Siamo alla continua ricerca della nostra mezza mela. La mia se la deve essere mangiata qualcuno. (mi ero sbagliata)
25 ottobre 2012
Età percepita
Questa mattina, davanti allo specchio, mi sono sentita come se avessi 15 anni.
Grazie a quel brufolo spuntato sulla punta del naso.
24 ottobre 2012
Modelli di vita
Ognuno vive la propria vita seguendo il modello che gli è piú congeniale.
Il mio assomiglia a un gomitolo di lana. Dopo che un gatto ci ha giocato per almeno due ore.
23 ottobre 2012
Surrogati
Dopo aver mangiato del cioccolato adoro fumarmi una sigaretta. Se non posso mi giro dall'altra parte e mi addormento.
21 ottobre 2012
Venezia, il bacaro e tu
Studi scientifici condotti sul campiello (e anche un po' sulla calle) hanno dimostrato che se bevi un rosso e poi ti metti a camminare, non lo smaltisci, ma entra in circolo prima.
Gli uomini preferiscono il microonde
Studi scientifici, basati sulla mia decennale osservazione di un campione rappresentativo delle mie conoscenze, hanno evidenziato che una elevata percentuale di uomini sposano preferibilmente donne che non sanno cucinare.
20 ottobre 2012
Sparate sulla Croce Rossa
Le donne non lo hanno ancora capito. Secoli di badilate sui denti non sono servite a nulla. A quanto pare l'esperienza in questo campo non si trasmette per via genetica come succede negli animali.
Se un uomo sta male ci vuole un dottore, possibilmente uno bravo.
Le donne invece pensano che l'amore faccia miracoli. Quando trovano un uomo che sta male, indossano un invisibile velo da crocerossina, convinte che il loro amore lo salverà.
Sbagliando.
Prenderanno l'ennesima, inutile badilata sui denti.
19 ottobre 2012
L'oggetto del desiderio
Per una volta nella vita vorrei essere l'oggetto del desiderio di qualcuno. Non dico un diamante, che è per sempre, e nemmeno un'automobile, sarebbe sufficiente un kleenex.
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Paturnie,
Vita da single
18 ottobre 2012
Forse non sono loro, sono io.
Quando vado dalla mia erborista non devo avere fretta. La mia erborista è una chiacchierona, mi spiega le proprietà delle erbe, mi racconta dei corsi che ha frequentato, mi parla di filosofia. Mi ci vuole minimo un'oretta.
Quando vado dal mio ottico non devo avere fretta. Il mio ottico è un chiacchierone, mi spiega il suo lavoro, ricorda di quando eravamo piccoli, mi racconta della sua fidanzata. Mi ci vuole minimo un'oretta.
Quando vado dalla merciaia non devo avere fretta. La mia merciaia è una chiacchierona, mi fa vedere i tessuti appena arrivati, mi racconta dei nipotini, parliamo dei conoscenti comuni. Mi ci vuole minimo un'oretta.
Quando vado a fare la spesa non devo avere fretta. E' una famiglia di chiacchieroni, il figlio scherza con me e mi racconta dei suoi amici, la mamma mi chiede le ricette. Mi ci vuole minimo un'oretta.
Questa sera ho portato il computer in assistenza, ci sono andata senza fretta. Il tecnico è un chiacchierone, abbiamo parlato del mio lavoro (la moglie è una mia collega), mi ha raccontato del suo, mi ha spiegato cosa aveva il mio computer. Sono uscita un'ora e mezza dopo.
17 ottobre 2012
Amici miei, e 3
Gli uomini delle mie amiche sono anche miei amici.
Gço uomini delle mie amiche mi adoraro: quando mi vedono mi vengono incontro sorridenti, mi baciano (sulle guance), mi abbracciano, mi fanno le feste.
Credo sia il loro modo di esultare per lo scampato pericolo.
16 ottobre 2012
15 ottobre 2012
Un diritto della donna
Una donna dovrebbe avere il diritto di essere nervosa senza dover dare delle spiegazioni e senza per questo essere definita "aviopriva".
Spesso una donna è nervosa non a causa dell'assenza di un uomo, ma proprio grazie alla sua presenza.
Visioni autunnali
Tesoro, questa mattina per vestirti devi esserti ispirata alla carta igienica: a strati e da culo.
13 ottobre 2012
Dicono di me
Dicono che non ho mai capito un cazzo della vita.
Non mi sembra il caso di iniziare ora.
12 ottobre 2012
Come stai?
Non è una domanda inutile.
Tra conoscenti può essere utilizzata come un saluto, una frase di circostanza.
Ma tra amici può assumere tanti significati diversi.
Perché gli amici spesso lo sanno già come stai e non hanno bisogno di chiedertelo.
Un "come stai?" può voler dire "ti penso", può essere un modo imbarazzato per iniziare una conversazione, può darti la sensazione di sentirti vicino all'altro, può dire "ti voglio bene".
Un "come stai?" tra amici può racchiudere un mondo di parole, di sensazioni.
Un "come stai?" tra amici è un caldo abbraccio, una tenera carezza.
Un "come stai?" tra amici non è mai una domanda inutile.
(e quando quel "come stai?" non arriva...)
Celo, celo, manca
Adesso posso dire di avere avuto i ladri in casa.
L'esibizionista, però, mi manca ancora,
11 ottobre 2012
Dimmi qualcosa che non so
La ginecologa mi ha detto che sono nata sfortunata.
E l'ho anche pagata per questo.
Ciclicamente 2
Arriva il momento in cui non riesci a dormire, ti assale la tristezza, un turbine di brutti pensieri ti confonde le idee.
Ti vedi brutta, ti senti stupida, inadeguata. Ti senti sola e pensi che lo sarai per sempre. Perché nessuno ti vuole e nessuno ti vorrà. Ti chiedi cosa ci fai al mondo, cosa hai fatto per meritare una vita così triste.
Ti guardi allo specchio, sposti delicatamente una ciocca di capelli da davanti agli occhi, fissi il tuo sguardo nel tuo, accenni un sorriso tirato.
Ti giri e te ne vai scrollando le spalle.
In fondo è solo PMS.
09 ottobre 2012
Non esistono più le mezze misure
A sentire parlare le donne, sembra che esistano solo scarpe con tacco 12 o ballerine.
Quando una donna esce la sera indossa immancabilmente un tacco 12.
Le scarpe comode, escludendo quelle da ginnastica, sono le ballerine.
Pare che nei negozi non si trovi altro. Non sento nessuna dire che ha acquistato un tacco 10, un tacco 8, che per andare al lavoro indossi un tacco 5.
Eppure guardandomi attorno vedo che il mondo calzaturiero è pieno di mezze misure. La mia scarpiera anche.
08 ottobre 2012
Camminare is the new cilicio
Quando comincio a pensare troppo con la mente e con il corpo chiudo tutto, esco e vado a camminare. Così senza meta.
La musica nelle orecchie, un filettino troppo alta, l'andatura spinta fino a quel limite sottile che la separa dalla corsa. Il corpo teso nello sforzo, concentrato sul pizzicore dei muscoli. La mente attenta all'allineamento dei piedi, a tenere la schiena dritta, i glutei stretti, gli addominali tesi. La pelle che suda.
