A parte il fatto che oggi ci saranno stati almeno 18 gradi e ho girato per Padova con addosso solo un golfino di lana (mentre delle signore molto al passo con i tempi indossavano la pelliccia) . A parte il fatto che nel mio giardino e' sbocciata una primula con evidente... ritado o anticipo? bah comunque fuori tempo. A parte il fatto che ieri una zanzara mi ha punta costringendomi a porre fine alla sua vita durata fin troppo a lungo.
Domani inizia dicembre! E si avvicina il Natale!!!
Cosa mi fa abbondare di punti esclamativi? I doni? Il presepe? L'albero di Natale? Il pandoropanettonemandorlato?
NO!La cosa che mi piace di piu' di questo periodo. La cosa che mi fa letteralmente impazzire (facendomi emettre gridolini di gioia alla sola vista) sono le RENNE.
Adoro le renne in tutte le loro manifestazioni: morbide e pelose, in gesso, legno, plastica, sui calzini, pigiami, ghirlande...ho trovato perfino la pasta a forma di renna. Se questo non e' amore...
E’ passato qualche mese, non avevo voluto rendere pubblica questa mia esperienza perche’ sono buona. Ho frequentato per un po’ il soggetto e non volevo sottolineare certe sue mancanze di stile. Visto il soggetto si e’ dileguato nel nulla, sparendo dalla circolazione senza lasciare traccia di se’, quasi un David Copperfield della Padania, ho deciso di raccontare tutto.
Mi ha invitato a cena a casa sua, professandosi un esperto di risotto. E io adoro il risotto!
Sorvolo sui convenevoli appena arrivata, non sono di nessun interesse, e passo subito ai preparativi della cena. Tirato fuori il pentolame necessario, il Lui apre il frigo per prendere lo scalogno e mi dice: “Dovremo fare a meno della mantecatura, il burro era li’ da un po’ e l’ho buttato.” E va be’ faremo a meno della mantecatura. Prende il saccheto dello scalogno ne estrae uno, due, tre tutti marci. Cominciavo gia’ a rassegnarmi alla mancanza della matecatura e dello scalogno quando, per mia fortuna, ne ha trovato uno sano. Bene, il soffritto e’ salvo!
Per cuocere il risotto e’ necessario il brodo, ma mezzo dado in piu’ di un litro d’acqua non si puo’ chiamare brodo. Ho provato a suggerire una aggiunta, ma sono stata zittita con scuse salutistiche (il dado fa male, e allora? Meglio un risotto insipido?). A questo punto ci accorgiamo che i funghi secchi non erano stati ammollati. E adesso? Risolvo l’empasse suggerendo di metterli nel brodo caldo (che ci avrebbe guadagnato in gusto).
Un po’ per non assistere allo scempio, un po’ per rendermi utile chiedo se posso dare una mano preparando la tavola. Il Lui tira fuori da un cassetto la tovaglia nuova! Cosi’ nuova che non era ancora stata tolta dalla confezione! Ci ho messo un po’ a spianare le pieghe fissate dall’appretto.
Verso la fine della cottura il Lui assaggia il risotto e lo trova inspiegabilmente insipido. Per risolvere il problema prende il barattolo del sale e comincia a versare. Naturalmente non gli e’ nemmeno sfiorata l’idea di aggiungere del dado!
Mangiato il risotto arriva il momento del dessert (nel senso che non c’era nient’altro in mezzo), e il Lui tira fuori dal freezer una scatola di gelato quasi finita... Ho passato e mi sono dedicata al vino (veramente buono).
A questo punto mi invita a rilassarmi sul divano mentre lui... si e’ messo a preparare la lavastoviglie!!!
Mi dimenticavo di dire che durante la cena la tv e' sempre stata accesa su canale 5, un bel sottofondo di… Cultura Moderna.
Sto trascurando il mio blog, lo so. Ma il lavoro che mi e' stato recentemente assegnato non mi lascia il tempo di collegarmi alla mia creatura.
Sto cercando di sistemare il mio collegamento da casa, ma visti i precedenti non me la sento di dare la cosa per certa.
A presto!
Adesso salta fuori che ho un punto G anche da qualche parte sul labbro superiore.
Ma per piacere!
The girls that are wanted are good girls
Good from the heart to the lips
Pure as the lily is white and pure
From its heart to its leaf tips.
