25 aprile 2007

L'omo è omo

La donna, nel suo lungo e faticoso percorso verso l'emancipazione, è spesso caduta nel fatale errore di voler assomigliare a tutti i costi al suo antagonista maschile imitando, assorbendo, facendo propri anche gli atteggiamenti peggiori. Ci siamo trovati di frionte donne aggressive, a volte violente, sgraziate, muscolose, delle tristi imitazioni dell'uomo.
In tutto questo l'uomo non è stato a guardare. Per contrasto ha riscoperto il suo lato "femminile" adottando abitudini che prima erano prerogativa del mondo muliebre, con risultati altrettanto discutibili. Vediamoli nel dettaglio:
Ceretta/depilazione: Fino a pochi anni fa praticata in segreto in un bagno chiuso a chiave o nello sgabuzzino di un salone di bellezza. Luoghi inacessibili al genere maschile. E' vero che alcuni uomini sembrano avere innestato il gene dell'orso marsicano. Per loro la depilazione del torace è gradita, calorosamente consigliata quella della schiena. Cosce e polpacci lisci come il culetto di un bambino sono accettabili solo nei ciclisti professionisti. Ho visto, con orrore, delle ascelle virili perfettamente depilate!
Sopracciglia: La pratica precedentemte descritta è arrivata al suo culmine quando, non avendo più peli da strappare l'uomo si è guardato allo specchio, si è fatto la barba e ha notato che gli rimanevano due cespuglietti superstiti. Così si è accanito sulle maschie sopracciglia. Sarò strana, ma a me un uomo con le sopracciglia più sottili di Marlene Dietritch fa l'effetto del bromuro!
Profumo: Voglio il tuo profumo! cantava la Nannini. Naturalmente non si riferiva all'effluvio di caprone che emanano certi figuri. L'uomo che sa di pulito, di acqua e sapone è gradevole, il mio preferito. Con un po' di dopobarba è sopportabile, ma non deve lasciartelo addosso quando ti bacia per salutarti. Respirare per un'intera serata la fragranza di uno con cui non hai intenzione di approffondire la conoscenza in senso biblico, diventa una tortura. Ci sono poi quelli che olezzano come delle prostitute. Qualcuno glielo dovrà pur dire che il tizio della pubblicità si spruzza per mezz'ora solo perchè è pagato per farlo, che non è così che si utilizza! Anche Marilyn Monroe usava solo 2 gocce di Chanel n°5!
Mascara/smalto: A volte anche il fondotinta... Alcuni uomini non hanno capito che "essere curato" non vuol dire trasformarsi in una larva di drag queen! I più temerari osano il lucidalabbra, che sia una vendetta nei nostri confronti? Un rifarsi di anni di colletti sporchi di fondotinta, di ingestione coatta di rossetti?

15 aprile 2007

Non costa nulla



Rssegnazione

Alla fine anche mia mamma si è rassegnata alla mia condizione di zitella. L'ho notato da alcuni eloquenti segnali.
Quando avevo 15 anni i diceva: "Non avere fretta di trovare un fidanzato C'è tempo!"
Quando avevo 20 chiamò un sedicente veggente il quale le predisse che il fidanzatino che avevo sarebbe stato l'uomo della mia vita. E' durata 6 mesi.
Quando ne avevo 25 mi diceva: "Pensa a studiare (mi sono iscritta tardi all'università), a farti un futuro, se troppo giovane!". Mentre mia nonna mi istruiva: "Ricordati che da sposare non hai niente, ma neanche da sposata..."
A 30 anni è iniziata la tiritera: "Sei troppo difficile, sei troppo esigente, se vai avanti cosi, chi ti si piglia. Mi sarebbe tanto piaciuto diventare nonna, ma ormai..."
Ora che di anni ne ho quasi 37, mi guarda con gli occhi lucidi: "Non mi interessa che ti sposi, ma sarei felici se ti trovassi una compagnia" (non aggiunge per educazione "per la vecchiaia").
Il giorno di Pasqua, mentre mio cugino venticinquenne regalava un solitario alla sua fidanzatina, ha sospirato.

12 aprile 2007

Intramontabili

I primi di cui ho memoria erano color verde marcio, giallo cagarella, marrone... quel marrone, in materiale sintetico, con il bordo in rilevo e con delle righe di colore contrastante. Era la fine degli anni 70, avevano invaso le case, erano di gran moda. Non c'era bagno che non ne sfoggiasse uno.
Se non si è capito dalla foto, parlo del set di tappetini per bagno, uno rettangolare, 2 sagomati per adattarli a tazza e bidé e, per chi voleva osare di più, il fantastico copritavoletta!
Hanno superato indenni gli edonisti anni '80, i minimalisti anni '90 per approdare senza segni di stanchezza nel nuovo millennio. Si sono adattatiti al cambimento dei gusti, hanno abbandonato le striscie bicolori, si sono liberati del poco igienico copritavoletta, li ho visti in colori fluo, in sgargianti rosa e azzurro, in tenui pastello, ma sono sempre loro, un must sulle bancarelle del mercato.
La loro presenza anche nel mio condominio è stata confermata un paio di giorni fa quando, con la leggerezza di una farfalla, un tappetino sagomato, color fiordaliso, è volato nel mio giardino.
Non so se è per pudore o per vegogna che il proprietario non è ancora venuto a reclamarlo.

09 aprile 2007

L'Accademia dei fiocchi di Crusca

In un momento in cui si parla tanto dell'inarrestabile impoverimento dell'italiano leggo sull'imballaggio del Muesli Croccante Vitalis: "Da consumarsi preferibilmente entro la fine: vedi patella superiore.
Li adoro!

06 aprile 2007

Siano stramaledetti i SUV

E il senso di onnipotenza che generano nei loro proprietari.
Tempi duri per chi, come me, gira con una anziana ma arzilla vettura.
Non solo per i blocchi del traffico che ci costringono a lunghe circumnavigazioni nel periglioso mare delle tangenziali nel tentativo di scansare le colonne d'Ercole della zona a traffico limitato.
Ci si mettono anche i suvvisti che si sentono i proprietari assoluti della strada, che si piazzano in mezzo alla carreggiata zigzagando di qua e di là incuranti delle altre macchine che occupano le corsie opposte. Quello che più mi stupisce è che in una macchina tanto costosa non esistano le frecce. Non ho mai visto un SUV sfoderare una lucina intermittente, di colore arancione per segnalare la volontà di svoltare. E gli specchietti retrovisori? Finti sicuramente, come quelli della macchina di Barbie. Altrimenti non si spiegherebbero certe manovre.
Le strade cittadine sono piene di giovani auto sconsiderate, incuranti del pericolo e del codice stradale. Di tozzi marcantoni spavaldi e maleducati. Di guidatori incivili e ipodotati.
E per le vecchiette nessun rispetto.