Torno a casa sfiancata, mi butto sul divano e, stappando una birra, mi do il colpo di grazia.
La musica nelle orecchie, un filettino troppo alta, l'andatura spinta fino a quel limite sottile che la separa dalla corsa. Il corpo teso nello sforzo, concentrato sul pizzicore dei muscoli. La mente attenta all'allineamento dei piedi, a tenere la schiena dritta, i glutei stretti, gli addominali tesi. La pelle che suda.
Torno a casa sfiancata, mi butto sul divano e, stappando una birra, mi do il colpo di grazia.
La lotteria come metafora della vita
Ieri ho partecipato a una lotteria.
C'era un grande tavolo pieno di premi, alcuni preziosi, altri meno. Ho comprato 24 biglietti.
E non ho vinto niente.
Avevo sempre il numero primo o il numero dopo quello estratto.
Nella lotteria come nella vita.
C'era un grande tavolo pieno di premi, alcuni preziosi, altri meno. Ho comprato 24 biglietti.
E non ho vinto niente.
Avevo sempre il numero primo o il numero dopo quello estratto.
Nella lotteria come nella vita.
07 ottobre 2012
La frase del giorno
"Ma come sei bella! Hai un uomo?"
A quanto pare la gente non contempla la possibilità che una donna possa apparire bella per conto proprio.
.
A quanto pare la gente non contempla la possibilità che una donna possa apparire bella per conto proprio.
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06 ottobre 2012
Do ut non des
- Ho sentito tizio e ha detto che viene lui a farmi quel lavoro in giardino. E lo fa gratis!
- E cosa vuole in cambio?
- Niente, non vuole niente...
- E cosa vuole in cambio?
- Niente, non vuole niente...
Incubi
È da quando ho preso per la prima volta in mano un ago che ho il terrore che mi venga l'artrite deformante o la sindrome del tunnel carpale.
Ora sono qui che muovo con difficoltà il mouse e prego devotamente Sant'Omobono di Cremona perché sia solo un doloretto passeggero.
Ora sono qui che muovo con difficoltà il mouse e prego devotamente Sant'Omobono di Cremona perché sia solo un doloretto passeggero.
05 ottobre 2012
04 ottobre 2012
Senso del dovere
-"No, mio caro, mi dispiace ma non posso fidanzarmi con te."
-"Perché?"
-"Ho un blog da mantenere."
-"Perché?"
-"Ho un blog da mantenere."
Amici miei, e due
"Se uno ti dicesse che vorrebbe farti un pigiamino di saliva, tu ti immagineresti il cartamodello e che tipo di bottoni sarebbero più adatti"
Ho sbagliato tutto
“La fidanzata ideale di un uomo. Dopo i venti “E’ fighissima”. Dopo i trenta: “E’ la donna con cui farei un figlio”. Dopo i quaranta: “E’ una che non rompe il cazzo”.”
Stanza Selvaggia
Ho sbagliato tutto nella vita.
A vent'anni non rompevo il cazzo.
A trenta non ho voluto figli.
Sono fighissima, a quaranta.
Stanza Selvaggia
Ho sbagliato tutto nella vita.
A vent'anni non rompevo il cazzo.
A trenta non ho voluto figli.
Sono fighissima, a quaranta.
03 ottobre 2012
Le cose che non so fare
Uscire di casa senza aver fatto colazione.
Truccarmi alla mattina appena sveglia.
Buttare i mozziconi per terra. Farmi i cazzi miei.
02 ottobre 2012
Uomini a tavola
Lei è sposata e cucina quello che vuole mangiare lui.
Io sono single e lui mangerebbe quello che voglio cucinare io. Nel caso ci fosse un lui a cena, qualche volta, ogni tanto.
(tratto da una storia vera)
Invecchiando
Ti accorgi di essere invecchiata non tanto quando ti cedono la faccia, il culo, le tette, ma quando ti cede il cuore.
01 ottobre 2012
Amici miei
G. è mio amico da almeno una decina d'anni e inspiegabilmente compagno di una mia amica da altrettanti (nel senso che non ci siamo ancora spiegati come abbiano fatto a sopravvivere così a lungo insieme).
Ieri è passato a trovarmi. Non ci si vedeva da un po', ci siamo abbracciati e mi ha chiesto "come stai?".
Abbiamo chiacchierato per un paio d'ore, abbiamo bevuto il caffè, mangiato dei biscotti, ci siamo raccontati quello che stiamo facendo, i nostri progetti per il futuro. Non c'è stato un minuto di silenzio (G. è un simpatico logorroico).
Alla fine si è alzato per andare via, ci siamo abbracciati e mi ha chiesto "come stai?".
Tu
Tu sei il mio sarto.
La mia forbice. Il mio metro.
Tu sei il mio sarto.
Prendimi le misure.
Poi però mentimi, grazie.
30 settembre 2012
Domenica 2
Sto in casa, non ho né la voglia né il tempo di uscire.
Indosso una vecchia maglietta e una vecchia felpa. Cose di tanti anni fa.
Sono di 2 forse 3 taglie più grandi del dovuto.
Mi guardo allo specchio scrollando la testa.
Ma ero proprio una cretina!
Domenica
Sonno, sveglia, caffè, colazione, sigaretta, lavoro...
...bzzzzz... REWIND ...bzzzzz...
...sonno, sveglia, caffè, colazione, sigaretta, lavoro.
29 settembre 2012
I complimenti delle donne.
"Se una donna ti fa un complimento, guardati le spalle".
È opinione comune che se una donna fa un complimento a un'altra donna, sotto sotto stia cercando di farle le scarpe. Al lavoro o sul piano sentimentale.
Se una donna ti fa un complimento e ti accorgi che è sincero,invece, significa che non ti considera una rivale. Che secondo lei non puoi portarle via l'uomo o non sei in grado di competere con lei nel tentativo di sedurre qualcuno.
Se sei una single e una donna ti fa un complimento sincero, puoi anche smettere di farti tante domande.
Metafora sartoriale
Non è indispensabile avere una pezza intera da cui prendere il tessuto necessario.
Anche dagli scampoli si può realizzare qualcosa di bello.
28 settembre 2012
Abito da damigella cercasi
Sento il bisogno di ringraziare pubblicamente le mie amiche (so che almeno una mi legge) per essersi sposate rispettando la tradizione italiana.
Soddisfazioni non tanto professionali.
Comincio ad essere soddisfatta del lavoro svolto. Su me stessa.
Zitellitudine allo stato puro
Gioire per l'ennesimo invito a passare una domenica fuori porta.
Ricevere il pacco e esultare al pensiero di passare una domenica spaparanzata tra letto e divano.
Vecchie certezze, nuove scoperte.
Sono consapevole della mia bellezza e dei suoi molti limiti.
So di non avere un corpo perfetto.
Non mi interessa quello che è di moda. Non metto e non faccio mai niente solo perché lo fanno o lo mettono tutti.
