16 luglio 2009

Temperature

Avevo intenzione di scrivere un post sulla temperatura percepita, di come questa sia deteerminata da diversi fattori quali la temperatura reale, il grado di umidità, il numero e la frequenza dei servizi televisivi dul caldo torrido e la propria capacità di farsi influenzare
Avevo intenzione di lamentarmi della gente sull'autobus, dei colleghi di lavoro, degli amici che si lamentano del caldo terribile e dell'afa insoportabile anche quando non ce ne sarebbe la ragione.

Ne avevo l'intenzione, ma oggi fa veramente troppo caldo!

14 luglio 2009

Un regalo inaspettato

Ieri è nata Alba. E da ieri non sono più la stessa.
Grazie Chiara!

Tempismo

I meteorologi annunciano che questa sarà la settimana più calda dell'estate. Temperature in aumento. E' in arrivo un'ondata di afa e caldo africano.

A Padova, in alcune vetrine, sono commparsi i primi capi invernali.

Tempismo perfetto!

10 luglio 2009

Colpita e affondata


A luglio...

01 luglio 2009

La zanzara subdola

All'inizio era la zanzara comune, l'incubo delle notti estive. La zanzara comune è leale, appena spegni la luce lancia la sua monoconsonantica dichiarazione di guerra: zzzzzzzzzzzz zzzzz zzzzzzzzz. A quel punto hai la possibilità di difenderti con ogni mezzo: zampironi, piastrine, ciabatte oppure avvoltolandoti come una crisalide nel lenzuolo (mi pare che il paragone renda, tranne per il fatto che al mattino quello che esce dal bozzolo non ha certo l'aspetto di una farfalla…)

Poi è arrivata la zanzara tigre, silenzioso vampiro diurno. La zanzara tigre non fa rumore, non la senti pungere, ma ti rimane infilata nella pelle a lungo e data la sua scarsa agilità permette di vendicarti immediatamente spiaccicandola con un bel colpo a mano aperta.

Questa mattina ho scoperto un nuovo genere di zanzara (mi daranno il nobel per questo?). Si tratta della zanzara subdola. Colpisce di prima mattina, silenziosamente. Mentre sei lì che lotti tra il sonno e la veglia senti un leggero bruciore sulla scapola, proprio nel punto più difficile da raggiungere da sveglia, figuriamoci da addormentata! L'istinto ti fa allungare il braccio nel tentativo di alleviare il prurito (non hai ancora realizzato che si tratta di una puntura della zanzara subdola). Con un braccio solo non ci arrivi perciò tenti di aiutarti con l'altro, con movenze degne di un contorsionista, rischiando di annodarti definitivamente. Il prurito intanto è cresciuto, ed è cresciuto pure un bel bozzo. A questo punto sei sveglia, hai capito di essere stata punta da una zanzara, accendi la luce in preda alla rabbia, cerchi la zanzara con l'unico scopo di ucciderla con le tue mani. Ma la zanzara non si vede. Ti alzi dal letto, scandagli ogni centimetro di parete. Niente, la zanzara non c'è.

Rassegnata ti rimetti a letto, ti dai un'ultima grattatina, sistemi il cuscino sotto la testa, ti stai per addormentare e… ZAC! La zanzara subdola ha colpito ancora.

30 giugno 2009

Bentornato!

Non ho ancora visto Lei, forse è per questo che Lui è così rilassato!

25 giugno 2009

Piove sempre sul bagnato









Meteo per Padova PD, Italia


20°C


Condizioni correnti: Temporale
Vento: verso NE a 19 km/h
Umidità: 94%


gio




28°C 18°C




E io ho appena finito di annaffiare il giardino.

15 giugno 2009

Antichi mestieri scomparsi: la camporella.

Quando ero giovane e squattrinata e l'unico tetto che avevo sulla testa era quello apribile della mia 2CV, cercavo un po' d'intimità con il fidanzatino di turno nei vicini campi o nelle disabitate zone industriali. Come tutti del resto.

Avevo il mio campo di mais preferito, la mia stradina sterrata, uno slargo circondato da alberi…

Ora che un tetto sulla testa ce l'ho ed è in mattoni e ora che la mia schiena non reggerebbe più i sedili non ribaltabili della 2CV, in un momento a metà tra l'amarcord e la recherche ho preso la bicicletta e ho fatto un giro nostalgico nei luoghi dell'amore giovanile.

