Siamo alla continua ricerca della nostra mezza mela. La mia se la deve essere mangiata qualcuno. (mi ero sbagliata)
06 marzo 2009
04 marzo 2009
Sono soddisfazioni
Martedi mattina sono stata in ospedale per la visita anestesiologica e gli esami in vista dell'intervento che dovrò subire a fine marzo.Si è svolto tutto secondo un rituale preciso, secondo un canovaccio prestabilito, con tutte le domande del caso.
"Braccio destro o sinistro?" per gli esami del sangue.
"Quanto è alta, quanto pesa? Fuma? Da quanto tempo? Episodi in famiglia di infarto, ictus, etc, etc".
Poi l'elettrocardiogramma. "Si spogli. Si stenda".
L'infermiera mi pinza polsi e caviglie, sbroglia metri di filo per recuperare le ventosette, me ne appiccica una sopra il seno destro, ne prende in mano una seconda, si blocca.
Con la ventosa a mezz'aria, mi guarda e mi chiede:
"Ma il seno è tuo o è rifatto?"
Per una che fra due mesi compie 39 anni sono soddisfazioni!
03 marzo 2009
L'elogio della stravaganza
Ho avuto l'onore di vedere un mio ritratto aprire la mostra e il piacere di vedere i suoi bei lavori esposti in una cornice affascinante.
Gian Luca, durante la presentazione, è stato definito un "aggregatore". Questo aggettivo gli calza a pennello! All'inaugurazione erano presenti molte persone, tutte diverse. Quello che le accumunava, oltre all'amicizia con Gian, era l'essere, chi più chi meno, stravaganti.
Ognuno con una sua particolarità, tutti indifferenti alle mode e ai dictat della società odierna, tutti così diversi dalle persone che quotidianamente mi circondano.
E' stata un'iniezione di energia, di allegria. Ho ritrovato il mondo che frequentavo quand'ero più giovane, che è il mio mondo, e che ora è sempre più difficile da ritrovare.
Grazie Gian Luca!
Per chi avesse la curiosità di conoscere il vero volto di Pimpirulin il percorso nel sito di Gian è il seguente:
- Galleria
- Ritratti
- Contrasto
27 febbraio 2009
PH 5.5
un limone verde
un litro di aceto
un verde che andava di moda qualche anno fa
la crème fraiche
il latte andato a male
una zitella con un gatto e le rose in giardino.
e un sacco di altre cose che ora non mi vengono in mente.
Ma so che tutto questo passerà, almeno lo spero, per il mio prossimo.
24 febbraio 2009
22 febbraio 2009
La giornata dello schianto
Qualche minuto fa il mio gatto ha tentato di uscire dalla finestra, ma il vetro era chiuso ed è scivolato lungo il muro come un cartone animato. Ne è uscito un po' stordito ma senza gravi danni.
Io stasera mi terrò lontana da porte a vetro e finestre, non si sa mai.
Ia ia oh!
Metatar-tar-tar-tar-tarsalgia
Misantropi-pi-pi-pi-pia
Misogini-ni-ni-ni-nia
Lombalgi-gi-gi-gi-gia
Asteni-ni-ni-ni-nia
Emicracra-cra-cra-cra-crania
Manca solo l'aerofagia ia ia oh!
08 febbraio 2009
Basta poco
E' bastato un computer nuovo, una connessione wi-fi e una fastisiosa metatarsalgia che mi costringe a letto o sul divano per la maggior parte della giornata a farmi ritornare la voglia di scrivere su questo blog.07 febbraio 2009
Lettera aperta alla Gelmini parte seconda
La stessa legge si può applicare all'accoppiata pantalone-perizoma che segue la legge dell'accoppiata pantalone-mutanda. Gli esempi pratici potrebbero arricchirsi di fotografie di impiegate sedute davanti alla scrivania con il caratteristico pantalone a metà natica e canale naticale in bella mostra o il triangolo del perizoma ad altezza reni.
Aggiungerei ne programma anche qualche ora su "Materiali e colori". Paillettes e accessori dorati o argentati non dovrebbero essere usati prima di un'ora definita, nelle ore in cui la quantità di luce abbinata al materiale riflettente potrebbe offendere le pupille più delicate, soprattutto al mattino presto quando la vista è più sensibile.
Nelle stesse ore, in classi diverse, i maschi potrebbero seguire delle lezioni ad hoc. I ragazzi oggi non conoscono la funzione del berretto: lo tengono calcato in testa anche in ambienti chiusi e di conseguenza non particolarmente freddi rischiando il surriscaldamento della calotta cranica e la conseguente cottura della materia cerebrale con gli evidenti danni che abbiamo sotto gli occhi.
Anche per i maschi sarebbero utili lezioni sulla legge del pantalone-mutanda e sull'esibizione della bianche ria intima.
Spero che il mio suggerimento possa darle degli spunti utili per il suo lavoro.
Ringraziandola per la sua (spero) cortese attenzione, le porgo i miei più cordiali saluti.
06 febbraio 2009
Lettera aperta alla Gelmini
Cara Ministra,
mi scusi per l'inizio confidenziale, ma dopo tanti attacchi e tante critiche ho pensato che un cenno d'affetto le avrebbe fatto piacere.
Non le scrivo per parlare del famigerato decreto che porta il suo nome, ma già che siamo in un clima di restaurazione vorrei farle umilmente una proposta in merito ai programmi scolastici.
Lei, con la reintroduzione del grembiulino alle elementari, ha dimostrato una particolare attenzione all'abbigliamento e al suo utilizzo.
Mi permetto di farle notare che anche gli studenti delle scuole di grado superiore hanno qualche lacuna sull'argomento (basta guardarsi intorno per capirlo), perciò credo che dovrebbe essere introdotta nei piani di studio una materia inerente al vestiario, alla sua storia, al suo significato.
Qualcuno dovrebbe spiegare alle ragazze che l'abito fa parte di quella che viene comunemente chiamata "comunicazione non verbale" e che la scelta di un capo può influire sulle relazioni sociali.
Bisognerebbe spiegarlo, alle ragazze, la legge secondo la quale quando una donna si piega in avanti, il pantalone scende verso il basso mentre la mutanda di medie dimensioni sale verso l'alto. Se la mutanda è di dimensioni inferiori alla norma viene fagocitata dal pantalone e trascinata verso il basso mettendo in evidenza il canale chiappale. Dato che l'imbarazzo non fa più parte del patrimonio genetico delle giovani (e anche delle meno giovani) e che la sensibilità sacrale si è notevolmente ridotta impedendo alle ragazze di rendersi conto di quanto succede in determinate occasioni, si potrebbe almeno evitare visioni coatte di parti del corpo non sempre all'altezza di essere mostrate. Va sottolineato che non sempre, riprendendo la posizione eretta, i due capi ritornano nella posizione originaria, spesso a causa dell'attrito con il corpo, rimangono in quella appena raggiunta.
