Siamo alla continua ricerca della nostra mezza mela. La mia se la deve essere mangiata qualcuno. (mi ero sbagliata)
24 novembre 2009
Il gatto del mio gatto
Ed ecco Grisù, il gatto del mio gatto.
22 novembre 2009
I gusti son gusti
E lei con aria intelletual-snob:
"No, guarda, io non vado mai a vedere film italiani."
Se è così, allora...
21 novembre 2009
Tabacco e Venere
Un commensale impettito con l'aria dello sciupafemmine: "A me, dopo aver fatto l'amore, mi viene sempre voglia di fumare una sigaretta."
A me, qualche volta, anche durante.
20 novembre 2009
Enclaves linguisiche
Ad esempio: tra di loro, sia nella forma scritta che in quella parlata, si chiamano compagno e compagna.
15 novembre 2009
Luoghi comuni
Ieri, 14 novembre, ho incrociato un ragazzotto acneico che si fumava tranquillamente una sigaretta in giardino. A torso nudo.
Oggi, di fronte a casa mia, si è acceso il primo albero di Natale.
Non ci sono più le stagioni di una volta.
11 novembre 2009
Chi s'accontenta...
Colpa della partenza brusca dell'autobus.
10 novembre 2009
Vorrei ma non posso
Prima o poi torno. lo giuro.
01 ottobre 2009
19 settembre 2009
Che tu sia stramaledetto
Ieri pomeriggio Isotta, la mia moffetta, è morta.
Isotta è morta avvelenata.
Isotta è morta avvelenata nel mio giardino.
Isotta è morta avvelenata nel mio giardino dopo quasi un'ora di agonia, tra forti dolori.
Isotta è morta tra le mie braccia.
Re-Noir, il mio gatto, ha mangiato del veleno per topi. Per fortuna l'ha vomitato e ora sta bene, ma gli sto somministrando l'antidoto.
Nè Isotta, nè Re-Noir sono mai usciti dal mio giardino, il veleno l'hanno buttato dentro casa mia.
Spero solo di non sapere mai hi è stato.
09 settembre 2009
Consiglio n 1: l’annuncio
Iniziamo proprio dall'inizio: il momento dell'annuncio.
La consueta pizza tra amiche in ricordo dei vecchi e nuovi tempi diventa il teatro di una piccola tragedia.
Lei ha da poco fatto la pipì sul rivelatore di gravidanza ed è comparso un segno eloquente e ve lo deve comunicare.
Si aprono quindi due scenari. Il primo, quello più facile da affrontare per l'amica single. La futura mamma non sta facendo i salti di gioia, non era il momento, c'è stato un non irrilevante problema tecnico, non pensava che proprio al primo colpo… L'amica incinta ha bisogno di quello che solo una single le può dare: infinita comprensione per tutti i suoi dubbi, le sue incertezze, per il suo inesistente entusiasmo.
Quella che è da temere, invece, è la mamma doc, quella che per tutta la vita ha sognato una pancia enorme (che si deve vedere da subito), pannolini e notti insonni. La mamma doc non sta nella pelle, vorrebbe urlarlo ai quattro venti così lo possono sapere anche quelli che non se ne sono accorti (ha infatti iniziato al secondo mese a mettere le magliette più strette che ha trovato nell'armadio, quelle che non metteva da almeno 5 anni e a camminare con le ginocchia aperte e la mano sui reni).
Ecco mamma doc, di fronte all'amica zitella togliti quella aria di finta mestizia. Ti svelo un segreto: non è detto che una single quarantenne senza figli soffrirà come un cane alla notizia. Non è detto che ti invidierà tanto da avere un travaso di bile. Non tutte hanno quel desiderio di maternità che ti caratterizza.
Anzi, brinderà con uno spritz, con mezzo litro di buon rosso, insomma con una di quelle cose buonissime che tu per un bel po' non potrai più permetterti.
Consigli alle neo/future mamme
Come ho già detto quest'anno le mie amiche si sono date a da fare e già due hanno sfornato delle meravigliose pargolette. Per la terza siamo in trepida attesa.
I rapporti tra neo/future mamme e l'amica single/zitella rischiano di diventare tesi a causa di piccole-grandi equivoci.