Qualcuno è ancora riconoscibile, altri sono stati completamente trasformati dall'inesorabile avanzata del cemento, ma tutti non sono più accessibili.

Le stradine sono state sbarrate dai contadini, i campi trasformati in zone industriali, le zone industriali, un tempo buie, sono ora illuminate a giorno. Non c'è più un posto dove stare al riparo da occhi indiscreti, dove lasciarsi andare grazie alla complicità del buio.

Sicuramente ce ne saranno di nuovi, posti che non conosco e che saranno le alcove a cielo aperto di altri ragazzi.

Chissà dove, chissà…

13 giugno 2009

Buone abitudini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Una siesta è un breve sonnellino fatto nel primo pomeriggio, spesso dopo pranzo. Tale periodo di sonno è una tradizione comune in alcuni paesi, in particolare quelli in cui il clima è caldo. La parola siesta in spagnolo deriva dal Latino
hora sexta - "sesta ora" (a partire dal mattino, quindi "mezzogiorno di riposo").

Origini della siesta

La siesta è il riposo diurno tradizionale della Spagna, e per mezzo dell'influenza spagnola, di molti Paesi dell'America Latina. Il Brasile, non colonizzato dalla Spagna, ma dal Portogallo, è in contrasto culturale.

Fattori che spiegano la distribuzione geografica sono soprattutto le alte temperature e l'assunzione di cibo pesante al pasto di mezzogiorno. Questi due fattori combinati contribuiscono alla sensazione di sonnolenza post-pranzo.


Perché i miei vicini equadoregni hanno mantenuto tutte le loro abitudini tranne questa?



11 giugno 2009

Piccolo mondo contemporaneo

Sono rientrata nel mondo da poco più di 15 giorni e già ho nostalgia della clausura inn cui sono stata obbligata per 2 mesi.
Non sono mai stata una che ama la compagnia, anzi la mia misantropia è risaputa.
Mi sembra quasi di vivere in una dimensione parallela e di guardare da uno schermo ciò che mi circonda con un misto di meraviglia e di sbigottimento. Come se la lente di ingrandimento con cui ho sempre guardato ciò che mi circonda avesse aumentato la sua potenza.
Mi sento sempre più lontana da questo piccolo mondo contemporaneo, dalla meschinità di alcuni comportamenti, dall'assurdità di certi desideri, dalla pochezza di molte persone.
E mi rifugio dietro la mia lente, dietro lo schermo che non ho voglia di attraversare.

08 giugno 2009

Le tre scimmiette elettorali

Chiudetemi gli occhi, turatemi le orecchie, tappatemi la bocca.
ho da poco finito lo spoglio delle "europee" e per un po' di giorni non voglio né vedere, né sentire e soprattutto è meglio se non parlo.

02 giugno 2009

Quando l'oste non sa fare i conti

Venerdi primo pomeriggio. Sto lavorando tranquillamente, aspettando la pausa per portare un regalino ad un'amica/collega. Una bustina gialla mi fa l'occhiolino dall'angolo del monitor. E' una mail dalla segreteria. La apro.
Mi chiedono spiegazioni sulla mia interruzione di malattia: sono rientrata il 25 maggio, dal certificato medico invece la mia malattia doveva terminare il 29. Ora è necessario un altro certificato medico che autorizzi il rientrro anticipato.
Mi precipito in segreteria come un ciclone.
Spigo, alla presenza del mio capo, che quando ho chiamato per chiedere con che turno avrei dovuto iniziare mi è stato detto che il rientro era previsto per il 25, e quando ho obiettato che secondo i miei calcoli, mi è stato confermato il 25.
Cosa avrei dovuto fare?
La segretaria con un lampo di genio mi ha risposto: ma non hai guardato il certificato quando il medico te l'ha consegnato?
Ma me lo spieghi tu, concentrato di sapienza, come avrei potuto andare dal medico se mi avevano appena affettato un piede ed ero costretta a letto? Mi speghi anche, scienza infusa, come avrei potuto vedere il certificato se te lo devi ricevere entro 24 ore?