L'insegnamento potrebbe essere corredato da esempi pratici, mostrando il tipico caso della commessa mentre allestisce la vetrina con le terga al vetro o che si china a prendere la merce voltando le spalle all'inerme cliente.
Continua…
04 febbraio 2009
Facebook ergo sum
Ho sottovalutato il coso e la sua portata. Ho sbagliato completamente la mia valutazione.Ma se hai la mai mail e il mio numero di telefono (e non paghi né telefonate né sms perché siamo colleghe) perché mai devo iscrivermi su Fb? E se non ti bastassero i due precedenti mezzi di comunicazione, puoi lasciare un commento nel mio blog che male non m farebbe.
30 gennaio 2009
20 gennaio 2009
Gli amici si vedono...
Gli amici si vedono nel momento del bisogno.13 gennaio 2009
Povera illusa
Avevo detto che poteva solo migliorare? Anzi, ne ero così sicura, non avevo nessun tipo di dubbio, ci credevo talmente tanto che l'avevo pure scritto.Me tapina.
Lasciando perdere la settimana di cali della pressione che mi hanno afflosciata sul divano dalle 20 in poi. Perchè la pressione è precisa e puntuale nelle sue variazioni.
Domenica mi è scoppiato un bel raffreddore. Scoppiato nel senso della parola perchè ha fatto a brandelli il mio cervello, la mia memoria è a livelli senili, la mia concentazione è azzerata, la mia capacità di ragionamento inesistente. Ne è la prova il numero infinito di correzioni a cui sono state sottoposte queste poche righe.
eno l'antico rimedio della nonna, il latteegrappa, funziona. Me ne sono fatta un tazzone (io però ci metto il rum, che la grappa non mi piace) ci ho aggiunto una bella dose di zucchero per aumentare il grado alcolico...niente non l'ho neanche sentito. Allora ho provato col vin brulé, niente neanche quello, sono insensibile all'alcol.06 gennaio 2009
L'epifania tutte le feste si porta via
Il 2009 è iniziato con tutti i migliori auspici.Poco dopo la mezzanotte ho lasciato uno stinco sul tavolino di vetro trasparente dell salotto della mia amica. Ho guidato sotto una bufera di neve con fiocchi che sembravano fazzoletti. Ho spalato da sola la neve dalla rampa dei garage, i miei vicini non mi hanno dato nemmeno un aiuto morale.
A Isotta, la mia moffetta, hanno diagnosticato del fango biliare e le devo dare 3 pastiglie due volte al giorno. Anzi gliene devo dare una intera, 3/4 di un'altra e 1/4 della terza. E non è semplice.
In tutto questo mi consola solo una cosa: non può che migliorare!
30 dicembre 2008
Top ten
Ho come l'impressione che questa fine d'anno sia tutta in salita, e con una pendenza straordinaria. Sono stanchissima, alle prese con 3 lavori diversi, la puzzola con le coliche (= ecografia, esami del sangue e 3 pastiglie 2 volte al giorno, non so come faro'), una casa che e' uno schifo e svariate uscite con svariati amici. Adesso che ci penso e' la prima volta in tutta la mia vita che ricevo cosi' tanti inviti, che vado a cosi' tante cene...- tanta sete gravidanza e' femmina? (magari e' solo un cammello)
- non ti sposo a lignano sabbiadoro (e da qualche altra parte?)
- babbo natale con aspirapolvere (lo tengo presente per i regali di natale del prossimo anno)
- femmina che sela fa con il comodino (senza parole)
- punto g posizione foto (ti serve anche una mappa?)
- ragazze che hanno visto un esibizionista (io ancora no!)
- la mela racconto amore mezza (e' un gioco? Devo rimettere le parole al loro posto?)
- frasi sul retro copertina de la solitudine dei numeri primi (devono essere proprio importanti, adesso le vado a rileggere)
- posizione se (se cosa?)
- un pensiero speciale a tutti quelli, e sono tanti, che hanno digitato la parola "esibizionista" in tutte le sue declinazioni e che sono rimasti delusi
Buon 2009 a tutti quelli che passeranno di qua.
top ten ispirata da Alianorah
21 dicembre 2008
Evoluzione della specie

I bimbi delle mie amiche stanno crescendo, e naturamente le loro mamme mi raccontano orgogliose i loro progressi.
E io rimango sempre più stupita di quello che questi esserini minuscoli riescono a fare, della velocità con cui imparano le cose nuove, della capacità di parlare e spiegarsi.
Detto questo, io non mi spiego una cosa.
Mia nonna mi raccontava che ai suoi tempi i bambini venivano fasciati e ci rimanevano per mesi, venivano allattati per anni, a scuola ci andavano a malapena e molti arrivavano si e no alla terza elementare.
Ora i bambini sgambettano liberi, imparano a parlare molto presto, hanno giochi interattivi che li stimolano, imparano a leggere e a scrivere prima di andare all'asilo, usano il videoregistratore, dominano il telecomando, dalla prima elementare vengono infarciti di una seconda lingua e di tecnologia.
Ai tempi di mia nonna e die miei genitori i ragazzi diventavano indipendenti e lasciavano il nido attorno ai vent'anni, si sposavano, mettevano su famiglia.
Ora l'essere umano, quando va bene, spicca il volo attorno ai 35/40 anni...
E io mi domando cosa ne penserebbe Darwin di questa evoluzione.
12 dicembre 2008
Senso del pudore
Anche questa mattina alzataccia per andare in ospedale a fare delle terapie.Anche questa mattina sono entrata nell'ambulatorio, mi sono accomodata dietro al paravento che viene accuratamente sistemato affinchè l'occultamento sia perfetto e mi spoglio mentre i medici fanno di tutto per non guardare nella mia direzione probabilmente per non mettermi in imbarazzo.
Anche questa mattina sono uscita da dietro il paravento nuda come mamma mi ha fatto, mi sono stesa su lettino mentre 3/4 medici mi attorniano puntandomi gli occhi addosso e scrutandomi con attenzione.
E anche questa mattina pensandoci ho sorriso.