Questo mi sembra il momento più opportuno per stendere una piccola guida per le mamme che hanno partorito da poco, che stanno per partorire o che hanno dei figli piccoli. Qualche consiglio su come comportarsi in presenza dell'amica senza prole, su cosa fare e non fare evitando così spiacevoli malintesi.
04 settembre 2009
Associazione a delinquere di stampo peloso
Eravamo quattro amiche al bar
Dopo la visita ho brindato alla nuova venuta insieme all'unica amica dei tempi dell'università che ancora non ha figli.
Mentre alzavo il bicchiere con lo spritz ho realizzato che a breve mi ritroverò a brindare da sola.
20 agosto 2009
Lavoro inutile
Conversando con la mia saggia erborista:
"Sai Pimpirulin, gli uomini sentono quando le donne si vogliono bene e stanno lontani. Non sanno confrontarsi con le donne che bastano a se stesse"
E io che ho lavorato tanto per aumentare la mia autostima.
16 luglio 2009
Temperature
Avevo intenzione di lamentarmi della gente sull'autobus, dei colleghi di lavoro, degli amici che si lamentano del caldo terribile e dell'afa insoportabile anche quando non ce ne sarebbe la ragione.
Ne avevo l'intenzione, ma oggi fa veramente troppo caldo!
14 luglio 2009
Tempismo
A Padova, in alcune vetrine, sono commparsi i primi capi invernali.
Tempismo perfetto!
10 luglio 2009
01 luglio 2009
La zanzara subdola
All'inizio era la zanzara comune, l'incubo delle notti estive. La zanzara comune è leale, appena spegni la luce lancia la sua monoconsonantica dichiarazione di guerra: zzzzzzzzzzzz zzzzz zzzzzzzzz. A quel punto hai la possibilità di difenderti con ogni mezzo: zampironi, piastrine, ciabatte oppure avvoltolandoti come una crisalide nel lenzuolo (mi pare che il paragone renda, tranne per il fatto che al mattino quello che esce dal bozzolo non ha certo l'aspetto di una farfalla…)
Poi è arrivata la zanzara tigre, silenzioso vampiro diurno. La zanzara tigre non fa rumore, non la senti pungere, ma ti rimane infilata nella pelle a lungo e data la sua scarsa agilità permette di vendicarti immediatamente spiaccicandola con un bel colpo a mano aperta.
Questa mattina ho scoperto un nuovo genere di zanzara (mi daranno il nobel per questo?). Si tratta della zanzara subdola. Colpisce di prima mattina, silenziosamente. Mentre sei lì che lotti tra il sonno e la veglia senti un leggero bruciore sulla scapola, proprio nel punto più difficile da raggiungere da sveglia, figuriamoci da addormentata! L'istinto ti fa allungare il braccio nel tentativo di alleviare il prurito (non hai ancora realizzato che si tratta di una puntura della zanzara subdola). Con un braccio solo non ci arrivi perciò tenti di aiutarti con l'altro, con movenze degne di un contorsionista, rischiando di annodarti definitivamente. Il prurito intanto è cresciuto, ed è cresciuto pure un bel bozzo. A questo punto sei sveglia, hai capito di essere stata punta da una zanzara, accendi la luce in preda alla rabbia, cerchi la zanzara con l'unico scopo di ucciderla con le tue mani. Ma la zanzara non si vede. Ti alzi dal letto, scandagli ogni centimetro di parete. Niente, la zanzara non c'è.
Rassegnata ti rimetti a letto, ti dai un'ultima grattatina, sistemi il cuscino sotto la testa, ti stai per addormentare e… ZAC! La zanzara subdola ha colpito ancora.
30 giugno 2009
25 giugno 2009
Piove sempre sul bagnato
Meteo per Padova PD, Italia |
20°C Condizioni correnti: Temporale gio |
E io ho appena finito di annaffiare il giardino.
15 giugno 2009
Antichi mestieri scomparsi: la camporella.
Quando ero giovane e squattrinata e l'unico tetto che avevo sulla testa era quello apribile della mia 2CV, cercavo un po' d'intimità con il fidanzatino di turno nei vicini campi o nelle disabitate zone industriali. Come tutti del resto.