28 maggio 2009

Qualche pensiero veloce

  1. Dovrebbe essere obbligatorio per legge piantare i tigli lungo tutte le strade
  2. Dovrebbe essere proibito per legge soffriggere con aglio e cipolla nelle vicinanze di un ligustro in fiore (soprattutto se il ligustro è il mio)
  3. La temperatura di un ufficio è inversamente proporzionale a quella esterna.
  4. Non è necessario prendere l'aereo per cambiare emisfero, basta entrare in ufficio.
  5. D'inverno fa freddo e d'estate fa caldo. Qualcuno lo spieghi ai giornalisti.
  6. Se tv e giornali cominciano a parlare di emergenza afa a maggio, cosa ci racconteranno ad agosto?


 

21 maggio 2009

Ho fatto i conti senza l'oste

Avevo accuratamente contato i giorni della mia convalescenza segnandoli uno ad uno sull'agenda. Risultato: sarei rientrata al lavoro venerdi 29 maggio. Perfetto! Sabato e domenica a casa, ritorno il lunedì, di nuovo a casa martedi.
Ieri chiamo per sapere l'orario (lavoro a turni) e... risulta che devo essere in ufficio lunedi 25, alle 10.
...
Oste, arrivo! Devo bere per dimenticare.

18 maggio 2009

Il mese delle rose


La mia rosa preferita! Si chiama Purezza.

01 maggio 2009

Ragione per rimanere zitella numero 4: l’addio al nubilato

Non sono ancora riuscita a capire perché "uguaglianza tra i sessi" per molte donne significa "copiare le boiate" che fanno gli uomini. Cioè prendere il peggio del peggio e riproporlo tale e quale.

Ecco allora le donne-soldato imbracciare un mitra dopo aver infilato mimetica e divisa e, pronte a sparare sul prossimo, partire per le cosiddette "missioni di pace". E c'è ancora qualcuno che si ostina a dire che se al potere ci fossero più donne ci sarebbero meno guerre. Bisognerà fare molta attenzione a che tipo di donne si mandano al potere…

Ecco allora che le donne infarciscono i discorsi di parole, frasi e bestemmie degne di uno scaricatore di porto.

Ecco allora che mi è capitato di vedere donne sputare a terra come il più schifoso degli uomini.

Ma ecco, soprattutto, la festa di "addio al nubilato". Può una donna accettare di sposarsi senza aver reso la pariglia al suo uomo che con gli amici chissà mai cosa combinerà all'addio al celibato?

No, non può.

Ecco allora che le amiche si danno da fare per organizzare una serata (purtroppo) indimenticabile. L'evento sarà all'insegna del fallo in tutte le salse: pastasciutta a forma di cazzetto, biscottini a forma di cazzetto, cerchietti per capelli a forma di cazzetto… E non mi si vengano a fare discorsi sul potere apotropaico che il fallo aveva nelle culture antiche, che qui non c'entra per niente.

E poi giù di vino, birra alcol a volontà finché la futura sposa non perde ogni ritegno e si esibisce in volgari adescamenti con il malcapitato di turno. E non si azzardi nessuno a fare dei riferimenti ai baccanali.

Ho visto nubende con la faccia dipinta come le peggiori rappresentazioni di prostitute (perché quelle vere non sono così sceme), agghindate da far pena girare per il centro di Padova tentando una patetica questua, e ho sempre pensato che una cosa del genere io non la potrei accettare.

Ho fiducia sul buonsenso delle mie amiche, ma meglio non rischiare.

Evitare una festa di "addio al nubilato" è una buona ragione per rimanere zitella.

25 aprile 2009

L’età

Non conta l'età anagrafica, ma quella che ti senti. È una frase che ti dicono le amiche per tirarti un po' su. Che ti ripeti quando ti scade la patente per la seconda volta o quando vuoi giustificare l'acquisto di una maglietta da teen-ager o un atteggiamento da "non sono una signora". O quando indossi un paio di scarpe da ginnastica con gli inserti rosa confetto.
La mia è l'età pensionabile.
Non perché mi senta vecchia e stanca. Alla soglia dei 40 non mi sono mai sentita meglio. Sono a casa da un mese e non mi sono annoiata nemmeno un minuto. Ho tutto il tempo per dedicarmi a ciò che amo fare: posso finalmente leggere a qualsiasi ora, guardarmi un bel film anche di prima mattina, tagliare e cucire una nuova camicetta, passeggiare in giardino e osservare la lenta crescita dei miei bonsai. Posso prendere la bicicletta e gironzolare senza meta. Posso anche oziare sul divano seguendo il corso dei miei disordinati pensieri accarezzando la schiena del mio gatto ronfante. O guardare le nuvole nel cielo.
Posso non preoccuparmi della sveglia che potrebbe non suonare, del traffico bloccato, dell'autobus che non passa, dell'orologio del lavoro. Posso evitare di fare la spesa nelle ore di punta, o di fare la fila in posta per pagare una bolletta.