Indosso cose che penso mi valorizzi e credo di riuscirci.
Per questo da oggi ho una nuova certezza: NON indosserò MAI più un paio di autoreggenti.
27 settembre 2012
Delle due
Non so decidere se è più faticoso non riuscire a parlare e sforzarsi di farlo o avere necessità di parlare e sforzarsi di non farlo.
26 settembre 2012
Grimilde (a modo mio)
Specchio, specchio delle mie brame, giochiamo che domani sono la più bella del reame?
Propriocettività
Sarebbe bello avere una tavola propriocettiva per la mente per imparare a rimanere in equilibrio mentre tutto attorno barcolla.
25 settembre 2012
Dire fare baciare
Dire poche cose, fare tante cose, baciare molto.
Dire le cose sbagliate, non fare più niente, non baciare più.
24 settembre 2012
Il mio lavoro
Io per lavoro faccio quella che risponde alla gente arrabbiata. Non sempre, per fortuna, ma spesso la gente che chiama è gente arrabbiata.
A volte hanno ragione, altre no. Poco importa.
Non sopporto di parlare con la gente arrabbiata. Prima di tutto perché la gente arrabbiata ha un brutto tono di voce, poi perché la gente arrabbiata getta un semino della rabbia che si annida dentro di me e poi ci sto male.
Allora, quando rispondo alla gente arrabbiata, inizio a parlare lentamente, abbasso il tono, modulo la voce finché diventa morbida morbida. E poi mi metto a sorridere, perché il sorriso si vede anche attraverso il telefono.
Con la voce morbida morbida comincio a fare le carezze alle orecchie.
Nel 99% dei casi la gente arrabbiata si calma, smette di urlare, parla più lentamente, ascolta quello che ho da dire. E poi comincia a sorridere.
Ecco è questa la parte che mi piace di più, quando vedo il sorriso della gente non più arrabbiata.
Alla fine mi ringraziano, la voce morbida anche loro, a volte mi dicono che sono fortunati ad avermi incontrato.
E così ho la presunzione di fare del bene alla gente che era arrabbiata, anche se lavoro solo in un call center.
23 settembre 2012
Siamo un popolo di santi, poeti e navigatori
Alla prossima devi girare a destra.
Dovevi svoltare prima!
La prossima uscita, è la prossima uscita.
Se prendevi l'altra strada arrivavamo prima.
Ti avevo detto che questa era la strada più trafficata.
Se invece di dare retta al navigatore ascoltavi me.
Ti dico io che strada prendere, l'ho fatta 5 anni fa.
Non capisco perché hai voluto a tutti i costi fare questa strada, quella che ti avevo indicato era meglio.
Non arriveremo mai, se invece di girare a sinistra andavi dritto...
Etc. etc.
22 settembre 2012
Affinità elettive
"Secondo me in una vita precedente noi ci conoscevamo."
"Secondo me in una vita precedente eravamo la stessa persona."
21 settembre 2012
Ragione per rimanere zitella num. 6
Se ti arrabbi è un problema mio.
Se mi arrabbio è un problema mio.
Se non mi parli è un problema mio.
Se ci sto male è un problema mio.
Se mi tratti male è un problema mio.
Se mi sento trattata male è un problema mio.
Se mi sento trascurata è un problema mio.
Se mi sento sola è un problema mio.
Se non mi vuoi più bene è un problema mio.
Allora sai che ti dico? Anche la mia vita è un problema mio. Addio.
(tratto da una storia vera, non mia naturalmente)
Ho aggiunto un dubbio sulla mia femminilità
Avete presente quando si rimprovera agli uomini di sporcare tutta la cucina per cucinare due cose?
Ecco.
20 settembre 2012
Parabola, a modo mio
Ci sono persone che non riescono a mettere a fuoco la pagliuzza nell'occhio del fratello, accecate come sono dalla propria trave.
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A modo mio,
Aceto di Mezza mela,
Ipxe dixit
Bilanci senza bilancia
Non ho una bilancia, non so quanto peso e non credo di avere voglia di saperlo.
I miei successi (e le mie sconfitte) le misuro in centimetri.
Una sana e corretta alimentazione abbinata ad una leggera attività fisica, dai e dai, hanno prodotto i seguenti risultati:
-2 cm
-2 cm
-3 cm
+ 4 cm...
Pensieri sparsi dovuti alla noia
Tutte le azioni hanno delle conseguenze. Anche le non azioni.
Non agire a volte è più difficile che agire.
Ad esempio avrei anche potuto evitare di scrivere queste cavolate, ma non ce l'ho fatta.
19 settembre 2012
Metafore autunnali
Sono come una castagna.
Un riccio pungente all'esterno.
Nel mezzo una scorza coriacea.
Bacata all'interno.
Un riccio pungente all'esterno.
Nel mezzo una scorza coriacea.
Bacata all'interno.
La droga non sempre uccide
Ieri sera abbiamo fatto quella cosa che ti mostri le foto tessera della patente o dei vecchi abbonamenti, le guardi e ti metti a ridere. Ma eravamo tutti belli, nelle nostre vecchie foto.
Oggi ho incrociato un "ragazzo" che frequentava la mia stessa compagnia circa vent'anni fa. A guardarlo sembrava ne fossero passati quaranta.
Magro, tremolante, con un bastone che lo aiutava a stare in equilibrio, la pelle ingiallita, il capello sfibrato, lo sguardo perso.
Lui era uno di quelli che dallo spinello era passato a droghe più pesanti.
Non so se ad un certo spunto ha smesso.
Guardandolo ho pensato che una sua foto tessera di allora messa a confronto con una attuale potrebbe essere una buona campagna antidroga.
O forse no.
Oggi ho incrociato un "ragazzo" che frequentava la mia stessa compagnia circa vent'anni fa. A guardarlo sembrava ne fossero passati quaranta.
Magro, tremolante, con un bastone che lo aiutava a stare in equilibrio, la pelle ingiallita, il capello sfibrato, lo sguardo perso.
Lui era uno di quelli che dallo spinello era passato a droghe più pesanti.
Non so se ad un certo spunto ha smesso.
Guardandolo ho pensato che una sua foto tessera di allora messa a confronto con una attuale potrebbe essere una buona campagna antidroga.
O forse no.
17 settembre 2012
L'esibizionista mi manca ancora.
Per strada ho incrociato un tizio con la maglietta tirata su sulla pancia e i due capi della cintura in mano... e niente, se la stava solo allacciando.
(nulla è cambiato in questi 6 anni)
(nulla è cambiato in questi 6 anni)
Agitazioni sindacali
Mi prende sempre una forte agitazione quando incrocio una manifestazione sindacale o quando vedo le immagini in tv.
Di parteciparci non se ne parla neanche.
Di parteciparci non se ne parla neanche.
Nota spese
Sto scrivendo una piccola guida sul commercio on line. Un manuale che aiuti chi non conosce Internet a fare acquisti in rete senza rischi.
Naturalmente mi devo informare, così navigo da un sito all'altro per verificare le informazioni, testare i programmi, valutare i sistemi impiegati.
