01 marzo 2008

Speriamo che sia femmina

Sono circondata da donne incinte. Alla faccia della "crescita zero"!
Ormai, al lieto annuncio reagisco quasi con educata cortesia: è impossibile stupirsi ed emozionarsi per una notizia che non ha più niente di eccezionale.
Quello che mette a prova la mia innata diplomazia è l'annuncio del sesso del nascituro.
Lontani, anzi preistorici, i tempi in cui la sorpresa arrivava alla fine dei 9 mesi e alla gioia della nascita si sommava la scoperta del sesso del neonato. E ne seguiva un ampio dibattito tra le donne: "io l'avevo detto, la pancia era alta/bassa tonda/a punta...", "Non poteva essere altrimenti, se la donna è bella durante la gravidanza è sicuramente..." etc etc (mio padre aveva messo su una bisca con tanto di scommesse sul mio sesso!).
Ora la mammina arriva dopo l'ecografia raggiante e fa il fatidico annuncio con mesi di anticipo.
Le viscere mi si rivoltano quando mi viene comunicato che sarà maschio perché da qualche tempo non mi sento più dire :"E' un maschietto!".
No. La frase è: "E' un pisellino!" o pisellone (forse dipende dal grado di frustrazione della donna).
Se il nascituro è femmina non succede niente, è femmina e basta.
E per fortuna! Mi vengono i brividi solo al pensiero. Che diminutivi potrebbero essere usati per definire la bambina? Gnocchetta, topina, gnagnetta, patonzina...
Brrrrrrrr!!!!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

In effetti una volta erano più ruspanti ed era meglio. Pensa che mio nonno paterno si era invaghito del nome Loris, ai tempi del tutto sconosciuto in Italia. Prima di mio padre, ovviamente Loris, gli erano nati due bambini, morti dopo pochi giorni, e tutti e due erano stati chiamati Loris. Ho fatto in tempo a sentirgli dire: "Loris avevo detto e Loris doveva essere, maschio o femmina che fosse!"... testardaggine contadina :-)

MisterSil

Miss Golightly ha detto...

Beh, una bambina di nome Loris...povera piccola avrebbe avuto una vita difficile! Ne so qualcosa io! Nata in un piccolo paesino di campagna quasi 38 anni fa e battezzata Tatyana. Nome che risultava impronunciabile ai più anche a causa di quella y là in mezzo.

Anonimo ha detto...

Belli i nomi russi. Cmq anche mia madre non scherza. Si chiama Netty. In realtà si doveva chiamare Fernanda, ma mentre era in fila all'anagrafe a mio nonno è venuta questa idea. E' nata nel 1930 in piena era fascista e quindi l'impiegato dell'anagrafe non lo voleva accettare in quanto nome straniero. Poi è finita all'italiana, con mio nonno che ha offerto il caffè all'impiegato e così mia madre ha avuto il suo Netty.

MisterSil