Avevo il mio campo di mais preferito, la mia stradina sterrata, uno slargo circondato da alberi…
Ora che un tetto sulla testa ce l'ho ed è in mattoni e ora che la mia schiena non reggerebbe più i sedili non ribaltabili della 2CV, in un momento a metà tra l'amarcord e la recherche ho preso la bicicletta e ho fatto un giro nostalgico nei luoghi dell'amore giovanile.
Qualcuno è ancora riconoscibile, altri sono stati completamente trasformati dall'inesorabile avanzata del cemento, ma tutti non sono più accessibili.
Le stradine sono state sbarrate dai contadini, i campi trasformati in zone industriali, le zone industriali, un tempo buie, sono ora illuminate a giorno. Non c'è più un posto dove stare al riparo da occhi indiscreti, dove lasciarsi andare grazie alla complicità del buio.
Sicuramente ce ne saranno di nuovi, posti che non conosco e che saranno le alcove a cielo aperto di altri ragazzi.
Chissà dove, chissà…
13 giugno 2009
Buone abitudini
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Una siesta è un breve sonnellino fatto nel primo pomeriggio, spesso dopo pranzo. Tale periodo di sonno è una tradizione comune in alcuni paesi, in particolare quelli in cui il clima è caldo. La parola siesta in spagnolo deriva dal Latino
hora sexta - "sesta ora" (a partire dal mattino, quindi "mezzogiorno di riposo").
Origini della siesta
La siesta è il riposo diurno tradizionale della Spagna, e per mezzo dell'influenza spagnola, di molti Paesi dell'America Latina. Il Brasile, non colonizzato dalla Spagna, ma dal Portogallo, è in contrasto culturale.
Fattori che spiegano la distribuzione geografica sono soprattutto le alte temperature e l'assunzione di cibo pesante al pasto di mezzogiorno. Questi due fattori combinati contribuiscono alla sensazione di sonnolenza post-pranzo.
Perché i miei vicini equadoregni hanno mantenuto tutte le loro abitudini tranne questa?
11 giugno 2009
Piccolo mondo contemporaneo
Non sono mai stata una che ama la compagnia, anzi la mia misantropia è risaputa.
Mi sembra quasi di vivere in una dimensione parallela e di guardare da uno schermo ciò che mi circonda con un misto di meraviglia e di sbigottimento. Come se la lente di ingrandimento con cui ho sempre guardato ciò che mi circonda avesse aumentato la sua potenza.
Mi sento sempre più lontana da questo piccolo mondo contemporaneo, dalla meschinità di alcuni comportamenti, dall'assurdità di certi desideri, dalla pochezza di molte persone.
E mi rifugio dietro la mia lente, dietro lo schermo che non ho voglia di attraversare.
08 giugno 2009
Le tre scimmiette elettorali
ho da poco finito lo spoglio delle "europee" e per un po' di giorni non voglio né vedere, né sentire e soprattutto è meglio se non parlo.
02 giugno 2009
Quando l'oste non sa fare i conti
Mi chiedono spiegazioni sulla mia interruzione di malattia: sono rientrata il 25 maggio, dal certificato medico invece la mia malattia doveva terminare il 29. Ora è necessario un altro certificato medico che autorizzi il rientrro anticipato.
Mi precipito in segreteria come un ciclone.
Spigo, alla presenza del mio capo, che quando ho chiamato per chiedere con che turno avrei dovuto iniziare mi è stato detto che il rientro era previsto per il 25, e quando ho obiettato che secondo i miei calcoli, mi è stato confermato il 25.
Cosa avrei dovuto fare?
La segretaria con un lampo di genio mi ha risposto: ma non hai guardato il certificato quando il medico te l'ha consegnato?
Ma me lo spieghi tu, concentrato di sapienza, come avrei potuto andare dal medico se mi avevano appena affettato un piede ed ero costretta a letto? Mi speghi anche, scienza infusa, come avrei potuto vedere il certificato se te lo devi ricevere entro 24 ore?
28 maggio 2009
Qualche pensiero veloce
- Dovrebbe essere obbligatorio per legge piantare i tigli lungo tutte le strade
- Dovrebbe essere proibito per legge soffriggere con aglio e cipolla nelle vicinanze di un ligustro in fiore (soprattutto se il ligustro è il mio)
- La temperatura di un ufficio è inversamente proporzionale a quella esterna.