04 aprile 2007

Pèso el tacon che'l sbrego

Letteralmente "peggio il rammendo dello strappo".
E' un detto veneto, tra i miei preferiti, che si usa quando, nel tentatico di rimediare si peggiorano le cose.
Lunedi non si è presentato il responsabile del cantiere per sotterrare il calumet della pace e propormi una soluzione alternativa al palo conficcato nel mio giardino. Alle 8 in punto è arrivato il camioncino, sono scesi gli operai, hanno scaricato un bel po' di roba e si sono messi al lavoro.
Risultato?
Ora ho una specie di Tour Eiffel davanti casa.Con tanto di lucine lampeggianti per segnalarne la presenza. Infatti l'orrenda costruzione è installata sul marciapiede, quattro metri di suolo pubblico occupato da un mastio che ha l'unica funzione di sostenere un esile filo.
E' già partita la denuncia.

01 aprile 2007

Il profumo del potere

Venerdi mattina. Mi alzo e con ancora gli occhi gonfi e una debole coscienza di me stessa, apro la finestra. Ci metto un po' a capire cosa sta succedendo: il mio vicino di casa sta compilando una constatazione amichevole con uno degli operai del cantiere di fronte. Esco per fare chiarezza.
Il filo elettrico che, sostenuto d due pali, uno dei quali fissato alla mia recinzione, è per terra. Il suddetto palo spezzato. Il filo è caduto sulla macchina del vicino strisciandola per bene. E' la seconda volta in pochi mesi. La mia già nominata vena sadica mi impone di fare una battutina al vicino.
Dopo una mezzoretta suona il campanello, è il più giovane degli operai che mi viene a chiedere di entrare per sostituire il palo rotto. Gli spiego che il permesso non l'avrà dato che nessuno si è preso la briga di chiedermi il permesso di collegarsi (il palo era già lì, ma per un altro cantiere che ha chiuso da tempo), dato che non ne posso più di vedere quel ponte volante, dato che la sicurezza che invocano tanto non è assicurata da un sistema che per ben 2 volte in pochi mesi non ha funzionato. Il ragazzo non sa che dire.
Il cantiere è in fermento, sono tutti al telefono. Mi passano il responsabile che tenta di addolcirmi, rimango ferma nella mia posizione ma mi scuce una deroga al divieto: il palo può essere cambiato, ma lunedi dovranno trovare una soluzione diversa.
Lo comunico agli operai spiegando loro che il lavoro dovrà essere fatto entro le 11, poi io uscirò e chiuderò il cancello.
Insospettita dal silenzio e dalla mancanza di movimento mi affaccio. Il cancello è chiuso, gli operai spariti, il filo striscia ancora per terra.
Alle 11 esco, la situazione non è cambiata, dal cantiere nessun movimento.
Quando torno a casa, alla sera, il palo è sparito, il filo staccato dalla centralina è arrotolato in un angolo.
Ho vinto la mia piccola battaglia! Dopo 3 anni l'odiato palo è uscito dalla mia visuale.
Confesso, un sorriso soddisfatto si è stampato sul mio volto.

28 marzo 2007

Alla faccia degli animalisti

Knut è salvo. Knut è un orso polare un po' sfortunato. Non è nato tra i candidi ghiacci artici, ma in uno zoo di Berlino. La madre, in passato aveva "lavorato" in un circo , l'ha abbandonato. L'unica possibilità di sopravvivenza affidata all'uomo. A questo punto un gruppo di sedicenti animalisti propone di sopprimere la bestiola con argomentazioni a dir poco insensate. Il contatto con l'uomo potrebbe lasciargli delle "turbe comportamentali", meglio un'iniezione mortale e ci togliamo il problema. Per fortuna il veterinario Andre' Schuelte si è sostituito alla mamma snaturata e Knut gode di ottima salute! Dopotutto Knut è destinato a vivere nelle zoo, non farà mai riorno alla terra dei suoi antenati, ch male può farli il contatto con l'uomo?
Una settimana fa sono stati liberati 600 visoni in un allevamento in provincia di Savona. In parte sono morti travolti dalle macchine, altri se non recuperati moriranno di stenti, i mustelidi che sopravviveranno, voraci carnivori, creeranno dei danni irreparabili all'equilibrio natulare del luogo.
Pare che recentemente ci sia stata un'incursione in un laboratorio per liberare gli animali sottoposti ai test, salvo poi sopprimere dei coniglietti infettati dal vaiolo che potevano essere pericolosi anche per i loro "salvatori".
E' questo l'amore per gli animali?
Con questo non volgio dire che approvo gli allevamenti di pellicce o i laboratori che fanno test sugli animali (ho un animale da pelliccia come coinquilina, Isotta, una puzzola americana; non mangio né carne né pesce da quasi 20 anni), ma che disapprovo le azioni cretine fatte da imbecilli esibizionisti. Perchè questo sono.

Ps:
Amore di mamma...

26 marzo 2007

Un'esplosione di...

Stasera mi sono beccata in sequenza due spot da brivido.
Già da qualche giorno è in onda la nuova pubblicità della Vigorsol con quel coraggioso scoiattolino che con un portentoso peto congela l'intero bosco salvandolo da un incendio. Il suo eroico gesto è stato reso possibile dall'assunzione di un freschissimo caucciù dalle proprietà ibernanti. Questa edificante visione è stata seguita da quella delle patatine Wacko's nella quale, in un perfetto stile western alla "Mezzogiorno di fuoco", una patata vestita da cow boy affronta un temibile avversario e lo stende con una rumorosa pernacchia (non ho capito se la flautolenza è insita nel suo essere patata o se è stata causata dall'aver mangiato i fatidici tuberi)
Mi è venuto il dubbio che la pubblicità i questi due prodotti sia curata dalla stessa agenzia. Per la prima ho trovato il colpevole:
Agenzia: BBH
Direzione Creativa: Nick Gill
Art Director: Verity Fenner
Copywriter: Claudia Southgate
I miei complimenti alle signore.

Continuo la ricerca, ma non riesco a trovare informazioni su chi ha ideato lo spot delle Wacko's.
Mi auguro che dei prodotti così simili siano uscita dalle stessa mente, dallo stesso gruppo di lavoro che si ispira ad un unico modello (forse uno capo afflitto da aerofagia). Ma ho paura che le mie speranze siano vane.
Forse stiamo facendo un passo avanti, dall'uso indiscriminato del sesso in pubblicità, all'uso indiscriminato del peto. Un passo in avanti o un passo all'in-didietro?