A volte, per rendere reale tutto ciò, sono costretta a mettere dei prodotti nel carrello, a cliccare su "acquista", a inserire il numero di carta di credito, a dare "conferma".
Dato che si tratta di lavoro, pensavo di inserire gli acquisti effettuati in questo periodo nella nota spese.
A me sembra corretto, ma forse è meglio che ne parli prima con il mio capo.
Naturalmente mi devo informare, così navigo da un sito all'altro per verificare le informazioni, testare i programmi, valutare i sistemi impiegati.
A volte, per rendere reale tutto ciò, sono costretta a mettere dei prodotti nel carrello, a cliccare su "acquista", a inserire il numero di carta di credito, a dare "conferma".
Dato che si tratta di lavoro, pensavo di inserire gli acquisti effettuati in questo periodo nella nota spese.
A me sembra corretto, ma forse è meglio che ne parli prima con il mio capo.
15 settembre 2012
Lo sviluppo della personalità
Gli psicologi sono concordi nell'affermare che l'ambiente influenza in modo determinante la crescita della personalità e il comportamento di una persona.
Io vivo da 25 anni in un paese con due distillerie e una festa della birra.
Io vivo da 25 anni in un paese con due distillerie e una festa della birra.
14 settembre 2012
Bisogni fisici
(in ordine casuale)
- bere
- mangiare
- dormire
- evacuare
- respirare
- pisciare
- lavarsi
- abbracciare, a lungo, ripetutamente
13 settembre 2012
Scherzi della natura
Tra i miei tanti vasi ce ne è uno che contiene un evonimo. È uno dei miei preferiti: una pianta rubata in un campo che curo da molti anni e che fa dei fruttini deliziosi (esteticamente parlando).
Un paio d'anni fa in quel vaso è spuntato un germoglio, la prima fogliolina aveva in testa il cappellino del prete (cappello del prete è il nome volgare dell'evonimo per forma caratteristica dei suoi frutti).
Ho subito pensato che la mia amata pianta avesse avuto un figlio.
Il germoglio è cresciuto bello rigoglioso, le foglie erano diverse da quelle della madre, ma a volte succede che la piantina giovane abbia le foglie diverse da quelle che la rivestiranno da adulta.
L'anno scorso le ho regalato un vaso tutto suo perché potesse sviluppare le sue radici e i suoi rami. La piantina ha gradito ed è cresciuta, si è allungata e ingrossata e solo allora ho scoperto che non era un evonimo, ma una vite!
Sorrido all'idea che quel germoglio mi abbia presa in giro, per un anno intero.
Amicizia
Secondo un recente studio condotto dai Migliori Luoghi Comuni, l'amicizia tra un uomo e una donna non esiste, l'amicizia tra donne non esiste, tra gli uomini c'è cameratismo.
Nonostante indichi un concetto sulla cui esistenza si nutrono forti dubbi, la parola amicizia è sulla bocca di tutti, come dio.
11 settembre 2012
Racconto eziologico
Mio padre desiderava ardentemente una femmina. Non aveva nemmeno preso in considerazione la probabilità di avere un maschio.
Quando mia madre gli annunciò di essere incinta lui sentenziò: è una femmina.
Le donne del paese vaticinavano controllando dimensione e forma della pancia, colore della pelle del viso, caratteristiche della camminata ed erano tutte concordi: è un maschio.
Mio padre, fermo sulla sua posizione, cominciò a scommettere. E vinse.
Nacqui io, la femmina tanto desiderata.
Mi vestirono di rosa, con pizzi e fiorellini. Mi comprarono bambole e peluche.
Ad un certo punto, non ricordo quando, arrivarono il traforo, il martello, il trapano. Mio padre mi insegnò a piantare i chiodi, a tagliare il compensato, a fare i buchi sul muro e piantare i tasselli, mi insegnò ad aggiustare le spine e le prese della corrente. Quando mi regalò il motorino mi insegnò a pulire e a cambiare la candela, prima ancora di avere una macchina sapevo cambiare una ruota.
Se sono così c'è un perché.
Quando mia madre gli annunciò di essere incinta lui sentenziò: è una femmina.
Le donne del paese vaticinavano controllando dimensione e forma della pancia, colore della pelle del viso, caratteristiche della camminata ed erano tutte concordi: è un maschio.
Mio padre, fermo sulla sua posizione, cominciò a scommettere. E vinse.
Nacqui io, la femmina tanto desiderata.
Mi vestirono di rosa, con pizzi e fiorellini. Mi comprarono bambole e peluche.
Ad un certo punto, non ricordo quando, arrivarono il traforo, il martello, il trapano. Mio padre mi insegnò a piantare i chiodi, a tagliare il compensato, a fare i buchi sul muro e piantare i tasselli, mi insegnò ad aggiustare le spine e le prese della corrente. Quando mi regalò il motorino mi insegnò a pulire e a cambiare la candela, prima ancora di avere una macchina sapevo cambiare una ruota.
Se sono così c'è un perché.
10 settembre 2012
Ho passeggiato con il naso
olea fragrans - frangipane - olea - fico - resina - terra secca - olea - erba appena tagliata - frangipane - frangipane - mais maturo - acqua di falda - mucca - fico - olea.
Guardatevi le spalle
Sfogliamo una rivista di moda e ci incantiamo davanti alle foto di abiti da sogno. Le modelle sono tutte riprese di fronte, al massimo di trequarti e noi donne, abituate a quel tipo di immagine, la riproponiamo quando entriamo in un camerino.
Entriamo, indossiamo il nostro capo del desiderio, lo lisciamo sul davanti, ci giriamo leggermente a destra, un pochetto a sinistra, un'altra lisciatina e... perfetto!
E no! ERRORE!
Perché quel vestitino che mette in risalto il decolleté può ingigantire quel leggero sbuffo sotto la chiappa.
Quei pantaloni che fasciano divinamente il fianco possono schiacciare il culo facendolo sembrare un'asse da stiro.
Sarebbe auspicabile che i camerini avessero due specchi, uno di fronte all'altro, non è mai così. Allora improvvisiamoci contorsioniste, giriamo il collo come civette e cerchiamo di vedere come si presenta il nostro dietro. Se ci facciamo accompagnare scegliamo l'amica più spietata, sincera, e fidiamoci dei suoi occhi.
Ricordiamoci che andiamo sì incontro alla gente con il nostro davanti, ma ci sarà sempre qualcuno alle nostre spalle e che l'occhio maschile cade, volente o nolente, sul nostro fondoschiena.
Entriamo, indossiamo il nostro capo del desiderio, lo lisciamo sul davanti, ci giriamo leggermente a destra, un pochetto a sinistra, un'altra lisciatina e... perfetto!
E no! ERRORE!
Perché quel vestitino che mette in risalto il decolleté può ingigantire quel leggero sbuffo sotto la chiappa.
Quei pantaloni che fasciano divinamente il fianco possono schiacciare il culo facendolo sembrare un'asse da stiro.
