Siamo alla continua ricerca della nostra mezza mela. La mia se la deve essere mangiata qualcuno. (mi ero sbagliata)
13 settembre 2012
Scherzi della natura
Tra i miei tanti vasi ce ne è uno che contiene un evonimo. È uno dei miei preferiti: una pianta rubata in un campo che curo da molti anni e che fa dei fruttini deliziosi (esteticamente parlando).
Un paio d'anni fa in quel vaso è spuntato un germoglio, la prima fogliolina aveva in testa il cappellino del prete (cappello del prete è il nome volgare dell'evonimo per forma caratteristica dei suoi frutti).
Ho subito pensato che la mia amata pianta avesse avuto un figlio.
Il germoglio è cresciuto bello rigoglioso, le foglie erano diverse da quelle della madre, ma a volte succede che la piantina giovane abbia le foglie diverse da quelle che la rivestiranno da adulta.
L'anno scorso le ho regalato un vaso tutto suo perché potesse sviluppare le sue radici e i suoi rami. La piantina ha gradito ed è cresciuta, si è allungata e ingrossata e solo allora ho scoperto che non era un evonimo, ma una vite!
Sorrido all'idea che quel germoglio mi abbia presa in giro, per un anno intero.
Amicizia
Secondo un recente studio condotto dai Migliori Luoghi Comuni, l'amicizia tra un uomo e una donna non esiste, l'amicizia tra donne non esiste, tra gli uomini c'è cameratismo.
Nonostante indichi un concetto sulla cui esistenza si nutrono forti dubbi, la parola amicizia è sulla bocca di tutti, come dio.
11 settembre 2012
Racconto eziologico
Mio padre desiderava ardentemente una femmina. Non aveva nemmeno preso in considerazione la probabilità di avere un maschio.
Quando mia madre gli annunciò di essere incinta lui sentenziò: è una femmina.
Le donne del paese vaticinavano controllando dimensione e forma della pancia, colore della pelle del viso, caratteristiche della camminata ed erano tutte concordi: è un maschio.
Mio padre, fermo sulla sua posizione, cominciò a scommettere. E vinse.
Nacqui io, la femmina tanto desiderata.
Mi vestirono di rosa, con pizzi e fiorellini. Mi comprarono bambole e peluche.
Ad un certo punto, non ricordo quando, arrivarono il traforo, il martello, il trapano. Mio padre mi insegnò a piantare i chiodi, a tagliare il compensato, a fare i buchi sul muro e piantare i tasselli, mi insegnò ad aggiustare le spine e le prese della corrente. Quando mi regalò il motorino mi insegnò a pulire e a cambiare la candela, prima ancora di avere una macchina sapevo cambiare una ruota.
Se sono così c'è un perché.
Quando mia madre gli annunciò di essere incinta lui sentenziò: è una femmina.
Le donne del paese vaticinavano controllando dimensione e forma della pancia, colore della pelle del viso, caratteristiche della camminata ed erano tutte concordi: è un maschio.
Mio padre, fermo sulla sua posizione, cominciò a scommettere. E vinse.
Nacqui io, la femmina tanto desiderata.
Mi vestirono di rosa, con pizzi e fiorellini. Mi comprarono bambole e peluche.
Ad un certo punto, non ricordo quando, arrivarono il traforo, il martello, il trapano. Mio padre mi insegnò a piantare i chiodi, a tagliare il compensato, a fare i buchi sul muro e piantare i tasselli, mi insegnò ad aggiustare le spine e le prese della corrente. Quando mi regalò il motorino mi insegnò a pulire e a cambiare la candela, prima ancora di avere una macchina sapevo cambiare una ruota.
Se sono così c'è un perché.
10 settembre 2012
Ho passeggiato con il naso
olea fragrans - frangipane - olea - fico - resina - terra secca - olea - erba appena tagliata - frangipane - frangipane - mais maturo - acqua di falda - mucca - fico - olea.
Guardatevi le spalle
Sfogliamo una rivista di moda e ci incantiamo davanti alle foto di abiti da sogno. Le modelle sono tutte riprese di fronte, al massimo di trequarti e noi donne, abituate a quel tipo di immagine, la riproponiamo quando entriamo in un camerino.
