La signora Rita era la mamma di una mia vicina di casa.
Era alta, dritta come un fuso. I capelli color madreperla, corti, sempre perfettamente in piega. L'immancabile rossetto rosso su una carnagione bianchissima. I tratti duri e strani emanavano una bellezza inspiegabile.
La signora Rita era sempre elegante e in ordine.
Era rimasta vedova molto giovane e doveva gestire le intemperanze di una figlia troppo forte e le indecisioni di una figlia troppo debole.
Quando arrivava sembrava spostare l'aria, impossibile non notare il suo passaggio. Io, bambina, guardavo questa dea lontana con un misto di soggezione e di venerazione.
La signora Rita non era espansiva e affettuosa ma io non potevo che volerle bene.
Un giorno, diventata grande, ci siamo ritrovate durante un pranzo tra ex vicini di casa. Erano passati diversi anni che sulla signora Rita non avevano lasciato segni a parte un leggero aumento di peso.
Ad un certo punto la signora Rita mi ha presa in disparte, mi ha fatto una carezza e, con le mie mani nelle sue, mi ha detto:
"Mi dispiace sai, ma noi siamo diverse e sappiamo riconoscerci. Per me è stato facile: ai miei tempi ci si sposava perchè era così e poi ci si lasciava trascinare dalla vita. Per te sarà più difficile."
Al momento la frase mi ha spiazzata, non ne comprendevo il significato.
Non so ancora bene cosa voglia dire essere "diverse", facile comunque non lo è stato e non lo è ancora.
Siamo alla continua ricerca della nostra mezza mela. La mia se la deve essere mangiata qualcuno. (mi ero sbagliata)
25 marzo 2011
17 marzo 2011
Le parole che non ho più detto: brose
BROSA: è l'incrostazione composta di sangue rappreso e polvere di varia origine che si forma sulle escoriazioni prodotte da cadute accidentali. Per estensione è anche l'incrostazione alla base del naso dei bambini snarociosi.
Quand'ero piccola le ginocchia dei bambini, e a volte anche i gomiti, erano sempre ricoperte da brose.
Questo dipendeva dai giochi fatti con sprezzo del pericolo come le derapate con la bici sulla ghiaia, le corse per i campi, le arrampicate sugli alberi e i relativi tuffi. Le cadute provocavano delle escoriazioni immediatamente pulite soffiandoci sopra e irrorate da un disinfettante naturale: lo sputo.
I bambini esibivano con orgoglio le proprie brose simbolo di una certa superiorità di carattere.
La brosa è scomparsa dal linguaggio e dalle ginocchia.
Ora i bambini praticano una diversa attività fisica, sotto stretto controllo degli adulti che prevengono qualsiasi tipo di ferita per evitare fastidiose denunce da parte dei genitori.
Quand'ero piccola le ginocchia dei bambini, e a volte anche i gomiti, erano sempre ricoperte da brose.
Questo dipendeva dai giochi fatti con sprezzo del pericolo come le derapate con la bici sulla ghiaia, le corse per i campi, le arrampicate sugli alberi e i relativi tuffi. Le cadute provocavano delle escoriazioni immediatamente pulite soffiandoci sopra e irrorate da un disinfettante naturale: lo sputo.
I bambini esibivano con orgoglio le proprie brose simbolo di una certa superiorità di carattere.
La brosa è scomparsa dal linguaggio e dalle ginocchia.
Ora i bambini praticano una diversa attività fisica, sotto stretto controllo degli adulti che prevengono qualsiasi tipo di ferita per evitare fastidiose denunce da parte dei genitori.
16 marzo 2011
Le parole che non ho più detto: snarocioso
SNAROCIOSO: si diceva, in senso denigratorio, di un bambino col "snarocio" al naso.
Snarocio è il muco che cola, snarocioso colui che ha il muco che cola dal naso.
Equivale un po' a "pivello".