23 marzo 2007

Natura ingrata

Ho un giardino piuttosto grande. E' più grande il giardino dell'appartamento.
Consapevole ma incurante dell'impari lotta che mi aspettava, ho deciso di non usare il diserbante ma di strappare con le mani le erbacce. Non per masochismo, ma per non nuocere alle coccinelle e ai grilli che abbondano.
Lungo il perimetro ho piantato essenze diverse, scelte tra le più rustiche perchè meno soggette ai parassiti. Ho piantato delle piante che durante l'inverno, con le loro bacche, sfamano i merli (il più intraprendente è tanto grasso da sembrare un piccione travestito). Il pettirosso, quando arriva, trova la sua ciotola piena di mangime.
Le api sono le benvenute, ho lasciato che le vespe facessero il loro nido sul cancelletto d'ingresso, proprio sotto la serratura. Ho sgridato i bambini che volevano distruggerlo.
Ho lasciato crescere i papaveri, la camomilla e il tarassaco.
L'anno scorso ho seminato il prato. Non quella antipatica erbetta snob da prato all'inglese, ma 3 varietà di allegro trifoglio. Me lo sono goduto per poco, poi ha cominciato a sparire e con lui tutte le erbe.
Quale sarà stata la causa di questa desertificazione? Non l'agricoltura intensiva, non l'uso massiccio di prodotti chimici naturalmente.
Ieri, preparando la terra per una nuova semina, ho trovato il colpevole, o meglio, una moltitudine di colpevoli! A 2 cm dalla superficie del terreno stanno pigramente arrotolate su se stesse delle grasse, disgustose, ributtanti larve biancastre che si sono pappate le radici delle mie piantine.
E adesso che faccio? Vado contro i miei principi e le ammazzo innondandole di veleno? Cerco un predatore e gliele faccio mangiare tutte finchè non gli viene un'indigestione? Un terza soluzione non mi viene.
Natura ingrata...

21 marzo 2007

Il primo giorno di primavera



non so perchè ma continuo a vederci delle strane, inquietanti somiglianze...

17 marzo 2007

Gli occhi e l'anima

e
Si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima.
Me ne sono convinta quando vidi per la prima volta Gino Strada. Era in tv, lo stavano intervistando. Non riuscivo a staccarmi dai suoi occhi, raramente guardava l'intervistatore, guardava oltre insofferente come se avesse voluto essere altrove. L'espressione era quella di chi sta pensando ad altro, raccontava le attività di emergency con gli occhi fissi di chi ha davanti a sé i luoghi, le persone martoriati dalle guerre.
La quarta di copertina di Gomorra ha confermato la mia convinzione. Gli occhi di Roberto Saviano, occhi ch hanno visto troppo. C'è qualcosa di simili agli occhi di Strada.
Ho letto il libro, ogni pagina un pugno allo stomaco. Di camorra, come molti, ho solo sentito parlare al telegironale, ho letto sui giornali. Ho conosciuto alcune persone eliminate dalla mala del Brenta, anche questo letto sul quotidiano locale. Non è la stessa cosa.
Cosa cambia nell'anima di chi è cresciuto tra tanti morti ammazzati? In chi ha visto tanti corpi dilaniati, in chi ha respirato l'odore del sangue?
Difficile dirlo, ma quegli occhi testimoniano che qualcosa è cambiato.

15 marzo 2007

Oggi posso solo dire...

Siano benedetti i maitres chocolatiers della

14 marzo 2007

Coincidenze

Negli ultimi giorni, ripensando al mio passato recente, mi sono chiesta più volte se si può sentire la mancanza di qualcosa che non si è mai avuto.
Ieri sera mentre leggevo: Si disse che era una cosa ridicola. Non poteva sentire la mancanza di quello che non c'era mai stato. Eppure non poteva scrollarsi di dosso il senso di qualcosa di irrimediabilmente perduto, di terribilmente sbagliato. (Vino, patate e mele rosse, Joanne Harris. Garzanti)
Quando si dice le coincidenze...

11 marzo 2007

Noblesse... mariage

Non mi sono ancora ripresa. Ieri sono stata al matrimonio di mia cugina .
Siamo partiti da Padova alle 8.00, il matromonio era previsto per le 11.00 a Lignano Sabbiadoro.
Dopo un breve rinfresco ristoratore ci siamo recati in chiesa e sul sagrato abbiamo aspettato la sposa. Nell'attesa abbiamo cercato di scoprire chi, tra la marea di gente che ci circondava, fosse lo sposo: nessuno di noi (per noi intendo la parte padovana della famiglia) l'aveva ancora visto.
All'arrivo della sposa su una meravigliosa Mercedes d'epoca la nostra curiosità è stata soddisfatta. Dalla folla si è staccato un uomo vestito di grigio, con gli occhiali neri e i capelli impomatati, si è avvicinato lentamente alla macchina senza staccare lo sguardo dalla sposa, ha aperto la portiera, lei è scesa, lui ha fatto scorrere gli occhi sul suo corpo e con un eloquente gesto fatto con la mano destra, come se stesse suonando ilo clacson, ha esternato il suo gradimento.
Cominciamo bene!
Il matrimonio è stato celebrato da un prete paranoico che invitava in continuazione a mantenere la calma e la serietà ad una chiesa muta e composta.
Poi siamo partiti per il ristorante di proprietà della famiglia dello sposo, incastonato nella campagna friulana. Qui ci siamo resi conto che le distanze sono relative: secondo le indicazioni doveva essere a 10 km da Latisana, ne abbiamo fatti almeno 30. Inutile dire che ci siamo persi.
Tra gli antipasti e i primi gli amici più rumorosi hanno intonato un coro da stadio: O-le-lè, o-la-là. faccelo vedé, faccelo toccà! Lo sposo avvicinandosi al suo tavolo ha messo mano ai pantaloni. Pensavamo tutti ad una finta, e invece... è salito in piedi sulla sedia e si è calato le braghe mostrando a tutti il deretano. Un uomo di classe.
Come mi ero aspettata sono partiti i commenti nei confronti miei e dell'altra mia cugina e del nostro cronico stato di zitelle. A quanto pare pullulava di scapoloni sui quali hanno cercato di attirare il nostro interesse. Le nostre occhiate, li hanno fatti desistere.
Tra una portata e l'altra, tra una Macarena e un po' di revival, siamo arrivati all'immancabile trenino durato almeno un quarto d'ora.
Abbiamo atteso con impazienza la distribuzione delle bomboniere (che io non ho ricevuto per qualche oscuro motivo) come l'andate in pace alla fine della messa.
Stremati ci siamo messi sulla strada del ritorno senza che nessuno ci avesse ancora presentato lo sposo.
Segretamente ognuno di noi ha ringraziato il cielo per i quasi 200 km che ci separano.

08 marzo 2007

8 marzo- mi dissocio

In qualità di rappresentante della parte femminile del mondo oggi mi dissocio da:
  • sms di auguri
  • mail prefabbricate con frasi banali e scontate
  • deforestazione selvaggia di intere distese di mimose
  • cene per "sole donne"
  • dopocena a base di manzi unti e anabolizzati che si spogliano davanti a femmine ululanti
Oggi non festeggio anche se ne avrei tutti i motivi per farlo.
ho un lavoro che mi rende indipendente, una casa tutta mia, non ho un marito che mi picchia, non sono obbligata a nascondere il mio volto e il mio corpo, non corro il rischio di venire lapidata se ho una relazione extraconiugale, non sono stata sottoposta all'infibulazione, nessuno scieglie il marito per me, nessuno mi costringe a stare su una strada.
Sono stata fortunata.