06 dicembre 2008
Chi la fa l'aspetti
Ho tanto criticato i Babbo Natale appesi e ora me ne trovo uno sulla testa. I miei vicini rumorosi ne hanno attaccato uno al terrazzo. Non ho nemmeno il coraggio di uscire in giardino e alzare gli occhi.Il meschino è lì, inzuppato da tutta la pioggia che è venuta giù, malamente appeso ad una coda che sballonzola in balia del vento.
Devo solo tenere duro fino alla Befana, o sperare che la corda si rompa così potrò salvare Babbo Natale da questa vergogna.
30 novembre 2008
Fiestaaaa!
Sono rintanata in taverna. Non posso salire al piano nobile perchè da circa un'ora sulla mia testa si sta svolgendo una festa latina: musica a tutto volume, tacchi che ticchettano su e giù, bambini che corrono! Impossibile stare in casa, non riesco a sentire nemmeno i miei pensieri.La musica a tutto volume è una costante dei vicini equadoregni del piano di sopra. All'inizio non avevano orario, mi svegliavo nel cuore della notte a ritmo di merengue* e non servivano manici di scopa e urla: non le sentivano. E non serviva nemmeno uscire in pigiama, suonare il campanello e implorare un po' di silenzio. Solo i pugni sul muro corredati di bestemmione dell'altro vicino avevano un certo successo.
Ora le cose sono leggermente migliorate: mi devo sorbire salsa* e baciata* soltanto di giorno.
Ne ho parlato con la vicina cubana (che ha un marito italiano che le fa tenere basso il volume), mi ha detto che "loro" la musica ce l'hanno nel sangue.
Io, invece, ormai ce l'ho nel fegato.
*come se sapessi riconoscerle!
25 novembre 2008
Paturnie 2
Che stia dicendo a me?
Paturnie 1
Proprio non va.Non riesco ad essere vivace, allegra ed entusiasta come al solito. Il lavoro non mi aiuta: mi hanno messo a fare una cosa che mi annoia terribilmente.
La vita sociale è nulla.
Niente di nuovo. E' la stessa sensazione che provo ogni anno in questo periodo. Per avere una conferma ho riguardato i post scritti in questo periodo negli anni scorsi.
Il 2006 non conta, ero su di giri (probabilmente la crisi l'ho avuta dopo).
Nel 2007 c'è il vuoto totale.
Perfetto. Tutto gira come al solito.
Basta aspettare.
22 novembre 2008
Piccolo grande amore
Anche io ho un innamorato!L'ho conosciuto circa 2 mesi fa, al matrimonio di un'amica. In chiesa eravamo seduti vicini. Lui è rimasto subito affascinato dalle mie calze a rete.
Durante la cerimonia si è creata una certa complicità fatta di piccoli gesti e di molti sguardi. Siamo stati distratti per tutta la durata, abbiamo giocato silenziosamente per non disturbare gli altri. Ma non è bastato, tutti si sono accorti dell'immediata simpatia reciproca.
Al ristorante eravamo seduti uno di fronte all'altra e non abbiamo avuto modo di approfondire la conoscenza. Nonostante questo ci siamo scambiati sorrisi complici e qualche strizzatina d'occhi.
Ci siamo rivisti durante una cena qualche settimana dopo.
Quando sono arrivata lui era già lì e mi ha riservato un'accoglienza entusiasta. Il suo sguardo si è illuminato quando mi ha vista! E ha gridato il mio nome!
Proprio ieri ho saputo che non mi ha dimenticata e che spesso fa il mio nome.
Dimenticavo un piccolo particolare: lui ha solo 2 anni.
18 novembre 2008
Un altro razzismo è possibile

Assemblea condominiale.
Abito in un condominio multietnico, proprietari ed affittuari sono di diverse nazioni.
All'assemblea erano presenti:
3 italiani
1 statunitense
1 cubana
1 rumena.
Le nostre assemblee sono sempre state molto tranquille, le lamentele sono generalmente nei confronti degli affittuari ma i proprietari dei lotro appartamenti non sono mai presenti. Perciò ci si limita a uno sfogo liberatorio, alla messa a verbale e si finisce sempre con il bere un caffè in compagnia.
I vicini rumorosi e maleducati sono sempre stati idicati in base alla loro collocazione nel condominio: quello di sopra; quelli in mezzo; quelli dietro, mai in base alla loro nazionalità.
E di questa cosa sono molto orgogliosa.
Sembrava che anche l'assemblea di mercoledì scorso stesse per ripercorrere il solito copione quando si accende una discussione tra la cubana, colpevole di non pulire le scale sempre lo stesso giorno della settimana, e la fiscalissima rumena. Discussione sempre più animata tra le due mentre noi, ai quali non interessava minimamente l'argomento stavamo a sentire in silenzio.
L'assemblea si è conclusa, ma le due donne non si sono calmate: la rumena è andata via furente, la cubana, mentre stavamo avviandoci verso il bar ha così cocluso il discorso:
“Questi arrivano in Italia e solo percè hanno una casa pensano di essere padroni di tutto e di poter comandare.”
Sono rimasta a bocca aperta.
10 novembre 2008
Casa dolce casa
Sono tornata a casa ormai da una settimana.Il mio appartamentino mi ha riservato una fredda accoglienza. Nel vero senso della parola!
Mi si è rotta subito la caldaia e sono rimasta 2 giorni senza acqua calda.
Il rubinetto esterno, quello che uso per annaffiare il giardino, perde.
Il cavo dell'antenna della tv è andato e mi fa vedere solo alcuni canali e per di più male.
La mia macchina si è offesa e si rifiuta di accendere le frecce.
Il gatto e la puzzola hanno problemi di convivenza.
Casa dolce casa.
30 ottobre 2008
La moltiplicazione dei panni e dei pesi

Ieri sera ho assistito ad un miracolo! Probabilmente l'ho compiuto io senza saperlo.
Domani lascero' definitivamente Milano per tornare nella mia amata Padova e, per non prendermi all'ultimo con mille cose da fare, ieri sera ho fatto le valigie.
Gia' una settimana fa avevo portato a casa due bei borsoni colmi colmi e avevo calcolato ad occhio il volume delle cose rimaste.
Ma e' avvenuto un prodigio! Piu' riempivo la valigia e meno l'armadio si svuotava. La valigia era all'orlo e i cassetti pullulavano di calzini, mutande... E c'era ancora il mobiletto del bagno da affrontare.
Ad un certo punto ho smesso di lottare con il soprannaturale e mi sono messa a letto. Finiro' stasera e domani mi ritrovero' cosi'

E come ogni donna che si rispetti continuero' comunque a dire: "Non ho niente da mettermi"
14 ottobre 2008
10 ottobre 2008
MySpace, Facebook e dell'amicizia
Ecco, rovinata la giornata. O almeno la mattinata.