The girls that are wanted are girls with hearts
They are wanted for mother and wives
Wanted to cradle in loving arms
The stongest and failest lives.
The clever, the witty, the brilliant girl
There are few who can understand
But, oh! For the wise, loving home girls
There's a constant, steady demand
J. H. Gray
Trad.Le brave ragazze sono quelle richieste, / quelle di cuore e sorriso gentili. / Pure come bianco e puro e' il giglio / dal cuore ai dolci petali sottili. Le brave ragazze sono quelle richieste, / sono richieste per madri e per mogli, / per cullare tra le braccia amorose / i forti mariti e i fragili figli. La ragazza intelligente, l'arguta e brillante / solo pochi la possono capire. / Ma, oh! di sagge donnine di casa / c'e' costante, continua domanda.
Ho trovato questa scritta tanto tempo fa su una delle porte dei bagni femminili dell'Universita'.
Frase emblematica che racchiude in se' l'essenza dell'essere uomo.
E che, allo stesso tempo, lascia spazio a infinite interpretazioni.
Basta fare al stessa domanda a piu' donne: "Come dev'essere un vero uomo?" e le risposte saranno le piu' disparate! Ogni donna ha il suo ideale di uomo, dolce e romantico; bello e dannato; rude e maschio...
Questo mi fa ricordare quello che un mio amico tempo fa mi disse: gli uomini sono piu' fortunati delle donne: le donne infatti hanno diversi ideali di uomo; per gli uomini, invece l'unico ideale rimane la... Barbie!
Me lo sono sempre chiesta... Da dove nasce quel batuffolino di ovatta che si forma nell'ombelico dei maschi (non l'ho mai notato in quello delle donne)?
E' una domanda che mi assilla fin da piccola, quando notavo nell'ombelico di mio padre questa strana produzione. Mi e' tornata in mente qualche giorno fa, ritrovandola in un ombelico non sospetto.
Perche' si crea proprio li'? Saranno forse i peli che, con un movimento convergente, aggregano microscopiche fibre facendole precipitare nell'ombelico???
Non so se trovero' mai una risposta, ma quella buffa ovattina mi piace da morire!!!
Credo di essere l'automobilista piu' controllata sulla faccia della terra.
Ogni volta che c'e' una pattuglia (non importa se si tratta di carabinieri, polizia o vigili) al mio arrivo la paletta si alza.
Accosto, favorisco patente e libretto, controllano, mi restituiscono il tutto e mi salutano sorridendo gentilmente (e' successo anche 2 giorni fa).
Qualcuno sostiene che non e' un fatto personale, ma che ci provano gusto a fermare gli automobilisti in gonnella. Puo' essere vero, ma con il buio non possono distinguere il sesso dei guidatori a 100 metri di distanza!
Secondo me, durante la formazione delle reclute danno alcune indicazioni precise: durante i controlli vanno fermati gli eccessi di velocita', gli automobilisti in evidente stato di ebbrezza e... i 2CV!!!

Il racconto dell mia nascita mi ha sempre affascinato, la nonna me la descriveva spesso e ogni volta mi emozionavo.
La mamma aveva 21 anni e un problema fisico che avrebbe potuto renderle difficile la gravidanza e pericoloso il parto. Nonostante questo decise di non andare in ospedale, c'erano stati degli episodi di scambio di bambini e lei ne era terrorizzata.
I miei genitori abitavano in un piccolo paese, pochissimi gli abitanti, ma nei primi giorni di maggio c'erano ben 3 donne in procinto di partorire! La levatrice del paese, in sella alla sua bicicletta, girava senza sosta!
Arrivo' il giorno! E io non avevo nessuna voglia di nascere! Me la sono presa con calma...
Attorno a me c'erano la levatrice, la mia nonna materna, la nonna paterna e la mia terza nonna: un'anziana vicina di casa.
Me le posso immaginare tutte attorno al lettone mentre mio padre, al piano di sotto,"reggeva" la casa (mi racconta che era appoggiato agli stipiti di una porta e faceva forza come se la casa stesse per crollare).
Poi e' iniziato il rito: dopo avermi pulita la levatrice lego' con cura e maestria il cordone ombelicale in modo che, crescendo il mio diventasse un bel ombelico (e ci e' riuscita!); la nonna materna mi strinse le guance tra il pollice e l'indice per farmi le fossette (sara' una coincidenza, ma le ho) considerate segno di bellezza.