Oggi è sparito dal linguaggio comune di chi parla comunemente il dialetto, come sono spariti i bambini con il mocio al naso. Ora vedo solo bambini con nasetti pulitissimi e quasi mai arrossati.
Con lo snarocio sono sparite anche le "brose" dai nasi dei bambini.
Snarocio è il muco che cola, snarocioso colui che ha il muco che cola dal naso.
Equivale un po' a "pivello".
Oggi è sparito dal linguaggio comune di chi parla comunemente il dialetto, come sono spariti i bambini con il mocio al naso. Ora vedo solo bambini con nasetti pulitissimi e quasi mai arrossati.
Con lo snarocio sono sparite anche le "brose" dai nasi dei bambini.
Le parole che non ho più detto
Mi sono tornate in mente parole che non uso più da tempo, parole nel mio dialetto che facevano parte di un uso comune che si è inesorabilmente livellato sull'italiano.
Sono parole dal suono strano che non si usano più perchè è venuta meno quella cultura o perchè non esiste più quello che significavano.
A queste parole voglio dare un po' di spazio perchè fanno anche loro parte di me.
Sono parole dal suono strano che non si usano più perchè è venuta meno quella cultura o perchè non esiste più quello che significavano.
A queste parole voglio dare un po' di spazio perchè fanno anche loro parte di me.
11 marzo 2011
Età
Ultimamente le persone con cui mi diverto maggiormente hanno un bel po' di anni più di me.
O io sono vecchia dentro, o loro sono molto più "giovani" di tante persone che frequento e che hanno la mia età.
Naturalmente propendo per la seconda ipotesi.
O io sono vecchia dentro, o loro sono molto più "giovani" di tante persone che frequento e che hanno la mia età.
Naturalmente propendo per la seconda ipotesi.
19 febbraio 2011
(con)DOMINO razzista
[Ungheria : Romania] [Romania : Romania] [Romania : Albania]
e gli italiani stanno a guardare.
e gli italiani stanno a guardare.
18 febbraio 2011
Povietà
Questa notte sono stata svegliata malamente dai miei vicini che, ubriachi fradici, urlavano e sbattevano e urlavano.
Mentre tentavo di addormentarmi mi si è insinuata nella mente la canzone di Povia e mi sono ricordata che il tipo che stava con me per la mia indiscussa femminilità ERA gay e adesso sta con lei.
Più che al miracolo griderei all'indecisione.
Mentre tentavo di addormentarmi mi si è insinuata nella mente la canzone di Povia e mi sono ricordata che il tipo che stava con me per la mia indiscussa femminilità ERA gay e adesso sta con lei.
Più che al miracolo griderei all'indecisione.
13 febbraio 2011
Il vecchio baule
A casa ho un vecchio baule.
Era di mia nonna, quello in cui c'era la sua dote quando si è sposata ed è andata a vivere con mio nonno.
Durante la guerra questo baule è stato sotterrato per poter salvare da un eventuale saccheggio la biancheria di casa. Nel baule sepolto c'erano le lenzuola ricamate, le tovaglie più preziose.
Finita la guerra il baule è stato disotterrato, la biancheria era un po' macchiata ma salva. Una di quelle federe è nel mio armadio.
La nonna è morta 15 anni fa.
Guardo il vecchio baule che ha vissuto tante storie che nessuno potrà più raccontarmi.
E mi scende una lacrima.
Era di mia nonna, quello in cui c'era la sua dote quando si è sposata ed è andata a vivere con mio nonno.
Durante la guerra questo baule è stato sotterrato per poter salvare da un eventuale saccheggio la biancheria di casa. Nel baule sepolto c'erano le lenzuola ricamate, le tovaglie più preziose.
Finita la guerra il baule è stato disotterrato, la biancheria era un po' macchiata ma salva. Una di quelle federe è nel mio armadio.
La nonna è morta 15 anni fa.