Entriamo, indossiamo il nostro capo del desiderio, lo lisciamo sul davanti, ci giriamo leggermente a destra, un pochetto a sinistra, un'altra lisciatina e... perfetto!
E no! ERRORE!
Perché quel vestitino che mette in risalto il decolleté può ingigantire quel leggero sbuffo sotto la chiappa.
Quei pantaloni che fasciano divinamente il fianco possono schiacciare il culo facendolo sembrare un'asse da stiro.
Sarebbe auspicabile che i camerini avessero due specchi, uno di fronte all'altro, non è mai così. Allora improvvisiamoci contorsioniste, giriamo il collo come civette e cerchiamo di vedere come si presenta il nostro dietro. Se ci facciamo accompagnare scegliamo l'amica più spietata, sincera, e fidiamoci dei suoi occhi.
Ricordiamoci che andiamo sì incontro alla gente con il nostro davanti, ma ci sarà sempre qualcuno alle nostre spalle e che l'occhio maschile cade, volente o nolente, sul nostro fondoschiena.
Entriamo, indossiamo il nostro capo del desiderio, lo lisciamo sul davanti, ci giriamo leggermente a destra, un pochetto a sinistra, un'altra lisciatina e... perfetto!
E no! ERRORE!
Perché quel vestitino che mette in risalto il decolleté può ingigantire quel leggero sbuffo sotto la chiappa.
Quei pantaloni che fasciano divinamente il fianco possono schiacciare il culo facendolo sembrare un'asse da stiro.
Sarebbe auspicabile che i camerini avessero due specchi, uno di fronte all'altro, non è mai così. Allora improvvisiamoci contorsioniste, giriamo il collo come civette e cerchiamo di vedere come si presenta il nostro dietro. Se ci facciamo accompagnare scegliamo l'amica più spietata, sincera, e fidiamoci dei suoi occhi.
Ricordiamoci che andiamo sì incontro alla gente con il nostro davanti, ma ci sarà sempre qualcuno alle nostre spalle e che l'occhio maschile cade, volente o nolente, sul nostro fondoschiena.
06 settembre 2012
L'eleganza della moeca
La moeca è un granchietto, assume questo nome durante la fase della muta quando perde il carapace e si presenta tenera e molle. Quando si trova in questo stato è molto apprezzata nella cucina veneziana.
La moeca è un po' una metafora dell'essere umano: come lei muta due volte all'anno può capitare che c si trovi a cambiare pelle un paio di volte nella vita, almeno.
A causa di una proprensione, di interventi esterni, di congiunzioni astrali, dei casi della vita, ad un tratto l'essere umano abbandona, più o meno velocemente, il proprio guscio costruito diligentemente nell'arco degli anni.
Si ritrova così tenero, morbido, vulnerabile, esposto.
La sensazione è strana, a volte piacevole, a volte spaventosa.
Se ne accorge il soggetto, se ne accorge chi gli sta intorno. Qualche piccola cosa cambia, qualcosa rimane immutato.
La moeca-essere umano, sa di non avere più la corazza, quell'arma di difesa e di protezione tanto amata, sa che un soffio di vento, un granello di sabbia, un'onda del mare le provoca un sussulto. Sa anche che deve stare attenta a non farsi schiacciare per sbaglio o, peggio ancora, farsi catturare da un gourmet veneto e fare così una brutta fine.
(e sì, questo post è molto autobiografico)
La moeca è un po' una metafora dell'essere umano: come lei muta due volte all'anno può capitare che c si trovi a cambiare pelle un paio di volte nella vita, almeno.
A causa di una proprensione, di interventi esterni, di congiunzioni astrali, dei casi della vita, ad un tratto l'essere umano abbandona, più o meno velocemente, il proprio guscio costruito diligentemente nell'arco degli anni.
Si ritrova così tenero, morbido, vulnerabile, esposto.
La sensazione è strana, a volte piacevole, a volte spaventosa.
