei chili di troppo.
Ho fatto pace con i miei piedi, prima ancora del ritocchino.
Ho fatto (quasi) pace con il mio profilo che non mi piace ancora ma che a fatica riesco ad accettare.
Ho fatto pace con le mie gambe, all'inizio solo d'inverno inguainate da morbide calze.
Da un anno ho fatto pace anche con le mie gambe in estate. Peggio per voi!
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Aceto di Mezza mela,
Paturnie,
Pensieri estivi
10 maggio 2011
08 maggio 2011
Ripetitiva
"E allora, come hai festeggiato il tuo compleanno?"
"Quest'anno non ho festeggiato. Sai non ne avevo proprio voglia: ormai mi sembra un film già visto, sempre con lo stesso copione. Sempre le stesse cose. Stessi invitati, stessa torta, gli stessi auguri. Lo capisci vero, è la sesta volta che compio 35 anni!"
"Quest'anno non ho festeggiato. Sai non ne avevo proprio voglia: ormai mi sembra un film già visto, sempre con lo stesso copione. Sempre le stesse cose. Stessi invitati, stessa torta, gli stessi auguri. Lo capisci vero, è la sesta volta che compio 35 anni!"
07 maggio 2011
Chi svuota le tasche, chi si riempie la bocca 2
Bene, è confermato che i soldi raccolti con gli sms (1.815.408 euro come risulta dal sito collegato a quello della Regione) verranno destinati alle opere pubbliche, quelli raccolti attraverso altre iniziative (concerti, cene, etc.) saranno distribuiti alle persone.
Non credo che ponti e strade fossero nei pensieri di chi ha inviato uno o più sms.
Queste informazioni vengono date solo dai sindaci durante gli incontri con i propri cittadini.
Lo stesso sito riporta:
"I contributi in solidarietà sono ancora integralmente a disposizione e saranno utilizzati per il ripristino di opere esemplari di carattere pubblico e di utilità collettiva, che possano ricordare nel tempo la vicinanza di tanta gente alle comunità venete disastrate dall’alluvione."
Secondo me ci scappa anche qualche statua all'alluvionato.
Non credo che ponti e strade fossero nei pensieri di chi ha inviato uno o più sms.
Queste informazioni vengono date solo dai sindaci durante gli incontri con i propri cittadini.
Lo stesso sito riporta:
"I contributi in solidarietà sono ancora integralmente a disposizione e saranno utilizzati per il ripristino di opere esemplari di carattere pubblico e di utilità collettiva, che possano ricordare nel tempo la vicinanza di tanta gente alle comunità venete disastrate dall’alluvione."
Secondo me ci scappa anche qualche statua all'alluvionato.
03 maggio 2011
Babbo Natale non esiste
Quando sei piccolo credi a tutto ciò che ti raccontano. I tuoi genitori sono degli dei e quel che dicono è la Verità.
Poi crescendo scopri che Babbo Natale non esiste, che i bambini non nascono sotto i cavoli e che non vengono portati dalla cicogna. Scopri che il Principe Azzurro assomiglia al Mago Zurlì, che le scarpine di cristallo fanno venire i calli ai piedi, che se provi a mettere gli stivali ad un gatto potresti rimetterci un occhio.
Quando ero piccola mia mamma mi costringeva ad aiutarla a piegare le lenzuola. Diceva che ci vogliono due persone per piegare le lenzuola perchè sono grandi e una persona da sola non ce la fa.
Maaammaaa, vieni qui che ti faccio vedere una cosa!
Poi crescendo scopri che Babbo Natale non esiste, che i bambini non nascono sotto i cavoli e che non vengono portati dalla cicogna. Scopri che il Principe Azzurro assomiglia al Mago Zurlì, che le scarpine di cristallo fanno venire i calli ai piedi, che se provi a mettere gli stivali ad un gatto potresti rimetterci un occhio.
Quando ero piccola mia mamma mi costringeva ad aiutarla a piegare le lenzuola. Diceva che ci vogliono due persone per piegare le lenzuola perchè sono grandi e una persona da sola non ce la fa.
Maaammaaa, vieni qui che ti faccio vedere una cosa!
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