Guardo il vecchio baule che ha vissuto tante storie che nessuno potrà più raccontarmi.
E mi scende una lacrima.
Tutti gli uomini della Pimpi
Ripensando al mio rapporto con l'altro sesso (rapporto di cui ho scritto abbondantemente in questo blog) ho tratto delle conclusioni.
Nella maggior parte dei casi gli uomini mi trattano alla pari, come se fossi una di loro. Mi invitano alle serate tra uomini, mi raccontano delle loro esperienze con le donne, hanno un atteggiamento cameratesco.
Un altro gruppo di maschi mi considera come una sorella.
L'unico uomo che mi ha esplicitamente detto che stava con me per la mia indiscussa femminilità dopo un mese mi ha confidato di essere gay.
Nella maggior parte dei casi gli uomini mi trattano alla pari, come se fossi una di loro. Mi invitano alle serate tra uomini, mi raccontano delle loro esperienze con le donne, hanno un atteggiamento cameratesco.
Un altro gruppo di maschi mi considera come una sorella.
L'unico uomo che mi ha esplicitamente detto che stava con me per la mia indiscussa femminilità dopo un mese mi ha confidato di essere gay.
12 febbraio 2011
Autovalutazione
Lunedì, al lavoro, devo compilare la prima parte della mia scheda personale, la seconda sarà redatta dal mio capo.
Questo primo step consiste in una autovalutazione sull'operato degli ultimi 12 mesi.
Ho pensato di scriverci che ho un'autostima troppo sviluppata per dare di me una valutazione obiettiva.
Questo primo step consiste in una autovalutazione sull'operato degli ultimi 12 mesi.
Ho pensato di scriverci che ho un'autostima troppo sviluppata per dare di me una valutazione obiettiva.
11 febbraio 2011
Lo so, tesoro
Lo so, tesoro, che sono strana.
Quando se venuto a prendermi, con il tuo macchinone cabrio,sono andata a vedere cosa c'era scritto dietro per capire che modello era.
Quando hai alzato il polso mostrandomi l'orologio io ho guardato l'ora pensando volessi dirmi che ero in ritardo.
Quando mi hai proposto di andare in un posto che conoscono in pochi e dove vendono abiti firmati a prezzi stracciati ti ho risposto che i vestiti me li faccio io. Cose d'altri tempi hai detto.
Quando mi hai portato al lago ho fatto i salti di gioia vedendo uno svasso che si tuffava, tu non lo sapevi nemmeno che cos'è uno svasso. E poi ho urlato "Guarda una folaga!": Ti ho spiegato io cos'è una folaga.
Quando mi porti a passeggiare in centro non guardo le vetrine, ma ti chiedo di entrare nelle chiese a guardare gli affreschi.
Quando mi porti sui colli io apprezzo il viaggio (guardando la natura) e non la meta (l'agriturismo).
Quando poi ti parlo faccio giochi di parole o lancio freddure che non capisci al volo.
Lo so, tesoro, sono strana, ma non sarà quell'aria di accondiscendenza che hai stampata in faccia che farà breccia nel mio cuore.
Quando se venuto a prendermi, con il tuo macchinone cabrio,sono andata a vedere cosa c'era scritto dietro per capire che modello era.
Quando hai alzato il polso mostrandomi l'orologio io ho guardato l'ora pensando volessi dirmi che ero in ritardo.
Quando mi hai proposto di andare in un posto che conoscono in pochi e dove vendono abiti firmati a prezzi stracciati ti ho risposto che i vestiti me li faccio io. Cose d'altri tempi hai detto.
Quando mi hai portato al lago ho fatto i salti di gioia vedendo uno svasso che si tuffava, tu non lo sapevi nemmeno che cos'è uno svasso. E poi ho urlato "Guarda una folaga!": Ti ho spiegato io cos'è una folaga.
Quando mi porti a passeggiare in centro non guardo le vetrine, ma ti chiedo di entrare nelle chiese a guardare gli affreschi.