09 ottobre 2008
Rimanere zitella. Ragione numero 2
Una sera mi telefona G. e mi chiede di uscire. Estate 1998. L’uomo che aveva ottenuto per la seconda volta l’esclusiva sul mio cuore era lontano. Troppo lontano. E il mio cuore in esclusiva era in uno stato pietoso.
Incipit.
torniamo un po' indietro.
G. durante gli anni delle superiori era quello che stava sul penultimo gradino dell’autobus, io stavo sull’ultimo. Ho passato circa tre anni con il suo zaino incollato alla mia guancia.
Ci eravamo simpatici, uscivamo spesso insieme (lui e i suoi amici mi invitavano sempre alle loro serate tra maschi). Ad un certo punto, per qualche strano incantesimo, G. improvvisamente divento' consapevole della mia femminilita’.
Nello stesso momento una nuova frequentatrice della compagnia si era perdutamente innamorata di lui e, come naturale conseguenza, aveva cominciato ad odiarmi.
G. da bravo ometto con le palle ha lasciato a me la responsabilita’ della scelta:
“Tu mi piaci, lei mi adora e io non so decidermi, fallo tu”.
Io che avevo il cuore in frantumi per quello di cui sopra, ma che non avevo perso le speranze, e che non avevo il minimo interesse per G. decisi per lui: con un gesto di grande generosita', lo lascia a quella sventurata.
Sei anni dopo.
Usciamo (io sempre convinta che si trattasse di una serata tra maschi), andiamo in un pub, lui si sfila una scarpa e mi fa piedino. Ingoio gli insulti e gli faccio carinamente capire che non mi sembrava proprio il caso: lui fidanzato, io con il cuore spremuto, entrambi in pubblico.
La taglio corta, la situazione stava diventando pesante. Gli chiedo di accompagnarmi a casa.
Explicit
A poche centinaia di metri da casa svolta in una stradina di campagna, buia e lontana da qualsiasi presenza umana e… mi salta addosso e comincia a palparmi le tette!
Una sberla ben piantata gli fa calare un po’ il testosterone e questo impunito mi chiede scusa giustificandosi:
“Volevo solo vedere se mi ricordavo bene…”
Ricordavo bene, cosa???? Ma quando mai! Nei tuoi sogni forse!
Alla fine in lacrime mi confessa che di li’ a 2 mesi si sarebbe sposato e che se solo gli avessi detto si, avrebbe mollato tutto, per me.
E io che 6 anni prima pensavo di aver fatto una buona azione…
07 ottobre 2008
Ipse dixit
Dal sito di Repubblica:06 ottobre 2008
Rimanere zitella. Ragione numero 1
Credo sia iniziato tutto cosi'.02 ottobre 2008
Giustizia divina- Giustizia terrena
Dal dentista. Sala d'attesa quasi vuota. Solo io e lui.23 settembre 2008
Un numero imprecisato di ragioni per rimanere zitella
Inizia tutto cosi’: Elisa mi gira la copertina di un libro, 40 ragioni per non avere figli. Incominciano le solite battute su amiche e colleghe che ci ammorbano con i racconti sulle non-gioie della gravidanza e sulla consistenza e sulle varianti di colore della cacca dei loro pargoli (puntualmente nella pausa pranzo). Per non parlare di quelle che, sfortuna loro, non possono avere figli e ci guardano incattivite contando mentalmente i nostri ovuli sprecati.
La sera stessa ci sentiamo al telefono e spettegoliamo sul menage familiare di alcuni nostri amici. Alla fine di questi orrifici racconti, mi trovo sempre ad esclamare: “e poi mi chiedono perche’ sono rimasta zitella!”.
E poi ci rimugino su, ci penso, ci ripenso, associo le due cose, me ne vengono in mente altre…
E mi ritrovo a pensare ai libri che ho letto, in particolare a quelli con single trentenni come protagoniste (che va tanto di moda), Bridget Jones, quelle della Bertola, della Kinsella, tutte disperate zitelle alla disperata ricerca del Principe Azzurro. Tutte storie in cui il Principe Azzurro alla fine arriva e tutti vissero felici e contenti.
Io sul Principe Azzurro ho gia’ espresso la mia opinione e anche sul rospo e la sua corona.
A me la mia zitellitudine non pesa, anzi! Non riesco ad immaginarmi accanto una presenza pelosa a meno che non abbia 4 zampe.
Qualche domanda me la faccio.
Ma che cos’ho io di diverso dalle altre?
Ma come ho fatto ad arrivare a questo punto?
Mmmmh… un’idea ce l’avrei.
Inizia una nuova rubrica: Un numero imprecisato di ragioni per rimanere zitella.
18 settembre 2008
Mia mamma e’ un genio
La settimana scorsa mia mamma e’ andata ad un funerale. E come si sa, ai funerali si incontrano tante persone, piu’ che ai matrimoni, persone che non frequenti da molti anni e che non vedono l’ora di farsi un po’ di affari tuoi.Naturalmente io, grazie alla mia fama di ragazza stramba e non sposata, sono la causa principale della pruriginosa curiosita’ di certe anziane “betoneghe” (termine veneto che definisce la donna pettegola).
Un gruppetto di pettegole si e’ avvicinato a mia mamma con l’intento si colmare alcuni anni di assenza di informazioni
Dopo in primi convenevoli la conversazione, in dialetto padovano, si e’ svolta piu’ o meno cosi'.
Betoneghe: E to fioea? A xe sposa’, vero? E te gaea fata nona?”
Mamma: “No, no ea xe sposa’ e no a ga fioei”.
B: “E gaea finio de studiare?” (mi sono laureata 7 anni fa, ma nell’immaginario della gente sono un’eterna studente)
M: “Si! Da un toco!”
B: “Ma vivea ancora co’ ti? E lavorea?”
M: “Ma no! ‘A se ga compra’ un apartamento e ‘a vive da soea. Me fioea ga sempre lavora’, ‘desso a xe a Mian. I a ga manda’ la’ par sie’ mesi…”
B: “Ah ben cio’! Ma eora el xe un… come se ciama…un coso…un avanso de cariera.”
M: “si, xe proprio un avanso de cariera.”
Traduzione:
B: “E tua figlia? Si e’ sposata, vero? Ha sei nonna?”
M: “No, non e’ sposata e non ha figli.”
B: “E ha finito di studiare?”
M: “Si! Da un bel po’!”