06 marzo 2007

Mi domando

Che senso ha morire di fame per avere il fisico di una venusiana se poi c'è chi, come Dolce e Gabbana, imbottisce i vestiti e ti fa avere il culo come un pallone?

05 marzo 2007

...

...nonostante questo oggi ho le paturnie.
L'ho già detto, ho un problema con i finali, anche e soprattutto quando non si tratta di letteratura ma di vita reale.

Decoltè-terapia

Si dice che lo shopping sia un ottimo surrogato nei momenti di sconforto. Verità o semplicemente pretesto, non lo so ma funziona.
Ho deciso che per superare la cronica mancanza di affetto mi dedicherò all'acquisto di scarpe. Non scarpe normali, sarebbe un semplice acquisto privo di qualsiasi soddisfazione, ma scarpe con il tacco alto, leziose e femminili.
Mi si potrà obiettare che ho scelto un surrogato costoso.
Ci ho pensato anche io. ma mi sono fatta due conti. Se avessi un fidanzato ci sarebbero i regali di Natale, di compleanno, per le feste commandate, magari quelli per i suoceri, i fratelli, i nipotini...
Sabato ho comperato un bel paio di scarpe color panna, con un delizioso fiocchetto e un tacco alto 9 cm.
Ed è solo l'inizio!

04 marzo 2007


Qualche tempo fa la mia cara amica Mara mi ha chiesto di scrivere le recensioni sui libri che leggo. Mara è una vera amica e un po' mi sopravvaluta.
Recensione...recensione: articolo che analizza in modo critico un'opera pubblicata di recente, estens. commento critico riportato su giornali e riviste relativo a mostre, spettacoli, film e sim. (grazie Paravia).
Non ne sono capace.
Le recensioni suonano più o meno così: in Andrea Vitali – con il suo «Una finestra vistalago» (Garzanti) – si ammira anche la rara capacità polifonica di cucire la trama complessa con abili suture fatte di esitazioni, rimandi, sospensioni, atti a creare quel clima di attesa che spinge il lettore a correre sulla pagina per arrivare in fondo, preso da grande curiosità. Grazia Giordani
Tanto per citare quelle sull'ultimo libro che ho finito di leggere.
Per scrivere delle cose così bisogna avere un freddo distacco intellettuale, una solida cultura, un buon lessico, una discreta dose di faccia tosta.
Io invece con i libri ho un rapporto viscerale, ci affondo dentro, mi appassiono alle vite dei personaggi, sorrido con loro, soffro per il loro dolore, fremo nei momenti di suspense, partecipo alla loro vita.
Questo quando sono fortunata e trovo un libro che mi appassiona. Con Una finestra vistalago non è andata così.
...si ammira anche la rara capacità polifonica di cucire la trama complessa. Trama complessa? Ho avuto l'impressione di leggere gli appunti per un libro, dati alle stampe prima di essere sviluppati. I personaggi appena accennati non mi hanno coinvolto, i loro sentimenti non mi hanno colpita. La passione del dott. Tornabuoni per Grazia si ripresenta ogni tanto con la forza di un ruttino, burp, basta deglutire ed è passata fino al prossimo ruttino.
La descrizione fisica dell'ostessa vorrebbe creare un po' di suspense, in attesa che il mistero venga svelato verso la fine. Non li ho avvertini, né il mistero, né la suspance.
Insomma una delusione. un libro che non non mi ha lasciato nulla. (per fortuna avevo preso la versione super economica)
Quando ho saputo che ha vinto ben 2 Premi letterari nel 2003 non ho potuto fare a meno di ripensare al prof. Pietro Scullino e alla preparazione del permio letterario Cinque Bettole (L'intagliatore di noccioli di pesca, Nico Oreglio).
Leggendo Il petalo cremisi e il bianco mi sono immediatamente lasciata andare in balia del narratore che mi indicava dove volgere il mio sguardo. Una presenza sconosciuta, appena dietro la spalla, ma necessaria, rassicurante. Ad un certo punto non l'ho più trovata, non l'ho ancora perdonato all'autore.
Ionoltre ho un grosso problema con i finali. Spesso mi deludono, non so perchè, forse quando un libro mi appassiona le mie aspettative sono molto altre, forse vorrei che il libro non finisse mai.
Quando ho iniziato La misteriosa fiamma della regina Loana mi sono infilata tra le pagine per seguire da vicino il filo dei pensieri del protagonista. Ero entusiasta, mi piaceva l'idea di un personaggio con una menoria esclusivamente letteraria. Non riuscivo a staccarmi, dovevo arrivare alla fine. A notte fonda , arrivata alla fine, ho lanciato il libro: che rabbia, il finale non era all'altezza del libro!
Con queste premesse non posso certo scrivere qualcosa che abbia anche solo la parvenza della recensione.
(Per Mara, sto pensando a come esaudire la tua richiesta)
**mi hanno segnalato degli errori di ortografia, accuso il colpo, correggo, ma non cambio idea.

01 marzo 2007

Stop the outing

Leggendo qua e vengo a scoprire che anche quel bell'uomo di Andrea Occhipinti ha fatto outing rivelando al mondo intero di essere gay. Pratica sempre più diffusa tra gli uomini dello spettacolo. Già molti prima di lui.
Perchè mi chiedo.
Non è già difficile la vita là fuori? Non è già difficile scontrarsi con la dura realtà, perchè toglierci anche i sogni?
(non mi riferisco a Occhipinti che da tempo non mi fa più sospirare, ma quache delusione l'ho provata anche io...)

28 febbraio 2007

Scegliere oggi per pensare la domani

Non ho ancora digerito del tutto l'idea di avere fatto una scelta a lungo termine, una scelta che lega la mia vita alla mia banca per i prossimi 17 anni (meglio di matrimonio), che mi ritrovo obbligata a prendere un'altra decisione che portrà condizionare il mio lontano futuro.
Entro il 30 giugno dovrò decidere cosa fare del mio TFR.
Vorrei avere la sfera di cristallo per sapere cosa sarà di me e dei mie soldi quando andrò in pensione e, soprattutto se ci andrò in pensione.
Una cosa è certa: avrò finito di pagare il mutuo.

