25 settembre 2006

Accosti, per favore

Credo di essere l'automobilista piu' controllata sulla faccia della terra.
Ogni volta che c'e' una pattuglia (non importa se si tratta di carabinieri, polizia o vigili) al mio arrivo la paletta si alza.
Accosto, favorisco patente e libretto, controllano, mi restituiscono il tutto e mi salutano sorridendo gentilmente (e' successo anche 2 giorni fa).
Qualcuno sostiene che non e' un fatto personale, ma che ci provano gusto a fermare gli automobilisti in gonnella. Puo' essere vero, ma con il buio non possono distinguere il sesso dei guidatori a 100 metri di distanza!
Secondo me, durante la formazione delle reclute danno alcune indicazioni precise: durante i controlli vanno fermati gli eccessi di velocita', gli automobilisti in evidente stato di ebbrezza e... i 2CV!!!

21 settembre 2006

Amarcord


Il racconto dell mia nascita mi ha sempre affascinato, la nonna me la descriveva spesso e ogni volta mi emozionavo.

La mamma aveva 21 anni e un problema fisico che avrebbe potuto renderle difficile la gravidanza e pericoloso il parto. Nonostante questo decise di non andare in ospedale, c'erano stati degli episodi di scambio di bambini e lei ne era terrorizzata.

I miei genitori abitavano in un piccolo paese, pochissimi gli abitanti, ma nei primi giorni di maggio c'erano ben 3 donne in procinto di partorire! La levatrice del paese, in sella alla sua bicicletta, girava senza sosta!
Arrivo' il giorno! E io non avevo nessuna voglia di nascere! Me la sono presa con calma...
Attorno a me c'erano la levatrice, la mia nonna materna, la nonna paterna e la mia terza nonna: un'anziana vicina di casa.

Me le posso immaginare tutte attorno al lettone mentre mio padre, al piano di sotto,"reggeva" la casa (mi racconta che era appoggiato agli stipiti di una porta e faceva forza come se la casa stesse per crollare).

Poi e' iniziato il rito: dopo avermi pulita la levatrice lego' con cura e maestria il cordone ombelicale in modo che, crescendo il mio diventasse un bel ombelico (e ci e' riuscita!); la nonna materna mi strinse le guance tra il pollice e l'indice per farmi le fossette (sara' una coincidenza, ma le ho) considerate segno di bellezza.
L'idea di essere nata tra tanto amore, e non in un freddo ospedale, mi scalda il cuore.
Mi considero fortunata ad essere venuta al mondo in un modo cosi' speciale!

16 settembre 2006

...

Come spesso capitava a Holly Golightly anche io ho le paturnie.

Sono gia' 2 o 3 giorni che una tristezza immotivata si impossessa di me all'improvviso e come e' arrivata, all'improvviso scompare.

Speriamo passi presto!

15 settembre 2006

Ti lascio perche'...


Lasciarsi e' dura, non c'e' dubbio. Spesso non si ha il coraggio di dire la verita' , di comunicare all'altro la motivazone reale che ha portato alla rottura.
Forse si pensa che una bugia possa addolcire la pillola, ferisca meno il profondita'. Forse dire una bugia (a fin di bene, s'intende) allegerisce la coscienza.

Nel tentativo acrobatico di trovare un'argomentazione adatta al delicato momento si puo' rischiare di cadere nel ridicolo.

Me ne hanno raccontate di scuse, qualche volta le ho subite (una volta l'ho fatto anche io, ammetto la mia colpa) alcune talmente inverosimili da stupirsi al pensiero che qualcuna abbia potuto crederci. Ma si sa, noi donne abbiamo spesso una fiducia incrollabile nel prossimo, spesso siamo cosi' tramortite dal nefasto annuncio che non riusciamo nemmeno a capire cosa ci viene detto, a volte ascoltiamo in silenzio riservandoci di sgignazzare in privato, altre una comunanza genetica con il leggendario bianco palmide spiega tutto.