B: “Ma vive ancora con te? E lavora?”
M: “Ma no! Si e’ comprata un appartamento e vive da sola. Mia figlia ha sempre lavorato, ora e’ a Milano, l’azienda l’ha mandata li’ per sei mesi…”
B: “Bene! Ma allora e’… come si dice… un coso… un avanzo di carriera.”
M: “Si, e’ proprio un avanzo di carriera.”
05 settembre 2008
Devo smettere di guardare la tv di prima mattina
Qualche giorno fa, facendo colazione, guardavo distrattamente (io di prima mattina ho delle grosse difficolta’ a concentrarmi) la tv.Al mattino in tv si susseguono abbastanza velocemente rubriche di ogni genere: cosa mettere nello zaino prima di partire per una gita a 4000 metri; le benefiche proprieta’ del gambo dell’erba gatta; buttati in piscina per ritrovare il tono del retro ginocchio; e via dicendo. Il tutto intervallato da tiggi’ di varia lunghezza e spessore.
Tra una crocchiata di cereali e l’altra sento una voce che chiede:
“Hai spesso una sensazione di sete?”
“Senti il desiderio di bere frequentemente?”
“Ti scappa sempre la pipi?” (forse non con questi termini)
Con il cucchiaio a mezzaria ho risposto: “Si, si, si…”
La voce continua: “Questi sono i primi sintomi del diabete.”
Allora mi sono immediatamente detta: ”Mi sta venendo il diabete! (da notare l’ottimismo della frase, non ho detto HO il diabete).
Qualche secondo dopo, svegliata completamente dallo spavento, ho completato le risposte alle tre domande”
“Hai spesso una sensazione di sete?” “Si, ma e’ estate e fa caldo e sudo e il mio corpo mi segnala che mi devo reidratare”
“Senti il desiderio di bere frequentemente?” “Si, infatti ho sete perche’ fuori ci saranno 40 gradi e in ufficio c’e’ una bora che neanche a Trieste che mi secca la gola.”
“Ti scappa sempre la pipi?” “Si, ½ litro d’acqua mi basta si e no due ore, voglio vedere se non mi scappa.”
Bene, problema risolto.
Dal Molin 2.0
Il 2 settembre e' stato presentato al sindaco di Vicenza "il primo vero progetto alternativo a Ederle 2".Pannelli foltovoltaici al posto di una base americana.
Energia pulita al posto di esercito, armi, asfalto e cemento.
Che dire. Buona fortuna!
04 settembre 2008
03 settembre 2008
Un'occasione sprecata
Gheddafi dichiara: "L'Italia non usera' e non concedera' l'uso delle basi sul suo territorio alla Nato e agli Stati Uniti nell'eventualita' di una futura aggressione contro la Libia".L'ufficio stampa della Presidenza del Consiglio si e' affrettato a rispondere che "l'accordo fa, come e' ovvio, salvi tutti gli impegni assunti precedentemente dal nostro Paese, secondo i principi della legalita' internazionale''
Peccato.
02 settembre 2008
Maschilismo genetico (e non solo)
Lui vive con la mamma? Non ha moglie ne’ figli? non e’ mai pronto per una storia seria? Passa di donna in donna con estrema facilita’? Pensa che il temine “famiglia” sia il diminutio del nome di un noto settimanale?Non accusatelo di immaturita’, di essere un mammone, di essere un etermo Peter Pan!
Per carita’!
La colpa non e’ sua ma di un gene, il 334. Secondo Hasse Walum dell'istituto Karolinska di Stoccolma una versione di tale gene rende il maschio piu’ orientato alla vita da single. (qui per i dettagli)
Lei non ha marito ne’ figli? E’ una zitella
Lei non e’ mai pronta per una storia seria? Passa di uomo in uomo con estrema facilita’? E’ una zoccola.
29 agosto 2008
Avviso ai naviganti
Per quei pochi che mi seguono regolarmente (ma anche per chi capitera' qui per caso).28 agosto 2008
Se questo non e' amore
Qualche giorno fa ho scritto ad un mio amico chiedendogli quando sarebbe tornata la sua fidanzata*. Veramente non ho usato questo termine, ero in preda ad una rara ispirazione poetica e gli ho chiesto quando sarebbe tornata "l'altra meta' del suo cielo".26 agosto 2008
Milano, sempre Milano
Non serve che legga i giornali o che guardi la tv, non serve la carrellata di fatti di cronaca che negli ultimi quattro mesi hanno attentato alla mia serenita’ interiore,per insinuarmi un senso di insicurezza, di paura, di terrore!
Mi e’ stayo sufficiente leggere le Norme di comportamento per i passeggeri dei mezzi di pubblico trasporto.
No, non sono una maniaca psicopatica. E’ che dopo la storia dei pulcini e dei pesci la curiosita’ mi ha spinta ad andare avanti. E poi in quei 30-45 minuti di viaggio qualcosa dovro’ pur fare, soprattutto quando mi finisce il libro a meta’ del viaggio.
Ritorniamo al cartello bianco e arancione.
Gia’ dopo poche righe si comincia a leggere che ai passeggeri e’ vietato “rimuovere o manomettere parti di apparecchiature della vettura” oppure “sputare all’interno delle vetture o sulle piattaforme”.
Sara’ che sono facilmente impressionabile mi immagino gia’ orde di barbari barbuti che salgono sull’autobus sputando qua e la’ e che si accaniscono su sedili e obliteratrici. Ma cosa se ne faranno poi di un sedile o di un’obliteratrice? Naturalmente non mi passa per la testa che un barbaro barbuto scardina solo per il gusto di scardinare! Da dove mi verra’ poi tutta questa ingenuita’?
Ma la mia preoccupazione e’ aumentata fino a portarmi ad una tetraparalisi condita da sbiancamento facciale, tremor panico e secchezza delle fauci quando ho letto il punto j)!
Al punto j) e’ vietato “portare in vettura, o comunque all’interno delle barriere costituite dai tornelli o cancelletti (e per fortuna che lo specificano), fucili carichi, materiali infiammabili, acidi corosivi…”
Che dire…preferirei la nonna di Titti e i pesci rossi.
21 agosto 2008
Paese che vai usanza che trovi.
Saggezza popolare…In effetti quando sono partita per venire qui a Milano un po’ di pregiudizi sulla citta’ e sui suoi abitanti ce li avevo. Non erano certo a livello di quelli di Toto’ in “Toto’, Peppino e la malafemmena”.