Sarebbe auspicabile che i camerini avessero due specchi, uno di fronte all'altro, non è mai così. Allora improvvisiamoci contorsioniste, giriamo il collo come civette e cerchiamo di vedere come si presenta il nostro dietro. Se ci facciamo accompagnare scegliamo l'amica più spietata, sincera, e fidiamoci dei suoi occhi.
Ricordiamoci che andiamo sì incontro alla gente con il nostro davanti, ma ci sarà sempre qualcuno alle nostre spalle e che l'occhio maschile cade, volente o nolente, sul nostro fondoschiena.
06 settembre 2012
L'eleganza della moeca
La moeca è un granchietto, assume questo nome durante la fase della muta quando perde il carapace e si presenta tenera e molle. Quando si trova in questo stato è molto apprezzata nella cucina veneziana.
La moeca è un po' una metafora dell'essere umano: come lei muta due volte all'anno può capitare che c si trovi a cambiare pelle un paio di volte nella vita, almeno.
A causa di una proprensione, di interventi esterni, di congiunzioni astrali, dei casi della vita, ad un tratto l'essere umano abbandona, più o meno velocemente, il proprio guscio costruito diligentemente nell'arco degli anni.
Si ritrova così tenero, morbido, vulnerabile, esposto.
La sensazione è strana, a volte piacevole, a volte spaventosa.
Se ne accorge il soggetto, se ne accorge chi gli sta intorno. Qualche piccola cosa cambia, qualcosa rimane immutato.
La moeca-essere umano, sa di non avere più la corazza, quell'arma di difesa e di protezione tanto amata, sa che un soffio di vento, un granello di sabbia, un'onda del mare le provoca un sussulto. Sa anche che deve stare attenta a non farsi schiacciare per sbaglio o, peggio ancora, farsi catturare da un gourmet veneto e fare così una brutta fine.
(e sì, questo post è molto autobiografico)
La moeca è un po' una metafora dell'essere umano: come lei muta due volte all'anno può capitare che c si trovi a cambiare pelle un paio di volte nella vita, almeno.
A causa di una proprensione, di interventi esterni, di congiunzioni astrali, dei casi della vita, ad un tratto l'essere umano abbandona, più o meno velocemente, il proprio guscio costruito diligentemente nell'arco degli anni.
Si ritrova così tenero, morbido, vulnerabile, esposto.
La sensazione è strana, a volte piacevole, a volte spaventosa.
Se ne accorge il soggetto, se ne accorge chi gli sta intorno. Qualche piccola cosa cambia, qualcosa rimane immutato.
La moeca-essere umano, sa di non avere più la corazza, quell'arma di difesa e di protezione tanto amata, sa che un soffio di vento, un granello di sabbia, un'onda del mare le provoca un sussulto. Sa anche che deve stare attenta a non farsi schiacciare per sbaglio o, peggio ancora, farsi catturare da un gourmet veneto e fare così una brutta fine.
(e sì, questo post è molto autobiografico)
04 settembre 2012
Se poi ti lecchi anche le dita...
È il volantino pubblicitario di una palestra.
Evidentemente non sono più sufficienti le promesse di un corpo da modella, di addominali scolpiti, di glutei come il marmo.
Evidentemente non sono più sufficienti le promesse di un corpo da modella, di addominali scolpiti, di glutei come il marmo.
28 agosto 2012
Il capo ha sempre ragione
Capo: "Allora, hai finito quel lavoro?"
Pimpi: "No, guarda, la settimana scorsa ha fatto così caldo che non riuscivo a concentrarmi. Poi ferragosto... Pensa che ferragosto l'hanno inventato i romani con lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti. Vedi, i romani soffrivano il caldo anche loro e non avevano le temperature che abbiamo noi adesso."
Capo: "I romani però non avevano l'aria condizionata"
Pimpi: "No, guarda, la settimana scorsa ha fatto così caldo che non riuscivo a concentrarmi. Poi ferragosto... Pensa che ferragosto l'hanno inventato i romani con lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti. Vedi, i romani soffrivano il caldo anche loro e non avevano le temperature che abbiamo noi adesso."
Capo: "I romani però non avevano l'aria condizionata"
23 agosto 2012
Zitella
zitella
[zi-tèl-la] s.f.
- • Donna matura nubile: rimanere z.n; in senso scherz. o spreg., donna dal carattere acido e irritabile: sei una vecchia zitella!Recita il dizionario.Non l'ho mai sentito utilizzare se non in tono spregiativo.Il termine zitella si carica immancabilmente di significati negativi legati non solo al carattere, ma anche all'aspetto fisico.La letteratura dei secoli scorsi ha descritto le zitelle come esseri scialbi, poco intelligenti, vestite di scuro e non alla moda. Piccoli topini grigi che squittiscono appena, incapaci di rapportarsi con il mondo, sempre un po' arretrate rispetto agli altri.Ma si sa, a parte qualche raro esempio, la letteratura dei secoli scorsi è stata scritta dagli uomini.Le zitelle che ho conosciuto personalmente, signorine dell'età di mia nonna, erano molto diverse.Donne colte, indipendenti sia economicamente (diverse maestre), sia psicologicamente.Donne forti, coraggiose, capaci di difendere le proprie scelte, di combattere per un amore contrastato. Donne "diverse", "eccentriche", libere.Donne che hanno cresciuto da sole il frutto del loro peccato. Tutte donne che avevano qualcosa da raccontare, qualcosa da insegnare.Donne con una scintilla negli occhi.Ripensando al loro mi vien da dire che la zitella non è una donna che nessun uomo ha voluto, ma una donna che nessun uomo ha saputo tenere.
18 agosto 2012
False aspettative
Gli uomini, quando sono giovani, tendono a esagerare le dimensioni del loro amichetto. Usano accrescitivi, disegnano falli enormi, si vantano di misure da record creando delusione al momento della verità.
I quarantenni, invece, tendono a sminuirlo usando diminutivi, svilendo le prestazioni contando sull'effetto sorpresa, al momento della verità.
14 agosto 2012
Sviluppo socio-tecnologico delle relazioni
Relazione epistolare: lunga sequenza di parole vergate di proprio pugno su carta più o meno pregiata e più o meno profumata. Caratterizzata da tempi dilatati e dalla trepida attesa di una risposta.
Relazione telefonica: lunga sequenza di parole pronunciate ad una cornetta che grazie ad un filo di rame vengono consegnate in tempo reale alla persona amata. Relazione molto costosa se non si è titolari di una tariffa conveniente.
Relazione via sms: breve sequenza di parole concentrata in 160 caratteri. Caratterizzata da abbreviazioni spesso ardite. La frequenza degli sms aumenta in presenza di offerte promozionali. Solo per adolescenti e per solutori più che abili.
Relazione via emoticons: ... :-)
Relazione telefonica: lunga sequenza di parole pronunciate ad una cornetta che grazie ad un filo di rame vengono consegnate in tempo reale alla persona amata. Relazione molto costosa se non si è titolari di una tariffa conveniente.
Relazione via sms: breve sequenza di parole concentrata in 160 caratteri. Caratterizzata da abbreviazioni spesso ardite. La frequenza degli sms aumenta in presenza di offerte promozionali. Solo per adolescenti e per solutori più che abili.
