09 giugno 2017

Addio e grazie per tutti i vestiti

Ieri ho detto addio al fedele cartamodello per abiti.
Era con me da molti anni: sulla velina avevo annotato: Mod.Base abito 2010, ma era la copia di uno precedente che si era sciupato.
È stato la base di tutti i miei vestiti, da quelli più semplici a quelli più elaborati. Sempre lui, una certezza.
Era un modello anni 50, con molte pinces che strizzavano la vita e mettevano in risalto il seno.
Ieri ho piegato con cura la carta e l'ho infilato in una busta, per sempre.
Con la morte nel cuore ho preso il metro, mi sono presa le misure (ahimè), ho tirato le linee perpendicolari e ho fatto un nuovo cartamodello.
Una linea più scivolata, niente più pinces... Il mio corpo è cambiato in fretta, quasi all'improvviso: il vitino da vespa è solo un lontano ricordo, i fianchi si sono allargati, le braccia non sono più così sottili.
Ho tagliato la stoffa senza convinzione e senza gioia ho cominciato a cucire.
Me lo sono provata e con stupore ho visto che mi stava bene!
Il mio corpo è cambiato, e ci posso fare poco. Posso nutrirmi solo di insalate, camminare per kilometri, stremarmi di addominali, ma non sarà più come prima.
Mi guardo allo specchio a lungo.
Mi rendo conto che posso essere carina e elegante anche con delle forme diverse, anche indossando delle linee diverse.
Ripiego con cura la carta e sorrido al mio nuovo cartamodello.

04 settembre 2016

Spalanchiamo le finestre

Riaprire il blog è come ritornare in una vecchia casa al mare.
È spogila, odora un po' di chiuso.
Mi siedo, mi guardo attorno, chiudo gli occhi e mi lascio accarezzare dalla nostalgia.

24 luglio 2014

Riflessioni

È difficile abituarsi a dormire in due quando si è dormito per tanti anni da soli. È anche più difficile riabituarsi a dormire da soli dopo che si è dormito un paio di giorni in due.

05 aprile 2014

Metafore elettrodomestiche

La lavatrice della vita mi ha restituito il calzino che pensavo di non trovare più.


13 gennaio 2014

Non ti preoccupare, ci penso io

Ho sempre sognato qualcuno che mi mi renda più leggera la vita, che prenda in mano la situazione, che si ricordi le scadenze e non le faccia ricordare a me, qualcuno che mi sollevi da qualche incombenza...
Qualcuno che... "Non ti preoccupare ci penso io!"
Finalmente questo momento è arrivato!
È stato meraviglioso oggi, quando sono uscita per andare al lavoro e, nella cassetta della posta ho trovata la lettera della Regione Veneto che mi ricordava di pagare il bollo e quella della concessionaria che mi ricordava che entro febbraio devo fare la revisione.

12 gennaio 2014

Poi passa

Non so perché oggi mi è tornato in mente questo episodio. Una volta ero molto timida. Di quella timidezza paralizzante che ti blocca ogni volta che devi affrontare qualcuno o qualcosa. Di quelle che vorresti avere il mantello degli elfi e sparire. Di quelle che ti vergogni a prescindere. Qualche anno fa mia mamma e io abbiamo incontrato una sua vecchia amica con la nipotina per mano, avrà avuto sei o sette anni. Mentre mia mamma e sua nonna chiacchieravano lei mi guardava dritta negli occhi con i suoi occhi umidi, avrebbe voluto piangere dalla vergogna, ma si vergognava anche di piangere. Diventava sempre più piccola ma non mi staccava gli occhi di dosso. Allora le ho sorriso (avrei voluto farle anche una carezza, ma i bambini timidi non si toccano) e le ho detto: Tranquilla, poi passa. Lei mi ha sorriso e le è scesa una lacrima. Ecco, secondo me bisogna dirlo, ai bambini timidi, che poi passa.

31 dicembre 2013

Cose belle che finché non le provi mica lo sai che sono belle

(in tanti ci avevano provato, ma non mi avevano convinta) Tornare a casa dal lavoro e, da lontano, vedere la finestra della cucina illuminata. Avvicinarsi e percepire del movimento all'interno. Entrare e trovare il caffè sul fuoco e le fette di panettone caldo. Due tazze sul tavolo. Il caffè già zuccherato al punto giusto. Un bentornata. Un abbraccio. Un bacio. Una carezza sulla guancia.