Quando mi porti sui colli io apprezzo il viaggio (guardando la natura) e non la meta (l'agriturismo).
Quando poi ti parlo faccio giochi di parole o lancio freddure che non capisci al volo.
Lo so, tesoro, sono strana, ma non sarà quell'aria di accondiscendenza che hai stampata in faccia che farà breccia nel mio cuore.
La rivoluzione mestrinese
Mestrino è un paesotto a circa 15 chilometri da Padova.
Per almeno vent'anni a Mestrino c'è stato un solo negozio di scarpe. Un negozio anonimo dove nonna Maria poteva trovare comode scarpe per i suoi vecchi piedi malandati e scarpette decorose per mandare la niporina a scuola. Anche Antonietta, impiegata da 10 anni in una fabbrica della piccola zona industriale ci comprava delle scarpine senza infamia e senza lode, adatte ad andare in ufficio dove tanto non ti vede nessuno. Zio Luigi ci trovava le sue scarpe classiche, lo stesso modello, più o meno, ogni anno.
Per le grandi occasioni, o per qualcosa di più sfizioso si va in centro che è a meno di mezz'ora e poi c'è anche l'autobus proprio davanti casa.
Negli ultimi due anni, in presa crisi economica, con le fabbriche che chiudono e facce nuove al mercato del martedì (adesso che sono in cassa integrazione possono permettersi di andare al mercato del martedì mattina) sono stati aperti altri 3 negozi di calzature. Uno di questi vende scarpe "di un certo livello", molto belle ma con pressi non proprio bassi.
Se non hanno pane, che indossino open toe!
Per almeno vent'anni a Mestrino c'è stato un solo negozio di scarpe. Un negozio anonimo dove nonna Maria poteva trovare comode scarpe per i suoi vecchi piedi malandati e scarpette decorose per mandare la niporina a scuola. Anche Antonietta, impiegata da 10 anni in una fabbrica della piccola zona industriale ci comprava delle scarpine senza infamia e senza lode, adatte ad andare in ufficio dove tanto non ti vede nessuno. Zio Luigi ci trovava le sue scarpe classiche, lo stesso modello, più o meno, ogni anno.
Per le grandi occasioni, o per qualcosa di più sfizioso si va in centro che è a meno di mezz'ora e poi c'è anche l'autobus proprio davanti casa.
Negli ultimi due anni, in presa crisi economica, con le fabbriche che chiudono e facce nuove al mercato del martedì (adesso che sono in cassa integrazione possono permettersi di andare al mercato del martedì mattina) sono stati aperti altri 3 negozi di calzature. Uno di questi vende scarpe "di un certo livello", molto belle ma con pressi non proprio bassi.
Se non hanno pane, che indossino open toe!
06 febbraio 2011
04 febbraio 2011
Egocentrismo?
In amicizia come in amore non riesco ad interessarmi alle persone che non si interessano a me.
01 febbraio 2011
Virus
Ho combattuto contro l'influenza, ho vinto e sono tornata al lavoro.
Ora devo trovare gli anticorpi per tornare a vivere.
Ora devo trovare gli anticorpi per tornare a vivere.
30 gennaio 2011
La bellezza secondo mia nonna
La mia nonna materna era una donna semplice, non aveva potuto studiare ma era molto intelligente e aveva una mente aperta alle novità. Di lei mi sono rimaste molte cose, mi fanno compagnia soprattutto le sue frasi dette con noncuranza ma che mi facevano tanto ridere.
In merito alla bellezza ne ricordo 2 che vengono spesso ripetute nella mia fammiglia.
1)
Un mio compagno delle medie viene a casa nostra per prendere un gattino. Dopo che se ne è andato mia nonna esclama:
"Poveretto, a quello la bellezza gli è passata accanto, ma correva troppo veloce.".