Relazione via emoticons: ... :-)
12 agosto 2012
Senza di te
Da sola non ce la faccio.
Senza di te non ce la faccio.
Ho bisogno di te, della tua presenza, del tuo corpo, della tua voce.
Ho bisogno di sentirti qui, accanto a me.
Ho bisogno del tuo aiuto.
Litiga con me, urlami addosso, trattami male, insultami, ignorami, umiliami, voltami le spalle, trascurami, dammi un pretesto per mandarti affanculo.
Senza di te non ce la faccio.
Ho bisogno di te, della tua presenza, del tuo corpo, della tua voce.
Ho bisogno di sentirti qui, accanto a me.
Ho bisogno del tuo aiuto.
Litiga con me, urlami addosso, trattami male, insultami, ignorami, umiliami, voltami le spalle, trascurami, dammi un pretesto per mandarti affanculo.
10 agosto 2012
Esse
Esse è nata poco più di 50 anni fa, aiutata da un forcipe maldestro che le ha lasciato dei segni indelebili.
Esse non era come tutti gli altri bambini. I genitori disperati le tentarono tutte, alla fine fecero un voto a Sant'Antonio e la vestirono per anni con un piccolo saio.
Adolescente non riusciva a tenere a bada la sua sessualità animalesca e il padre era costretto tutte le sere ad andarsela a riprendere dietro il cimitero, strappandola dalle braccia di uomini sempre diversi. Nemmeno le botte riuscivano a frenare la sua profonda voglia di sesso.
Esse in paese era considerata una matta e una poco di buono.
Le trovarono un marito, non tanto a posto nemmeno lui. Nacquero tre figli che per anni hanno vissuto tra gli stenti e le intemperanze dei genitori.
Tra le botte, le fughe, le brevi riconciliazioni il matrimonio andò avanti diversi anni, finché Esse, aiutata dalla sua famiglia, divorziò.
Esse ha vagato un po' poi è ritornata in paese, sempre più matta, ma non scema. La conosco da sempre, ci ho parlato spesso insieme e in mezzo alla sua follia si annida un pensiero pratico e concreto.
Il tempo e la poca cura hanno lasciato segni profondi sul suo fisico, il viso brutto il corpo sfatto. Assomiglia ad una scimmietta vestita, male, da essere umano.
Esse esercita la professione più antica del mondo, con il suo lavoro tira avanti la famiglia.
Una sola cosa mi lascia allibita: come cazzo fanno anche a pagarla!
Esse non era come tutti gli altri bambini. I genitori disperati le tentarono tutte, alla fine fecero un voto a Sant'Antonio e la vestirono per anni con un piccolo saio.
Adolescente non riusciva a tenere a bada la sua sessualità animalesca e il padre era costretto tutte le sere ad andarsela a riprendere dietro il cimitero, strappandola dalle braccia di uomini sempre diversi. Nemmeno le botte riuscivano a frenare la sua profonda voglia di sesso.
Esse in paese era considerata una matta e una poco di buono.
Le trovarono un marito, non tanto a posto nemmeno lui. Nacquero tre figli che per anni hanno vissuto tra gli stenti e le intemperanze dei genitori.
Tra le botte, le fughe, le brevi riconciliazioni il matrimonio andò avanti diversi anni, finché Esse, aiutata dalla sua famiglia, divorziò.
Esse ha vagato un po' poi è ritornata in paese, sempre più matta, ma non scema. La conosco da sempre, ci ho parlato spesso insieme e in mezzo alla sua follia si annida un pensiero pratico e concreto.
Il tempo e la poca cura hanno lasciato segni profondi sul suo fisico, il viso brutto il corpo sfatto. Assomiglia ad una scimmietta vestita, male, da essere umano.
Esse esercita la professione più antica del mondo, con il suo lavoro tira avanti la famiglia.
Una sola cosa mi lascia allibita: come cazzo fanno anche a pagarla!
09 agosto 2012
Crescere
Solo i bambini possono permettersi di "fare gli scherzi" per attirare l'attenzione degli adulti.
L'adulto deve trovare la forza di urlare "ho bisogno di te" e la pazienza di attendere che gli adulti possano dedicargli l'attenzione di cui ha bisogno.
L'adulto deve trovare la forza di urlare "ho bisogno di te" e la pazienza di attendere che gli adulti possano dedicargli l'attenzione di cui ha bisogno.
05 agosto 2012
Almeno l'ultima sigaretta
"Lo sai che anche Luisa si è fidanzata? Ormai anche lei l'avevamo data per spacciata, erano anni che non aveva una storia, aveva detto di avere chiuso con gli uomini... e invece! Sono innamoratissimi, secondo me entro un anno si sposano. Eh, sì, anche la nostra Luisa! Chi l'avrebbe mai detto! E poi lei è la prova vivente che non è necessario essere belle per trovare un uomo, la bellezza fisica non conta. L'importante è essere simpatiche, solari, allegre, avere un bel modo di rapportarsi con gli altri. Devi essere brava a fare conversazione, ironica, divertente..."
No, la benda non la voglio, voglio guardanti in faccia mente spari il colpo letale.
No, la benda non la voglio, voglio guardanti in faccia mente spari il colpo letale.
01 agosto 2012
Lo zen, il metano e l'arte del rifornimento
Un paio d'anni fa sono stata costretta a cambiare macchina. La mia amata compagna per quasi vent'anni era considerata troppo inquinante, i blocchi del traffico mi impedivano di recarmi al lavoro, i mezzi pubblici erano impraticabili.
Così ho comprato un'auto a metano. Non sapevo quanto mia vita sarebbe cambiata.
Innanzitutto il rifornimento va programmato. Non puoi più rimandare, decidere di farlo dopo quando esco a cena, massì domenica mattina andando alla messa. No. Perché per fare metano serve l'omino e l'omino ha degli orari di lavoro.Quindi la prima cosa da fare è localizzare i distributori e memorizzare gli orari di apertura.
Quando si arriva al distributore, poi, bisogna avere pazienza. Le pompe in genere sono poche, gli omini ancora meno. E il metano esce dal tubo con una velocità nettamente inferiore a quella della benzina, per non parlare di quelle volte che la pressione è insufficiente. Allora nel bel mezzo del rifornimento l'erogazione si blocca e tu non puoi far altro che attendere che la pressione aumenti e che il prezioso gas riprenda a fluire nella vena.
Pazienza, ci vuole pazienza, non bisogna avere fretta. Così, mentre aspetti fuori dalla macchina (bisognerebbe sempre allontanarsi dalla macchina), scambi due chiacchiere con l'omino, o con il vicino, accenni un sorriso, saluti chi arriva o se ne va.
Al distributore di metano capita spesso di essere in coda, anche se c'è una pompa libera, perché non puoi arrangiarti, devi aspettare l'omino. Ma al distributore di metano nessuno ha fretta e tutti stanno diligentemente in fila aspettando il proprio turno. Solo una volta mi è capitato di vedere uno che saltava la fila. Lo stupore generale è stato tale che nessuno ha aperto bocca. Meglio, siamo rimasti tutti a bocca aperta senza riuscire a spiaccicare parola.