Insomma non sono partita a meta’ aprile con cappotto e colbacco, ma mi ero fatta l’idea di una popolazione strana, un po’ cummenda, un po’ frenetica, un po’ Milano da bere… insomma tutti quei bei stereotipi che si imparano guardando film e tv.
Girando per la citta’ mi sono accorta che gli stereotipi sono solo stereotipi, ma i milanesi devono essere davvero strani!
Prendiamo ad esempio gli autobus (mezzo che, insieme alla metropolitana e ai miei piedi mi sta portando dappertutto).
Le regole di comportamento sui mezzi pubblici ci danno un’idea delle possibili abitudini di chi li utilizza.
Ad esempio il trasporto animali.
A Padova le regole per il trasporto degli animali prevedono esclusivamente i cani, con delle distinzioni a seconda della taglia o dell’uso (ad es i cani per i ciechi).
A Milano il ventaglio e’ piu’ ampio.
Sono previsti i gatti, e questo non mi puo’ che far piacere da gattofila quale sono. I gatti devono essere trasportati con la loro gabbietta che “non deve presentare spigoli vivi o taglienti ed avere foggia tale da non arrecare fastidio algi altri clienti”.
E fin qui nulla di strano.
Al punto 3 si parla di uccelli.
Si danno le dimensioni della gabbietta, anche questa non deve avere “spigoli vivi o taglienti, etc. etc.”, non deve essere sudicia o esalare cattivi odori.
Ogni passeggero puo’ portare ben 2 gabbiette. E gia’ io mi vedo la nonna di Titti salire spavalda sul tram.
Al punto 4… al punto 4 sono contemplati pesci e pulcini.
Si anche io ho dovuto rileggerlo una seconda volta convinta che le 8 ore al computer mi avessero annebbiato la vista.
Sugli autobus milanesi si possono trasportare pesci e pulcini. Naturalmente rispettando alcuni accorgimenti: “i contenitori non devono superare le dimensioni di un normale sacchetto o scatola di scarpe”. E non devono puzzare naturalemente!
Me la vedo la sciura milanese con tailleur e piega al bigodino che si porta dietro un paio di pulcini in una scatola da scarpe!
Ma dove li porteranno poi, i milanesi, i pulcini? Li terranno sul terrazzo insieme alle piantine di basilico?
Ma ci sara’ un cosi’ florido commercio di pesci e pulcini a Milano?
E' proprio vero: sono strani questi milanesi!
20 agosto 2008
Volevo un gatto nero
Volevo un gatto nero e finalmente e' arrivato! 29 luglio 2008
Sex and the city? Ma fammi il piacere!
Film, telefilm (per l’ennesima volta), libro. Sto facendo una full immersion in Sex and the City.Lungi da me l’identificarmi con le protagoniste: che io non sia per niente simile a Carrie o Miranda o Samantha e’ un dato di fatto. E se Padova non e’ certo New York, non lo e’ nemmeno Milano! Certo che quelle li’ di tipi interessanti ne incontrano a iosa, ed io? Io da mesi non riesco a vederne uno. Cosi’ per gioco mi sono messa a sbirciare un po’ attorno con occhio diverso, a guardare gli uomini con ritrovato interesse alla ricerca di qualcosa che non finora non avevo visto.
Dai! Cominciamo!
Eccolo li’ il primo: sono in autobus, mi alzo per prepararmi a scendere e mi si avvicina un bel ragazzo, vestito di nero, cappello biondo tagliato cortissimo e pizzetto. Si siede, mi giro un attimo da un’altra parte perche’ non e’ educazione fissare la gente e sento: snach, snach, snach. Mi volto verso di lui e capisco con orrore l’origine del rumore: stava ruminando una gomma con la bocca aperta!
Il giorno dopo per strada mi viene incontro il classico bel uomo: completo blu, abbronzatura perfetta, ventiquattrore. Incede sicuro verso di me e da provetto minatore si infila l’indice in una narice scavando con fare esperto. L’esplorazione non tarda a dare i suoi frutti e l’elegantone rimira soddisfatto la pepita appena estratta.
Un vecchio adagio dice che non c’e’ due senza tre, ma io ho preferito fermarmi qui…
25 aprile 2008
Dal 16 aprile mi sono trasferita a Milano per lavoro. Ci rimarrò per 6 mesi.Purtroppo non ho un computer portatile e non riuscirò ad aggiornare il mio blog. Non che ultimamente lo abbia fatto neanche da Padova, ma i preparativi per la partenza sono stati un po' complicati. Numerose modifiche alla data di partenza mi hanno costretta a riorganizzare più volte la mia vita, le attività extra lavorative, la sistemazione del giardino, delle piante (i miei amatissimi bonsai), di Isotta la mia puzzola americana...
Spero di raccogliere altre storie da raccontare. Prenderò appunti!
A presto.
14 marzo 2008
Ipse dixit
Con la campagna elettorale la visibilità dei nostri politici è aumentata a dismisura e c'è chi, inebriato da tanta pubblica esposizione, si lascia andare a dichiarazioni imbarazzanti.Berlusconi ormai ci ha abituato alle sue sparate, nonostante questo ogni volta è un colpo allo stomaco.
Ieri si sera, ad una giovane che gli chiedeva un consiglio rispondeva: Contro la precarietà? Sposare mio figlio o un milionario», e ha aggiunto: «Io da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere, e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere.
La ragazza l'ha presa bene!
Io mi sono sentita offesa per lei.
(un grazie a Vauro che mi ha, inconsapevolmente, prestato la vignetta)
01 marzo 2008
Speriamo che sia femmina
Sono circondata da donne incinte. Alla faccia della "crescita zero"!Ormai, al lieto annuncio reagisco quasi con educata cortesia: è impossibile stupirsi ed emozionarsi per una notizia che non ha più niente di eccezionale.
Quello che mette a prova la mia innata diplomazia è l'annuncio del sesso del nascituro.
Lontani, anzi preistorici, i tempi in cui la sorpresa arrivava alla fine dei 9 mesi e alla gioia della nascita si sommava la scoperta del sesso del neonato. E ne seguiva un ampio dibattito tra le donne: "io l'avevo detto, la pancia era alta/bassa tonda/a punta...", "Non poteva essere altrimenti, se la donna è bella durante la gravidanza è sicuramente..." etc etc (mio padre aveva messo su una bisca con tanto di scommesse sul mio sesso!).
Ora la mammina arriva dopo l'ecografia raggiante e fa il fatidico annuncio con mesi di anticipo.
Le viscere mi si rivoltano quando mi viene comunicato che sarà maschio perché da qualche tempo non mi sento più dire :"E' un maschietto!".