- Non è necessario prendere l'aereo per cambiare emisfero, basta entrare in ufficio.
- D'inverno fa freddo e d'estate fa caldo. Qualcuno lo spieghi ai giornalisti.
- Se tv e giornali cominciano a parlare di emergenza afa a maggio, cosa ci racconteranno ad agosto?
21 maggio 2009
Ho fatto i conti senza l'oste
Ieri chiamo per sapere l'orario (lavoro a turni) e... risulta che devo essere in ufficio lunedi 25, alle 10.
...
Oste, arrivo! Devo bere per dimenticare.
18 maggio 2009
01 maggio 2009
Ragione per rimanere zitella numero 4: l’addio al nubilato
Non sono ancora riuscita a capire perché "uguaglianza tra i sessi" per molte donne significa "copiare le boiate" che fanno gli uomini. Cioè prendere il peggio del peggio e riproporlo tale e quale.
Ecco allora le donne-soldato imbracciare un mitra dopo aver infilato mimetica e divisa e, pronte a sparare sul prossimo, partire per le cosiddette "missioni di pace". E c'è ancora qualcuno che si ostina a dire che se al potere ci fossero più donne ci sarebbero meno guerre. Bisognerà fare molta attenzione a che tipo di donne si mandano al potere…
Ecco allora che le donne infarciscono i discorsi di parole, frasi e bestemmie degne di uno scaricatore di porto.
Ecco allora che mi è capitato di vedere donne sputare a terra come il più schifoso degli uomini.
Ma ecco, soprattutto, la festa di "addio al nubilato". Può una donna accettare di sposarsi senza aver reso la pariglia al suo uomo che con gli amici chissà mai cosa combinerà all'addio al celibato?
No, non può.
Ecco allora che le amiche si danno da fare per organizzare una serata (purtroppo) indimenticabile. L'evento sarà all'insegna del fallo in tutte le salse: pastasciutta a forma di cazzetto, biscottini a forma di cazzetto, cerchietti per capelli a forma di cazzetto… E non mi si vengano a fare discorsi sul potere apotropaico che il fallo aveva nelle culture antiche, che qui non c'entra per niente.
E poi giù di vino, birra alcol a volontà finché la futura sposa non perde ogni ritegno e si esibisce in volgari adescamenti con il malcapitato di turno. E non si azzardi nessuno a fare dei riferimenti ai baccanali.
Ho visto nubende con la faccia dipinta come le peggiori rappresentazioni di prostitute (perché quelle vere non sono così sceme), agghindate da far pena girare per il centro di Padova tentando una patetica questua, e ho sempre pensato che una cosa del genere io non la potrei accettare.
Ho fiducia sul buonsenso delle mie amiche, ma meglio non rischiare.
Evitare una festa di "addio al nubilato" è una buona ragione per rimanere zitella.
25 aprile 2009
L’età
Non conta l'età anagrafica, ma quella che ti senti. È una frase che ti dicono le amiche per tirarti un po' su. Che ti ripeti quando ti scade la patente per la seconda volta o quando vuoi giustificare l'acquisto di una maglietta da teen-ager o un atteggiamento da "non sono una signora". O quando indossi un paio di scarpe da ginnastica con gli inserti rosa confetto.
La mia è l'età pensionabile.
Non perché mi senta vecchia e stanca. Alla soglia dei 40 non mi sono mai sentita meglio. Sono a casa da un mese e non mi sono annoiata nemmeno un minuto. Ho tutto il tempo per dedicarmi a ciò che amo fare: posso finalmente leggere a qualsiasi ora, guardarmi un bel film anche di prima mattina, tagliare e cucire una nuova camicetta, passeggiare in giardino e osservare la lenta crescita dei miei bonsai. Posso prendere la bicicletta e gironzolare senza meta. Posso anche oziare sul divano seguendo il corso dei miei disordinati pensieri accarezzando la schiena del mio gatto ronfante. O guardare le nuvole nel cielo.
Posso non preoccuparmi della sveglia che potrebbe non suonare, del traffico bloccato, dell'autobus che non passa, dell'orologio del lavoro. Posso evitare di fare la spesa nelle ore di punta, o di fare la fila in posta per pagare una bolletta.