Mi piacerebbe raccogliere le scuse piu' strane e surreali percio' scrivetemi una mail (cliccate sul cuore se siente romantiche, sulla penna se siete grafomani, a caso se siete fataliste, tanto l'indirizzo e' lo stesso).
Per il momento riporto quelle che mi ricordo.



Ti lascio perche'...

  1. ...non posso darti quello che ti meriti.
  2. ...sono cosi' innamorato di te, la passione che provo e' cosi' forte che ho paura, ho paura che finisca e non lo potrei sopportare.
  3. ...tu sei troppo per me e io non ti merito.
  4. ... io credo nelle affinita' elettive, nelle sensazione a livello epidermico e queste mi dicono che non siamo compatibili (vedi "l'intollerante")
  5. ...

14 settembre 2006

Su un muro di Padova


Casalinga sorridi, sei una donna anche tu!




Senza parole

11 settembre 2006

Letture edificanti

Lo scorso dicembre l'azienda per cui lavoro ha deciso di regalarci, come strenna natalizia, un abbonamento ad una rivista. Tra quelle proposte ho scelto Amica per le sue foto di moda (come ho gia' scritto mi cucio gli abiti da sola e un po' di ispirazione non guasta).
Cossi' mi sono ritrovata ogni mese nella cassetta della posta la rivista nata per soddisfare gli interessi e le richieste delle donne, AMICA e il più moderno fra i mensili femminili.
I titoli di copertina confermano questi propositi.
Sul numero di maggio si legge: "Come ravvivare la vita sessuale praticando il body painting e l'arte concettuale".
??? Mmmmmh, bisogna leggerlo subito, quando si tratta di ravvivare certe cose non si deve perdere tempo!.
Corro a cercare l'indice, lo trovo dopo 18 pagine di pubblicita' (come ben si addice a una moderna rivista femminile). Scorro la categoria "Attualita'", pagina 137, in grassetto trovo la parola sesso. Mi fermo, leggo un titolo diverso, ma l'articolo e' quello giusto: "Idee per trasformare l'amplesso in un'installazione artistica" (butto l'occhio un po' piu' in su: " STILE_"L'orlo e' interessante come tutti i margini estremi", lo leggero' dopo).
Dopo una lunga caccia al tesoro tra pubblicita' e pagine senza numero (me la devo proprio sudare questa lettura!)
Eccolo! accompagnato da un lungo sottotitolo: Il body painting alimentare e no eccita i maschi pazienti e aiuta la fantasia di ragaze focose; la scrittura corporea scalda le manieriste e gratifica gli uomini vanitosi e poco disinvolti.
Per me e' gia' sufficiente per annoiarmi a morte e perr farmi passare la voglia di andare avanti. Ma mi faccio forza.
L'articolo promette spunti alle donne che vogliono essere creative a letto.
A parte qualche curiosita' comele giapponesi che si facevano dipingere sull'interno coscia il nome dell'amato con polvere di riso e zolfo, il
kit formato da tre vasetti di cioccolata di tre colori diversi e la vernice al cacao (vi ho aggiunto i link, non si sa mai!), l'articolo si dilunga sulla descrizione di pratiche artistiche piu' o meno edibili di ignote signore. Si va dal pennello da bricolage agli oli profumati, dalla panna al cubetto di ghiaccio (passato sui testicoli blocca un orgasmo prematuro, probabilmente lo stesso effetto lo si ottiene alzandosi da letto per andare in cucina a prendere il ghiaccio!).
Non so perche' ma mi ricorda qualcosa... "You can leave your hat on".

10 settembre 2006

Punti di vista


Al mare, una signora non piu' giovane sta commentando con delle amiche le notizie del giornale.

Alla domanda: "Ma tu non hai paura a girare sola la sera? Con tutto quello che si sente...non hai paura che ti violentino?"

Lei serafica: "Cara mia, alla mia eta' lo stupro e' un miraggio!"

