10 luglio 2012

Le mamme imbiancano

Era inevitabile. Tutti i genitori prima o poi invecchiano, ma si pensa che capiti solo agli altri. Mai ai propri.
Ho dovuto rassegnarmi al fatto che anche mia mamma sta perdendo colpi.
Per dire. Da qualche tempo aveva preso l'abitudine di venire a casa mia, mentre ero al lavoro, per fare qualche lavoretto. Mi passava l'aspirapolvere, mi stendeva la biancheria, dava l'acqua alle piante, spazzava il marciapiede, lasciava qualche leccornia da magiare. Poi, fatina silenziosa, se ne andava lasciando la casa profumata di pulito.
Da un po' di tempo non viene più. Pensavo fosse colpa del caldo. Lei non ha la macchina, deve inforcare la bicicletta e con queste temperature!
Poi ieri, durante una passeggiata, ha affrontato timidamente il discorso. Mi ha detto che se mi fa piacere lei viene ancora volentieri, ma che glielo devo chiedere e le devo indicare i giorni in cui può e quelli in cui non può.
All'inizio non capivo tanta discrezione, i nostri accordi sono sempre stati diversi. Poi l'ho guardata negli occhi e ho capito: mia mamma sta perdendo colpi, è convinta che io abbia un uomo.

02 luglio 2012

Riflessioni olfattive

Quando sei in vacanza tutto assume un odore diverso. Anche la tua pelle.

19 giugno 2012

Barbie girls


Sarà che la mia prima Barbie era mora, tutta snodata e con il pollice opponibile, ma non sono mai stata un'amante della bambolina bionda, anzi mi è sempre stata un pochetto sulle palle.
Anche perché è entrata talmente di prepotenza nell'immaginario maschile e femminile da vantare innumerevoli tentativi di imitazione.
Si parte già dall'infanzia con i vestitini rosa e i boccoli ai capelli e via via sempre più in là arrivando, a volte, a età imbarazzanti.
Tralasciamo la chirurgia plastica, qui siamo oltre.
Mi interrogo spesso sulle pratiche quotidiane della gente comune.
Donne che stanno perennemente a dieta per mantenere un fisico filiforme, che si sfiancano in palestra per eliminare qualsiasi rotondità, per appiattire quel filino di pancia, per rendere i glutei duri come la migliore plastica (ché il marmo è freddo, si sa), per piallare quella meravigliosa ciccetta dell'interno coscia (e fare in modo che dal ginocchio in su ci sia abbastanza spazio fa vederci attraverso.
Ma la cosa che mi lascia oltremodo perplessa è la negazione del capezzolo.
Ne parlavamo in ufficio in questi giorni, tra colleghe si discuteva di reggiseni. 
La maggior parte preferisce il reggiseno imbottito, non tanto per ottenere esteticamente una taglia in più, quanto per il fatto che nasconde il capezzolo. Alcune mi dicevano di provare vergogna o imbarazzo, altre di trovare antiestetica la piccola protuberanza che spinge sui vestiti.
Allora meglio una coppa rigida, con una forma standard che ti fa le tette da Barbie. Appunto.

13 giugno 2012

L'abitudine

Che bella cosa l'abitudine. Ti coccola, ti rassicura, ti dà certezze.
Che brutta cosa l'abitudine. Quando le cose cambiano è un po' come quando finisce la tua serie televisiva preferita: stai lì con il telecomando in mano e non sai che tasto pigiare.

09 giugno 2012

L'amore ai tempi della raccolta differenziata

Ciao, ti va di salire da me a vedere la mia collezione di immondizia?

04 maggio 2012

Associazioni di idee

Noi donne adulte tiriamo fuori il righello e ci misuriamo il tacco facendo a gara a chi ce l'ha più alto come i maschi adolescenti si misurano il pistolino facendo a gara a chi ce l'ha più lungo.

23 aprile 2012

Voglio cambiare vita

Voglio cambiare vita. Voglio cambiare fianchi. Voglio cambiare pancia. Voglio cambiare culo. Voglio cambiare naso. Voglio cambiare cosce. Voglio cambiare caviglie. Le tette no,quelle me le tengo.