26 febbraio 2007

Fatti mandare dalla mamma

Da un po' di tempo covavo un desiderio che nasceva dai ricordi della mia infanzia. Da piccola vivevo in aperta campagna, spesso andavo a trovare una zia che aveva qualche mucca e che, per farmi piacere, ne mungeva una davanti ai miei occhi. Io stavo lì, in fremente attesa a guardare il liquido zampillare nel secchio fumante pregustando l'ambito premio. Non c'erano mungitrici sterili, bidoni ermetici, ma solo le mani della zia, il secchio di zinco e la coda sventolante della mucca. Appena il secchio era pieno mi avvicinavo con il mio mestolo e, dribblando le pagliuzze e le mosche bevevo il latte ancora caldo.
Sarà che sto invecchiando ma la voglia di riprovare quell'esperienza diventava sempre più forte e insistente, fino a mercoledi.
Mercoledi mattina ricevo un messaggio: "ho il latte appena munto". Mio padre me ne aveva preso 2 litri da un contadino. Non vedevo l'ora che arrivassero le 20.00, la fine del turno, per correre dai miei e portarmi a casa "l'oro bianco"!
Giovedi ho fatto colazione, scendeva denso, opaco, profumato dalla bottiglia. Ne ho versata una tazza sui cereali come al solito. Abituata al surrogato di latte in tetrapack non ho calcolato la densità e il peso specifico della quasi dimenticata materia. Dopo 5 minuti mi sembrava di avere nello stomaco il cenone di Natale e quello di Capodanno insieme: un senso di pienezza si era impadronito di me. Sono rimasta sazia fino all'ora della merenda!
Dopo un paio di giorni, ripetendo gesti antichi, ho fatto bollire il mio latte per farlo durare più a lungo rubando di continuo la panna che si formava sulla superficie.
La casa si è riempita di un delizioso odore di latte caldo misto ad un certo che di bestiale, di animalesco. L'essenza del latte vaccino.
Sono ripiombata indietro nel tempo, mi è quasi spuntata una lacrima.

25 febbraio 2007

Geniale!


Da qualche giorno la Findus ha lanciato una campagna per promuovere la nuova linea That's Amore: si tratta di 5 nuove Cremose, ognuna preparata con verdure di diverso colore: viola, bianco, arancio, verde e... rosso!
Non ci avrei mai pensato!

24 febbraio 2007

Tecnologia zen


Adsl superveloce, internet a banda larga, wireless, Umts, super Umts, programmi che ottimizzano il tuo lavoro, automabili che vanno da 0 a 100 Km/h in 7 nani-secondi, fast food, via card.
Veloce, veloce, veloce! Tutto si deve fare in fretta, guai ad aspettare! Corri, corri!
Tutto questo non fa parte della mia vita.
Da 14 anni guido una Citroen 2 cv, tecnologia zero. E' una macchiana con un dispositivo automatico per il controllo della velocità: quando superi i 70 all'ora comincia a vibrare costringendomi a rallentare. Ha 2 tergiscristallo giocattolo, il riscaldamento è pressochè inesistente, l'autoradio... ah ah ah!
Non corro, passeggio su 4 ruote. E mi guardo ciò che mi sta attorno, prati, alberi, nuvole, case, palazzi, zone industriali, c'è sempre una sorpresa nascosta anche in un angolo grigio.
Per collegarmi ad internet uso il cellulare, ho un contratto telefonico che me lo permette. La connessione è lenta, molto lenta. Lo accendo e attendo. Finchè aspetto mi sfoglio un giornale, sistemo le mie carte. Connesso! Ora aspetto l'apertura della pagina. Mi lascio andare ai miei pensieri. Ops, eccola qua. Bene, digito l'indirizzo del mio blog o lo scelgo tra i preferiti tanto non cambia molto. Vado a prendermi qualcosa da bere, mi siedo e comincio a scrivere, con calma.
Quando ho finito pubblico il tutto, e aspetto che questo post sia salvato.
Buona lentezza a tutti!

18 febbraio 2007

Damnatio memoriae


S'i' fossi foco... Ma fuoco non sono, per fortuna esistono gli accendini.
E' incredibile il potere purificante del fuoco.
Ah, mi sento allegerita e liberata.
Finalmente!

17 febbraio 2007

Frivolezze


Ieri ho comprato questo puntaspilli. In un colpo solo ho soddisfatto due miei desideri: avere un manichino da sarto e dare sfogo alla mia deliziosa vene sadica infilzando spilli su un oggetto dalle fattezze umane.
Ne devo assolutamente trovare uno maschile.

15 febbraio 2007

Imprevisti di stagione

Attenzione agli amici religiosi!

Habemus monitor!

Finalmente! Ho dovuto superare le pseudo-promozioni natalizie, gli ambigui prezzi, le subdole proposte di finanziamento, i saldi post-festivi. Ci è voluta costanza e forza d'animo. Ora che il delirio commerciale è rientrato e si può andare a fare spese con tranquillità ho comprato il nuovo monitor.
L'ho appena collegato! E' enorme! 19" sono incredibili se sei abituata ai 14.
Ora devo aggiustare colori, luminosità, contrasto etc., mi sta venendo un po' il mal di mare guardando questa cosa sfocata, ma non ho resistito!

12 febbraio 2007

Fiori d'arancio

Quella stonza di mia cugina fra neanche un mese si sposa.
Perchè tanto astio?
Nel 1970, a distanza di 5 mesi l'una dall'altra, nacquero 3 bimbette figlie di 3 fratelli. Le bimbe crebbero alternando momenti di serena amicizia ad altri di completa indifferenza. Nonostante le loro vite avessero preso strade completamente diverse avevano una cosa in comune: nessuna di loro si era sposata.
Fino a questo momento!
Adesso la primogenita ha deciso di convolare a giuste nozze. E quell'equilibrio che durava da 37 anni si è irrimediabilmente spezzato.
Finchè eravamo tutte e tre nella stessa situazione nessuno si sarebbe sognato di farmi notar la mia condizione di zitella, mal comune... Ma ora...
Già li sento i parenti lontani (quelli più vicini sono già stati incanalati verso un rassegnato mutismo) che mi chiedono quando toccherà a me, quando mangeranno i miei confetti, a quando un bambino...
Solo all'idea mi viene l'orticaria!
Per il momento ho deciso di affrontare la situazione con un abito appariscente, sarò splendida con una cappa arancione, gonna al ginocchio con drappeggio starategico e il tacco alto.
Voglio proprio vedere chi avrà il coraggio di darmi della zitella! Questo privilegio è riservato solo a me.

07 febbraio 2007

Cose d'altri tempi

Da un bel po' di giorni sono impegnata nel mio passatempo preferito: mi sto cucendo dei vestiti (a marzo devo andare ad un matrimonio).
Tempo fa, raccontai questa mia passione ad uno degli uomini che non ha superato la prima uscita che ha commentato: "Cose d'altri tempi..."
E mentre lui starà sicuramente facendo delle cose modernissime io taglio e cucio guardando questo bellissimo cartone animato!

06 febbraio 2007

Ahi, mi si sono rotte le sinapsi!

Tempo fa l'azienda per cui lavoro organizzò un corso al fine di stimolarci ad una gestione più sicura e mirata del cliente. Il formatore, uomo dotato di carisma e di fantasia, spiegò ad un aula di donne diffidenti che è difficile adeguarsi al cambiamento perchè il cambiamento è doloroso. Secondo la sua i comportamenti quotidiani sono fissati in sinapsi: stretti legami, giunzioni tra cellule che permettono il passaggio di stimoli elettrici.
Nel momento in cui avviene il cambiamento, le sinapsi restie e abitudinarie si rompono provocando disagio e dolore.
Non mi ha convinta del tutto...
Ma è la seconda volta che mi cambiano mansione in 3 mesi: ho cambiato ufficio, colleghi, sede, compiti da svolgere e sono 2 giorni che ho un terribile mal di testa.
Credo che le mie sinapsi si siano strappate tutte insieme!
Ahi!