Altra differenza notevole sono i soldi. Far benzina ti abitua a ragionare a multipli di 10. Il metano ti fa riprendere confidenza con gli spiccioli. Perché il conto di un pieno non è mai un conto tondo.
Ricordo ancora il mio primo pieno: 7,47 euro. Ho guardato stranita l'omino, la colonna, l'omino e ho ravanato nel portafogli per trovare le monetine.
Poi me ne sono andata con un ghigno di soddisfazione guardando, sfacciata, glia automobilisti vittime del sistema decimale.
Così ho comprato un'auto a metano. Non sapevo quanto mia vita sarebbe cambiata.
Innanzitutto il rifornimento va programmato. Non puoi più rimandare, decidere di farlo dopo quando esco a cena, massì domenica mattina andando alla messa. No. Perché per fare metano serve l'omino e l'omino ha degli orari di lavoro.Quindi la prima cosa da fare è localizzare i distributori e memorizzare gli orari di apertura.
Quando si arriva al distributore, poi, bisogna avere pazienza. Le pompe in genere sono poche, gli omini ancora meno. E il metano esce dal tubo con una velocità nettamente inferiore a quella della benzina, per non parlare di quelle volte che la pressione è insufficiente. Allora nel bel mezzo del rifornimento l'erogazione si blocca e tu non puoi far altro che attendere che la pressione aumenti e che il prezioso gas riprenda a fluire nella vena.
Pazienza, ci vuole pazienza, non bisogna avere fretta. Così, mentre aspetti fuori dalla macchina (bisognerebbe sempre allontanarsi dalla macchina), scambi due chiacchiere con l'omino, o con il vicino, accenni un sorriso, saluti chi arriva o se ne va.
Al distributore di metano capita spesso di essere in coda, anche se c'è una pompa libera, perché non puoi arrangiarti, devi aspettare l'omino. Ma al distributore di metano nessuno ha fretta e tutti stanno diligentemente in fila aspettando il proprio turno. Solo una volta mi è capitato di vedere uno che saltava la fila. Lo stupore generale è stato tale che nessuno ha aperto bocca. Meglio, siamo rimasti tutti a bocca aperta senza riuscire a spiaccicare parola.
Altra differenza notevole sono i soldi. Far benzina ti abitua a ragionare a multipli di 10. Il metano ti fa riprendere confidenza con gli spiccioli. Perché il conto di un pieno non è mai un conto tondo.
Ricordo ancora il mio primo pieno: 7,47 euro. Ho guardato stranita l'omino, la colonna, l'omino e ho ravanato nel portafogli per trovare le monetine.
Poi me ne sono andata con un ghigno di soddisfazione guardando, sfacciata, glia automobilisti vittime del sistema decimale.
29 luglio 2012
Illusioni
C'è questa frase che gira da giorni nei vari tumblr:
"Ci sono uomini che fanno una fatica immensa ad amare. Non sanno da dove iniziare e se si imbattono in qualcosa di grande, difficilmente lo sanno gestire. Quando te li trovi di fronte, non illuderti mai di poterli cambiare. Con te conosceranno il senso più profondo dell’amore, ma non saranno mai abbastanza coraggiosi da restare." Il successo credo sia dovuto al fatto che ogni donna riconosce una sua storia d'amore passata e si si illude di essere stata "qualcosa di grande".
S. SANTORELLI
Il successo credo sia dovuto al fatto che ogni donna vi riconosce una sua storia d'amore passata e si si illude di essere stata quel "qualcosa di grande".
(io no)
26 luglio 2012
Ciclicamente
-Odio essere donna.
-Vorresti essere un uomo?
-Sì.
-Non potresti mettere il tuo vestitino vichy.
-Potrei essere una drag queen.
-Vorresti essere un uomo?
-Sì.
-Non potresti mettere il tuo vestitino vichy.
-Potrei essere una drag queen.
24 luglio 2012
Considerazioni
La vendetta è un piatto che va servito freddo.
Il rancore ti si ripresenta a lungo come la peperonata.
La peperonata fredda è buonissima.
E io non so cosa voglia dire tutto ciò.
Il rancore ti si ripresenta a lungo come la peperonata.
La peperonata fredda è buonissima.
E io non so cosa voglia dire tutto ciò.
22 luglio 2012
Sii onesto
Preferisco che tu dica una cosa stupida con parole tue piuttosto che una cosa intelligente con le parole degli altri.
21 luglio 2012
Non so fare
Ci sono giorni in cui l'elenco delle cose che non so fare occupa la mia testa in continuazione.
Non so scrivere, non so suonare, non so di musica, non so di cinema, non so parlare di libri, non so tenere una conversazione, non so comportarmi con le persone...
Poi mi vesto, indosso un vestito fatto da me, una cosa semplice, esco e la gente mi guarda e mi dice "come sei bella".
Poi, un giorno, una persona mi vede addosso un'altra cosa, la prova, si vede bella e mi dice "lo voglio".
Allora penso che anche io so fare qualcosa, e non mi sembra nemmeno una cosa da poco.
Non so scrivere, non so suonare, non so di musica, non so di cinema, non so parlare di libri, non so tenere una conversazione, non so comportarmi con le persone...
Poi mi vesto, indosso un vestito fatto da me, una cosa semplice, esco e la gente mi guarda e mi dice "come sei bella".
Poi, un giorno, una persona mi vede addosso un'altra cosa, la prova, si vede bella e mi dice "lo voglio".
Allora penso che anche io so fare qualcosa, e non mi sembra nemmeno una cosa da poco.
Fasi
Ho spesso un calo di zuccheri, frequentemente un calo di pressione, a volte un calo d'attenzione.
Mai un calo di peso.
Mai un calo di peso.
Etichette:
Aceto di Mezza mela,
Paturnie,
Pensieri estivi
Anestesia cerebrale
È meraviglioso il modo in cui il cervello anestetizza i ricordi che potrebbero farti impazzire di dolore.
19 luglio 2012
Me ne fotto delle regole.
Adoro andare contromano, imboccare sensi vietati, passare da una corsia
all'altra, tagliare la strada, non fermarmi agli stop, fregarmene della precedenza.
Nel parcheggio sotterraneo vuoto, alle 7.30 del mattino
Nel parcheggio sotterraneo vuoto, alle 7.30 del mattino
18 luglio 2012
Avviso ai lettori
Questo blog è stato a lungo trascurato, non perché fossi rinsavita e non fossi più in grado di scrivere stupidate, ma perché le ho scritte da un'altra parte.
Sto pensando di riprenderle e di pubblicarle anche qui.
Se deciderò di farlo mi scuso già con chi le ha già lette e anche con chi le leggerà.
Sto pensando di riprenderle e di pubblicarle anche qui.
Se deciderò di farlo mi scuso già con chi le ha già lette e anche con chi le leggerà.
La risposta giusta qual e`
1)
- Hai una storia con X?
- Nooo, cosa dici!
- Aaah, allora e` vero!
2)
- Hai una storia con X?