20 aprile 2012

L'uomo per me

Ho delle amiche storiche, le "amiche dell'universita'" che sono da anni fidanzatissime e sposatissime. Io sono la loro amica zitella e ogni tanto glielo chiedo: non e' che tra gli amici dei vostri sposi-fidanzati c'e' qualche single da presentarmi?
Corrugano la fronte, si concentrano e, dai tempi dell'universita', la risposta e' sempre quella: uno ci sarebbe ma...
1) Non e' il tuo tipo
2) Non fa per te
3) Ti voglio troppo bene per presentarti gli amici del mio sposo o fidanzato.
Poi ci sono le mie nuove amiche, le "amiche dell'internet" che sono tutte fidanzatissime e sposatissime e mi conoscono da molto meno tempo e allora ho pensato: magari loro che mi conoscono meno...
E allora a una gliel'ho chiesto: non e' che tra gli amici del tuo sposo-fidanzato c'e' qualche single da presentarmi?
Ha corrugato la fronte, si e' concentrata e la risposta e' stata: uno ci sarebbe ma...

non ti piace.

Ecco, la prossima volta che qualcuno mi chiede qual e' il mio uomo ideale gli dico di andarlo a chiedere alle mie amiche.
Loro lo sanno, io no.

19 aprile 2012

Passami il bicchiere

"Scusa se te lo chiedo, ma tu sei divorziata?"
Ahahah, ma noooo! Non sono mai stata sposata!
Veramente non ho mai avuto nemmeno una convivenza.
Ma neanche un fidanzamento.
E nemmeno una storia lunga.
In effetti, non ho mai avuto una storia seria.
Passami il bicchiere, va'. O il tubo del gas.

18 aprile 2012

Bastian contrario

Da piccola, quando tutte le altre bambine giocavano con le bambole, io avevo il mio kit del fai da te con trapano, seghetto, martello e cacciavite.
Quando tutte le bambine sognavano gli abitini rosa tutti frou frou, io desideravo i pantaloni e le magliette da maschio.
Quando le ragazzine vestivano Naj Oleari io ero una dark. Quando le adolescenti si facevano la permanente e le meches sui lunghi capelli io li rasavo quasi a zero.
Poi il nero è diventato di moda e io ho cominciato ad usare i colori, a volte ad abusare dei colori.
Ancora adesso il "così fan tutti" non fa per me.
Non è una posa, una forma di snobismo, mi viene proprio naturale.
Sono bastian contrario dentro, nel DNA.

11 aprile 2012

L'appartamento di fianco

Quando si è liberato l'appartamento di fianco al mio, prima abitato da una giovane coppia, ho pregato il Signore prchè mi mandasse un uomo solo.
Dopo qualche settimana, sono uscita in giardino, di mattina presto, e ho visto un uomo solo che, a torso nudo, si stiracchiava.
Dalle fattezze dell'uomo ho capito che Dio non legge nel pensiero.

09 aprile 2012

Ignoranze

"Non sai cosa ti farei"

E non l'ho mai saputo.

31 marzo 2012

Come ci si sente?

Come ci si sente ad essere amati dagli altri?
È la domanda che ponevo ad un mio caro amico che non aveva nessuna difficoltà nelle relazioni. Gli bastava entrare in una stanza, salutare e tutti erano ai suoi piedi. La gente gli ruotava attorno, lo cercava, cercava la sua compagnia, godeva della sua conversazione anche quando non aveva niente di brillante da dire. Erano tutti ammaliati da lui.

Ho conosciuto altre persone così. E anche a loro avrei voluto chiedere: come ci si sente?
Li guardavo ammirata cercando di scoprire il loro segreto senza mai riuscirci.
E intanto continuavo a chiedermi: come ci si sente?

Con il passare degli anni la sofferenza ha lasciato posto alla consapevolezza. È così. Punto.

Oggi quella domanda non me la pongo più. Oggi lo so.

30 marzo 2012

L'accentiamo?