L'idea di essere nata tra tanto amore, e non in un freddo ospedale, mi scalda il cuore.
Mi considero fortunata ad essere venuta al mondo in un modo cosi' speciale!
Come spesso capitava a Holly Golightly anche io ho le paturnie.
Sono gia' 2 o 3 giorni che una tristezza immotivata si impossessa di me all'improvviso e come e' arrivata, all'improvviso scompare.
Speriamo passi presto!

Lasciarsi e' dura, non c'e' dubbio. Spesso non si ha il coraggio di dire la verita' , di comunicare all'altro la motivazone reale che ha portato alla rottura.
Forse si pensa che una bugia possa addolcire la pillola, ferisca meno il profondita'. Forse dire una bugia (a fin di bene, s'intende) allegerisce la coscienza.
Nel tentativo acrobatico di trovare un'argomentazione adatta al delicato momento si puo' rischiare di cadere nel ridicolo.
Me ne hanno raccontate di scuse, qualche volta le ho subite (una volta l'ho fatto anche io, ammetto la mia colpa) alcune talmente inverosimili da stupirsi al pensiero che qualcuna abbia potuto crederci. Ma si sa, noi donne abbiamo spesso una fiducia incrollabile nel prossimo, spesso siamo cosi' tramortite dal nefasto annuncio che non riusciamo nemmeno a capire cosa ci viene detto, a volte ascoltiamo in silenzio riservandoci di sgignazzare in privato, altre una comunanza genetica con il leggendario bianco palmide spiega tutto. Mi piacerebbe raccogliere le scuse piu' strane e surreali percio' scrivetemi una mail (cliccate sul cuore se siente romantiche, sulla penna se siete grafomani, a caso se siete fataliste, tanto l'indirizzo e' lo stesso).
Per il momento riporto quelle che mi ricordo.
Ti lascio perche'...
- ...non posso darti quello che ti meriti.
- ...sono cosi' innamorato di te, la passione che provo e' cosi' forte che ho paura, ho paura che finisca e non lo potrei sopportare.
- ...tu sei troppo per me e io non ti merito.
- ... io credo nelle affinita' elettive, nelle sensazione a livello epidermico e queste mi dicono che non siamo compatibili (vedi "l'intollerante")
- ...

Casalinga sorridi, sei una donna anche tu!
Senza parole
Lo scorso dicembre l'azienda per cui lavoro ha deciso di regalarci, come strenna natalizia, un abbonamento ad una rivista. Tra quelle proposte ho scelto Amica per le sue foto di moda (come ho gia' scritto mi cucio gli abiti da sola e un po' di ispirazione non guasta).
Cossi' mi sono ritrovata ogni mese nella cassetta della posta la rivista nata per soddisfare gli interessi e le richieste delle donne, AMICA e il più moderno fra i mensili femminili.
I titoli di copertina confermano questi propositi.
Sul numero di maggio si legge: "Come ravvivare la vita sessuale praticando il body painting e l'arte concettuale".
??? Mmmmmh, bisogna leggerlo subito, quando si tratta di ravvivare certe cose non si deve perdere tempo!.
Corro a cercare l'indice, lo trovo dopo 18 pagine di pubblicita' (come ben si addice a una moderna rivista femminile). Scorro la categoria "Attualita'", pagina 137, in grassetto trovo la parola sesso. Mi fermo, leggo un titolo diverso, ma l'articolo e' quello giusto: "Idee per trasformare l'amplesso in un'installazione artistica" (butto l'occhio un po' piu' in su: " STILE_"L'orlo e' interessante come tutti i margini estremi", lo leggero' dopo).
Dopo una lunga caccia al tesoro tra pubblicita' e pagine senza numero (me la devo proprio sudare questa lettura!)
Eccolo! accompagnato da un lungo sottotitolo: Il body painting alimentare e no eccita i maschi pazienti e aiuta la fantasia di ragaze focose; la scrittura corporea scalda le manieriste e gratifica gli uomini vanitosi e poco disinvolti.
Per me e' gia' sufficiente per annoiarmi a morte e perr farmi passare la voglia di andare avanti. Ma mi faccio forza.
L'articolo promette spunti alle donne che vogliono essere creative a letto.