- No, chi te l'ha detto?
- Aaah, allora e` vero! Non ti preoccupare non lo dico a nessuno.
3)
- Hai una storia con X?
- NO.
- Tu non me la racconti giusta.
4)
- Hai una storia con X?
- Si`.
- Dai! Non prendermi in giro!
- Hai una storia con X?
- Nooo, cosa dici!
- Aaah, allora e` vero!
2)
- Hai una storia con X?
- No, chi te l'ha detto?
- Aaah, allora e` vero! Non ti preoccupare non lo dico a nessuno.
3)
- Hai una storia con X?
- NO.
- Tu non me la racconti giusta.
4)
- Hai una storia con X?
- Si`.
- Dai! Non prendermi in giro!
16 luglio 2012
Teoria evolutiva del complesso femminile
Teoria evolutiva del complesso femminile attraverso lo studio del comportamento del soggetto "donna" rispetto alla scelta dell'abbigliamento.
Durata dello studio: anni 25
Complesso: "Ho delle brutte gambe"
Comportamento:
Durata dello studio: anni 25
Complesso: "Ho delle brutte gambe"
Comportamento:
- non metto mai le gonne;
- non metto mai le gonne senza calze;
- non metto mai le gonne senza tacchi;
- metto sempre le gonne.
Soluzione: "Ho delle belle gambe"
(questo trattato è stato scritto il 16 luglio 2012 con il provvidenziale aiuto di un ghiacciolo)
14 luglio 2012
Rimpiango
Rimpiango i tempi in cui c'era un modo di vestirsi per ogni occasione e lo si rispettava.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in palestra si vestiva da palestra e chi andava in ufficio da ufficio.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in spiaggia si vestiva da spiaggia e chi rimaneva in città da città.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in discoteca si vestiva da discoteca e chi andava a fare la spesa da spesa.
Rimpiango i tempi in cui le zoccole si vestivano da zoccole e le altre no.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in palestra si vestiva da palestra e chi andava in ufficio da ufficio.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in spiaggia si vestiva da spiaggia e chi rimaneva in città da città.
Rimpiango i tempi in cui chi andava in discoteca si vestiva da discoteca e chi andava a fare la spesa da spesa.
Rimpiango i tempi in cui le zoccole si vestivano da zoccole e le altre no.
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Pensieri estivi
10 luglio 2012
Le mamme imbiancano
Era inevitabile. Tutti i genitori prima o poi invecchiano, ma si pensa che capiti solo agli altri. Mai ai propri.
Ho dovuto rassegnarmi al fatto che anche mia mamma sta perdendo colpi.
Per dire. Da qualche tempo aveva preso l'abitudine di venire a casa mia, mentre ero al lavoro, per fare qualche lavoretto. Mi passava l'aspirapolvere, mi stendeva la biancheria, dava l'acqua alle piante, spazzava il marciapiede, lasciava qualche leccornia da magiare. Poi, fatina silenziosa, se ne andava lasciando la casa profumata di pulito.
Da un po' di tempo non viene più. Pensavo fosse colpa del caldo. Lei non ha la macchina, deve inforcare la bicicletta e con queste temperature!
Poi ieri, durante una passeggiata, ha affrontato timidamente il discorso. Mi ha detto che se mi fa piacere lei viene ancora volentieri, ma che glielo devo chiedere e le devo indicare i giorni in cui può e quelli in cui non può.
All'inizio non capivo tanta discrezione, i nostri accordi sono sempre stati diversi. Poi l'ho guardata negli occhi e ho capito: mia mamma sta perdendo colpi, è convinta che io abbia un uomo.
Ho dovuto rassegnarmi al fatto che anche mia mamma sta perdendo colpi.
Per dire. Da qualche tempo aveva preso l'abitudine di venire a casa mia, mentre ero al lavoro, per fare qualche lavoretto. Mi passava l'aspirapolvere, mi stendeva la biancheria, dava l'acqua alle piante, spazzava il marciapiede, lasciava qualche leccornia da magiare. Poi, fatina silenziosa, se ne andava lasciando la casa profumata di pulito.
Da un po' di tempo non viene più. Pensavo fosse colpa del caldo. Lei non ha la macchina, deve inforcare la bicicletta e con queste temperature!
Poi ieri, durante una passeggiata, ha affrontato timidamente il discorso. Mi ha detto che se mi fa piacere lei viene ancora volentieri, ma che glielo devo chiedere e le devo indicare i giorni in cui può e quelli in cui non può.
All'inizio non capivo tanta discrezione, i nostri accordi sono sempre stati diversi. Poi l'ho guardata negli occhi e ho capito: mia mamma sta perdendo colpi, è convinta che io abbia un uomo.
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Verde speranza
02 luglio 2012
19 giugno 2012
Barbie girls
Sarà che la mia prima Barbie era mora,
tutta snodata e con il pollice opponibile, ma non sono mai stata
un'amante della bambolina bionda, anzi mi è sempre stata un pochetto
sulle palle.
Anche perché è entrata talmente di
prepotenza nell'immaginario maschile e femminile da vantare
innumerevoli tentativi di imitazione.
Si parte già dall'infanzia con i
vestitini rosa e i boccoli ai capelli e via via sempre più in là
arrivando, a volte, a età imbarazzanti.
Tralasciamo la chirurgia plastica, qui
siamo oltre.
Mi interrogo spesso sulle pratiche
quotidiane della gente comune.
Donne che stanno perennemente a dieta
per mantenere un fisico filiforme, che si sfiancano in palestra per
eliminare qualsiasi rotondità, per appiattire quel filino di pancia,
per rendere i glutei duri come la migliore plastica (ché il marmo è
freddo, si sa), per piallare quella meravigliosa ciccetta
dell'interno coscia (e fare in modo che dal ginocchio in su ci sia
abbastanza spazio fa vederci attraverso.
Ma la cosa che mi lascia oltremodo
perplessa è la negazione del capezzolo.
Ne parlavamo in ufficio in questi
giorni, tra colleghe si discuteva di reggiseni.
La maggior parte
preferisce il reggiseno imbottito, non tanto per ottenere
esteticamente una taglia in più, quanto per il fatto che nasconde il
capezzolo. Alcune mi dicevano di provare vergogna o imbarazzo, altre
di trovare antiestetica la piccola protuberanza che spinge sui vestiti.
Allora meglio una coppa rigida, con una
forma standard che ti fa le tette da Barbie. Appunto.
13 giugno 2012
L'abitudine
Che bella cosa l'abitudine. Ti coccola, ti rassicura, ti dà certezze.
Che brutta cosa l'abitudine. Quando le cose cambiano è un po' come quando finisce la tua serie televisiva preferita: stai lì con il telecomando in mano e non sai che tasto pigiare.
Che brutta cosa l'abitudine. Quando le cose cambiano è un po' come quando finisce la tua serie televisiva preferita: stai lì con il telecomando in mano e non sai che tasto pigiare.
09 giugno 2012
L'amore ai tempi della raccolta differenziata
Ciao, ti va di salire da me a vedere la mia collezione di immondizia?
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