09 settembre 2006

Cambio stagione


Non ci sono piu' le mezze stagioni.
Ormai e' un ritornello che sentiamo (troppo) spesso.
Se il tempo non ci e' d'aiuto, se le temperature fanno le birichine possiamo sempe affidarci alla tv.
L'autunno e' alle porte anche se il sole slende piu' che in agosto, lo possiamo capire dai palinsesti televisivi.
Una rondine non fara' primavera, ma il reality fa l'autunno.
Basta accendere la tv! Gia' sono iniziati "La pupa e il secchione" (talmente idiota che fa ridere) e "Unan1mous" (di una noia tale che non si riescono a superare i 3 secondi di visione). La pubblicita' ci promette poi, oltre i soliti format "storici', delle succulente novita': ritornano "L'isola dei famosi"(4), "Amici"(6), "Grande fratello"(7), "La talpa"(3), etc; affiancati da "La pupa e il secchione", "Unan1mous", "Wild West".
Tirate fuori i maglioni, l'estate e' finita!

22 agosto 2006

Tante scuse

Qual'e' la scusa piu' utilizzata per evitare un poco gradito assalto amoroso? Lo sappiamo tutte ( e lo sanno anche i maschietti): il mal di testa.
Chi non l'ha mai usata scagli la prima pietra!


Credo sia la scusa piu' antica del mondo. Credo la si tramandi di madre in figlia gia' nei primi mesi di gestazione.


Mi ricordo le battute di mio padre e dei suoi amici quando io ero molto piccola (quindi, secondo loro, incapace di capire). Sembrava che le loro mogli soffrissero perennemente di emicranie e di cefalee a grappolo (si saranno mai chiesti il perche'?), suscitando sorrisini ironici da parte di chi sfoggiava una moglie perfettamente in salute.
I comici ne fanno argomento per i loro sketch, la ritroviamo nelle sceneggiature dei film "leggeri"... Fa parte di noi!


Come in tante altre situazioni io esco dagli schemi.


Un po' di tempo fa ho accettato l'invito di un amico. Abbiamo passato una serata piacevole, abbiamo riso, parlato, scherzato. Ma la serata languiva. Intuivo un certo interesse nei miei confronti, il suo sguardo si posava su di me eloquente, le sue mani ogni tanto mi sfioravano. Io ero convinta di essere stata abbastanza chiara nel dimostrarli la mia disponibilita', ma lui non si decideva. Sara' stato l'acool, sara' stata la tensione non lo so, ma mi e' salito un bel mal di testa. Mentre stavamo parlando gliel'ho detto. Lui mi ha proposto un massaggio alle tempie. Naturalmente ho accettatto! Mi faceva un po' male anche alla cervicale, il massaggio si e' spostato sul collo. Ho chiuso gli occhi godendo del massaggio e sperando che non fosse gay(
vedi L'indeciso).
Finalmente ho sentito le sue labbra sulle mie, le sue braccia che mi stringevano, le sue mani che mi accarezzavano...


Ora, sono fermamente convinta di essere l'unica donna che ha utilizzato il mal di testa come stimolante e non come deterrente!

20 agosto 2006

L'esibizionista mi manca.


Uno dei punti fissi nella vita di una donna sembra essere l'incontro con l'esibizionista.


A me manca.



Ero ancora bambina quando le mie compagne mi raccontavano degli incontri con un vecchio (lo sara' stato veramente?) che le avvicinava in macchina, apriva la porta e si mostrava con le braghe calate. Io non l'ho mai visto.


Crescendo i racconti si infittivano: donne di tutte le eta' erano state importunate da maschi piu' o meno age' che all'improvviso esibivano le loro pudenda. Mi descrivevano vecchi bavosi e flaccidi che attendevano dietro l'angolo le ragazzine al ritorno da scuola. Signore anziane, al ritorno dalla messa, costrette a "ammirare" spettacoli poco edificanti. Giovani sguardi attirati da innocue frasi su innocui membri.


E io niente.


Qualche volta ci sono arrivata vicino!