2)
Di ritorno dal mercato mi racconta:
"Sai ho visto il figlio della Tale, non lo vedevo da quando era piccolo. Madonna com'è cresciuto!"
"Ah si, e com'è?"
"El ga na bea lontanansa" (ha una bella lontananza).
In merito alla bellezza ne ricordo 2 che vengono spesso ripetute nella mia fammiglia.
1)
Un mio compagno delle medie viene a casa nostra per prendere un gattino. Dopo che se ne è andato mia nonna esclama:
"Poveretto, a quello la bellezza gli è passata accanto, ma correva troppo veloce.".
2)
Di ritorno dal mercato mi racconta:
"Sai ho visto il figlio della Tale, non lo vedevo da quando era piccolo. Madonna com'è cresciuto!"
"Ah si, e com'è?"
"El ga na bea lontanansa" (ha una bella lontananza).
28 gennaio 2011
24 gennaio 2011
Morbide riflessioni
Sono una riflessiva compulsiva. Rifletto su qualunque argomento mi passi per la testa e faccio salti mortali nelle associazioni di idee.
In questi giorni di raffreddore fulminante, con la testa ovattata e la concentrazione azzerata ho navigato qua e là.
Ho letto il post di Spora sul quel coso a luce pulsata che costa un botto ma che poi il bulbo pilifero non ha mica più il coraggio di fare il suo dovere.
E cazzeggiando su Friendfeed mi sono imbattuta in una serie di discussioni su patata al naturale o completamente depilata? e ancora liberarsi dalla schiavitù della depilazione si può oppure uomo depilato si o no? e se si quanto? fino ad un'impobabile CAMPAGNA SOCIALE PRO DEPILAZIONE BRACCIA.
Mi rendo conto che il pelo è un argomento molto sentito, sul quale si scatenano animate discussioni: chi è pro e chi è contro, chi sice sì, chi dice no.
Rifletto su questo, seduta sul divano accarezzando i miei gatti.
Rifletto... accarezzo... rifletto...
E si materializza una domanda:
Ma perchè amiamo circondarci da animali (cani, gatti, conigli, moffette...) dal morbido pelo e proviamo piacere nel toccarlo, nell'accarezzarlo, nello strofinarlo sulle nostre guance, nel ficcarci dentro la faccia e non proviamo le stesse sensazioni toccando il pelo di un altro essere umano?
Perchè un animale molto peloso ci scatena la voglia di toccarlo e un uomo molto peloso ci fa ribrezzo?
Rifletto... accarezzo... rifletto... accarezzo...
In questi giorni di raffreddore fulminante, con la testa ovattata e la concentrazione azzerata ho navigato qua e là.
Ho letto il post di Spora sul quel coso a luce pulsata che costa un botto ma che poi il bulbo pilifero non ha mica più il coraggio di fare il suo dovere.
E cazzeggiando su Friendfeed mi sono imbattuta in una serie di discussioni su patata al naturale o completamente depilata? e ancora liberarsi dalla schiavitù della depilazione si può oppure uomo depilato si o no? e se si quanto? fino ad un'impobabile CAMPAGNA SOCIALE PRO DEPILAZIONE BRACCIA.
Mi rendo conto che il pelo è un argomento molto sentito, sul quale si scatenano animate discussioni: chi è pro e chi è contro, chi sice sì, chi dice no.
Rifletto su questo, seduta sul divano accarezzando i miei gatti.
Rifletto... accarezzo... rifletto...
E si materializza una domanda:
Ma perchè amiamo circondarci da animali (cani, gatti, conigli, moffette...) dal morbido pelo e proviamo piacere nel toccarlo, nell'accarezzarlo, nello strofinarlo sulle nostre guance, nel ficcarci dentro la faccia e non proviamo le stesse sensazioni toccando il pelo di un altro essere umano?
Perchè un animale molto peloso ci scatena la voglia di toccarlo e un uomo molto peloso ci fa ribrezzo?