Posso.
Devo solo evitare di pensare che questa situazione durerà solo un altro mese e che la mia età pensionabile, anagraficamente parlando, viene procrastinata ogni anno sempre di più e che quando arriverà il momento sarò troppo vecchia e stanca per fare tutte queste cose. Sigh!
22 aprile 2009
Post-operatorio 2
È arrivato il momento di abbandonare gradualmente la zattera da geisha e iniziare a camminare con le scarpe. Il medico mi ha raccomandato di usare una buona scarpa da ginnastica di 1-2 numeri più grande. Ieri sera ho affrontato con coraggio il reparto "scarpe da ginnastica" di un grande negozio. Ho dovuto fare un primo giro di orientamento, era la prima volta che mi avventuravo in questo mondo di gomma e para. E mi sono persa. Avevo paura, passeggiavo zoppicante tra metri di lacci serpeggianti che avevano un'aria così minacciosa e linguacce di stretch simili a coccodrilli in agguato. Mi guardavo in giro, ma non vedevo nemmeno un tacco o una zeppa rassicurante. Ma non potevo mollare, dovevo trovare la mia scarpa. Dovevo rassegnarmi e allungare la mano verso una di quelle calzature dalle proporzioni improbabili.
Una fatica!
Finalmente ne ho individuate 4 o 5 che avevano una forma vagamente femminile. Ma di questa non c'è il numero, quest'altra stringe, schiaccia, ammacca, questa fa male ad infilarla, questa a toglierla. Alla fine l'unica cosa che riesco ad infilare è l'esatto contrario di quello che avrei voluto: una suola carrarmata, come se non bastassero le dimensioni ciclopiche la tomaia è imbottita su ogni lato e, dulcis in fundo, parte della suola e le rifiniture sono rosa confetto!
Sono già in crisi d'astinenza da tacco.
19 aprile 2009
Dove meno te l'aspetti
Sono le "tegnue", rocce sommerse così chiamate dai pescatori per la loro capacità di trattenere, e quindi di rompere, le reti.

Prendo in prestito una foto di Piero Mescalchin, presidente dell'associazione "Tegnue di Chioggia". Vale molto più di qualsiasi tentativo di descrizione.
I video presenti sul sito www.tegnue.it sono assolutamente da vedere.
15 aprile 2009
Come Carrie Bradshaw
In questi giorni sto lavorando molto al computer. Non posso ancora stare seduta alla scrivania perciò lavoro a letto, come Carrie Bradshaw, con il computer appoggiato su un paio di libri, una tazza di the… mi manca però la sigaretta. Mi manca in tutti i sensi: nel senso che non ho la sigaretta accesa tra le labbra e nel senso che ne sento tanto la mancanza. Prima dell'intervento ho deciso di smettere e almeno una volta al giorno dedico qualche minuto al ricordo dei bei momenti passati insieme.
Ma questa non è l'unica differenza. Abito in un paese della operosa provincia veneta e non in un'elegante via di New York; non scrivo ironici pezzi per un importante quotidiano, ma al momento tecniche descrizioni di alcuni prodotti bancari per un'associazione di consumatori; il mio armadio contiene vestiti di un'unica sconosciuta stilista, cioè io.
E poi ai piedi del mio letto non ci sono quelle meravigliose, costosissime, scomodissime scarpe di Manolo Blahnik, ,ma una sneacker sinistra, una ciabatta sinistra e per il piede destro una zattera orrenda che si chiama Talus.
Le mie amiche per rincuorarmi mi hanno detto che sembro una gheisha, a me sembro più la figlia segreta di Lurch.
12 aprile 2009
10 aprile 2009
08 aprile 2009
Considerazioni
Una collega ha una storia con un collega. Un'altra è tornata dal marito, ma continua a frequentare l'amante e ha una corrispondenza erotica con un terzo.
Sono impegnate le mie colleghe!
Così impegnate che non hanno ancora trovato due minuti per chiedermi come sto.
07 aprile 2009
Il giardino dei Mici Gattini

- La Gatta Prociona, splendida meticcia con il pelo lungo e la coda a righe. Molto affettuosa e intraprendente non disdegna placide incursioni all'interno della casa.