03 febbraio 2007

A volte ritornano

Eccomi qui, dopo avere passato quasi una settimana a pensare e ripensare se chiudere o meno questo blog. Non riuscendo a mantenere alto lo spirito che l'ha fatto nascere mi sembrava non avesse più senso di esistere.
Ma ne sono diventata dipendente. Non sarò divertente come all'inizio, i miei post saranno diventati banali e noiosi, non importa. Anche se mi piacerebbe che ogni tanto qualcuno lasciasse una traccia (leggi "commento") così tanto per non farmi sentire sola.

Ieri sono stata a Ferrara. Una gita organizzata con un'amica.
E' stata una giornata divertente e rilassante. Ho conosciuto Elisa, una persona veramente speciale con una vita complicata che non l'ha schiacciata, anzi le ha tirare fuori tutto il meglio. E' stata una bella lezione di forza e ottimismo.
Non posso non ricordare i custodi del Castello Estense che ci hanno accompagnato nella nostra visita chiamandoci continuamente "ragazze" con una galanteria che avevo dimenticato! Li consiglio a tutte: sarà una piccolezza, ma fa sempre piacere.


Questa mattina la nebbia che ammorba la Val Padana da qualche giorno, si è ripresentata puntuale, tempo ideale per le paturnie.
Quando ho aperto la cassetta della posta però la giornata si è un po' illuminata. Ho trovato un biglietto! Un vero e proprio bigliettino scritto a mano lasciato dal mio spasimante estivo, il ventenne che non sentivo da agosto.
Non avevo mai ricevuto un biglietto! L'ho trovato così carino...
A volte mi basta così poco!

27 gennaio 2007

Single vs zitella

Questo blog mi sta diventando noioso.

L'ho iniziato per sbalgio, ho cominciato scrivendo delle mie dis-avventure con l'altro sesso, le stesse storie che da anni raccontavo alle amiche, che le facevano ridere a crepapelle. Perche' in gioventu' ho avuto un discreto successo...con i maschi sui generis (non mi veniva un altro aggettivo per descriverli). Govane, spensierata e ancora con un filo di speranza ho collezionato aneddoti tragicomici.
L'estate scorsa poi, ho sfarfallato di qua e di la' trovando ancora del buon materiale da inserire in queste pagine.
Mi sentivo una vera e propria single, un po' "Sex and the country" (Padova non si puo certo definire una city...).
Poi, complici il nuovo lavoro, una mappa astrale cosi' cosi', una congiuntura sfavorevole, un karma ostile, momentaneamente assopito, che si e' improvvisamente risvegliato mi sono avviata verso la triste via della zitellaggine.
I miei turni al lavoro sembrano studiati proprio per impedirmi di uscire alla sera: alzatacce mattutine, modifiche improvvise, week end in ufficio fino a tardi. Risultato, sono 3 mesi che non esco.
In piu', non so se succede solo a me, ma mi sembra che trovare un maschio intellettualmente attivo senza turbe psicologiche o paturnie esistenziali (a quanto pare abbiamo raggiunto la tolale parita' dei sessi) sia piu' difficile che avvistare un panda!

25 gennaio 2007

Questioni di etichetta


Premetto che ho un atteggiamento compulsivo nei confronti delle etichette adesive. Non le sopporto! Le devo togliere immediatamente. Appena porto a casa qualcosa che ha un'etichetta inizio a lavorare di unghie finche' non la elimino completamente (sia benedetto il codice a barre e i lettori dei supermercati).

Sabato scorso sono andata in libreria e ho preso 3 libri. Uno di questi aveva un'etichetta. Ieri sera, prima di iniziare a leggere, l'ho tolta e ho imparato una cosa.
Tutte le merci invendute, quelle che rimangono sugli scaffali a lungo, dopo qualche mese si trovano ad un prezzo inferiore. I libri no, il loro prezzo aumenta, grazie all'etichetta.
Nello specifico ho preso un libro finito di stampare nel gennaio 2006, il prezzo di copertina era di 8.50 euro. Nel gennaio 2007, un anno dopo, l'etichetta riporta 9 euro.
Non contenta sono andata sul sito della Garzanti e, con mia grande sorpresa, ho trovato che il prezzo indicato per quel libro e' 8.50 euro, confermato dal sito della Feltrinelli.
Quindi "l'adeguamento" e' stato fatto dalla libreria e non dalla casa editrice. O sbaglio?
Quindi altre librerie potrebbero non avere aumentato il prezzo.
Quindi mi hanno fregato.
E questo non mi piace per niente.

22 gennaio 2007

Dio NON c'è


Dio non esiste e ne ho avuta la prova.

Ma se anche dovesse esserci una remota possibilità che esista gli dò un consiglio: cambia lavoro!

19 gennaio 2007

Ingiustizie mondiali

La ricchezza nel mondo è mal distribuita, è cosa risaputa. Ma non voglio addentrarmi in complicati discorsi sull'economia mondiale, sulla redistribuzione della ricchezza, sulle enormi differenze tra il nord e il sud del nostro pianeta.
Parlerò di un altro genere di "ricchezza": il maschio.
Da quando ho memoria sento dire che per ogni uomo ci sono 7 donne, e fino ad oggi non ho trovato smentite a questa tesi. In Italia, quindi, almeno 6 donne sono destinate ad un futuro da zitella. Se dal mucchio dei maschi togliamo i preti, i gay, moltiplichiamo per i preti gay, dividiamo per la radice quadrata delle suore fratto le lesbiche... la sostanza non cambia.
Alla luce di tutto questo sono arrivata alla conclusione che, se non hai una botta di culo in tenera età, l'unica soluzione che ti rimane è la multiproprietà.
Ora vengo a sapere che nella grande Cina c'è il problema opposto: aumenta lo squilibrio tra i sessi, ogni 100 femminucce nascono 121 maschietti.
Fra qualche decennio ci saranno schiere di uomini dagli occhi a mandorla che non troveranno moglie.
E pensare che fino a non molto tempo fa le bambine erano considerate una disgrazia per la famiglia e l'infanticidio era comunemente praticato. Ora che il governo impone gravose tasse alle famiglie con 2 o più figli, e che rimane radicata la preferenza per il figlio maschio si ricorre all'uso degli ultrasuoni per decidere in anticipo il sesso del nascituro, abortendo i feti femminili.
A fatica metto da parte per un momento l'orrore per queste barbare pratiche, l'indignazione e la profonda tristezza per ritornare alla leggerezza iniziale di questo post.

Mi sorge spontanea una domanda: che la Cina sia il mercato del futuro anche per le single?