Stavo andando a scuola, passavo sotto i portici di una via del centro di Padova. Il mio torpore mattutino fu interrotto da alcune grida. Lentamente il velo di nebbia che ricopre i miei occhi per qualche ora dopo il risveglio si apri' e vidi, dall'altra parte della strada, delle ragazze che scappavano a gambe levate. Da lontano sentii una voce melliflua che incitava le passanti a guardare l'uccellino. Continuai la mia strada, la vocina si stava avvicinando... Quando arrivai all'altezza dell'esibizionista, non c'era una colonna che mi impediva di vederlo!!!???





Qualche tempo dopo lo mancai per un pelo!
Ore 7.30, fermata dell'autobus. Si avvicina un camion e fa per accostare. In quel momento mi giro per cercare il telefono nello zaino. Questione di secondi, sento le signore urlare: "Porco!!!", "Hai visto cos'ha fatto", "Maniaco!".
Mi giro e vedo il camion fuggire.
Le signore mi hanno poi spiegato che il camion si era fermato, l'autista aveva aperto la porta e... non aveva i pantaloni, ma i gioielli di famiglia bene in mostra!!!



E io niente...

16 agosto 2006

Un pensiero per Hina

Quella di Hina e' una storia che non vorremmo venisse mai raccontata.
Hina e' stata uccisa dal padre (con la collaborazione di altri familiari), vittima dell'integralismo religioso della sua famiglia.Hina aveva 20 anni, aveva un fidanzato di cui era innamorata e con il quale voleva convivere, non portava il velo e non frequentava la moschea.Queste scelte giudicate scandalose dalla famiglia le sono costate la vita.E' stata barbaramente sgozzata e sepolta in giardino.

La storia di Hina. La storia di tante donne vittime della violenza maschile.
Ancora oggi.

13 agosto 2006

Il punto G

Ho passato la mia adolescenza crucciandomi sulla mancanza di un' esatta posizione del fantomatico Punto G.

Nei giornaletti per teen-agers come Cioe', Debby, etc si parlava sommessamente di un favoloso bottoncino che, stimolato nel modo giusto, ti conduceva dritta-dritta in paradiso. Peccato che non si fosse ancora ben capito dove si trovava.

Non che la cosa mi turbasse piu' di tanto, sono rimasta asessuata quasi fino alla maggiore eta'. Con la scoperta del sesso poi, mi sono ritrovata ricoperta di magici bottoncini! Ogni centimetro del mio corpo, sfiorato anche senza particolare perizia, scatenava estasi mistiche. Il Punto G era un optional!
Crescendo me ne sono completamente dimenticata.

Finche' mi sono ritrovata a leggere un articolo sul sito di Jacopo Fo intitolato proprio
Punto G, il quale da delle precise indicazioni, accompagnate da una tavola anatomica, sull'esatta collocazione del puntolino.

Archiviato questa annosa discussione, eccone un'altra!

Proprio in questi giorni mi e' capitato un articolo in cui si annuncia che anche gli uomini hanno il loro Punto G!!!

E' l'equivalente di quello femminile, si differenzia per la lettera assegnata, la L, e (evidentemente) la collocazione.
La zona, particolarmente sensibile e' in grado, se stimolata adeguatamente, di portare ad un orgasmo lento e travolgente e si trova tra lo scroto e l'ano.

Ora, non mi ritengo certamente un'esperta di sesso o di anatomia maschile, ma dove sta la novita'???


Della presenza di quest'angolo di piacere ero stata informata dai miei primi fidanzatini che, probabilmente, l'avevano gia' autosperimentata.





Che si tratti di una nuova sindrome: L'invidia del Punto G???





Evviva la parita' dei sessi!

Complimenti 2

Lavoravo in uno studio di moda. Un cliente mi disse:

"Di moda non me ne intendo, ma di edifici e di donne si. Tu sei un po' pallida, ma hai un buon telaio!"

11 agosto 2006

L'incubo


La settimana piu' lunga della mia vita!
Quando sei sola prima o poi ti capita che qualche amico/a gia' in coppia tenti di rifilarti uno loro amico s-coppiato. E' il destino di tutte noi single.
A me e' capitato un'estate di diversi anni fa, avevo da qualche mese lasciato l'amore della mia vita e mi stavo ancora leccando le ferite.