A parte qualche curiosita' comele giapponesi che si facevano dipingere sull'interno coscia il nome dell'amato con polvere di riso e zolfo, il kit formato da tre vasetti di cioccolata di tre colori diversi e la vernice al cacao (vi ho aggiunto i link, non si sa mai!), l'articolo si dilunga sulla descrizione di pratiche artistiche piu' o meno edibili di ignote signore. Si va dal pennello da bricolage agli oli profumati, dalla panna al cubetto di ghiaccio (passato sui testicoli blocca un orgasmo prematuro, probabilmente lo stesso effetto lo si ottiene alzandosi da letto per andare in cucina a prendere il ghiaccio!).
Non so perche' ma mi ricorda qualcosa... "You can leave your hat on".
Al mare, una signora non piu' giovane sta commentando con delle amiche le notizie del giornale.
Alla domanda: "Ma tu non hai paura a girare sola la sera? Con tutto quello che si sente...non hai paura che ti violentino?"
Lei serafica: "Cara mia, alla mia eta' lo stupro e' un miraggio!"
Non ci sono piu' le mezze stagioni.Ormai e' un ritornello che sentiamo (troppo) spesso.Se il tempo non ci e' d'aiuto, se le temperature fanno le birichine possiamo sempe affidarci alla tv.L'autunno e' alle porte anche se il sole slende piu' che in agosto, lo possiamo capire dai palinsesti televisivi. Una rondine non fara' primavera, ma il reality fa l'autunno.Basta accendere la tv! Gia' sono iniziati "La pupa e il secchione" (talmente idiota che fa ridere) e "Unan1mous" (di una noia tale che non si riescono a superare i 3 secondi di visione). La pubblicita' ci promette poi, oltre i soliti format "storici', delle succulente novita': ritornano "L'isola dei famosi"(4), "Amici"(6), "Grande fratello"(7), "La talpa"(3), etc; affiancati da "La pupa e il secchione", "Unan1mous", "Wild West".Tirate fuori i maglioni, l'estate e' finita!
Qual'e' la scusa piu' utilizzata per evitare un poco gradito assalto amoroso? Lo sappiamo tutte ( e lo sanno anche i maschietti): il mal di testa.
Chi non l'ha mai usata scagli la prima pietra!
Credo sia la scusa piu' antica del mondo. Credo la si tramandi di madre in figlia gia' nei primi mesi di gestazione.
Mi ricordo le battute di mio padre e dei suoi amici quando io ero molto piccola (quindi, secondo loro, incapace di capire). Sembrava che le loro mogli soffrissero perennemente di emicranie e di cefalee a grappolo (si saranno mai chiesti il perche'?), suscitando sorrisini ironici da parte di chi sfoggiava una moglie perfettamente in salute.
I comici ne fanno argomento per i loro sketch, la ritroviamo nelle sceneggiature dei film "leggeri"... Fa parte di noi!
Come in tante altre situazioni io esco dagli schemi.
Un po' di tempo fa ho accettato l'invito di un amico. Abbiamo passato una serata piacevole, abbiamo riso, parlato, scherzato. Ma la serata languiva. Intuivo un certo interesse nei miei confronti, il suo sguardo si posava su di me eloquente, le sue mani ogni tanto mi sfioravano. Io ero convinta di essere stata abbastanza chiara nel dimostrarli la mia disponibilita', ma lui non si decideva. Sara' stato l'acool, sara' stata la tensione non lo so, ma mi e' salito un bel mal di testa. Mentre stavamo parlando gliel'ho detto. Lui mi ha proposto un massaggio alle tempie. Naturalmente ho accettatto! Mi faceva un po' male anche alla cervicale, il massaggio si e' spostato sul collo. Ho chiuso gli occhi godendo del massaggio e sperando che non fosse gay(vedi L'indeciso).
Finalmente ho sentito le sue labbra sulle mie, le sue braccia che mi stringevano, le sue mani che mi accarezzavano...
Ora, sono fermamente convinta di essere l'unica donna che ha utilizzato il mal di testa come stimolante e non come deterrente!
Uno dei punti fissi nella vita di una donna sembra essere l'incontro con l'esibizionista.