Se ne accorge il soggetto, se ne accorge chi gli sta intorno. Qualche piccola cosa cambia, qualcosa rimane immutato.
La moeca-essere umano, sa di non avere più la corazza, quell'arma di difesa e di protezione tanto amata, sa che un soffio di vento, un granello di sabbia, un'onda del mare le provoca un sussulto. Sa anche che deve stare attenta a non farsi schiacciare per sbaglio o, peggio ancora, farsi catturare da un gourmet veneto e fare così una brutta fine.
(e sì, questo post è molto autobiografico)
04 settembre 2012
Se poi ti lecchi anche le dita...
È il volantino pubblicitario di una palestra.
Evidentemente non sono più sufficienti le promesse di un corpo da modella, di addominali scolpiti, di glutei come il marmo.
Evidentemente non sono più sufficienti le promesse di un corpo da modella, di addominali scolpiti, di glutei come il marmo.
28 agosto 2012
Il capo ha sempre ragione
Capo: "Allora, hai finito quel lavoro?"
Pimpi: "No, guarda, la settimana scorsa ha fatto così caldo che non riuscivo a concentrarmi. Poi ferragosto... Pensa che ferragosto l'hanno inventato i romani con lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti. Vedi, i romani soffrivano il caldo anche loro e non avevano le temperature che abbiamo noi adesso."
Capo: "I romani però non avevano l'aria condizionata"
Pimpi: "No, guarda, la settimana scorsa ha fatto così caldo che non riuscivo a concentrarmi. Poi ferragosto... Pensa che ferragosto l'hanno inventato i romani con lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti. Vedi, i romani soffrivano il caldo anche loro e non avevano le temperature che abbiamo noi adesso."
Capo: "I romani però non avevano l'aria condizionata"
23 agosto 2012
Zitella
zitella
[zi-tèl-la] s.f.
- • Donna matura nubile: rimanere z.n; in senso scherz. o spreg., donna dal carattere acido e irritabile: sei una vecchia zitella!Recita il dizionario.Non l'ho mai sentito utilizzare se non in tono spregiativo.Il termine zitella si carica immancabilmente di significati negativi legati non solo al carattere, ma anche all'aspetto fisico.La letteratura dei secoli scorsi ha descritto le zitelle come esseri scialbi, poco intelligenti, vestite di scuro e non alla moda. Piccoli topini grigi che squittiscono appena, incapaci di rapportarsi con il mondo, sempre un po' arretrate rispetto agli altri.Ma si sa, a parte qualche raro esempio, la letteratura dei secoli scorsi è stata scritta dagli uomini.Le zitelle che ho conosciuto personalmente, signorine dell'età di mia nonna, erano molto diverse.Donne colte, indipendenti sia economicamente (diverse maestre), sia psicologicamente.Donne forti, coraggiose, capaci di difendere le proprie scelte, di combattere per un amore contrastato. Donne "diverse", "eccentriche", libere.Donne che hanno cresciuto da sole il frutto del loro peccato. Tutte donne che avevano qualcosa da raccontare, qualcosa da insegnare.Donne con una scintilla negli occhi.Ripensando al loro mi vien da dire che la zitella non è una donna che nessun uomo ha voluto, ma una donna che nessun uomo ha saputo tenere.
18 agosto 2012
False aspettative
Gli uomini, quando sono giovani, tendono a esagerare le dimensioni del loro amichetto. Usano accrescitivi, disegnano falli enormi, si vantano di misure da record creando delusione al momento della verità.
I quarantenni, invece, tendono a sminuirlo usando diminutivi, svilendo le prestazioni contando sull'effetto sorpresa, al momento della verità.
14 agosto 2012
Sviluppo socio-tecnologico delle relazioni
Relazione epistolare: lunga sequenza di parole vergate di proprio pugno su carta più o meno pregiata e più o meno profumata. Caratterizzata da tempi dilatati e dalla trepida attesa di una risposta.
Relazione telefonica: lunga sequenza di parole pronunciate ad una cornetta che grazie ad un filo di rame vengono consegnate in tempo reale alla persona amata. Relazione molto costosa se non si è titolari di una tariffa conveniente.