Quando sento pronunciare pùdico anziché pudìco, mi sale un fastidio indicibile. Mi fa l'effetto delle unghie sulla lavagna moltiplicato per 100, mi viene voglia di urlare in faccia al malcapitato, di prendere un enorme pennarello rosso e di tracciargli una grossa linea dalla testa ai piedi. Mi si irrigidiscono le dita, mi tremano le labbra, lo sguardo si incupisce, scrivo cose esagerate.
Mi rendo conto che è una reazione spropositata: è un errore, ma non è mica la fine del mondo! Chissà quanti accenti sbaglio io senza saperlo e senza che nessuno mi corregga. Quanti anni ci ho messo a distinguere, mentre parlo, pésche da pèsche!
Ma non ci posso fare niente e non ne capisco il perché. Anzi non lo capivo fino a questa mattina quando, all'improvviso, mi si è riproposto un ricordo che credevo rimosso.
Era uno degli ultimi anni di università, uno degli ultimi esami, Letteratura Italiana. Millemila pagine, un metro e dieci di libri (misurati).
Il professore aveva deciso che le vittime sarebbero salite all'altare sacrificale a due a due.
E io mi sono trovata una sconosciuta al mio fianco.
Il professore apre il nostro libretto, sorride alla mia collega "Maturità classica" e dedica a me una smorfia di disappunto davanti al quel "Istituto professionale femminile". Smorfia leggermente addolcita dalla vista del 30 in un esame sostenuto precedentemente con lui e dal 30 della prima parte di quello di quel giorno.
Comincia il ping pong di domande e risposte, sto andando alla grande! Il professore sorride fino a...
La collega pronuncia con ardore un pùdico mentre sfoggia, tronfia, la sua cultura.
Il professore si fa rosso in viso, comincia ad inveire contro la studentessa e la sua inutile maturità classica. Lei balbetta, io sono ammutolita.
Alla fine toglie un paio di voti ad entrambe.
Da quel giorno pùdico è per me sinonimo di un'ingiustizia subita, e non mi va giù.

25 marzo 2012

Gli uomini vengono da Gillette, le donne da Silk-épil -Dialogo sulla depilazione.

Lui: Finalmente la primavera! Gli abiti si allegeriscono, le gonne si accorciano..."
Lei: E noi non abbiamo più scuse. Devo prendere appuntamento dall'estetista.
Lui: Ma come te la fai depilare?
Lei: Scusa???
Lui: Sì, dai!
Lei: Non penso ti riguardi.
Lui: A me la patata piace completamente depilata.
Lei: Come dici?
Lui: A me la patata piace completamente depilata. Sai se ci devo mettere il naso... preferisco non trovarci peli.
Lei:  Parla uno che i peli ce li ha anche sulla faccia!
Lui: Ma mi rado tutti i giorni!
Lei: Non è la stessa cosa. C'è una bella differenza tra il rasoio e la ceretta.
Lui: Non vorrai che mi faccia la ceretta sulla faccia?
Lei: Non sarebbe una cattiva idea.
Lui: Ma hai presente quanto male fa?
Lei: ... ti ricordo che noi donne ce la facciamo all'inguine.
Lui: Mi pare il minimo. Non puoi mica passarci il rasoio! Quando ricrescono poi pungono, sai che abrasioni ahahahah!
Lei: Sì lo so. Questa tua ultima dichiarazione depone per la ceretta facciale, che ne dici?
Lui: Con te non ci parlo più.