A me manca.Ero ancora bambina quando le mie compagne mi raccontavano degli incontri con un vecchio (lo sara' stato veramente?) che le avvicinava in macchina, apriva la porta e si mostrava con le braghe calate. Io non l'ho mai visto.Crescendo i racconti si infittivano: donne di tutte le eta' erano state importunate da maschi piu' o meno age' che all'improvviso esibivano le loro pudenda. Mi descrivevano vecchi bavosi e flaccidi che attendevano dietro l'angolo le ragazzine al ritorno da scuola. Signore anziane, al ritorno dalla messa, costrette a "ammirare" spettacoli poco edificanti. Giovani sguardi attirati da innocue frasi su innocui membri.
E io niente.
Qualche volta ci sono arrivata vicino!Stavo andando a scuola, passavo sotto i portici di una via del centro di Padova. Il mio torpore mattutino fu interrotto da alcune grida. Lentamente il velo di nebbia che ricopre i miei occhi per qualche ora dopo il risveglio si apri' e vidi, dall'altra parte della strada, delle ragazze che scappavano a gambe levate. Da lontano sentii una voce melliflua che incitava le passanti a guardare l'uccellino. Continuai la mia strada, la vocina si stava avvicinando... Quando arrivai all'altezza dell'esibizionista, non c'era una colonna che mi impediva di vederlo!!!???Qualche tempo dopo lo mancai per un pelo!Ore 7.30, fermata dell'autobus. Si avvicina un camion e fa per accostare. In quel momento mi giro per cercare il telefono nello zaino. Questione di secondi, sento le signore urlare: "Porco!!!", "Hai visto cos'ha fatto", "Maniaco!".Mi giro e vedo il camion fuggire. Le signore mi hanno poi spiegato che il camion si era fermato, l'autista aveva aperto la porta e... non aveva i pantaloni, ma i gioielli di famiglia bene in mostra!!!E io niente...
Quella di Hina e' una storia che non vorremmo venisse mai raccontata.
Hina e' stata uccisa dal padre (con la collaborazione di altri familiari), vittima dell'integralismo religioso della sua famiglia.Hina aveva 20 anni, aveva un fidanzato di cui era innamorata e con il quale voleva convivere, non portava il velo e non frequentava la moschea.Queste scelte giudicate scandalose dalla famiglia le sono costate la vita.E' stata barbaramente sgozzata e sepolta in giardino.
La storia di Hina. La storia di tante donne vittime della violenza maschile.
Ancora oggi.
Ho passato la mia adolescenza crucciandomi sulla mancanza di un' esatta posizione del fantomatico Punto G.
Nei giornaletti per teen-agers come Cioe', Debby, etc si parlava sommessamente di un favoloso bottoncino che, stimolato nel modo giusto, ti conduceva dritta-dritta in paradiso. Peccato che non si fosse ancora ben capito dove si trovava.
Non che la cosa mi turbasse piu' di tanto, sono rimasta asessuata quasi fino alla maggiore eta'. Con la scoperta del sesso poi, mi sono ritrovata ricoperta di magici bottoncini! Ogni centimetro del mio corpo, sfiorato anche senza particolare perizia, scatenava estasi mistiche. Il Punto G era un optional!
Crescendo me ne sono completamente dimenticata.
Finche' mi sono ritrovata a leggere un articolo sul sito di Jacopo Fo intitolato proprio Punto G, il quale da delle precise indicazioni, accompagnate da una tavola anatomica, sull'esatta collocazione del puntolino.
Archiviato questa annosa discussione, eccone un'altra!
Proprio in questi giorni mi e' capitato un articolo in cui si annuncia che anche gli uomini hanno il loro Punto G!!!
E' l'equivalente di quello femminile, si differenzia per la lettera assegnata, la L, e (evidentemente) la collocazione.
La zona, particolarmente sensibile e' in grado, se stimolata adeguatamente, di portare ad un orgasmo lento e travolgente e si trova tra lo scroto e l'ano.
Ora, non mi ritengo certamente un'esperta di sesso o di anatomia maschile, ma dove sta la novita'???
Della presenza di quest'angolo di piacere ero stata informata dai miei primi fidanzatini che, probabilmente, l'avevano gia' autosperimentata.
Che si tratti di una nuova sindrome: L'invidia del Punto G???
Evviva la parita' dei sessi!
Lavoravo in uno studio di moda. Un cliente mi disse:"Di moda non me ne intendo, ma di edifici e di donne si. Tu sei un po' pallida, ma hai un buon telaio!"