Uscimmo una sera in compagnia, oltre ai soliti componenti fissi del gruppo c'era anche Claudio amico di Andrea e Nicoletta.
Ci scambiai si e no 2 parole, ma devo aver colpito nel segno! Infatti il giorno dopo mi chiamo' a casa (non avevo ancora il cellulare), il numero glielo aveva gentilmente fornito Andrea!

Mi chiese di uscire, non ne avevo tanta voglia, non avevo voglia di vedere nessuno, stavo ancora cosi' male... Ma accettai.

La prima uscita non fu un granche', almeno per me.

Lui invece la prese molto sul serio. Mi veniva a prendere al lavoro, mi telefonava in continuazione, mi trattava come un bagaglio a mano... Aveva in programma di fare delle vacanze in Croazia? Mi diceva:"Ti porto." Voleva fare una gita? "Ti porto".
Voleva andare a fare spese? "Ti porto!"


Finalmente parti' per la Sardegna! Fisicamente era lontano, ma non mancava di telefonarmi per descrivermi i meravigliosi tramonti che vedeva.

Al suo ritorno penso' bene di telefonarmi sul posto di lavoro (cosa che gli avevo proibita). Mi saltarono i nervi e gli feci una sfuriata al telefono, 10 minuti di urla e insulti. Alla fine lui mi disse:"A parte questo?"

10 agosto 2006

L'indeciso


Ci siamo conosciuti sui banchi dell'Universita'. Ci siamo frequentati per anni, ho conosciuto le sue ex, ho "subito" i suoi apprezzamenti sul mio seno e anche qualche carezza un po' maliziosa.
Una sera, mentre passeggiavamo chiacchierando si fermo', mi guardo' negli occhi e mi diede un bacio. Seguirono degli sms scottanti (li conservo ancora), degli incontri furtivi (le varie spasimanti non dovevano saperlo, ne andava della nostra salute), dei lunghissimi baci e... dei lunghissimi baci e... dei lunghissimi baci.
Dai, era chiaro che qualcosa non funzionava, ma cosa?
Lo scoprii in una delle nostre passeggiate romantiche. Imbarazzato mi disse:"Sai, grazie a te ho scoperto la mia vera natura (????). Sono gay. Prima di stare con te avevo dei dubbi, mi sentivo attratto anche dagli uomini, ma non mi era chiaro. Tu sei cosi' femminile che mi sono detto: Se funziona con lei vuol dire che non sono omosessuale."

...evidentemente non ha funzionato.

Complimenti 1

Un mio amico ventiduenne, nel maldestro tentativo di farmi un complimento:

"Sai, tu sei proprio un tipo giovanile!!!"





Veramente ho solo 36 anni...

03 agosto 2006

Il tatuato


Molto tempo fa sono stata corteggiata da un ragazzo non particolarmente strano, anzi aveva l'aspetto del bravo ragazzo.
Una sera, per cercare di impressionarmi, mi racconto' di quando decise di farsi un tatuaggio.
Aveva deciso il soggetto: era del segno dello scorpione, la scelta era obbligata (dalla sua scarsa fantasia). Ma non aveva deciso dove farselo.
Delego' quindi la tatuatrice che lo fece spogliare completamente e, dopo averlo ammirato a lungo decise di fagli il tatuaggio... sotto la pianta del piede!!!

31 luglio 2006

Il disobbediente

Quando le apparenze ingannano...