Relazione via sms: breve sequenza di parole concentrata in 160 caratteri. Caratterizzata da abbreviazioni spesso ardite. La frequenza degli sms aumenta in presenza di offerte promozionali. Solo per adolescenti e per solutori più che abili.
Relazione via emoticons: ... :-)
Relazione telefonica: lunga sequenza di parole pronunciate ad una cornetta che grazie ad un filo di rame vengono consegnate in tempo reale alla persona amata. Relazione molto costosa se non si è titolari di una tariffa conveniente.
Relazione via sms: breve sequenza di parole concentrata in 160 caratteri. Caratterizzata da abbreviazioni spesso ardite. La frequenza degli sms aumenta in presenza di offerte promozionali. Solo per adolescenti e per solutori più che abili.
Relazione via emoticons: ... :-)
12 agosto 2012
Senza di te
Da sola non ce la faccio.
Senza di te non ce la faccio.
Ho bisogno di te, della tua presenza, del tuo corpo, della tua voce.
Ho bisogno di sentirti qui, accanto a me.
Ho bisogno del tuo aiuto.
Litiga con me, urlami addosso, trattami male, insultami, ignorami, umiliami, voltami le spalle, trascurami, dammi un pretesto per mandarti affanculo.
Senza di te non ce la faccio.
Ho bisogno di te, della tua presenza, del tuo corpo, della tua voce.
Ho bisogno di sentirti qui, accanto a me.
Ho bisogno del tuo aiuto.
Litiga con me, urlami addosso, trattami male, insultami, ignorami, umiliami, voltami le spalle, trascurami, dammi un pretesto per mandarti affanculo.
10 agosto 2012
Esse
Esse è nata poco più di 50 anni fa, aiutata da un forcipe maldestro che le ha lasciato dei segni indelebili.
Esse non era come tutti gli altri bambini. I genitori disperati le tentarono tutte, alla fine fecero un voto a Sant'Antonio e la vestirono per anni con un piccolo saio.
Adolescente non riusciva a tenere a bada la sua sessualità animalesca e il padre era costretto tutte le sere ad andarsela a riprendere dietro il cimitero, strappandola dalle braccia di uomini sempre diversi. Nemmeno le botte riuscivano a frenare la sua profonda voglia di sesso.
Esse in paese era considerata una matta e una poco di buono.
Le trovarono un marito, non tanto a posto nemmeno lui. Nacquero tre figli che per anni hanno vissuto tra gli stenti e le intemperanze dei genitori.
Tra le botte, le fughe, le brevi riconciliazioni il matrimonio andò avanti diversi anni, finché Esse, aiutata dalla sua famiglia, divorziò.
Esse ha vagato un po' poi è ritornata in paese, sempre più matta, ma non scema. La conosco da sempre, ci ho parlato spesso insieme e in mezzo alla sua follia si annida un pensiero pratico e concreto.
Il tempo e la poca cura hanno lasciato segni profondi sul suo fisico, il viso brutto il corpo sfatto. Assomiglia ad una scimmietta vestita, male, da essere umano.
Esse esercita la professione più antica del mondo, con il suo lavoro tira avanti la famiglia.
Una sola cosa mi lascia allibita: come cazzo fanno anche a pagarla!
Esse non era come tutti gli altri bambini. I genitori disperati le tentarono tutte, alla fine fecero un voto a Sant'Antonio e la vestirono per anni con un piccolo saio.
Adolescente non riusciva a tenere a bada la sua sessualità animalesca e il padre era costretto tutte le sere ad andarsela a riprendere dietro il cimitero, strappandola dalle braccia di uomini sempre diversi. Nemmeno le botte riuscivano a frenare la sua profonda voglia di sesso.
Esse in paese era considerata una matta e una poco di buono.
Le trovarono un marito, non tanto a posto nemmeno lui. Nacquero tre figli che per anni hanno vissuto tra gli stenti e le intemperanze dei genitori.
Tra le botte, le fughe, le brevi riconciliazioni il matrimonio andò avanti diversi anni, finché Esse, aiutata dalla sua famiglia, divorziò.
