23 aprile 2011

Le parole che non ho più detto: ciapìn

CIAPIN: presina. Ciapìn deriva dal verbo CIAPARE cioè prendere.
In un epoca di forni a microonde, di pasti precotti, di manici di plastica, il ciapìn ha perso la sua funzione primaria, quella di ciapare i manici roventi delle pentole, per acquistarne una puramente estetica di semplice accessorio della parure composta da asciugapiatti e guanto da forno.
Le mamme moderne appendono il ciapìn ad un gancio e lì lo dimenticano. Non evocano pìù il suo nome privano i ragazzini di un gustoso divertimento: far ripetere la parola in continuazione e velocemente ai bambini  più ingenui. Gioco che nei più piccoli provoca rossori di vergogna e fughe di imabrazzo.

4 commenti:

Sergio ha detto...

vendo ancora un sacco di sbiego io per fare ciapìni :-)

calendula ha detto...

ho ripetuto velocemente la parola ciapin velocemente molte vole, ( la mia età mentale è di 8 anni) viene fuori pincia... cosa vuol dire??

calendula ha detto...

l'italiano è un optional... va be sono stanca...

Pimpirulin ha detto...

calendula, pinciare in dialetto veneto vuol dire scopare. Per i bambini della mia generazione era una parolaccia e quindi era proibita. E questo era un giochino dei "grandi" per mettere in imbarazzo i più piccoli.