Rifletto... accarezzo... rifletto... accarezzo...
20 gennaio 2011
Vita vegetariana: una piacevole sorpresa
Ieri sera sono andata a cena con i colleghi di lavoro.
Dopo una serie infinita di cene di pesce hanno scelto una pizzeria in modo che potessi partecipare anche io.
In questa pizzeria servono il "Giro pizza": portano varie pizze tagliate a spicchi, seguendo la fantasia del pizzaiolo, finchè la tavolata non dice basta.
Prima di iniziare il giro la cameriera chiede se ci sono esigenze particolari, allergie, cibi che non piacciono.
Naturalmente ho specificato che sono vegetariana.
Mi aspettavo di saltare qualche portata e magari di mangiare più spicchi della stessa pizza.
Le prime due non avevano carne, ed erano veramente buone.
Arriva la terza, la cameriera descrive gli ingredienti tra i quali c'è la pancetta e mi indica la fetta appoggiata su una paletta: era la mia! Con tutti gli altri ingredienti, ma senza la pancetta!
E così anche per le seguenti.
Mi sono quasi commossa.
Alla fine della cena ho ringraziato il proprietario e il pizzaiolo che si sono stupiti di tatno entusiasmo. Per loro questo genere di attenzioni non è niente di straodinario, ma è la norma.
Dopo una serie infinita di cene di pesce hanno scelto una pizzeria in modo che potessi partecipare anche io.
In questa pizzeria servono il "Giro pizza": portano varie pizze tagliate a spicchi, seguendo la fantasia del pizzaiolo, finchè la tavolata non dice basta.
Prima di iniziare il giro la cameriera chiede se ci sono esigenze particolari, allergie, cibi che non piacciono.
Naturalmente ho specificato che sono vegetariana.
Mi aspettavo di saltare qualche portata e magari di mangiare più spicchi della stessa pizza.
Le prime due non avevano carne, ed erano veramente buone.
Arriva la terza, la cameriera descrive gli ingredienti tra i quali c'è la pancetta e mi indica la fetta appoggiata su una paletta: era la mia! Con tutti gli altri ingredienti, ma senza la pancetta!
E così anche per le seguenti.
Mi sono quasi commossa.
Alla fine della cena ho ringraziato il proprietario e il pizzaiolo che si sono stupiti di tatno entusiasmo. Per loro questo genere di attenzioni non è niente di straodinario, ma è la norma.
Dettagli
Essere amata da due maschi.
Il piacere di vederli contendersi la mia compagnia quando torno a casa dopo una giornata di lavoro.
E' commovente come cercano di attirare la mia attenzione quando penso ad altro, come cercano di strapparmi una frase dopo un lungo silenzio, una carezza dopo un momento di rabbia.
A volte il primo si siede sul letto e veglia affinché il secondo non si avvicini. Altre il secondo mi si accoccola vicino, in silenzio sul divano, pago solo del calore del mio corpo.
Svegliarsi la mattina e incrociare gli occhi del primo che stanno lì aspettando che tu apra i tuoi. Sentire la presenza del secondo lungo la schiena.
I due maschi sono i iei gatti, ma sono dettagli.
Il piacere di vederli contendersi la mia compagnia quando torno a casa dopo una giornata di lavoro.
E' commovente come cercano di attirare la mia attenzione quando penso ad altro, come cercano di strapparmi una frase dopo un lungo silenzio, una carezza dopo un momento di rabbia.
A volte il primo si siede sul letto e veglia affinché il secondo non si avvicini. Altre il secondo mi si accoccola vicino, in silenzio sul divano, pago solo del calore del mio corpo.
Svegliarsi la mattina e incrociare gli occhi del primo che stanno lì aspettando che tu apra i tuoi. Sentire la presenza del secondo lungo la schiena.
I due maschi sono i iei gatti, ma sono dettagli.
Iscriviti a:
Post (Atom)