18 gennaio 2007

Una primula non fa primavera

Oggi sono uscita in giardino e ho fatto l'inventario.
5 primule (sono sbocciate a novembre e continuano a fiorire)
3 margherite
3 piante di gelsomino d'inverno (in leggero anticipo)
2 di calicantus
2 fiori di giuda (quelli della foto)
1 garofano rosso
A parte il calicantus sono tutte primizie!
E' una gioia, in queste giornate grigie, guardare fuori dalla finestra!
Ecchisenefrega se in montagna non c'e' neve e non si scia!



17 gennaio 2007

Che grande idea!

Mettere un contattore nel mio blog e' stata una grande idea!
Innanzitutto perche' avevo l'impressione di essere una pazza schizzofrenica che si scrive e si legge (prima di pubblicare, non dopo...) da sola: i commenti, chiro segno della presenza di qualuno, non abbondano di certo! In secondo luogo perche' ho scoperto, anche con un certo imbarazzo, un mondo tutto nuovo: quello delle chiavi di ricerca.

E' diventato uno dei miei divertimenti preferiti! E ha scatenato la mia curiosita'.
Cosa avra' mai sperato di trovare chi ha digitato "calzamaglia indossare maschio"? Oppure "esibizionista pantaloncini"? Quali saranno i suoi "hobbies" segreti? Cosa indossera' per andare al lavoro?
"cose+da+non+dire+ad+una+ragazza","stimolare punto g" e "massaggi" sono gia' piu' eloquenti! Non c'e nemmeno il bisogno di porsi delle domande.
Per non parlare dei 12 "esibizionista"nel solo mese di gennaio (13 a dicembre)!
Mi dispiace di non essere stata utile a chi cercava "polveri contro il prurito intimo". Non avra' trovato niente che faceva al caso suo.
Vorrei tanto avere visto la faccia di chi cercava "tettone dure fisico bellissimo" ed e' capitato nel mio blog! Povero! Posso solo immaginare la delusione stampata sul suo volto e gli improperi che mi avra' dedicato per avere sprecato inutilmente il suo tempo prezioso!

Detta cosi' sembra che il mio blog tratti argomenti a sfondo altamente erotico, evidentemente no.
E' tutta colpa dei miei primi post, nei quali ho inserito un po' qua, un po' la', quasi tutte le parole usate dai refers. Leggere per credere!!!

16 gennaio 2007

Il tempo che passa

A volte e' sconcertante vedere come il tempo cambia le persone.
E' ancora piu' inquietante scoprire come alcune persone siano rimaste troppo uguali a se stesse, nonostante il tempo che passa.

13 gennaio 2007

Bridget Jones docet


La settimana scorsa ho invitato degli amici a cena. Il menu e' stato condizionato dal mio mal di denti, dalla richiesta di cibi leggeri post abbuffata festiva e da un certa dose di follia!
Se in questi giorni non avessi ricevuto ancora dei complimenti dai miei amici (che in quanto tali sono del tutto inattendibili) non ne avrei scritto. Ma si sa com'e', i complimenti fanno piacere e un po' di autocelebrazione male non fa.
Dato che spesso mi si paragone a Bridget per la cronica assenza di fidanzato, per le disastrose avventure con gli uomini e per i miei numerosi, fallimentari tentativi di smettere di fumare ho pensato di ispirarmi alla Jones anche in cucina.
La sua minestra blu per me e' mitica cosi' come primo ho servito una minestra...rosa confetto!
Il primo impatto e' stato come me l'aspettavo: un attimo di silenzio, gli sguardi increduli che passavano dal piatto agli altri ospiti, cucchiaio a mezz'aria che non si decideva ad affrontare il piatto. Dopo essersi assicurati sugli ingredienti pero', hanno iniziato a mangiare e qualcuno ha chiesto anche il bis!
Ecco la ricetta per chi vuole stupire i propri ospiti senza arrivare alla minestra blu, ma non e' una cuoca provetta proprio come Bridget Jones.
Prendete delle patate (la quantita' dipende dal numero degli ospiti), pelatele e tagliatele a pezzetti. Tagliate a pezzettini una cipolla e fatela appassire con un po' d'olio in una pentola alta. Aggiungete le patate e dell'acqua, salate e fate cuocere finche' le patate non saranno tenere. A questo punto frullate con il mixer aggiungendo l'acqua pnecessaria ad ottenere una crema. Aggiungete del dado e del pepe. Fate cuocere ancora un po' finche' non si sara' insaporita, A questo punto, aggiungete delle rape rosse precotte. La quantita' dipende dall'intensita' del rosa desiderato. Consiglio di aggiungere un po' di rape alla volta, frullare e controllare il colore.
Servire caldo con una spolverata di semi di papavero e dei crostini di pane saltati nel burro.
Buon appetito!

12 gennaio 2007

Una vita da "mediano"

Ieri sera, finalmente hanno trasmesso Parla con me in prima serata. Mi piace la Dandini, le interviste improbabili di Vergassola mi fanno ridere, la Banda Bardot e' spassosissima.
Dopo i primi 3 ospiti, il prof. Carandini, il balbettante Muccino e Antonio Albanese, la Dandini inizia una rutilante presentazione di Luciano Ligabue. Si interrompe all'improvviso per lasciare spazio alla inattesa pubblicita'. Nel passaggio un'inquadratura strana, un po' sfocata, un primo piano di un basso ventre in jeans nero impegnato in una bella ravanata.
Ci sono cascata! Ho pensato ad un errore della regia, ad un momento di "tv verita'" pronto per Blob. Al rientro dalla pubblicita', invece, il mistero e' stato svelato.
Il Ligabue tanto atteso altro non era che Neri Marcore' che si e' esibito in una esilarante imitazione del cantante con tanto di parolacce e continue ravanate al pacco.
E si sa, in questo momento i pacchi in TV funzionano!

11 gennaio 2007

Eterna giovinezza

Antiquariato, vintage, modernariato, mercatini dell'usato, restauro, collezionismo. Le "cose vecchie" sono di moda, si cercano, si collezionano, si cerca di dare loro una nuova vita. Si espongono, si esibiscono con orgoglio.
I segni lasciati sugli oggetti dal tempo che passa sono considerati preziosi.
Non e' cosi' per la donna (ma anche l'uomo non e' immune).
L'imperativo e' stirare, ridurre, rassodare, tirare, gonfiare, tagliare, in una parola ringiovanire.
Creme all'acido glicolico, iniezioni di botulino, protesi di silicone, blefaroplastica, liposuzione, lifting fino ad arrivare agli interventi di chirurgia plastica per ringiovanire i genitali.
La societa' ci impone di non invecchiare, di avere sempre l'aspetto di una ventenne con gli evidenti, grotteschi risultati.
Sara' ma trovo estremamente ridicoli labbra a canotto, pelle tesa come un tamburo, tette svettanti, occhi sbarrati. A che modello estetico si rifanno, alla bambola gonfiabile?
Mi piace, invece, guardare la ragnatela di rughe sul viso, provare a decifrare questi segni, indovinare la storia che li ha creati, i sorrisi, i pianti, i dolori, le sorprese impressi per sempre su un volto.