- La Gatta Azzurra, sorella della Gatta Prociona è più riservata e solitaria. Deve il suo nome ai riflessi azzuri del suo pelo sotto il sole.
- Il Gattaccio, grosso e litigioso maschio bianco e grigio. Il suo sport preferito è ululare come un coyote e rincorrere la Gatta Prociona.
- La Marmorina, gatta meticcia con il manto a squama di tartaruga che fa rare comparizioni, ma sempre d'effetto. La trovi a dormire sullo zerbino nelle notti di pioggia o a spiarti dalla finestra.
- Il Certosino, elegante e silenzioso. Compare e scompare come un fantasma.
E poi c'è il mio, deliziosa nuvola di pelo, che non esce mai dal giardino, che aspetta pazientemente che la Prociona lo venga a trovare e che comunque preferisce la mia compagnia a quella dei suoi simili.
02 aprile 2009
Post-operatorio
Sono stata sotto posta ad una osteotomia di Reverin-Green di M1 + osteotomia di Weil di M2 e M3 + allungamento a z del tendine estensore lungo del secondo dito.
Mi hanno massacrato un piede.
Nonostante 3 delle mie ossa sia state affettate, ridotte, limate, avvitate, sto bene! Mi aspettavo dei dolori insopportabili, invece sono poco più intensi di quelli che avevo prima. Sono stata fortunata.
Ora sono costretta in casa, mi posso muovere pochissimo e con una orrenda calzatura che mi fa ancheggiare in maniera ridicola!
Il lato positivo della cosa è che posso finalmente oziare senza sentirmi in colpa, navigare in internet a qualsiasi ora e leggeere, leggere leggere...
23 marzo 2009
Gian Luca Battistello, personale fotografica

Per tutti gli altri www.glbattistello.com
PS: Anche Pimpirulin ha fatto da modella!
16 marzo 2009
Mettiamo le mani avanti

Alla fine l'illuminante frase:può contenere tracce di frutta a guscio.
Vedi mai che uno non l'abbia riconosciuta dall'inequivocabile aspetto o non conosca il significato di noci, nocciole, mandorle e pistacchi.
10 marzo 2009
Preoccupante escalation
Tempo fa ho scritto un post raccontando di non aver mai visto un esibizionista. Questa parola ha aumentato il mio rank attirando moltissimi sfortunati che digitando, come chiave di ricerca, tutte le varie declinazioni dell'esibizionismo in cerca di siti pruriginosi, sono capitati nel mio casto blog.
Dall'inizio dell'anno la cosa ha preso una piega preoccupante: la mezza mela è stata bacata, per una buona fetta, da bruchi che cercavano "esibizionista in treno".
Le cifre.
Gennaio: 12
Febbraio: 35
Marzo: 83 (e siamo solo al 10…)
Presa da un'insana curiosità ho digitato anche io le paroline tanto ambite e…ho scoperto un mondo a me sconosciuto!
Tra i risultati di google sono al secondo posto, infilata come una fetta di prosciutto in un panino, tra il "portale per chi ama la f**a " un sito di annunci in cui si cercano coppie per l'esibizionismo in treno e in altri luoghi pubblici.
Come ci sono finita lì è un mistero.
PS: probabilmente dopo questo post in cui ho usato le parole "esibizionista/esibizionismo" per ben 6 volte finirò al primo posto!
08 marzo 2009
Come la pecora Dolly
A proposito di docente. Mi aspettavo un signore di una certa età, e con l'aspetto di uno che parla di stallatico, NPK, muffe e funghi. Insomma uno che passa inosservato. Invece si è presentato un ragazzo (non saprei dargli un'età precisa, di sicuro più giovane di me) e dall'aspetto gradevole.
Finita la lezione siamo andati a mangiare la pizza e a fare una passeggiata nel centro storico di Padova.
Alla fine mi girava la testa, ero come ubriaca, stranita. Non sono abituata, io, a certe cose. Io sono abituata ad arrangiarmi!
Ieri sera non ho toccato una maniglia, né di porta né di macchina.
Un gentiluomo mi ha aperto la portiera in entrata e in uscita, mi ha aperto la porta della pizzeria e l'ha tenuta aperta finchè non l'ho oltreppassata.
Non è che uno così si può clonare?