Lo conobbi all'uscita dal cinema, era con un collega. Eravamo andati a vedere Bread and Roses di Ken Loach e gia' questo era indizio di un certo comune modo di pensare. Decidemmo di andare a prendere una birra. La serata passo' piacevolmente, il nuovo conosciuto si rivelo' pieno di interessi, brillante e simpatico tanto che decisi di darli il mio numero di telefono e di rivederlo al piu' presto. I primi contatti telefonici mi avevano gia' insospettito: parlava del nome che avremmo dato al nostro figlio maschio, nome che manco mi piaceva! Beh, prendendolo per un burlone non ci badai piu' di tanto e ho accettai l'invito. Il gentiluomo si offri' di venirmi a prendere. Cautamente gli diedi appuntamento non proprio sotto casa... E venne il giorno fatidico, la natura mi lancio' dei segnali (pioveva a dirotto, lampi e tuoni si scatenavano sopra la mia testa), ma li ignorai. Squillo' il telefono al mio: "Pronto?", la risposta fu: "Sono arrivato in questo cazzo di paese di merda!" (tradotto dal dialetto veneto che suonava piu' o meno cosi: (So' riva' so 'sto casso de paese de merda).
Guardai mia madre implorante ma non trovai il supporto che cercavo, mi disse che era troppo tardi e che dovevo farmi coraggio e affrontare la situazione.
Uscii...
All'appuntamento lui si presento con un regalo, tiro' fuori un pacchetto con la forma di un lungo e sottile cono. Poteva sembrare un fiore! Ah, ah, ingenua! Si trattava di un picchio di legno con una piuma colorata in testa che, grazie ad una molla, scendeva lungo un filo di ferro becchettandolo. Romantico no?
Erano le 18.30 e lui non aveva idea di dove andare. Ci rifugiammo in una pizzeria a pochi kilometri da casa mia.
Ore 19.00. Lui, io e il cameriere.
Inizio' immediatamente a parlare e mi racconto' di quanto fosse difficile la vita, di quanto lui si sentisse estraneo a questo mondo, di come non rieuscisse a sostenere i ritmi odierni... la frase precisa fu (sempre tradotto dal dialetto veneto): "Il mondo e' a 25 e io sono fermo a 5". Poi ha iniziato una lunga e dettagliata descrizione delle cariche della polizia durante le manifestazioni dei no-global, insistendo, cercando di convincermi sulla soddisfazione provata
mentre si ricevono delle mangannelate. Per concludere mi ha invitato al G8 che si sarebbe tenuto da li' a poco a Genova.
Ero cosi' interessata che mi sono fumata quasi un pacchetto di sigarette.
Alle 20.00 avevavo gia' bevuto caffe' e amaro... E la serata era ancora lunga...
Abbiamo preso la macchina e dove poteva portarmi un no-global??? Al Warner Village!!! E si e'
bevuto anche una CocaCola!!! Ho abbassato gli occhi e ho visto che ai piedi portava delle Nike!!! Non male per un no-global...
Ore 22.30 non avevamo piu' niente da dirci (o meglio LUI aveva finito di sfogare su di me tutte le sue depressioni). Mi riporta alla macchina, un goffo tentativo di bacio (da parte sua),
un'abile scarto (da parte mia), la solita scusa (sono stanca, vorrei tornare a casa...) e... anche questa e' fatta!

C'e' stato un piccolo strascico di sms che trasudavano affetto nei miei confronti, che sottolineavano la sua immensa sensibilita in contrasto con la mia ruvidezza,ma per fortuna e' durato poco.

27 luglio 2006

Il pasticcere pasticcione


Il pasticcere e' forse il soggetto che ha piu' stuzzicato la mia vanita'.
Giugno 2001, l'anno della mia laurea. E l'anno della laurea della mia (ex) amica C. che, per festeggiare, organizzo' una festa a casa sua. Tutta eccitata ci informo' che avrebbe invitato il pasticcere del suo paese, un ragazzotto molto carino che la faceva fremere di desiderio. Il racconto di cotanta prestanza scateno' l'istinto predatorio di un'altra nosta (ex) amica: D.
Arrivo' il giorno della festa e finalmente comparve questo adone.
In effetti il ragazzo aveva proprio un bel fisico! D. dopo qualche bicchiere diede perse ogni inibizione dando sfogo alla sua opera di seduzione un po'
Dopo qualche giorno C. venne da me per parlare dei suoi problemi con D. Ad un certo punto C. ricevette una telefonata dal pasticcere che insistette per venire fino a casa mia.
Passammo il pomeriggio sui Colli Euganei tutti insieme appassionatamente.
Vestiti i panni di Cupido cercavo di creare piu' occasioni possibili per avvicinare C. al pasticcere (continuo a chiamarlo cosi' perche' ne ho dimenticato il nome), ma lui invece si avvicinava a me...
Non sapevo piu' cosa fare: lui piaceva a ben 2 delle mie amiche, quindi era un intoccabile!
A fine serata, con una scusa, lascio' rincasare C. e... mi bacio'!!!
Come dice il proverbio: tra i due litiganti...
Iniziarono cosi' i nostri incontri segreti, cercando di non farci scoprire dalle 2 pretendenti. Da subito capii che non avevamo molti argomenti in comune, speravo almeno in un po' di sano sesso. Macche'... Mentre percorravamo le buie strade dei Colli piene di anfratti invitanti e niente. Per una, due volte... alla terza, sotto casa mia, con i miei genitori a pochi metri, illuminata a giorno dai fari della villa del vicino arriva la tanto agognata proposta: "Andiamo sul sedile dietro???"
O era un esibizionista, o era proprio stupido. In entranbi i casi non faceva per me.
Eliminato!