Esse ha vagato un po' poi è ritornata in paese, sempre più matta, ma non scema. La conosco da sempre, ci ho parlato spesso insieme e in mezzo alla sua follia si annida un pensiero pratico e concreto.
Il tempo e la poca cura hanno lasciato segni profondi sul suo fisico, il viso brutto il corpo sfatto. Assomiglia ad una scimmietta vestita, male, da essere umano.
Esse esercita la professione più antica del mondo, con il suo lavoro tira avanti la famiglia.
Una sola cosa mi lascia allibita: come cazzo fanno anche a pagarla!
09 agosto 2012
Crescere
Solo i bambini possono permettersi di "fare gli scherzi" per attirare l'attenzione degli adulti.
L'adulto deve trovare la forza di urlare "ho bisogno di te" e la pazienza di attendere che gli adulti possano dedicargli l'attenzione di cui ha bisogno.
L'adulto deve trovare la forza di urlare "ho bisogno di te" e la pazienza di attendere che gli adulti possano dedicargli l'attenzione di cui ha bisogno.
05 agosto 2012
Almeno l'ultima sigaretta
"Lo sai che anche Luisa si è fidanzata? Ormai anche lei l'avevamo data per spacciata, erano anni che non aveva una storia, aveva detto di avere chiuso con gli uomini... e invece! Sono innamoratissimi, secondo me entro un anno si sposano. Eh, sì, anche la nostra Luisa! Chi l'avrebbe mai detto! E poi lei è la prova vivente che non è necessario essere belle per trovare un uomo, la bellezza fisica non conta. L'importante è essere simpatiche, solari, allegre, avere un bel modo di rapportarsi con gli altri. Devi essere brava a fare conversazione, ironica, divertente..."
No, la benda non la voglio, voglio guardanti in faccia mente spari il colpo letale.
No, la benda non la voglio, voglio guardanti in faccia mente spari il colpo letale.
01 agosto 2012
Lo zen, il metano e l'arte del rifornimento
Un paio d'anni fa sono stata costretta a cambiare macchina. La mia amata compagna per quasi vent'anni era considerata troppo inquinante, i blocchi del traffico mi impedivano di recarmi al lavoro, i mezzi pubblici erano impraticabili.
Così ho comprato un'auto a metano. Non sapevo quanto mia vita sarebbe cambiata.
Innanzitutto il rifornimento va programmato. Non puoi più rimandare, decidere di farlo dopo quando esco a cena, massì domenica mattina andando alla messa. No. Perché per fare metano serve l'omino e l'omino ha degli orari di lavoro.Quindi la prima cosa da fare è localizzare i distributori e memorizzare gli orari di apertura.
Quando si arriva al distributore, poi, bisogna avere pazienza. Le pompe in genere sono poche, gli omini ancora meno. E il metano esce dal tubo con una velocità nettamente inferiore a quella della benzina, per non parlare di quelle volte che la pressione è insufficiente. Allora nel bel mezzo del rifornimento l'erogazione si blocca e tu non puoi far altro che attendere che la pressione aumenti e che il prezioso gas riprenda a fluire nella vena.
Pazienza, ci vuole pazienza, non bisogna avere fretta. Così, mentre aspetti fuori dalla macchina (bisognerebbe sempre allontanarsi dalla macchina), scambi due chiacchiere con l'omino, o con il vicino, accenni un sorriso, saluti chi arriva o se ne va.
Al distributore di metano capita spesso di essere in coda, anche se c'è una pompa libera, perché non puoi arrangiarti, devi aspettare l'omino. Ma al distributore di metano nessuno ha fretta e tutti stanno diligentemente in fila aspettando il proprio turno. Solo una volta mi è capitato di vedere uno che saltava la fila. Lo stupore generale è stato tale che nessuno ha aperto bocca. Meglio, siamo rimasti tutti a bocca aperta senza riuscire a spiaccicare parola.
Altra differenza notevole sono i soldi. Far benzina ti abitua a ragionare a multipli di 10. Il metano ti fa riprendere confidenza con gli spiccioli. Perché il conto di un pieno non è mai un conto tondo.