No. La frase è: "E' un pisellino!" o pisellone (forse dipende dal grado di frustrazione della donna).
Se il nascituro è femmina non succede niente, è femmina e basta.
E per fortuna! Mi vengono i brividi solo al pensiero. Che diminutivi potrebbero essere usati per definire la bambina? Gnocchetta, topina, gnagnetta, patonzina...
Brrrrrrrr!!!!
12 febbraio 2008
Questioni di eredità
L'Italia, si sa, è una repubblica fondata sulla famiglia. Ne sono la dimostrazione il Family day, i tanti discorsi di cui si riempiono la bocca i politici, i parcheggi dedicati dell'Ikea.E si sa che i problemi nascono soprattutto quando il capofamiglia, possibilmente facoltoso, muore. La famiglia unita si sfalda al grido di "Ognuno per sè" in presenza di una cospicua eredità. E, si sa, chi stava in casa con il de cuius o quello che arriva per primo può essere colto dalla tentazione di sottrarre qualcosina.
Il governo è morto.
E come nella migliore tradizione l'eredità si è magicamente assottigliata. Il tanto decantato Tesoretto che non si sapeva come utilizzare (naturalmente si è pensato di darlo alle famiglie, fondamenta necessarie alla società italiana) non c'è più.
Scherzetto!
Padoa Schioppa lo ha dichiarato con un'ingenuità... Si sa, una persona anziana debole di salute ha le sue spese... sarà stato così anche per il governo che di salute non ne ha mai avuta tanta.
06 gennaio 2008
01 gennaio 2008
Buon Anno Nuovo!
L'anno che verrà è arrivato, e speriamo bene!Ieri ho atteso la mezzanotte a casa di Mara, una mia amica che vive in Umbria e che durante le feste ritorna in Veneto.
La serata prometteva bene già dall'inizio: c'erano uno, due, tre... sette, dico sette single maschi tra i trenta e i quarant'anni! La maggior parte erano soggetti già conosciuti, i due nuovi hanno subito attirato la mia attenzione: potevano essere del buon materiale per ripartire a scrivere di uomini su questo blog.
Invece una delusione.
I due nuovi si sono rivelati degli ottimi commensali. Uno, il piu' schivo, amante del cinema e della buona musica, non era male neanche fisicamente. L'altro un comico nato! Ci ha divertito con battute, imitazioni, canzoni goliardiche ed era carino pure lui.
Nemmeno i soliti noti sono stati vittime dei loro tic.
L'ipocondriaco non si e' lamentato; il logorroico ha parlato con discrezione...
Un disastro per questo blog!
Se il famoso detto dice bene mi sa che per tutto l'anno incontrero' uomini senza nevrosi!
E' il primo dell'anno, mi e' concesso sognare in grande.
22 dicembre 2007
E' Natale, purtroppo
Ho come l'impressione che il Natale tiri fuori il peggio che c'è nella gente.A parte le luminarie ostentate a fine estate.
A parte i Babbo Natale appesi senza ritegno alle finestre.
A parte le corse sfrenate all'ultimo panettone causa sciopero dei Tir (simili scene di isteria collettiva non si vedono nemmeno durante i saldi ).
Un'espressione tipica del moderno Natale sono i gadget. Con il termine gadget si definisce una massa informe di oggetti dalla discutibile utilità, creati da menti malate per acquirenti psicolabili.
Nel mondo del gadget vanno a finire tutte le creazioni di inventori pazzoidi che non hanno trovato una collocazione ufficiale. Si, perchè sono degli esseri ibridi, creature mitologiche formate da più nature, oggetti indefinibili non sai se catalogarli nel reparto cancelleria, in quello di utensili per la casa...
Anche il mio parrucchiere è stato colpito dalla virulenta febbre del gadget. Ieri sono andata a tagliarmi i capelli e insieme alla fattura (il mio è un parrucchiere onesto) mi ha consegnato un sacchettino rosso. Non ho resistito alla curiosità e l'ho aperto subito!
Che sorpresa quando mi sono trovata davanti un apribottiglia di un elegante blu. Ops, che strana punta. Tiro un po' ed ecco apparire la punta di una penna!
Il tutto è corredato da un cordino da collo: utilissimo.
A chi puo' essere venuto in mente di unire una penna ad un cavatappi? Perchè mai le due cose dovrebbero viaggiare insieme. E quel cordino? Qualcuno potrebbe avere mai il coraggio di girare con un oggetto simile attaccato al collo?
Buon Natale!
16 dicembre 2007
Chi non muore...
Oggi scrivo seduta comodamente davanti al computer mentre la mia nuova stufa a legna diffonde un delizioso calore. Ci è voluto un po', ma alla fine ho risolto molti di quei piccoli problemi che mi facevano diventare pazza. Aspetto con ansia l'imminente fine di questo tragico 2007, sono esausta. Non stanca, depressa, esaurita. Proprio ESAUSTA!
Come una pila alcalina, se collegassero i miei poli ad uno di quei tester (come quelli delle confezioni delle batterie di qualche anno fa) riuscirei a malapena ad accendere una flebile lucina rossa tendente allo spento.
Adesso mi rilasso davanti al fuoco, recupero le forze, tiro un bel sospiro e riparto.
A presto!
21 settembre 2007
Sistema decimale
Sono nata negli anni 70, gli anni di piombo e delle lotte sindacali. 19 settembre 2007
Vodafone: 914 persone in grado di...
di Ester Crea per "conquistedellavoro.it"
"Fistel, Slc e Uilcom verso lo sciopero dopo la presentazione di un progetto per la cessione delle attività di customer care
Bandisce concorsi a premi, si guadagna la simpatia con i volti (ben pagati) di Totti e Gattuso, pensa perfino di comprare le infrastrutture in Italia e Spagna di Tele2, ma intanto è pronta a rifilare una pedata a centinaia di lavoratori del suo customer care. E’ il colosso della telefonia mobile Vodafone, che nell’illustrare ai sindacati il piano industriale della compagnia ha rivelato l’intenzione di esternalizzare fino a quasi il 10% del suo personale, il tutto dopo un anno con fatturati in crescita e milioni di euro di profitti.
Pronta la reazione dei sindacati che hanno aperto la procedura di sciopero e convocato per il prossimo 25 settembre il coordinamento nazionale Rsu Vodafone per decidere le iniziative contro la decisione dell’azienda.
A rischio, in particolare, sarebbero i 914 lavoratori dei call center di diverse città d’Italia (Ivrea, Milano, Padova, Roma e Napoli).