11 febbraio 2012

Intolleranze

Le intolleranze alimentari, siano esse di origine fisica o psicologica, sono in grande aumento e, secondo me, stanno creando disagio anche nelle relazioni umane.
Iniziamo da un’intolleranza psicologica e facciamo l’esempio del vegetariano. Sì perché avere un amico vegetariano può creare un certo imbarazzo. Lo invito a cena e cosa gi preparo? Mangerà le uova? E il formaggio? Beh, gli preparo delle tartine al tonno così risolvo. Anche la scelta di un ristorante può rivelarsi problematica: bisogna trovare quello che abbia un menù vario e possibilmente abbondante perché è matematico che se vai in un ristorante con un unico piatto vegetariano, quel piatto sarà terminato. Per non parlare poi del povero cameriere che, mentre elenca i pregi della bistecca di chianina, del ragù di cervo, dell’agnello da latte si trova puntati addosso due occhi che, a seconda delle occasioni, lanciano strali o trattengono lacrime.
Poi ci sono gli intolleranti al glutine che hanno tutta la mia comprensione, ma che a volte sono da evitare come la peste. Se ti invito a cena, mi impegno a trovare delle ricette sfiziose, compro i prodotti adatti, ma non mi puoi chiedere di cambiare il forno e le pentole!
L’intollerante al latte invece è più fastidioso degli ex fumatori. Sarà forse per quel lontano ricordo con il seno materno, sarà la nostalgia per l’infanzia, non lo so, ma se lui non può più bere il latte non lo deve bere nessun’altro. Difficile ammettere che si tratta di una giustificata invidia, allora via di spiegazioni pseudo scientifiche, sentite qua e là e riportate pari pari senza un minimo di controllo delle fonti.
“L’uomo è l’unico animale che beve il latte in età adulta”
E allora? L’uomo è anche l’unico animale che spara cazzate dalla mattina alla sera e nonostante tutto non si è ancora estinto.

04 febbraio 2012

Qualcuno che

(immagina una musica romantica)
Qualcuno che a letto si accoccola al tuo fianco.
Qualcuno che ti scalda i piedi senza che tu glielo chieda.
Qualcuno che che si appoggia alla tua schiena.
Qualcuno che respira, piano, sul cuscino vicino.
Qualcuno che quando è stanco russa leggermente.
Qualcuno che al mattino ti sveglia con una carezza sulla guancia o un buffetto sul naso.
Qualcuno che quando apri gli occhi, li apri nei suoi.
Qualcuno che...
 (improvvisa interruzione della musica)
                                                                   ...non niente, parlavo dei miei gatti.

14 gennaio 2012

Ho bisogno di un uomo

Ho bisogno di un uomo che mi faccia sentire donna.
Di un uomo che mi porti fuori a cena e che mi venga a prendere a casa.
Di un uomo che mi faccia delle sorprese. Che mi suoni il campanello portando una bottiglia di vino per cena.
Che si fermi a dormire senza preavviso.
Di un uomo che mi accarezzi a lungo le gambe. Lentamente. Salendo piano piano dalle caviglie fin su, su sulle cosce.
Ho bisogno di un uomo che mi faccia sentire donna e che con la sua imprevedibilità mi costringa, costantemente, a tenere pulita casa. E a fare la ceretta.

13 gennaio 2012

Progresso

Oggi ripensavo a quante competenze ho acquisito grazie al cambiamento della società in cui vivo.
Ad esempio.
Vado al distributore, tolgo il tappo del serbatoio, schiaccio il bottone, prendo la pistola e faccio benzina. So fare il benzinaio!
Al supermercato prendo i guanti, il sacchetto, scelgo la frutta o la verdura, la metto nel sacchetto, la peso ci metto l’etichetta con il prezzo. So fare il fruttivendolo!
Entro nel mio conto corrente, controllo l’estratto conto, imposto un bonifico. So fare il bancario!
E pensare che fino a qualche anno fa c’era chi faceva tutte queste cose per me.
Bella cosa il progresso! 

11 dicembre 2011

Il geco


Alla sera, quando appoggio la testa sul cuscino, mi vengono in mente dei bei pensieri, delle belle considerazioni. Al mattino però me le sono dimenticate e questo blog rimane vuoto.
Ieri sera ho ripensato perL’ennesimaVoltaAllaMiaSituazioneEccheppalle e ho realizzato che ho il sex appeal di un geco.
Il geco, quel grazioso animaletto che ci hanno fatto anche una trasmissione radiofonica. Avete presente il geco? Tutti amano il geco. Uh, che carino il geco! Oh, che simpatico, il geco! Sai me lo sono tatuato sulla spalla, il geco! Ma lo sai che porta fortuna, il geco! In vacanza ne ho visto tantissimi, di gechi!
Salvo poi, quando se lo trovano in camera da letto, scappare, urlando, terrorizzati.