Ricordo ancora il mio primo pieno: 7,47 euro. Ho guardato stranita l'omino, la colonna, l'omino e ho ravanato nel portafogli per trovare le monetine.
Poi me ne sono andata con un ghigno di soddisfazione guardando, sfacciata, glia automobilisti vittime del sistema decimale.
Così ho comprato un'auto a metano. Non sapevo quanto mia vita sarebbe cambiata.
Innanzitutto il rifornimento va programmato. Non puoi più rimandare, decidere di farlo dopo quando esco a cena, massì domenica mattina andando alla messa. No. Perché per fare metano serve l'omino e l'omino ha degli orari di lavoro.Quindi la prima cosa da fare è localizzare i distributori e memorizzare gli orari di apertura.
Quando si arriva al distributore, poi, bisogna avere pazienza. Le pompe in genere sono poche, gli omini ancora meno. E il metano esce dal tubo con una velocità nettamente inferiore a quella della benzina, per non parlare di quelle volte che la pressione è insufficiente. Allora nel bel mezzo del rifornimento l'erogazione si blocca e tu non puoi far altro che attendere che la pressione aumenti e che il prezioso gas riprenda a fluire nella vena.
Pazienza, ci vuole pazienza, non bisogna avere fretta. Così, mentre aspetti fuori dalla macchina (bisognerebbe sempre allontanarsi dalla macchina), scambi due chiacchiere con l'omino, o con il vicino, accenni un sorriso, saluti chi arriva o se ne va.
Al distributore di metano capita spesso di essere in coda, anche se c'è una pompa libera, perché non puoi arrangiarti, devi aspettare l'omino. Ma al distributore di metano nessuno ha fretta e tutti stanno diligentemente in fila aspettando il proprio turno. Solo una volta mi è capitato di vedere uno che saltava la fila. Lo stupore generale è stato tale che nessuno ha aperto bocca. Meglio, siamo rimasti tutti a bocca aperta senza riuscire a spiaccicare parola.
Altra differenza notevole sono i soldi. Far benzina ti abitua a ragionare a multipli di 10. Il metano ti fa riprendere confidenza con gli spiccioli. Perché il conto di un pieno non è mai un conto tondo.
Ricordo ancora il mio primo pieno: 7,47 euro. Ho guardato stranita l'omino, la colonna, l'omino e ho ravanato nel portafogli per trovare le monetine.
Poi me ne sono andata con un ghigno di soddisfazione guardando, sfacciata, glia automobilisti vittime del sistema decimale.
29 luglio 2012
Illusioni
C'è questa frase che gira da giorni nei vari tumblr:
"Ci sono uomini che fanno una fatica immensa ad amare. Non sanno da dove iniziare e se si imbattono in qualcosa di grande, difficilmente lo sanno gestire. Quando te li trovi di fronte, non illuderti mai di poterli cambiare. Con te conosceranno il senso più profondo dell’amore, ma non saranno mai abbastanza coraggiosi da restare." Il successo credo sia dovuto al fatto che ogni donna riconosce una sua storia d'amore passata e si si illude di essere stata "qualcosa di grande".
S. SANTORELLI
Il successo credo sia dovuto al fatto che ogni donna vi riconosce una sua storia d'amore passata e si si illude di essere stata quel "qualcosa di grande".
(io no)
26 luglio 2012
Ciclicamente
-Odio essere donna.
-Vorresti essere un uomo?
-Sì.
-Non potresti mettere il tuo vestitino vichy.
-Potrei essere una drag queen.
-Vorresti essere un uomo?
-Sì.
-Non potresti mettere il tuo vestitino vichy.
-Potrei essere una drag queen.
24 luglio 2012
Considerazioni
La vendetta è un piatto che va servito freddo.
Il rancore ti si ripresenta a lungo come la peperonata.
La peperonata fredda è buonissima.
E io non so cosa voglia dire tutto ciò.
Il rancore ti si ripresenta a lungo come la peperonata.
La peperonata fredda è buonissima.
E io non so cosa voglia dire tutto ciò.
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