”La riduzione del perimetro aziendale è un fatto grave - sostiene Raffaella Di Rodi, segretario nazionale Fistel Cisl – perché l’azienda, a fronte di un calo di redditività, risponde con un processo di esternalizzazione di attività core-business e dei lavoratori”.
Secondo le segreterie nazionali di Fistel, Slc e Uilcom si tratta di un progetto inaccettabile, ”che segna una grave inversione di tendenza rispetto alle politiche industriali portate avanti finora nel segno della qualità e dell'integrazione dei servizi e delle professionalità”.
Inoltre, i sindacati intravedono il rischio che si tratti solo di un primo passo, che col tempo potrebbe coinvolgere anche gli altri asset finora ritenuti strategici, come era stato dichiarato essere lo stesso customer care (cioè rete e IT).
Un’eventualità che secondo Di Rodi dovrebbe spingere il sindacato confederale ”ad una grossa riflessione a fronte dei cambiamenti che stanno avvenendo nel settore delle Tlc per adeguare gli strumenti contrattuali e dare maggiori tutele ai lavoratori che sono i soli a pagare le conseguenze delle strategie aziendali”.
Duro anche il commento di Alessandro Genovesi della Slc Cgil. ”Al di là di belle parole e tentativi di far passare tale operazione come scelta di carattere industriale – afferma il sindacalista - siamo alle prese con una semplice riduzione del costo del lavoro per far crescere il valore economico e finanziario dell’impresa”.
”Abbiamo molti dubbi – sottolinea Genovesi - sulla esternalizzazione di parti importanti dei servizi di gestione del cliente, da sempre vanto di Vodafone, che annuncia nei fatti un cambio di strategia esternalizzando parti importanti dei propri asset. A vantaggio, oltretutto, di un’azienda come Comdata, che non è l’Olivetti, ma anzi un’impresa di call-center priva persino di un contratto aziendale di secondo livelloe che da tempo va facendo shopping al solo scopo di quotarsi in Borsa. Le domande sono: siamo di fronte all'inizio di una drastica riduzione dei perimetri aziendali di Vodafone? Per Vodafone l'Italia è ancora un mercato strategico?”."
18 settembre 2007
Armi di seduzione
Ho portato nuovamente la mia macchina per cucire nel centro assistenza. Venti giorni fa l’ho portata per la prima volta, aveva un piccolo problema e ne ho approfittato per farle fare anche una revisione generale. Portata a casa mi sono accorta che non funzionava bene.Entro nel negozio con la mia piccolina sotto braccio, spiego il problema e il signore molto gentile mi dice che dovrà trattenerla qualche giorno. Mi rassicura dicendomi che è ancora in garanzia. “Non è da molto che l’ha portata qui, sarà neanche un mese”. Confermo. “Mi ricordo sa di lei!”
A questo punto tutta la mia civetteria mi sale dal basso allungandomi la colonna vertebrale vertebra dopo vertebra. Sale fino al busto, mi impettisco leggermente. Sale ancora. Le mie ciglia già si allungano preparandosi a sbattere come neanche Olivia di Braccio di Ferro saprebbe fare.
Il tecnico inspiegabilmente si avvicina alla vetrina, guarda fuori, si gira e mi chiede: “Dov’è?”
Le ciglia si ritraggono, con un impercettibile rumore, trac-tac-tac, le vertebre si accasciano nella loro posizione abituale.
Ho capito. Il tecnico cercava la mia macchina. Si era ricordato di me grazie alla mia 2cv charleston!
07 settembre 2007
Fai da te

Quella che non capisco è la cassa del supermercato. La nuova frontiera della spesa: la cassa “fai da te”. Non c’è mai coda. Il perché l’ho capito a mie spese.
Da perfetta single ecologista quando vado a fare la spesa mi porto le mie belle sporte di cotone. La cassa fai date non le ama, le rigetta, si indispettisce se le usi e comincia a ripetere a raffica: “Oggetto non riconosciuto nell’area sacchetti”. Provo a toglierlo, una voce gentile ti invita a mettere la borsa nell’area sacchetti. La rimetto. “Oggetto non riconosciuto nell’area sacchetti! Oggetto non riconosciuto nell’area sacchetti!”. Provo a fare l’indifferente ma quella non la smette “Oggetto non riconosciuto nell’area sacchetti!” Non so che fare, mi guardo attorno imbarazzata.
Un’inutile cassiera scende dal suo trono (la sua postazione è leggermente rialzata) e con aria scocciata mi dice che per utilizzare le mie borse lai mi deve autorizzare (e ci voleva tanto?). Ringrazio riconoscente.
Inizio a riempire i miei sacchetti, i sacchetto pieno lo rimetto nel carrello come faccio generalmente. Cattiva abitudine! La signorina Rottermeier nascosta nella cassa bela inacidita che c’è qualcosa che non va (ho rimosso le parole che ha usato). Mioddio che fare?
L’inutile cassiera mi guarda come se fossi una demente e mi spiega con eccessiva gentilezza che devo lasciare tutta la spesa “nell’area sacchetti” (comincio ad odiare questa definizione) fino alla fine.
Un codice non passa sul lettore, devo digitarlo sulla tastiera, sono terrorizzata, mi sento gli occhi della cassiera addosso…
Finalmente ho finito, chiudo il conto. Sacchetti utilizzati, nessuno (ah, te li fanno anche pagare!). Pago con il bancomat, uff devo anche passare la tessera, ma l’ho visto fare tante volte, qui non mi fregano! Tutto liscio, ma dall’enorme cruscotto non esce lo scontrino, lo cerco , non lo vedo, alzo gli occhi implorante e incontro quelli della commessa che scrolla la testa e mi indica un’appendice del cruscotto, completamente fuori dalla mia visuale.
Metto le borse nel carrello, sono stremata, sono stata umiliata, esposta al pubblico ludibrio e non ho risparmiato neanche un centesimo!
Allora mi chiedo, perché mai una persona capace di intendere e di volere dovrebbe utilizzare una cassa di questo genere?
08 agosto 2007
Nel mezzo del cammin...

09 luglio 2007
Chiuso per...

Questo blog e' temporaneamente chiuso per:
- Mancanza di una connessione internet (la mia azienda ha cambiato le condizioni del contratto del mio abbonamento aziendale. E' stato un cambio improvviso, non ho avuto il tempo per correre ai ripari)
- Mancanza di idee. Non mi succede niente percio' non ho niente da raccontare.
Spero di ritornare in forma al piu' presto. Un saluto a tutti quelli che hanno avuto la bonta' di continuare a venirmi a trovare.