Pubblicità progresso
06 marzo 2009
04 marzo 2009
Sono soddisfazioni

Si è svolto tutto secondo un rituale preciso, secondo un canovaccio prestabilito, con tutte le domande del caso.
"Braccio destro o sinistro?" per gli esami del sangue.
"Quanto è alta, quanto pesa? Fuma? Da quanto tempo? Episodi in famiglia di infarto, ictus, etc, etc".
Poi l'elettrocardiogramma. "Si spogli. Si stenda".
L'infermiera mi pinza polsi e caviglie, sbroglia metri di filo per recuperare le ventosette, me ne appiccica una sopra il seno destro, ne prende in mano una seconda, si blocca.
Con la ventosa a mezz'aria, mi guarda e mi chiede:
"Ma il seno è tuo o è rifatto?"
Per una che fra due mesi compie 39 anni sono soddisfazioni!
03 marzo 2009
L'elogio della stravaganza
Ho avuto l'onore di vedere un mio ritratto aprire la mostra e il piacere di vedere i suoi bei lavori esposti in una cornice affascinante.
Gian Luca, durante la presentazione, è stato definito un "aggregatore". Questo aggettivo gli calza a pennello! All'inaugurazione erano presenti molte persone, tutte diverse. Quello che le accumunava, oltre all'amicizia con Gian, era l'essere, chi più chi meno, stravaganti.
Ognuno con una sua particolarità, tutti indifferenti alle mode e ai dictat della società odierna, tutti così diversi dalle persone che quotidianamente mi circondano.
E' stata un'iniezione di energia, di allegria. Ho ritrovato il mondo che frequentavo quand'ero più giovane, che è il mio mondo, e che ora è sempre più difficile da ritrovare.
Grazie Gian Luca!
Per chi avesse la curiosità di conoscere il vero volto di Pimpirulin il percorso nel sito di Gian è il seguente:
- Galleria
- Ritratti
- Contrasto
27 febbraio 2009
PH 5.5
un limone verde
un litro di aceto
un verde che andava di moda qualche anno fa
la crème fraiche
il latte andato a male
una zitella con un gatto e le rose in giardino.
e un sacco di altre cose che ora non mi vengono in mente.
Ma so che tutto questo passerà, almeno lo spero, per il mio prossimo.
24 febbraio 2009
22 febbraio 2009
La giornata dello schianto
Qualche minuto fa il mio gatto ha tentato di uscire dalla finestra, ma il vetro era chiuso ed è scivolato lungo il muro come un cartone animato. Ne è uscito un po' stordito ma senza gravi danni.
Io stasera mi terrò lontana da porte a vetro e finestre, non si sa mai.
Ia ia oh!
Metatar-tar-tar-tar-tarsalgia
Misantropi-pi-pi-pi-pia
Misogini-ni-ni-ni-nia
Lombalgi-gi-gi-gi-gia
Asteni-ni-ni-ni-nia
Emicracra-cra-cra-cra-crania
Manca solo l'aerofagia ia ia oh!
08 febbraio 2009
Basta poco

07 febbraio 2009
Lettera aperta alla Gelmini parte seconda
La stessa legge si può applicare all'accoppiata pantalone-perizoma che segue la legge dell'accoppiata pantalone-mutanda. Gli esempi pratici potrebbero arricchirsi di fotografie di impiegate sedute davanti alla scrivania con il caratteristico pantalone a metà natica e canale naticale in bella mostra o il triangolo del perizoma ad altezza reni.
Aggiungerei ne programma anche qualche ora su "Materiali e colori". Paillettes e accessori dorati o argentati non dovrebbero essere usati prima di un'ora definita, nelle ore in cui la quantità di luce abbinata al materiale riflettente potrebbe offendere le pupille più delicate, soprattutto al mattino presto quando la vista è più sensibile.
Nelle stesse ore, in classi diverse, i maschi potrebbero seguire delle lezioni ad hoc. I ragazzi oggi non conoscono la funzione del berretto: lo tengono calcato in testa anche in ambienti chiusi e di conseguenza non particolarmente freddi rischiando il surriscaldamento della calotta cranica e la conseguente cottura della materia cerebrale con gli evidenti danni che abbiamo sotto gli occhi.