07 gennaio 2007

Peggio di cosi'...

Si e' conclusa la prima settimana dell'anno. Finalmente!
E' stata una settimana difficile, pesante, infernale. E' iniziata male, e' finita peggio.
Il primo mi sono svegliata con quella che sembrava una semplice nevralgia, dopo poche ore si e' scatenato un dolore indescrivibile. Ho preso un antidolorifico e sono andata al lavoro, ero di turno fino a mezzanotte.
Il 2 il dentista mi ha aperto un dente dopo avermi comunicato che era deceduto. L'anima del caro estinto ha comunque pensato di tenermi compagnia tutta la notte: non ho dormito.
Il 3 stavo per denunciare il ragazzino a cui do ripetizioni per maltrattamenti (non "su" ma "da" minori), due ore nel girone del menefreghismo e della poca voglia di studiare. Risultato un gran mal di testa.
Il 4 mi e' stato revocato un permesso al lavoro perche' dovevo coprire il turno di un collega ammalato.
Il 5 ho evitato, grazie al buon cuore dei miei genitori, un appuntamento al buio. Un loro amico voleva invitarmi a pranzo per farmi conoscere il cognato, un giovanotto scapolo (leggi zitello) che vive da solo col padre ottantenne e arteriosclerotico, nella speranza di farmi impalmare. Scampato pericolo! Ma alle 18 arriva una telefonata: si e' ammalato un altro collega, il giorno dopo (sabato) devo andare al lavoro. Fa niente se dovevo andare a Bologna ad una straordinaria serata all'nsegna della brutta musica.
Il 6 mi sveglio con il mal di testa. Vado comunque al lavoro perche' non ho alternative, sono sola nell'ufficio, anzi nell'intero piano a rimpiangere la serata mancata.

Non sono superstiziosa, ma un cornetto rosso lo metto lo stesso!

05 gennaio 2007

Flussi migratori




In autunno alcune specie di uccelli, come la rondine, il pettirosso, l'anatra, lasciano il nostro paese e percorrono migliaia di kilometri per raggiungere luoghi dove il clima e' piu' mite. Vi rimarranno alcuni mesi, in attesa che la stagione fredda sia terminata per ritornare a primavera.


Allo stesso modo, alcune persone caratterizzate dall'essere non stanziali (sentilmentalmente parlando), bivaccano sul tuo amore, sulla tua amicizia, sulla tua disponibilita' durante la bella stagione. Un giorno poi, ti accorgi che le giornate si sono accorciate, che le foglie si sono ingiallite , che "i migratori" se ne sono andati. Andati per sempre. Non puoi piu' raggiungerli, neanche tramite sms, neanche tramite e-mail. Non rispondono.


Il tipo con cui hai avuto qualche settimana di fuoco si e' volatilizzato come un succiacapre. L'amica che ti ha inzuppato la spalla, allagato la cucina con le sue lacrime, che ti ha fatto bruciare il pranzo perche' non c'era momento migliore per raccontarti le tue pene, si e' trasferita come uno spioncello. La collega che ti ha monopolizzato le pause pranzo raccontandoti i cataclismi espettorali e i sommovimenti tellurici dell'intestino del pargolo non ha lasciato il lavoro, non ha cambiato ufficio ma quando sei nelle vicinanze sa mimetizzarsi come un camaleonte, sa giuzzare via come un'anguilla. Gli scienziati la chiamano "migrazione zoomorfa".


Chissa' se anche loro, come gli uccelli, torneranno in primavera...


Attenzione! Potrebbe essere ancora aperta la stagione della caccia!



PS: ogni riferimento a persone realmente esistenti e' puramente intenzionale.

04 gennaio 2007

Tecnologie


Ieri sfogliavo l'ultimo numero di Amica e i suoi soliti sgangherati articoli "per la donna moderna". Mentre facevo colazione mi e' caduto l'occhio su un trafiletto intitolato Prova Prodotto-Push up: brevi accenni sulla storia del reggiseno; alcuni suggerimenti per l'acquisto e poi... il futuro!Nei laboratori di Grado Zero Espace, una societa' specializzata nell'applicare al quotidiano le tecnologie provenienti da settori avanzati come l'aerospaziale, si sta studiando un "push-up tecnologico". Le coppe potranno sollevarsi a piacimento grazie ad un'interfaccia tattile.
Gia' l'idea di avere le tette semoventi mi fa venire i brividi.
E l'interfaccia tattile? Cosa mai potra' essere?
Un telecomando da borsetta o un microcip applicato direttamente sulle coppe?
Io gia' mi immagino mentre cerco disperatamente qualcosa nella borsa e zac! agguanto per sbaglio il telecomando. Altro scenario, autobus stipato, un signore si gira e maldestramente mi tocca con il gomito proprio li' e il meccanismo si mette in moto facendomi alzare e abbassare in modo imbarazzante il davanzale!
L'effetto giostra e' assicurato se accessoriato con un carillon.

02 gennaio 2007

Mi ha lasciata!

Non si trattava di una semplice nevralgia.
Questa notte non ho dormito molto, mi sono svegliata stamattina con un dolore acuto, il labbro gonfio. Ho preso un antidolorifico che non ha cambiato di molto la situazione. Presa dalla disperazione ho chiamto il dentista. Fortunatamente aveva deciso di dedicare un paio d'ore alle urgenze.
Mi sono seduta sulla potrona, ha guardato il mio povero dente e mi ha comunicato la triste notizia. Il dente e' morto!
Deve avere subito un trauma (del quale non so nulla) e non si e' piu' ripreso, Si e' lasciato morire lentamente.
Non e' servita l'aitanza fisica del dentista (che comunque e' sempre un bel vedere), il suo sguardo comprensivo, la sua mano delicata... E' stato uno shock.
Ora che il dolore e' passato, che non lo sento piu' pulsare, aumenta la consapevolezza che lui e' lì, lo posso ancora vedere, toccare ma non vive piu'.
Non avrei potuto aiutarlo in nessun modo, ha tenuto tutto dentro, non mi ha dato nessun segnale.
Addio mio bel dentino!
Ti terro' stretto a me.
L'importante ora e' che anche tu rimanga attaccato alla gengiva che ti ha abbracciato per tanti anni! Non mollare, ti prego!

01 gennaio 2007

Anno nuovo...



Niente buoni propositi, niente speranze, niente aspettative. Sara' quel che sara'.






Mi ripropongo solo di:
  • offrire una spalla su cui piangere solo dietro lauta ricompensa (fatta eccezione solo per poche, selezionate persone;
  • non preoccuparmi della sorte di tutti gli sventurati del mondo.

Auspici:

Stamattina ho aperto la finestra e pioveva, mi e' esplosa una fastidiosa nevralgia che mi tormenta ancora, la scarpiera mi e' crollata addosso, sono al lavoro fino a mezzanotte...

Ditemi che non significa niente!