21 luglio 2006

L'intollerante

L'intollerante inizia la galleria di tipi "strani" che ho attirato e che, ahime', ho frequentato per brevi periodi.

Lo conobbi al bar dove lavoravo. Era un amico di una mia collega. Biondo, capello lungo, non particolarmente bello, poteva sembrare anche simpatico. Mi ha corteggiato per un po' e mi ha chiesto di uscire. Anzi si e' autoinvitato: aveva deciso di uscire con me quella sera ma io avevo gia' un impegno con dei miei amici e cosi' si e' aggregato alla comitiva.
Non e' stata una serata da ricordare, per lui! Siamo andati al cinema, il film Baby of Macoon non e' stato di suo gradimento...ho temuto per la mia incolumita'! Ma come dargli torto: non e' un film per tutti!
Nonostante tutto ci ha riprovato. E io, ammorbita dai sensi di colpa, ho accettato l'invito. ho scelto io il posto, un locale "alternativo" dove servivano dell'ottimo fragolino e che frequentavo spesso con i miei amici "alternativi". Inutile dire che non ha apprezzato... Ad un certo punto, mentre stavamo "ambilmente" conversando e' entrato un ragazzo senegalese con il suo carico di accendini e cianfrusaglia varia. Il proprietario del locale, che lo conosceva bene, l'ha lasciato fare. Il mio (non ce la faccio a definirlo amico, non ce la faccio) ha reagito violentemente allontanandolo sgarbatamente. La mia reazione e' stata altrettanto violenta: gli ho mollato un calcio sotto il tavolo.
Nonostante questo L'intollerante ha continuato nella sua opera di seduzione (quando si ha fascino...).
Qualche giorno dopo si e' autoinvitato (il lupo perde il pelo...) ad una gita a Mantova che avevo organizzato con una mia compagna di universita'. Gia' all'inizio la giornata si presentava pesante: un disguido con gli orari del treno l'aveva fatto andare via di testa.
Quando poi ho notato il suo abbigliamento ho capito che tra me e lui non poteva esserci proprio nulla. Aveva adottato uno stile marinaresco: pantalone largo bianco, maglione di cotone blu e, cigliegina sulla torta, dei calzini verde oliva!!! Particolare insignificante per le piu', ma io avevo avuto un fidanzato con una passione maniacale per i calzini in filo di scozia e perfettamente intonati all'abbigliamento, e la sua mania era diventata la mia.
La giornata e' proseguita fra le tensioni.
Al ritorno ho deciso che non poteva esserci un seguito. Scesa la mia amica a Vicenza ho aproffittato del tempo che rimaneva fino a Padova per fargli un bel discorsetto.
Coperta da degli enormi occhiali neri ho iniziato a parlargli delle affinita' elettive, delle sensazioni che si provano a livello epidermico, del fatto che queste provavano che eravamo incompatibili... Non credo che lui abbia capito granche', lo sconosciuto che sedeva di fronte a me pero' si e' divertito tantissimo!
Non avra' capito molto, ma me lo sono tolto dai piedi!
Missione compiuta.