Anche per i maschi sarebbero utili lezioni sulla legge del pantalone-mutanda e sull'esibizione della bianche ria intima.
Spero che il mio suggerimento possa darle degli spunti utili per il suo lavoro.
Ringraziandola per la sua (spero) cortese attenzione, le porgo i miei più cordiali saluti.
06 febbraio 2009
Lettera aperta alla Gelmini
Cara Ministra,
mi scusi per l'inizio confidenziale, ma dopo tanti attacchi e tante critiche ho pensato che un cenno d'affetto le avrebbe fatto piacere.
Non le scrivo per parlare del famigerato decreto che porta il suo nome, ma già che siamo in un clima di restaurazione vorrei farle umilmente una proposta in merito ai programmi scolastici.
Lei, con la reintroduzione del grembiulino alle elementari, ha dimostrato una particolare attenzione all'abbigliamento e al suo utilizzo.
Mi permetto di farle notare che anche gli studenti delle scuole di grado superiore hanno qualche lacuna sull'argomento (basta guardarsi intorno per capirlo), perciò credo che dovrebbe essere introdotta nei piani di studio una materia inerente al vestiario, alla sua storia, al suo significato.
Qualcuno dovrebbe spiegare alle ragazze che l'abito fa parte di quella che viene comunemente chiamata "comunicazione non verbale" e che la scelta di un capo può influire sulle relazioni sociali.
Bisognerebbe spiegarlo, alle ragazze, la legge secondo la quale quando una donna si piega in avanti, il pantalone scende verso il basso mentre la mutanda di medie dimensioni sale verso l'alto. Se la mutanda è di dimensioni inferiori alla norma viene fagocitata dal pantalone e trascinata verso il basso mettendo in evidenza il canale chiappale. Dato che l'imbarazzo non fa più parte del patrimonio genetico delle giovani (e anche delle meno giovani) e che la sensibilità sacrale si è notevolmente ridotta impedendo alle ragazze di rendersi conto di quanto succede in determinate occasioni, si potrebbe almeno evitare visioni coatte di parti del corpo non sempre all'altezza di essere mostrate. Va sottolineato che non sempre, riprendendo la posizione eretta, i due capi ritornano nella posizione originaria, spesso a causa dell'attrito con il corpo, rimangono in quella appena raggiunta.
L'insegnamento potrebbe essere corredato da esempi pratici, mostrando il tipico caso della commessa mentre allestisce la vetrina con le terga al vetro o che si china a prendere la merce voltando le spalle all'inerme cliente.
Continua…
04 febbraio 2009
Facebook ergo sum

Ma se hai la mai mail e il mio numero di telefono (e non paghi né telefonate né sms perché siamo colleghe) perché mai devo iscrivermi su Fb? E se non ti bastassero i due precedenti mezzi di comunicazione, puoi lasciare un commento nel mio blog che male non m farebbe.
30 gennaio 2009
20 gennaio 2009
Gli amici si vedono...

13 gennaio 2009
Povera illusa

Me tapina.
Lasciando perdere la settimana di cali della pressione che mi hanno afflosciata sul divano dalle 20 in poi. Perchè la pressione è precisa e puntuale nelle sue variazioni.
Domenica mi è scoppiato un bel raffreddore. Scoppiato nel senso della parola perchè ha fatto a brandelli il mio cervello, la mia memoria è a livelli senili, la mia concentazione è azzerata, la mia capacità di ragionamento inesistente. Ne è la prova il numero infinito di correzioni a cui sono state sottoposte queste poche righe.

06 gennaio 2009
L'epifania tutte le feste si porta via

Poco dopo la mezzanotte ho lasciato uno stinco sul tavolino di vetro trasparente dell salotto della mia amica. Ho guidato sotto una bufera di neve con fiocchi che sembravano fazzoletti. Ho spalato da sola la neve dalla rampa dei garage, i miei vicini non mi hanno dato nemmeno un aiuto morale.
A Isotta, la mia moffetta, hanno diagnosticato del fango biliare e le devo dare 3 pastiglie due volte al giorno. Anzi gliene devo dare una intera, 3/4 di un'altra e 1/4 della terza. E non è semplice.
In tutto questo mi consola solo una cosa: non può che migliorare!