Posso.

Devo solo evitare di pensare che questa situazione durerà solo un altro mese e che la mia età pensionabile, anagraficamente parlando, viene procrastinata ogni anno sempre di più e che quando arriverà il momento sarò troppo vecchia e stanca per fare tutte queste cose. Sigh!

22 aprile 2009

Post-operatorio 2

È arrivato il momento di abbandonare gradualmente la zattera da geisha e iniziare a camminare con le scarpe. Il medico mi ha raccomandato di usare una buona scarpa da ginnastica di 1-2 numeri più grande. Ieri sera ho affrontato con coraggio il reparto "scarpe da ginnastica" di un grande negozio. Ho dovuto fare un primo giro di orientamento, era la prima volta che mi avventuravo in questo mondo di gomma e para. E mi sono persa. Avevo paura, passeggiavo zoppicante tra metri di lacci serpeggianti che avevano un'aria così minacciosa e linguacce di stretch simili a coccodrilli in agguato. Mi guardavo in giro, ma non vedevo nemmeno un tacco o una zeppa rassicurante. Ma non potevo mollare, dovevo trovare la mia scarpa. Dovevo rassegnarmi e allungare la mano verso una di quelle calzature dalle proporzioni improbabili.

Una fatica!

Finalmente ne ho individuate 4 o 5 che avevano una forma vagamente femminile. Ma di questa non c'è il numero, quest'altra stringe, schiaccia, ammacca, questa fa male ad infilarla, questa a toglierla. Alla fine l'unica cosa che riesco ad infilare è l'esatto contrario di quello che avrei voluto: una suola carrarmata, come se non bastassero le dimensioni ciclopiche la tomaia è imbottita su ogni lato e, dulcis in fundo, parte della suola e le rifiniture sono rosa confetto!

Sono già in crisi d'astinenza da tacco.

19 aprile 2009

Dove meno te l'aspetti

Venerdi ho scoperto che proprio di fronte alla spiaggia più amata dai padovani, a pochi metri dal torbido mare della laguna c'è un paradiso sommerso.
Sono le "tegnue", rocce sommerse così chiamate dai pescatori per la loro capacità di trattenere, e quindi di rompere, le reti. Con mia grande sorpresa ho visto dei fondali ricchi di forme di vita, con dei colori che mai avrei immaginato. Io ho sempre creduto che l'alto Adriatico fosse un mare in bianco e nero.
Prendo in prestito una foto di Piero Mescalchin, presidente dell'associazione "Tegnue di Chioggia". Vale molto più di qualsiasi tentativo di descrizione.
I video presenti sul sito www.tegnue.it sono assolutamente da vedere.

15 aprile 2009

Come Carrie Bradshaw

In questi giorni sto lavorando molto al computer. Non posso ancora stare seduta alla scrivania perciò lavoro a letto, come Carrie Bradshaw, con il computer appoggiato su un paio di libri, una tazza di the… mi manca però la sigaretta. Mi manca in tutti i sensi: nel senso che non ho la sigaretta accesa tra le labbra e nel senso che ne sento tanto la mancanza. Prima dell'intervento ho deciso di smettere e almeno una volta al giorno dedico qualche minuto al ricordo dei bei momenti passati insieme.

Ma questa non è l'unica differenza. Abito in un paese della operosa provincia veneta e non in un'elegante via di New York; non scrivo ironici pezzi per un importante quotidiano, ma al momento tecniche descrizioni di alcuni prodotti bancari per un'associazione di consumatori; il mio armadio contiene vestiti di un'unica sconosciuta stilista, cioè io.

E poi ai piedi del mio letto non ci sono quelle meravigliose, costosissime, scomodissime scarpe di Manolo Blahnik, ,ma una sneacker sinistra, una ciabatta sinistra e per il piede destro una zattera orrenda che si chiama Talus.

Le mie amiche per rincuorarmi mi hanno detto che sembro una gheisha, a me sembro più la figlia segreta di Lurch.